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Code Vein II
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Recensione - Code Vein IIXbox Series X | SGame

A oltre 6 anni di distanza dall’uscita del primo capitolo, datato settembre 2019, Bandai Namco e Shift Inc sono finalmente pronti per consegnare ai giocatori Code Vein II, il sequel della loro saga d’azione post-apocalittica. Scopriamo insieme cosa ha in serbo il gioco per noi.
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Il Gioco

Code Vein II è un action RPG ambientato in un futuro alternativo nel quale umani e Redivivi, persone tornate in vita grazie a potenti abilità vampiriche, lottano insieme per la loro sopravvivenza. Se nel primo capitolo abbiamo approfondito la natura dei Redivivi e vissuto in prima persona la loro battaglia contro il “Miasma”, il nuovo episodio si concentra su un altro luogo e un altro periodo storico nel medesimo universo narrativo. Moltissimi anni prima degli eventi narrati nel gioco, il mondo fu sconvolto da una disastrosa catastrofe conosciuta con il nome di “Rinascita”, la cui corruzione trasformò la maggior parte degli esseri umani ancora in vita in mostri privi di coscienza, chiamati Orrori. Per arginare questo fenomeno, i Redivivi si riunirono sotto la guida del venerato Idris e grazie al suo impegno trovarono un modo per sigillare la Rinascita.

MX Video - Code Vein II

Con il tempo il sigillo iniziò a perdere di efficacia e i Redivivi furono nuovamente chiamati a lottare con tutte le loro energie per ripristinarne la forza, finendo però per sacrificare alcuni dei propri Eroi più valorosi al fine di fornire un costante afflusso di linfa vitale a un nuovo sigillo, conosciuto come Luna Rapacis. Il nuovo sigillo, la cui esistenza è possibile solo finché non verrà prosciugata l’essenza degli Eroi, ha inoltre un effetto devastante su coloro che lo hanno creato e la somma di queste due situazioni sta inevitabilmente portando il mondo al declino. È qui che entriamo in gioco noi, nel ruolo di cacciatori di Redivivi. Dopo essere stati risvegliati grazie al prezioso sacrificio della misteriosa Lou, una Rediviva in grado di manipolare il flusso del tempo, scopriamo infatti di essere stati scelti per una pericolosa missione, ovvero tornare nel passato, entrare in contatto con gli Eroi, scoprire le loro storie e modificare il corso degli eventi per salvare umani e Redivivi dall’estinzione.

Per il nostro alter-ego, che è possibile creare e personalizzare in modo estremamente approfondito attraverso un potente editor, inizia così un lungo e pericoloso viaggio attraverso due (o forse sarebbe meglio dire tre) linee temporali diverse in grado di tenere impegnato il giocatore per più di 40/50 ore, variabili come sempre in base alle abilità personali e/o alla propensione a esplorare a fondo ogni zona o a completare tutte le quest secondarie presenti nel gioco. Code Vein II, proprio come il suo predecessore, propone infatti una storia principale, che si rivela progressivamente al giocatore conducendolo a uno dei finali disponibili e che di fatto guida il giocatore nella vasta mappa aperta messa a disposizione dagli sviluppatori, abbinata però a una lunga serie di incarichi secondari opzionali, utili per ottenere oggetti preziosi, migliorare i rapporti con i vari NPC e, ovviamente, accumulare Foschia, la valuta universale da utilizzare sia per salire di livello sia per migliorare il proprio equipaggiamento o fare acquisti. Una volta raggiunti i titoli di coda si sblocca poi la modalità NG+, che consente di giocare nuovamente l’avventura portando con sé una parte dei progressi ottenuti nel corso della run precedente incrementando contestualmente il livello di sfida.

