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RIDE 6
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Recensione - RIDE 6Xbox Series X | SGame

Con RIDE 6 Milestone riporta sui nostri schermi il loro simulatore motociclistico per eccellenza, che nel corso di cinque capitoli è riuscito a conquistarsi un'ottima base di amanti del motociclismo virtuale e non. Questo capitolo è il più ambizioso: ci offre anche una parentesi fuoristrada ed introduce il nuovo contesto del RIDE Fest. Scopriamo insieme tutte le novità che la casa meneghina ci propone!
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Il Gioco

A distanza di tre anni dal quinto ed apprezzatissimo capitolo, Milestone ci ripropone quella che è la loro opera omnia dedicata al motociclismo. Un gioco che da sempre strizza l'occhio a celebri titoli motoristici che hanno letteralmente fatto la storia del nostro medium preferito. Pare limpido che il riferimento che portò alla nascita di questa serie siano titoli come Gran Turismo, o meglio ancora quel Tourist Trophy che la stessa Polyphony creò senza poi, purtroppo, dargli un seguito. La missione era chiara: creare un gioco che sapesse portare sui nostri schermi tutto quello che le gare motociclistiche possono offrire. Passione, velocità, adrenalina e personalizzazione diedero il via a RIDE, che andò a migliorarsi di episodio in episodio, arrivando ad un ottimo quinto capitolo, con ormai pochissimi difetti. Migliorare un prodotto già di ottima qualità non è certo un'impresa semplice, ed allo scopo il team milanese ha preso spunto da un altro peso massimo della categoria, quel Forza Horizon che ha saputo porsi come il riferimento assoluto nell'ambito dei racing games a quattro ruote. Il RIDE Fest, infatti, pesca a piene mani dall'Horizon Festival di Playground, come si poteva ampiamente dedurre già dal primo trailer del gioco. È necessario però specificare immediatamente una cosa: in RIDE 6 il festival è solo l'ambientazione del gioco, un orpello che fa da sfondo alla nostra Carriera ed al menu principale. Non aspettatevi quindi un titolo free roaming a base di moto: non è questo il caso.

MX Video - RIDE 6

Il RIDE Fest è alla base della rinnovata Carriera, la modalità principale di questo gioco. A differenza dello scorso capitolo dove dovevamo vincere le gare di un gruppo per sbloccare il seguente in una maniera piuttosto rigida e schematica, in RIDE 6 avremo un maggior controllo della nostra progressione. La Carriera è infatti suddivisa in molteplici Aree Tematiche di difficoltà crescente, la prima delle quali servirà da assaggio a tutto ciò che ci offrirà questa modalità nel suo prosieguo. In questa primissima fase, infatti, verremo a contatto con varie tipologie di motociclette, a partire dalle Sportive, passando per le Super Motard, fino alle nuovissime Enduro ed alle neo introdotte, particolari ed americanissime Baggers. In ogni gara avremo due obiettivi: quello principale, indispensabile per sbloccare le gare successive, e quello secondario, del tutto opzionale, ma utilissimo per guadagnare ulteriori Punti Fama rispetto a quelli già ottenuti dal primario. I Punti Fama saranno necessari per sbloccare nuove Aree e starà a noi decidere quali affrontare prima e quali in seguito, vuoi per la mancanza della moto adatta, o più semplicemente per una mera questione di preferenze. Non ci vorrà troppo tempo per sbloccare numerose Aree, concedendoci quindi un'inedita libertà che aiuta a scacciare la noia e la ripetitività. Nessuno infatti ci impedirà di compiere qualche gara di un Area, senza quindi finirla completamente, per poi passare ad un'altra e ad un'altra ancora, alternando il tipo di motociclette usate e l'esperienza ad esse associata, dandoci l'opportunità di vivere questa rinnovata Carriera nel modo a noi più congeniale, ricordando però che il completamento di ogni Area potrebbe portarci dei bonus piuttosto interessanti come un sostanzioso sconto su tutte le moto di un determinato marchio e nuove motociclette da aggiungere alla nostra collezione.

