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Borderlands: The Handsome Collection
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Recensione - Borderlands: The Handsome Collection

Ebbene si: sembra proprio che nessuna saga old-gen sappia resistere alla tentazione di presentarsi in versione rimasterizzata sulle nuove console. Oggi è il turno della serie di Borderlands, che con Borderlands: The Handsome Collection raggruppa in un’unica edizione il secondo episodio sviluppato da Gearbox e lo spi-off The Pre-Sequel creato dai ragazzi di 2K Australia. Siete curiosi di scoprire se valga la pena di tornare nuovamente ad esplorare le lande di Pandora e i crateri del suo satellite Elpis? Scopriamolo insieme!

Il Gioco

2K Games sale sul treno delle collezioni remaster e si presenta sulle nuove console con Borderlands: The Handsome Collection, raccolta che include gli ultimi due folli episodi della saga creata nel 2009 dai ragazzi di Gearbox, ovvero Borderlands 2 e Borderlands: The Pre-Sequel, completi di tutti i numerosi DLC usciti fino ad ora e con l’aggiunta di una modalità cooperativa in split-screen per un massimo di 4 giocatori. Per chi ancora non lo sapesse, si tratta di titoli FPS con una spiccata vena cooperativa, impreziositi da alcune caratteristiche tipiche dei GDR come la suddivisione in classi, lo sviluppo di abilità attraverso un classico skill-tree, la presenza di quests e sub-quests e la ricerca continua di nuovo e sempre più potente equipaggiamento generato casualmente . Il risultato è un mix originale e frenetico che può facilmente sfociare in una “dipendenza”, soprattutto se giocato in compagnia. Entrambi gli episodi presenti nella collection ripropongono fedelmente quanto già visto sulle vecchie console con poche novità sostanziali, quindi, almeno per Borderlands 2, a livello contenutistico potete tranquillamente fare riferimento alla nostra precedente recensione per rileggere le nostre impressioni e rinfrescarvi la memoria . Discorso differente per Borderlands: The Pre-Sequel, uscito ad ottobre 2014 e che non avevamo mai recensito: ne approfittiamo quindi in questa sede per approfondirlo maggiormente.

Dopo aver pubblicato ben due episodi di grande successo, 2K Games ha deciso, forse per dare ai ragazzi di Gearbox la possibilità di prender fiato ed occuparsi di altri progetti, di affidare ai suoi studi australiani lo sviluppo di un nuovo episodio, ovviamente sotto l’attenta supervisione del team originale. Nuovo team di sviluppo, nuovi protagonisti ma anche, e soprattutto, nuova ambientazione. Si perché Borderlands: The Pre-Sequel, pur condividendo le meccaniche di gioco di base dei suoi predecessori, prende subito le distanze dagli altri episodi trasportando i giocatori lontano dal mondo di Pandora e rimescolando le meccaniche della narrazione, che passano ora attraverso il racconto di uno dei nuovi protagonisti, Athena. Teatro dei nostri scontri sarà questa volta Elpis, una delle lune di Pandora, sulla quale inizialmente ritroviamo Lilith, uno dei personaggi di Borderlands 2, intenta ad interrogare proprio Athena riguardo ai suoi legami con il nemico principale del secondo episodio, Jack il Bello. La trama, nel classico susseguirsi di missioni principali e secondarie tipico della serie di Borderlands, ci vede quindi intenti a ripercorrere dall’inizio le vicende che hanno fatto intrecciare le strade di vecchi e nuovi protagonisti per fare luce sugli avvenimenti che hanno portato proprio al confronto finale tra Lilith e Athena. Per farlo potremo selezionare il nostro alter-ego tra i 6 disponibili, 4 presenti già nel titolo originale e 2 aggiunti tramite DLC, ognuno con le proprie caratteristiche peculiari e con specifiche abilità da sviluppare procedendo del gioco. Oltre alla guerriera Athena possiamo selezionare l’incursore Wilhem,la cacciatrice Nisha, il robot Claptrap e, proprio grazie ai DLC, addirittura giocare nei panni di Jack il Bello o della Baronessa Lady Aurelia Hammerlock.