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Il cuore del nuovo capitolo, proprio come nel 2019, risiede nel sistema di combattimento e nelle meccaniche di crescita del nostro Redivivo. Non è quindi un caso che il team di sviluppo si sia concentrato molto su questi due elementi, che risultano allo stesso tempo familiari per chi ha giocato il capitolo originale ma anche profondamente diversi. Tutto parte dalle particolari abilità del protagonista, che può di fatto “equipaggiare” i codici sanguigni di altri Redivivi, così da acquisirne le 6 caratteristiche fondamentali ed eventuali abilità speciali. Inizialmente ne avremo a disposizione solo uno di livello base, ma progredendo nell’avventura è possibile raccoglierne altri o migliorare quelli in nostro possesso con l’utilizzo, così da incrementare la nostra competenza e ottenere l’accesso a una versione migliore del codice sanguigno in questione. Il secondo elemento cardine dell’esperienza di gioco riguarda ovviamente l’equipaggiamento. Code Vein II abbandona le meccaniche legate a vestiario e simili per concentrarsi unicamente su armi, scudi e potenziamenti vari. Nel nuovo capitolo sono presenti tantissime armi principali diverse, suddivise in 7 categorie adatte al combattimento ravvicinato, a quello a medio raggio e alla distanza. Ogni arma dispone di un certo numero di slot, generalmente quattro, nei quali è possibile inserire i cosiddetti simulacri, così da sbloccare speciali abilità utilizzabili consumando Icore, ovvero l’energia magica presente nell’universo di Code Vein.

Alle armi principali si affiancano poi gli strumenti di supporto, tra cui troviamo archi e asce, l’equipaggiamento difensivo, come scudi e altri oggetti che consentono di parare o schivare gli attacchi in arrivo, e le cosiddette Gabbie, ovvero armi speciali utilizzabili solo dai Redivivi in grado di incrementare una o più caratteristiche base e che permettono di dissanguare i nemici per ripristinare le proprie scorte di Icore. In aggiunta a tutte queste parti di equipaggiamento, il nostro alter-ego può contare su 4 slot potenziamento, nei quali è possibile inserire altrettanti oggetti speciali, e sulla presenza costante di un compagno in grado non solo di fornire supporto in autonomia durante la battaglia se “evocato” ma anche di garantire un boost notevole qualora si decidesse di combattere da soli “assimilandone” temporaneamente il potere.

Il rapporto tra il protagonista e i vari compagni che è possibile incontrare durante l’avventura però non si limita solo a questo. La barra dei Punti Vita del nostro Redivivo è infatti divisa in due parti, una relativa ai punti ferita del personaggio e una relativa ai punti connessione (detti PC), che rappresentano l’immortalità fornita dall’alleato. In base al livello di affinità tra noi e i vari NPC, incrementabile completando specifiche quest e consegnando ai compagni i giusti regali raccolti durante l’esplorazione, si ottiene un quantitativo extra di PC, che a conti fatti rappresentano la prima barriera contro i danni ricevuti dai nemici. Ogni compagno fornisce inoltre dei benefici speciali, la qui efficacia diminuisce in modo proporzionale alla quantità di PC persi in battaglia.

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Per recuperare Punti Vita e Punti Connessione è necessario ricorrere alle fiale di rigenerazione il cui numero di utilizzi totale, in perfetto stile souls-like, è limitato. Per ripristinare la quantità di cure è fondamentale interagire con i Vischi disseminati per le varie ambientazioni. Una volta sbloccati, i Vischi rappresentano non solo il punto dove riposare per recuperare le energie, mettendo però in conto che questa azione farà spawnare nuovamente la maggior parte dei nemici, ma anche i luoghi dove salire di livello consumando Foschia, nonché i nodi del sistema di viaggio rapido presente nel gioco. Presso i Vischi è possibile personalizzare i simulacri delle armi, duplicandoli se necessario, migliorare la quantità di usi e l’efficacia delle cure consumando specifiche risorse, modificare il compagno attivo, accedere al deposito o dialogare con Lou.

In Code Vein II il potenziamento non riguarda però solo il nostro alter-ego. Armi, Gabbie e strumenti di supporto possono infatti essere migliorati spendendo Foschia e utilizzando specifiche risorse presso alcuni NPC che è possibile incontrare nel gioco, mentre i potenziatori non possono essere migliorati ma è necessario crearne di nuovi attraverso un sistema di crafting accessibile sempre interagendo con i venditori. Parallelamente al sistema di creazione di nuovi potenziamenti, in questo nuovo capitolo è presente anche una meccanica di sintesi di oggetti che consente di creare in qualunque momento nuovi consumabili miscelando le risorse naturali raccolte durante l’esplorazione. Il potenziamento dei compagni avviene invece in modo automatico a ogni incremento di livello del protagonista.