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Come da tradizione dovremo affrontare vari tipi di competizioni, dalla semplice Gara Singola alla Prova a Tempo, arrivando fino a campionati che andranno ad arricchirsi di tappe progredendo nel gioco, con tanto di sessioni di prove, in alcuni casi One Shot, in altri a tempo. Non mancheranno le temibili gare Endurance ed i classici Testa a Testa che in RIDE 6 assumono un ruolo ancora più centrale. Se nello scorso capitolo correvamo contro personaggi fittizi nel tentativo di raggiungere la prima posizione della classifica mondiale, in RIDE 6 dovremo vedercela con 10 leggende di ogni disciplina motociclistica che il gioco ci propone, affrontandoli in quelle che possiamo definire come vere e proprie Boss Battle. Dovremo quindi sfidare piloti reali come il Re delle Baggers Tyler O’Hara, campionissimi come Troy Bayliss o James Toseland nelle categorie sportive, o ancora il nostro Niccolò Canepa a rappresentare il mondo delle corse di durata fino a giungere al Boss Finale, la leggenda che ha portato il primo titolo mondiale MotoGP in casa Ducati nell'ormai lontanissimo 2007, quell'autentico fenomeno che risponde al nome di Casey Stoner. Vincendo le gare naturalmente otterremo dei crediti utilissimi per elaborare le nostre moto o per comprarne di nuove, oltre a premi di vario tipo, a partire da stickers da usare nell'editor con cui personalizzare i nostri bolidi, nuove motociclette spesso non disponibili dal concessionario e ancora, nel caso delle sfide contro i cosiddetti Boss, parti di abbigliamento, caschi ed addirittura le loro stesse moto.

Un'altra novità di questo sesto capitolo riguarda proprio il concessionario, ora suddiviso in due varianti: una dedicata unicamente alle moto Nuove ed una seconda dedicata invece a quelle Usate, anche se sarebbe più corretto definirle Storiche. Nel primo troveremo quindi le ultime meraviglie tecnologiche prodotte da ognuno dei 21 costruttori disponibili, con modelli nuovi per la serie come la Aprilia RS 660 o la meravigliosa nuova versione della Ducati Panigale V4S e altre moto celebri di cui la più vecchia, se ho controllato bene, risale al 2015. Per le moto più datate dovremo quindi rivolgerci al Concessionario di moto usate, ma dovremo letteralmente cogliere l'occasione al momento giusto. Non saranno infatti presenti tutte le moto, ma solo una piccola selezione che verrà rinnovata ad intervalli di tempo regolari – al momento della stesura di questa recensione l'intervallo di tempo dovrebbe essere settato attorno ai 10 giorni – mettendoci quindi un po' di fretta nel decidere se acquistare o meno un determinato modello. Rinunciare potrebbe portarci nella scomoda situazione di dover attendere molto tempo prima che quel preciso modello torni disponibile, a meno che non lo troviamo come ricompensa di un determinato evento.

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La Bridgestone Riding School è un'ulteriore novità che ci offre RIDE 6; un tutorial/scuola guida diviso in tre parti. Nella prima potremo affrontare un corso base che ci permetterà di imparare l'uso della moto nel migliore dei modi, partendo dalle traiettorie migliori, arrivando alla guida senza gli aiuti elettronici, permettendoci di imparare a controllare le motociclette in ogni circostanza, anche la più complicata. Nella Mugello Masterclass il tasso di sfida si alzerà ulteriormente, proponendoci sfide più impegnative ambientate nel meraviglioso circuito toscano. Infine avremo i corsi dedicati alle nuove moto Enduro che portano uno stile di guida diverso da quello a cui eravamo abituati. Tutti questi corsi hanno in comune la particolare meccanica dell’“Impara, Prova, Competi”. Potremo quindi osservare il nostro istruttore compiere quella determinata prova, con tanto di commento tecnico per poi provarla senza dover registrare un tempo ed infine avremo l'occasione di competere, siglando il nostro tempo migliore, sfidando un fantasma e registrando il nostro risultato nelle classifiche mondiali. Completando queste lezioni otterremo vari bonus oltre al classico Level Up che ci garantisce ogni attività in RIDE 6 e che farà crescere il nostro livello. Otterremo quindi nuove tute e moto con tanto di livrea personalizzata RIDE Fest!

