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Dark Souls Remastered
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Recensione - Dark Souls Remastered

A distanza di quasi 7 anni dall’uscita della versione originale, Dark Souls Remastered approda finalmente sulle console di ultima generazione portando con sé alcuni interessanti miglioramenti legati sia al comparto tecnico che al gameplay. Scopriamo insieme tutte le novità introdotte in questa nuova edizione del popolare titolo.

Il Gioco

Dark Souls Remastered è, come facilmente intuibile, la versione rimasterizzata del primo Dark Souls, il capostipite della fortunata serie sviluppata da From Software sulle fondamenta poste negli anni dalla saga di Demon’s Soul e pubblicato su console nel lontano 2011. La nuova edizione, come spesso accade in questi casi, non apporta modifiche sostanziali alla trama o alle meccaniche fondamentali ma ripropone sia il gioco base che il DLC “Artorias of the Abyss”, con una veste grafica aggiornata e con qualche modifica dedicata ad alcuni precisi aspetti. In questa recensione ci focalizzeremo dunque su queste differenze e sul loro impatto nel titolo, rimandandovi alla nostra precedente prova per tutte le altre informazioni riguardanti la trama e le caratteristiche principali del gioco.

Partiamo dall’aspetto che per primo salta agli occhi dopo aver avviato il titolo, ovvero il comparto visivo, affidato nuovamente al motore di gioco originale tirato a lucido per l’occasione e ottimizzato con l’obiettivo di sfruttare al meglio le risorse hardware a disposizione. L’engine grafico ora raggiunge senza particolari difficoltà i 1080p su Xbox One e One S e i 4K (tramite upscaling da una risoluzione di 1800p) su Xbox One X con un frame-rate che passa dai 30 fps, peraltro neppure troppo stabili, della versione originale ai 60 fps fissi, o quasi, su tutte le piattaforme. Dark Souls Remastered beneficia inoltre dell’utilizzo di texture in alta definizione per buona parte degli elementi di gioco, di una maggiore distanza visiva, dell’introduzione di un sistema di illuminazione al passo coi tempi, capace di generare effetti e riflessi in tempo reale, di numerosi dettagli grafici aggiuntivi e di effetti particellari, come quelli legati al fuoco o alle magie, decisamente più elaborati rispetto al passato. Un processo di “svecchiamento” che ha coinvolto, seppur in modo meno marcato, anche i modelli poligonali dei personaggi (umani e non), ora sicuramente più definiti, ma dal quale sono invece rimaste fuori le ambientazioni, geometricamente identiche a quanto presente nella versione del 2011. Vale però la pena di sottolineare due aspetti: l’assenza totale di supporto alla tecnologia HDR e l’introduzione di un motion-blur abbastanza marcato, non disattivabile nelle opzioni.

MX Video - Dark Souls Remastered

Dark Souls Remastered non porta con sé solo modifiche estetiche. From Software ha infatti approfittato dell’occasione per andare ad apportare alcuni cambiamenti al gameplay, all’interfaccia e al comparto multigiocatore. I consumabili raccolti ora non vengono più inseriti automaticamente nel primo slot rapido libero ma finiscono semplicemente nell’inventario, così da rendere più agevole la gestione degli stessi, ed è ora possibile utilizzarne più di uno per volta, con buona pace di tutti coloro che hanno dovuto “sprecare” tempo prezioso per consumare le anime raccolte nella versione originale. Si tratta di modifiche minori, ma che mettono subito in mostra la volontà di rendere più accessibile e attuale il titolo. Una filosofia che gli sviluppatori hanno esteso anche ad altri aspetti del gioco, implementando per esempio la possibilità di passare da un patto all’altro direttamente dal falò o posizionando un nuovo “punto di ristoro” nei pressi del fabbro Vamos, così da ridurre drasticamente il backtracking globale. Gli sviluppatori hanno inoltre inserito la possibilità di modificare la mappatura dei comandi tramite il menu di gioco e di scalare le dimensioni dell’HUD per adattarlo al meglio alle dimensioni degli schermi attuali.