Per quanto riguarda il combattimento vero e proprio, Code Vein II ripropone sostanzialmente la stessa struttura da action RPG con elementi souls-like vista nel primo capitolo. Gli scontri alternano combattimenti con nemici standard, generalmente abbastanza accessibili, alternati a incontri con varianti speciali, mini-boss e boss unici. Un elemento distintivo da questo punto di vista è rappresentato dalla lunga lista di alterazioni di stato, 16 in totale, che possono essere causate dagli attacchi nemici e che devono essere necessariamente tenute in considerazione quando si affrontano i nemici, soprattutto quelli più pericolosi. Un altro elemento peculiare riguarda i materiali lasciati in quale caso sul terreno dai nemici sconfitti, che se raccolti nelle giuste quantità e miscelati permettono di ottenere nuovi potenziatori.

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Il combat-system, come ormai tradizione, prevede l’alternanza tra attacchi leggeri, colpi pesanti, schivate e parate. Queste ultime, se eseguite con il giusto tempismo, permettono di sbilanciare gli avversari e colpirli con potenti contrattacchi utilizzando le Gabbie. Inoltre, in base ai simulacri equipaggiati nelle armi in uso, il nostro Redivivo può avere accesso ad alcune abilità speciali, che vanno da classici potenziamenti temporanei ad attacchi di varia natura. Quando non viene assimilato, il compagno gestito dalla IA contribuisce in autonomia durante gli scontri sacrificandosi temporaneamente in caso di sconfitta del protagonista per permettergli di tornare in vita sul posto. In caso di nuovo k.o. prima del ritorno del compagno o quando questo è stato “assimilato”, il nostro Redivivo lascia sul terreno tutta la Foschia accumulata fino a quel momento, che può essere recuperata tornando sul posto senza morire nuovamente, e si risveglia presso l’ultimo checkpoint con il quale ha interagito.

Anche per quanto riguarda le fasi esplorative Code Vein II rappresenta un’evoluzione della formula vista nel primo capitolo più che una vera e propria rivoluzione. Gli sviluppatori hanno infatti abbandonato la struttura ad aree proposta nel 2019 in favore di un approccio più open world, seppur con qualche limitazione che impedisce di raggiungere ogni area della mappa sin dall’inizio. Inizialmente, la mappa consultabile aprendo il menù di gioco risulta infatti offuscata da una vera e propria nebbia che può essere dissolta solo scovando e distruggendo le fonti di interferenza. In alcuni casi è poi necessario completare azioni o quest specifiche per accedere a una zona o liberare un passaggio che consenta di raggiungerla. Il gioco alterna l’esplorazione della zona principale a una lunga serie di dungeon più o meno complessi, alcuni nettamente separati dal resto nella mappa.

Per rendere gli spostamenti più agevoli, Bandai e Shift hanno inserito nel gioco la possibilità di evocare una motocicletta quando ci si trova all’aperto, perfetta per spostarsi rapidamente nelle zone non ancora esplorate o per raggiungere i vari luoghi senza utilizzare il sistema di viaggio rapido. Nei dungeon è inoltre possibile attivare i “monumenti di resurrezione” e i “monumenti di ritorno” che ricoprono rispettivamente il ruolo di punti di rinascita in caso di morte e teletrasporto rapido verso l’inizio del dungeon. Infine, per fornire ai giocatori un ulteriore strumento utile durante l’esplorazione, gli sviluppatori hanno introdotto la possibilità di visualizzare a schermo il percorso degli ultimi minuti di gioco, con una chiara differenziazione visiva tra quello più recente e quello passato.

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A sorreggere tecnicamente Code Vein II ci pensa la quinta versione del motore grafico Unreal Engine sviluppato da Epic, che permette al nuovo capitolo di fare un notevole passo in avanti da questo punto di vista non tanto per quanto riguarda il realismo o il livello di dettaglio generale, ma soprattutto per quanto riguarda gli ambienti aperti, la simulazione fisica di vestiti ed elementi di contorno e la distanza visiva. Anche questo secondo capitolo propone uno stile grafico da anime con personaggi fortemente caratterizzati ed ambientazioni post-apocalittiche che riportano costantemente alla memoria la serie di God Eater. Il titolo è disponibile solo sulle piattaforme di ultima generazione e propone le ormai consuete due modalità di rendering, una che predilige la qualità grafica a 30fps e una pensata per massimizzare il numero di fotogrammi riducendo il numero di pixel renderizzati contemporaneamente a schermo.