Dal punto di vista delle modalità disponibili, RIDE 6 non ci fa mancare nulla. Abbiamo le tipiche modalità Veloci che ci permettono di affrontare una gara selezionando ogni singolo dettaglio, partendo dal circuito, arrivando alle condizioni meteo selezionando l'ora del giorno, fino alla velocità dello scorrimento del tempo. Nella Prova a Tempo andremo a confrontarci con le classifiche mondiali per ognuno dei circuiti disponibili ed infine nelle Gare Endurance metteremo a dura prova la nostra resistenza in gare da 20 minuti fino a 24 ore. Torna anche la bellissima modalità Race Creator, introdotta nell'ultimo capitolo e che ci permetterà di creare dei campionati, ma anche delle semplici gare singole, personalizzandone ogni minimo dettaglio, a partire dal numero di gare che comporranno l'eventuale calendario, passando per le singole moto coinvolte, arrivando infine a personalizzarne ogni singola livrea, tuta e casco. In RIDE 5 questa modalità è stata una vera e propria sorpresa, specialmente grazie agli utenti più volenterosi che hanno creato delle repliche di campionati esistenti, come il BSB o direttamente la MotoGP creata dal sottoscritto. Purtroppo però questa modalità non sarà presente al lancio, ma arriverà in un secondo momento. Non si hanno notizie precise sull'esatta tempistica, ma mi auguro che arrivi nei giorni subito successivi all'uscita assieme ad un'altra modalità attualmente assente, ossia il multiplayer a schermo condiviso.

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Rimanendo in tema multi giocatore, naturalmente RIDE 6 offre l'immancabile componente online, ora totalmente cross-platform, aperta quindi a tutti gli utenti console ed a quelli PC, finalmente in un'unica piattaforma unificata. Purtroppo però il numero di giocatori per lobby è inspiegabilmente calato, dai 20 dello scorso capitolo si è passati ai 12 attuali. Come prevedibile, in questi giorni precedenti al lancio trovare giocatori online non è stata un'impresa facile, quindi non ho potuto constatare alcuni aspetti critici come l'affidabilità del net-code e se, aggiungendo piloti controllati dalla CPU, il numero di partecipanti arrivi ad eguagliare quello dello scorso capitolo o si fermi a 12 in qualsiasi caso. Nelle poche partite che sono riuscito ad effettuare eravamo solo in due, non ho avuto nessun tipo di problema ed il gioco era indistinguibile dalla modalità offline, ma è troppo poco per potersi sbilanciare in giudizi più o meno definitivi. La creazione delle lobby offre la solita moltitudine di opzioni, permettendo a chi le ospita di impostare molti fattori, a partire dal tipo di gara alla modalità di selezione del tracciato, passando per la tipologia di moto consentite fino al limite dei Punti Prestazione, in modo da creare lobby differenziate nella speranza di evitare dei veri e propri campionati monomarca come successe in passato, sì, Panigale Superleggera, sto parlando di te!