Sistema di controllo, progressione dei personaggi, gestione dell’inventario e missioni ricalcano fedelmente quanto visto in passato quindi bastano pochi minuti per ritrovare anche sul suolo lunare il feeling classico ed immediato della serie. La nuova ambientazione porta però con sé anche alcune interessanti novità, legate proprio alla sua natura. Elpis infatti non è Pandora e la varietà di ambientazioni viste nel secondo episodio lascia quindi spazio a sterminate pianure lunari spazzate dal vento, ricche di dislivelli e crateri nei quali troviamo accampamenti ed installazioni piene zeppe di tutte le tipologie di nemici già incontrate in passato, ovviamente in versione “spaziale”. Anche noi dovremo abituarci rapidamente alle nuove condizioni ambientali, con particolare attenzione alla bassa gravità e alle ridotte riserve di ossigeno, fondamentale per la sopravvivenza di tutti i cacciatori della Cripta (Claptrap escluso); l'ossigeno può peraltro essere anche sacrificato per ottenere una breve spinta propulsiva durante i salti che renderà i nostri movimenti meno rapidi permettendoci però di saltare molto più in alto e a lungo. Per non morire soffocati sarà necessario ricaricare con una certa continuità le nostre scorte d'ossigeno raggiungendo luoghi sicuri o attraverso fessure sparse qua e là sulla superficie. La combinazione di questi due elementi richiede qualche minuto per essere padroneggiata, ma espande ulteriormente il sistema di gioco originale portando con sé il giusto quantitativo di novità necessario per stuzzicare anche i giocatori più esperti.

Diamo ora uno sguardo alle novità introdotte nel passaggio di generazione. Rispetto alle versioni originali, in Borderlands: The Handsome Collection troviamo un motore grafico potenziato che gira in Full HD a 60fps con diversi filtri attivi, che garantiscono una definizione elevata ed un livello di dettaglio al passo con i tempi, ed un’inedita modalità cooperativa in locale che permette di godere di tutte le qualità multiplayer del titolo anche con amici e familiari in carne ed ossa (in questo caso, con 4 giocatori in locale, il frame-rate passa a 30fps). Entrambi i titoli godono come in passato di una completa localizzazione in lingua italiana e dell’intera offerta multigiocatore via Xbox Live. Infine, per grande gioia di chi ha investito parte della propria vita nei precedenti episodi, è possibile importare i salvataggi dalle vecchie console per proseguire la propria avventura senza dover ripartire da zero. Il procedimento è abbastanza macchinoso e non prevede purtroppo il gioco cross-platform, ma con un minimo impegno sarà possibile trasferire i vecchi dati, ottenendo anche in premio alcuni oggetti bonus.

Amore

E’ sempre Borderlands

- Il particolare mix concepito nel lontano 2009 da Gearbox unito alla delirante follia di Pandora e dei suoi abitanti, umani e non, ha sicuramente segnato il mondo dei videogiochi e anche a distanza di anni è difficile non farsi assorbire completamente dalla frenesia del gameplay incentrato sui combattimenti e sulla ricerca continua di nuovi preziosi “gingilli” con i quali potenziare il proprio personaggio. L’umorismo demenziale, i boss sopra le righe e le trame da b-movie si fondono alla perfezione con questa tipologia di gioco ed entrambi i titoli presenti in Borderlands: The Handsome Collection mantengono fortunatamente fede allo spirito originale regalandoci ore e ore di divertimento sopra le righe.

Stile grafico

- Personalmente ho sempre adorato il particolare design "fumettoso" concepito dai ragazzi di Gearbox per il loro sparatutto, e la pulizia grafica permessa dalla potenza delle nuove console rende il giusto omaggio al duro lavoro svolto dagli sviluppatori. Questo stile grafico è reso alla perfezione e sia Pandora che il suo satellite Empis risplendono in Full HD con una pulizia grafica invidiabile e una fluidità quasi sempre stabile sui 60 fps. Da applausi il level design e la caratterizzazione dei boss che in entrambi i giochi si sono rivelati ispirati e mai ripetitivi, così come gli effetti delle armi e la loro resa a schermo.

Quantità & qualità

- Oltre ai titoli originali, già di per sé longevi, Borderlands: The Handsome Collection include tutti i numerosi DLC usciti nel corso degli anni. Nuovi personaggi, nuove armi, nuove quest, nuovi veicoli e chi più ne ha più ne metta. La quantità di contenuti presenti in questa riedizione è mastodontica e tutti sono disponibili sin dal primo avvio per garantire un'esperienza completa sin dai primissimi istanti. Ottimo anche il livello qualitativo globale di contenuti che, a parte rari casi, riesce sempre a mantenere gli ottimi standard settati dalla serie per una longevità che può tranquillamente superare le 100 ore e una ri-giocabilità praticamente infinità, soprattutto in multiplayer.