Il nuovo capitolo propone nuovamente una colonna sonora orchestrale nella quale trovano spazio una vasta selezione di brani in grado di sottolineare al meglio ogni fase di gioco. Il gioco dispone inoltre del doppiaggio in inglese o giapponese, affiancato alla completa localizzazione in lingua italiana di menù, documenti di gioco e sottotitoli. È infine opportuno segnalare che in questo sequel, a differenza del primo episodio, non è presente nessuna modalità multigiocatore, nemmeno cooperativa.

Amore

Stile grafico

- Per quanto io non sia un amante del genere e, più in generale, di un certo tipo di caratterizzazione sopra le righe, è innegabile che Code Vein II, proprio come il suo predecessore, possa contare su un design dei personaggi davvero azzeccato, siano essi umani, redivivi o mostri di ogni sorta. Nel corso dell’avventura si incontrano un gran numero di personaggi e creature diverse, ognuna delle quali rimane rapidamente impressa nella memoria del giocatore proprio in virtù di questo aspetto fondamentale, che contribuisce non solo a rendere ancora più viva e tangibile l’ambientazione post-apocalittica alla base delle vicende ma anche a far passare rapidamente in secondo piano un comparto tecnico non sempre all’altezza delle aspettative.

Editor

- In modo analogo a quanto accaduto con il primo capitolo, anche Code Vein II può contare su un sistema di creazione del personaggio estremamente potente in grado di soddisfare le esigenze di qualunque tipologia di giocatore, dal neofita che non ama complicarsi troppo la vita e sceglie il proprio alter-ego tra i modelli standard proposti all’appassionato che decide di investire tempo ed energie nel dare vita a un Redivivo che non sfigurerebbe in un anime o in un manga. Il numero di opzioni e di elementi personalizzabili messo a disposizione di chi impugna il pad è letteralmente sterminato e rappresenta non solo un elemento in grado di rafforzare la componente ruolistica alla base del gioco ma anche un modo perfetto per accogliere al meglio il giocatore nell’universo della saga sin dai primi istanti.

Combat System

- Grazie all’esperienza accumulata dal team di sviluppo con il primo episodio e ai feedback ricevuti a partire dal 2019, Code Vein II propone un sistema di combattimento ancora più vario ed appagante del titolo originale. Per raggiungere questo importante risultato, gli sviluppatori hanno lavorato su molti fronti: hanno innanzitutto incrementato le tipologie di armi disponibili e reso più accessibile il sistema di personalizzazione e miglioramento delle stesse, arricchendo il tutto con un ventaglio estremamente ampio di strumenti di supporto e potenziamenti. Parallelamente, Shift e Bandai hanno lavorato sulla varietà dei nemici, sul bilanciamento degli scontri e sul livello di difficoltà delle battaglie contro gli avversari unici, condendo il tutto con un sistema di alterazioni di stato in grado di modificare drasticamente l’inerzia di uno scontro se ci si arriva impreparati. Dall’unione di questi due elementi prende vita un gameplay profondo ed accattivante, in grado di catturare a lungo sia coloro che amano costruire passo passo la build perfetta per il loro alter-ego, padroneggiandola al meglio, sia chi ama sperimentare costantemente per adattarsi meglio a ogni situazione o, perchè no, anche solo per mantenere sempre viva la sensazione di novità.

Una storia tutta da scoprire

- Al netto di un incipit non particolarmente coinvolgente, sul quale torneremo più dettagliatamente nella sezione ODIO, Code Vein II propone una sceneggiatura di ottima qualità, che da un lato approfondisce ulteriormente l’ambientazione della saga e dall’altro permette ai giocatori di vivere un’avventura completamente inedita, sia per quanto riguarda gli eventi sia per quanto riguarda i rapporti tra umani e Redivivi. La vicenda si dipana davanti al giocatore in modo estremamente naturale, alternando momenti drammatici a situazioni più leggere, il tutto impreziosito da un cast ben strutturato, da una giusta quantità di colpi di scena e da un discreto numero di scelte in grado di influenzare l’epilogo al quale si giunge una volta conclusa la quest principale.