L'ultima grande novità di RIDE 6 è la più che gradita implementazione della modalità Arcade. Esattamente come abbiamo visto nell'ultimo MotoGP 25, potremo decidere se optare per il classico sistema di guida di casa Milestone, chiamato Pro, oppure per la ben più accessibile modalità Arcade. Nel primo caso potremo come sempre ritagliare il grado di simulazione desiderata su misura, attivando o meno le varie assistenze disponibili, ma contando sempre su un comportamento della moto realistico e verosimile. La base di partenza è chiaramente quella di RIDE 5, capace di offrire un elevato grado di realismo, specialmente privandosi degli aiuti, ma mantenendosi accessibile anche ai centauri virtuali meno smaliziati. Un aspetto cruciale della modalità Pro è rappresentato dal pool di aiuti elettronici disponibili direttamente in gioco. Mi riferisco principalmente ad ABS, al controllo della trazione ed al sistema anti-impennata. Come consuetudine possiamo agire su questi aiuti in qualsiasi momento della gara – ma anche nel pre-gara dal menu dedicato all'assetto – richiamandoli premendo Y per poi aumentarne o diminuirne l'intervento da 1 a 4 con la croce direzionale. L'efficacia di queste assistenze è estremamente marcata, disabilitare completamente il controllo di trazione da un lato libera completamente la cavalleria della nostra moto, ma dall'altro ci darà un vero e proprio cavallo imbizzarrito pronto a disarcionarci ad ogni apertura del gas anche solo minimamente più allegra del dovuto. Aiuti elettronici che non saranno contemplati nella nuova modalità Arcade, dove potremo spingere come matti, senza doverci preoccupare del comportamento della nostra moto, aprendo le porte, oggi più che mai, a davvero ogni tipo di giocatore.

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Immancabile il potentissimo e flessibile editor; anche in RIDE 6 potremo personalizzare la nostra moto nel minimo dettaglio, creando livree originali o iconiche Replica del passato. Avremo a disposizione 2000 livelli che daranno ampia libertà alla nostra immaginazione sia per le livree che per le tute e i caschi del nostro pilota. Notevole importanza è stata data anche a tutto ciò che riguarda l'accessibilità del gioco. Oltre alla già menzionata modalità Arcade perfetta per chi si volesse avvicinare per la prima volta ad un gioco motociclistico, il titolo Milestone offre diversi aiuti per tutti i tipi di giocatori. Dalla possibilità di ridurre la velocità di gioco, all'implementazione dei controlli ad una sola mano, fino a differenti filtri grafici per facilitarne l'utilizzo anche a tutti quei giocatori con difetti visivi.

Amore

Il RIDE più grande di sempre

- Contando i contenuti che verranno rilasciati post lancio e quelli come bonus pre-order – disponibili comunque per l'acquisto – RIDE 6 arriverà ad offrire qualcosa come più di 340 motociclette, 45 ambientazioni diverse di cui alcune con più circuiti e layout. Oltre alle moto stradali ora avremo a nostra disposizione le nuovissime Maxi Enduro, le Bagger, Motard e Scooter, sia su strada che su circuiti sterrati dedicati. Ritornerà, si spera a brevissimo termine, l'apprezzatissima modalità Race Creator, oltre a rinnovate Sfide Mensili. Il tutto affrontabile sfruttando l'ottimo grado di simulazione offerto dallo stile di guida Pro o l'immediatezza garantita da quello Arcade. Sicuramente alcuni si lamenteranno di alcune mancanze tra le motociclette disponibili, io per primo morirei alla presenza delle mitiche 125 cc 2 tempi degli anni ’90 o dei mitici scooter 50 cc della mia giovinezza, ma è innegabile il grande sforzo compiuto dal team italiano nel tentativo di offrire una panoramica a 360 gradi del mondo motociclistico, dandoci una quantità di contenuti ancora maggiore rispetto al passato, ottimo lavoro!

Stile di guida pienamente soddisfacente

- Il modello di guida di RIDE 6 parte da quello che offriva il precedente capitolo senza andarlo a stravolgere, arricchendolo piuttosto con il nuovo modello di guida che riguarda principalmente le moto Enduro su percorsi sterrati. Optando per lo stile Pro, il comportamento delle motociclette è sempre realistico e diventa spietato se decideremo di abbassare a zero il valore degli aiuti elettronici. Aiuti che si faranno sentire anche solo alzandone o abbassandone il valore di un singolo punto sui 4 disponibili, permettendoci di trovare il compromesso migliore per ognuno di noi. Oltre a questo l'importanza dell'assetto è come sempre un aspetto fondamentale con cui dovremo necessariamente confrontarci se vorremo puntare a sfidare i migliori giocatori del mondo. Ho apprezzato anche il comportamento delle moto fuori strada; se al primo approccio ero più in difficoltà del previsto, ci è voluto poco per capire come gestire al meglio le derapate in uscita di curva riuscendo a togliermi qualche soddisfazione anche con questo inedito gruppo di motociclette.