Co-op in locale

- L’aggiunta di una modalità split-screen fino a 4 giocatori in locale può inizialmente sembrare banale, ma permette di godere dell’intera esperienza offerta da Borderlands: The Handsome Collection seduti sul proprio divano in compagnia di altri 3 amici, ovviamente a patto di possedere una TV di dimensioni adeguate. Per quanto fossi inizialmente scettico, devo ammettere che andare a caccia di tesori spalla a spalla con uno o più compagni in carne ed ossa è un’esperienza che merita davvero di essere provata e che si propone come valida alternativa al gioco online, soprattutto se siete in cerca di un titolo di qualità da gustare in compagnia.

Odio

Collezione incompleta

- Come può una raccolta come Borderlands: The Handsome Collection raggruppare così tanti contenuti senza però includere il capitolo originale? E’ questa la domanda che mi sono fatto sin dalle scene iniziali, senza mai trovare una risposta soddisfacente. Il particolare stile grafico di Borderlands permette ai vari episodi, anche ai più datati, di reggere alla grande gli anni e non poter rigiocare il titolo che ha dato il via a tutta la fortunata serie lascia davvero l’amaro in bocca, soprattutto se si considera che questo aspetto avrebbe potuto solleticare il palato di chi ha già spolpato i titoli originali… e se qualcuno ha dei dubbi in merito può sempre chiedere ad un certo Master Chief.

Solo per chi non ha giocato gli originali

- Come prevedibile, anche considerato il punto precedente, Borderlands: The Handsome Collection risulta davvero interessante solo per chi non ha giocato almeno uno dei due titoli originali o per i fanatici della serie che si sono lasciati sfuggire qualche DLC di troppo. Le poche novità presenti, limitate al comparto grafico in Full HD e alla co-op in locale, non giustificano infatti da sole l’acquisto per chi ha già speso ore e ore ad esplorare Pandora ed Elpis in passato, e la decisione di proporre la raccolta a prezzo quasi pieno non è sicuramente un punto a suo favore.

Tante imperfezioni grafiche

- Entrambi gli episodi soffrono di alcuni fastidiosi, e purtroppo ricorrenti, difetti visivi. In alcune situazioni le texture vengono caricate con evidente ritardo, le compenetrazioni poligonali sono frequenti, il frame-rate ogni tanto ha delle incertezze ed è presente un tearing marcato, visibile in quasi tutte le situazioni ma particolarmente evidente soprattutto durante i filmati. Si tratta di imperfezioni minime, sia chiaro, ma che minano, seppur in piccola parte, le qualità di un motore grafico solido e che probabilmente avrebbero potuto essere limate ulteriormente per non sminuire le grandi doti di un titolo che, nel complesso, sfrutta bene la potenza delle nuove piattaforme.

Paragone inevitabile

- Confrontare a distanza ravvicinata Borderlands 2 e The Pre-Sequel rischia purtroppo di penalizzare quest’ultimo. La scarsa dimestichezza del team di 2K Australia con la serie e le indubbie qualità del predecessore impediscono al titolo di eguagliare quanto visto nel secondo episodio, sia da un punto di vista di level design che di gameplay. Intendiamoci, The Pre-Sequel è un ottimo gioco ma l’ambientazione lunare, seppur realizzata a regola d’arte, non regge il confronto con la varietà vista in precedenza e l’introduzione del fattore ossigeno alla lunga limita l’esplorazione degli scenari. Questi minimi difetti “di gioventù” fortunatamente non influenzano in modo irrecuperabile la giocabilità, ma saltano comunque subito all’occhio nel caso si passi rapidamente da un titolo all’altro.

Tiriamo le somme

Borderlands: The Handsome Collection raggruppa in un'unica soluzione due ottimi FPS arricchendoli con tutti i DLC pubblicati finora. Il risultato è un prodotto frenetico, ben realizzato e ricco di contenuti che diverte e coinvolge a lungo, sia in single player che in compagnia, proponendosi come un acquisto obbligato per tutti quelli che si erano lasciati sfuggire almeno uno dei due titoli originali. Chi ha già giocato i due episodi in passato troverà purtroppo poche novità degne di nota e questo aspetto rappresenta l’unica vera pecca che, insieme all’assenza del titolo originale e a qualche piccolo difetto tecnico di troppo, impedisce a conti fatti a questa edizione di entrare a pieno titolo nell’olimpo delle migliori edizioni rimasterizzate di questa generazione.
8.2

Recensione realizzata grazie al supporto di 2K Games e Xbox.


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L'autore

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Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS fino al 2004, quando approda su Xbox. Ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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