Colonna sonora

- Proprio come il primo capitolo, anche Code Vein II può contare su una OST orchestrale di ottima qualità e su un comparto audio in grado di sfruttare al meglio ogni brano, sia durante le fasi esplorative sia quando ci si trova ad incrociare le lame con qualche gigantesco boss. Una menzione d’onore va alle scene d’intermezzo, che sin dall’introduzione si distinguono per la delicatezza dei brani scelti per accompagnare le vicende e per l’intensità di alcune delle melodie composte da queste particolari sequenze.

Odio

Comparto tecnico migliorabile

- Nonostante il passaggio all’Unreal Engine 5 abbia permesso agli sviluppatori di compiere un grande salto in avanti rispetto al primo episodio, Code Vein II non riesce quasi mai a brillare per la solidità e/o la qualità generale dell’immagine. Se si escludono gli ottimi modelli poligonali dei protagonisti e la grande distanza visiva a disposizione del giocatore, il resto del comparto grafico risulta generalmente buono, ma nulla di più, e questo anche se si decide di “sacrificare” il framerate per spingere al massimo la qualità. Ad aggravare ulteriormente la situazione ci pensano poi alcuni evidenti problemi di ottimizzazione, che si traducono in sporadici cali di framerate, un sistema di illuminazione davvero poco convincente, caricamenti tardivi di alcune texture e qualche glitch grafico di troppo, che spero sinceramente vengano risolti il prima possibile con qualche patch dedicata.

Niente co-op

- Personalmente non amo troppo condividere le mie esperienze nei titoli d’azione, siano essi soul-slike o meno, con altri giocatori ma so quanto questo possa essere importante per una porzione abbastanza ampia di giocatori, i quali non disdegnano l’idea di superare le proprie “divergenze” con questo genere affidandosi alla modalità cooperativa o, più semplicemente, di vivere l’avventura spalla a spalla con il proprio compagno abituale. Il fatto che Code Vein II, a differenza del suo predecessore, al momento non offra questa possibilità rappresenta senza ombra di dubbio una mancanza importante, che potrebbe inevitabilmente ripercuotersi sull’interesse di chi è abituato ad affrontare queste esperienze in compagnia, indipendentemente dalla motivazione.

Inizio lento

- Code Vein II è un titolo action che parte lentamente, probabilmente troppo. Se da un lato è comprensibile che le prime ore di gioco rivestano il ruolo di tutorial per le tante meccaniche presenti nel titolo, dall’altro è difficile digerire di dover raggiungere la doppia cifra sul contatore del tempo trascorso per veder ingranare in modo concreto la narrazione e potersi finalmente immergere al 100% nel mondo di gioco preparato per noi dagli sviluppatori. Un ritmo più incalzante sin dalle prime battute avrebbe sicuramente giovato al gioco, così da ridurre al minimo sindacale il rischio di abbandono prematuro da parte di tutti coloro che hanno bisogno di sentirsi subito coinvolti dalle vicende narrate in un gioco.

Tiriamo le somme

Code Vein II è un action RPG solido ed appassionante che non si limita ad espandere le fondamenta gettate con il primo capitolo ma che, anzi, le mette in discussione in quasi tutti gli aspetti con l’obiettivo dichiarato di offrire ai giocatori un secondo capitolo non solo più vasto, ma anche più equilibrato ed omogeneo sul fronte della difficoltà. Al netto di un inizio non particolarmente scoppiettante, di una realizzazione tecnica al di sotto delle aspettative e dell’inspiegabile assenza della componente multigiocatore, questo sequel riesce nel suo ambizioso intento e consegna nelle mani dei giocatori un’avventura davvero coinvolgente, resa ancora più interessante da un combat-system tanto profondo quanto malleabile e da un sistema di progressione in grado tenere il giocatore incollato allo schermo anche dopo molte, moltissime ore di gioco. Un titolo che gli appassionati del genere, inclusi quelli che non hanno apprezzato o che hanno ignorato il primo episodio, dovrebbero considerare di aggiungere alla propria libreria alla prima occasione utile.
8.5

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L'autore

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Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS fino al 2004, quando approda su Xbox. Ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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