Davvero per tutti

- Come dicevamo, il modello di guida di RIDE 6 è, come da tradizione, scalabile e lo possiamo cucire a nostra misura semplicemente sfruttando gli aiuti elettronici e le tante assistenze disponibili. L'aggiunta dello stile Arcade aumenta esponenzialmente l'appetibilità del titolo, rendendolo ora adatto a davvero ogni tipo di giocatore. Dal super appassionato capace di spremere ogni singolo cavallo sfruttando le proprie abilità ed un assetto creato ad hoc per ogni circuito, fino al novizio che vuole solo fare qualche gara con la moto dei propri sogni senza dover affrontare una curva di apprendimento troppo ripida ed intimidatoria.

Tecnicamente pregevole

- Grazie al passaggio all'Unreal Engine 5, RIDE 6 migliora tutto ciò che di buono ci aveva offerto il suo predecessore. I modelli poligonali delle moto sono semplicemente perfetti ed una vera gioia per gli occhi, ricalcando i modelli reali sin nei minimi dettagli per la felicità di tutti gli appassionati. I nuovi circuiti introdotti riescono a colpire ed offrono ambienti molto più ricchi e complessi rispetto alle piste classiche, con più pubblico, più vegetazione ed una resa dei dettagli sempre migliore. Ma l'aspetto che probabilmente rende meglio è il rinnovato sistema che gestisce l'illuminazione dinamica e gli effetti meteo. Gareggiare in notturna al Mugello con una visibilità ridotta a causa dell'umidità e della lieve nebbiolina prodotta è davvero suggestivo. Così come è di sicuro impatto gareggiare all'alba o al tramonto con i raggi del Sole che la fanno da padroni. Ottima la resa su schermo anche nel caso di meteo avverso, con gli schizzi di pioggia che ci “sporcano” la visuale e l'asfalto lucido, tutto reso davvero molto, molto bene. Potremo ammirare tutti questi piccoli dettagli nei sempre ottimi replay – seppure con bande nere sopra e sotto – o nel maestoso Photo Mode, uno strumento che, se usato attentamente, può produrre scatti davvero fantastici. Pregevole come sempre anche la resa di tutte le nostre personalizzazioni, portate in pista senza il minimo degrado di definizione. Anche il frame-rate è ottimo in ogni circostanza, sempre fisso a 60 immagini al secondo su Xbox Series X anche nelle situazioni più concitate. Gli unici, piccolissimi difetti che ho notato sono problemi congeniti del motore grafico di Epic, come il lieve ritardo del caricamento di alcune texture, fortunatamente limitato ad alcuni cartelloni pubblicitari e nulla più. Siamo certamente di fronte al RIDE più bello di sempre.

Supporto a lungo termine

- Uno dei difetti che ha afflitto lo scorso capitolo è certamente quello relativo al supporto di Milestone sul medio-lungo periodo. Una volta conclusi i DLC previsti, non è stato più offerto nulla ai giocatori che ne volevano di più, specialmente a fronte di nuove moto in uscita sul mercato reale. Con RIDE 6 il supporto è previsto fino a metà del 2027, grazie ai già pianificati ed annunciati due Season Pass. Questi DLC andranno ad aggiungere al roster base più di 60 nuove motociclette, 6 circuiti e nuove modalità di gioco, garantendo quindi un'esperienza sempre fresca e ricca di nuove sfide. Resta da vedere come queste aggiunte si amalgameranno al resto del gioco. In RIDE 5 uno dei difetti fu proprio il rilascio dei DLC, magari con nuove categorie di motociclette come ad esempio Scooter e Motard, senza però offrire nuovi eventi ad arricchire la Carriera, dandoci quella non certo piacevole sensazione di novità fini a se stesse. Errore che spero non venga ripetuto anche in quest'occasione.

Uno zoom sull'editor

- Da sempre per me un vero e proprio gioco nel gioco, l'editor di casa Milestone ritorna e ci offre tutte le sue incredibili potenzialità. Non ci sono particolari novità rispetto al capitolo scorso, abbiamo a disposizione sempre 2000 livelli per personalizzare le moto, i caschi e le tute e purtroppo anche alcuni piccoli problemi di cui vi parlerò a breve. L'unica novità è la maggior estensione – se così la possiamo definire – dello zoom, ora capace di mostrarci ogni oggetto davvero da vicino. Un dettaglio che può passare sotto traccia, ma che certamente si rivelerà utilissimo per tutti i creator digitali.

Odio

IA Adattiva che non si adatta

- RIDE 6 ci offre per la prima volta nella serie la possibilità di avvalerci della difficoltà Adattiva di casa Milestone, già introdotta nell'ultimo MotoGP. Se in quel caso il nuovo livello di difficoltà ci metteva spesso alle corde, nel caso di RIDE 6 è l'esatto contrario e si rivela molto più abbordabile del previsto. Se dovessi fare un paragone coi normali livelli di difficoltà del gioco, espressi in percentuale, non mi spingerei oltre il medio, quindi direi tra il 60 ed il 70%. Gli unici slanci di competitività da parte della CPU li ho notati solo nelle prove, dove poteva capitare che gli avversari facessero tempi davvero notevoli, per poi precipitare nel corso della gara permettendomi comunque di vincere in scioltezza. Essendo un sistema “vivo” certamente verrà tarato meglio in futuro, ma al momento se cercate una sfida impegnativa vi consiglio di sfruttare i più affidabili livelli di difficoltà standard. Di positivo però ho notato un atteggiamento molto meno assassino da parte dei piloti controllati dalla CPU, ora meno inclini a tamponarci.

Un lancio un po' sgonfio

- Ammetto che l'assenza di modalità importanti come il Race Creator ed il semplice split screen, almeno al lancio, è qualcosa che mi ha piuttosto infastidito. A dirla tutta spesso Milestone arriva, per così dire, in ritardo sul lancio di alcuni dei loro giochi, basti pensare ai recenti MotoGP che regolarmente escono con le classi minori non aggiornate alla stagione in corso. Ma se in un gioco su licenza e legato a strette scadenze questo è più comprensibile, in un gioco come RIDE 6 questo risulta meno giustificabile. Siamo di fronte ad un titolo che teoricamente dovrebbe aver avuto tutto il tempo necessario per arrivare al day one completo in ogni sua parte, ma purtroppo non sarà così. Possiamo solo auspicare un update nel minor tempo possibile.

Piccoli graffi sulla carenatura

- RIDE 6 è un ottimo gioco, ma è ben lontano dal presentarsi con un codice pulito come la carena di una moto appena uscita dal concessionario. Nel menu principale della Carriera, ad esempio, possiamo vedere in alto a destra il nostro Livello Pilota e l'icona delle notifiche: bene, in una settimana non sono ancora riuscito a consultare quelle notifiche, pur provandoci con ogni tasto possibile e da ogni menu in cui compaiono! Qualche altro problema riguarda l'editor, in cui attualmente tutti gli sticker degli sponsor reali sono corrotti e risulteranno come “graffiati” non appena andremo ad utilizzarli, problema già avuto in passato che, se ricordo bene, riguardava i font disponibili, fortunatamente poi corretto. Sempre all'interno dell'Editor ho notato l'inspiegabile assenza dei caschi Shoei, da sempre presenti in RIDE e marchio conosciutissimo a livello globale. La cosa ancor più strana è che, tuttora, il marchio è presente come sponsor in parecchi cartelli a bordo pista ed anche come sticker tra quelli disponibili; una dimenticanza? Anche la personalizzazione delle tute ha compiuto un piccolo passo indietro: tra tutte quelle che ho provato, le maniche, specialmente nella parte dell'avambraccio, non sono più personalizzabili. Un vero peccato che impedisce la realizzazione di repliche fedeli delle originali da corsa. È chiaro che parlo di difetti marginali che per molti di voi risulteranno praticamente ininfluenti, ma ricollegandomi al paragrafo precedente, sarebbe stato bello avere un gioco in perfetta forma in ogni sua minima componente, e penso che l'editor sia un aspetto degno di maggiori attenzioni.

Questa pista l'ho già vista

- RIDE 6 presenta molte novità, a partire da nuove tipologie di moto e relativi circuiti off-road. Purtroppo però, se ci soffermiamo sulla parte che riguarda le competizioni stradali, le novità sono meno di quante si sperasse. 39 ambientazioni non sono certamente poche, ma i circuiti stradali nuovi latitano ed un discorso simile lo si può fare anche per quel che riguarda le moto che presentano almeno una quarantina di nuovi arrivi, con comunque parecchie assenze rispetto ai modelli appena usciti sul mercato. Mancanze che potranno essere colmate dai due Season Pass in arrivo, ma che è doveroso segnalare, specialmente a tutti quelli che hanno passato parecchie ore sul capitolo scorso e che potrebbero trovarsi di fronte ad un non certo esaltante senso di déjà vu.

Musiche da dimenticare

- Questo penso di poterlo definire come il peggior effetto collaterale figlio dell'ambientazione in un festival motoristico. Tutte le musiche presenti in RIDE 6 sono tracce dance, dal ritmo spesso incessante e piuttosto stucchevoli a lungo andare. Se nei menu principali e nelle scene post-gara la situazione è anche sopportabile, immaginare di utilizzare l'editor per parecchie ore con in sottofondo un “Tunz – Tunz” martellante è quasi un incubo! Restando in ambito sonoro invece, mi aspettavo qualcosina di più per la resa del sound dei motori che mi è parso praticamente identico rispetto a quello di tre anni fa, quindi orfano di un lavoro di rifinitura che male non avrebbe fatto. Per non parlare poi di alcuni scooter monomarcia, come il Dragster 300: in questo caso il suono di più motori all'unisono diventa davvero fastidioso.

Tiriamo le somme

RIDE 6 torna finalmente sui nostri schermi e lo fa nel migliore dei modi. Partendo da tutto ciò di buono che il capitolo precedente aveva da offrirci, Milestone ha arricchito l'offerta con nuove tipologie di moto, nuovi stili di guida ad esse associati, oltre ad una Carriera meno restrittiva e più interessante, con la presenza di 10 leggende ad impreziosirla. Tecnicamente RIDE 6 riesce a far meglio del suo predecessore, offrendoci una resa davvero pregevole, specialmente in presenza di condizioni meteo particolari e forte di un sistema d'illuminazione davvero apprezzabile. L'ottima quantità di contenuti – alcuni purtroppo non disponibili al Day One – ci accompagnerà per molto tempo ed il supporto già annunciato dal team italiano ci rassicura anche sul medio-lungo periodo. Il doppio stile di guida, Pro ed Arcade, riesce ad accontentare davvero ogni tipo di giocatore, dal meno esperto al campione smaliziato, ed il solito Editor impegnerà i più creativi per centinaia di ore. Resta qualche piccolo moscerino spiaccicato sulla nostra visiera virtuale, come l'IA Adattiva non ancora perfettamente a punto, troppe poche novità tra i circuiti stradali e delle musiche davvero discutibili, ma il risultato finale resta senza dubbio apprezzabile, consegnandoci il miglior esponente della serie finora.
8.8

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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