Decisamente più marcate le differenze nel comparto multigiocatore. Dark Souls Remastered prende infatti spunto dalle modalità viste nel terzo capitolo della saga abbandonando il sistema di connessione P2P originale, giustamente criticato dalla maggioranza dei giocatori a causa dei numerosi problemi legati all’utilizzo di questa tecnologia, in favore di un sistema di server dedicati ed implementando una serie di nuove funzionalità già viste nel capitolo conclusivo della trilogia, come la possibilità di impostare una password per rendere privata la propria sessione online. Questa nuova edizione vede inoltre un aumento del numero di giocatori massimi, che passa da 4 a 6, e l’introduzione della modalità Arena, che consente di dare vita ad appassionanti sfide 3vs3 in modo simile a quanto visto in Dark Souls 3. Le novità però non finiscono qui. From Software ha infatti deciso di rendere disponibili fin dalle primissime fasi del gioco le “Dita Rinsecchite”, che consentono al giocatore di azzerare il tempo di attesa tra un’invasione e l’altra, di limitare le opzioni di cura a disposizione dei giocatori alle sole fiaschette Estus, dimezzandone tra l’altro il numero a disposizione di chi invade, e di introdurre un nuovo sistema di bilanciamento delle sfide multigiocatore volto ad equilibrare il livello tra host e giocatore ospite.

Amore

Il caro vecchio Dark Souls

- Sin dall’annuncio in molti hanno sperato che Dark Souls Remastered potesse beneficiare dell’introduzione di un nuovo engine grafico (magari quello utilizzato per il terzo capitolo della saga) o di un lavoro volto a modernizzare ogni singolo aspetto del gioco, avvicinando maggiormente la produzione ad una sorta di “remake”, ma così non è stato. E per fortuna, aggiungerei io. Il primo Dark Souls, nonostante una realizzazione tecnica decisamente poco rifinita, rappresentava, e rappresenta tutt’ora, una delle vette di qualità più alte raggiunte negli ultimi anni in termini di level design, profondità e bilanciamento. Intervenire in maniera più marcata sulla struttura originale sostituendo in toto il motore di gioco o andando ad alterare, per esempio, la conformazione delle ambientazioni e la disposizione di nemici ed oggetti, avrebbe infatti reso necessaria un’operazione di revisione generale che, con molta probabilità, avrebbe tradito la visione originale di Miyazaki. Dark Souls Remastered rappresenta invece il giusto compromesso di elementi necessari per permettere a tutti i giocatori di apprezzare ancora una volta, e con un comparto tecnico adeguato agli standard attuali, le indubbie qualità di un titolo che, ci piaccia oppure no, ha segnato indelebilmente il mondo dei videogiochi. Gameplay ruvido, difficoltà elevata ma mai fine a se stessa, lore sopraffina e longevità praticamente infinita sono alcuni dei punti di forza che hanno permesso al primo capitolo di entrare nell’olimpo dei grandi titoli e che, oggi come allora, riescono ad incollare il giocatore alla sedia per ore. Un risultato notevole e tutt’altro che scontato.

Anche l’occhio vuole la sua parte

- From Software non hai mai puntato tutto sulla grafica, anzi. La software house ha sempre dimostrato di voler mettere l’accento sul gameplay e sulla profondità anche a discapito della componente tecnica. L’originale Dark Souls è il sunto perfetto di questa filosofia. Un titolo dotato di una giocabilità unica, accompagnata però da un comparto grafico decisamente non all’altezza. Risoluzione fissa a 720p, livello di dettaglio mediamente basso, anche per gli standard del 2011, ed un frame-rate che in più di un’occasione non riusciva a mantenersi vicino ai 30 fps (anche voi vi svegliate ancora nel cuore della notte in preda agli incubi ripensando al disastro tecnico rappresentato dalla Città Infame?). Dark Souls Remastered, per nostra fortuna, rimedia a buona parte dei “peccati” originali aumentando risoluzione, livello di dettaglio generale e frame-rate su tutte le piattaforme. Ed è proprio il frame-rate, praticamente inchiodato a 60 fps in qualunque situazione di gioco, a rappresentare una delle novità più interessanti presenti in Dark Souls Remastered. L’azione ora è sempre fluida e a beneficiarne è l’intera esperienza di gioco, che appare estremamente più coesa e meno frustrante. Il risultato globale, seppur lontano dagli standard attuali o da quanto visto nel terzo capitolo, permette finalmente al titolo di scrollarsi finalmente di dosso alcuni dei problemi storici e di mettere in mostra sequenze spettacolari capaci di incantare il giocatore nonostante l’età della produzione.

Comparto multigiocatore finalmente godibile

- Il primo Dark Souls vantava una componente online innovativa e ricca di spunti interessanti, afflitta però da una serie di problemi di natura tecnica che, con il passare del tempo, hanno spinto molti giocatori ad abbandonarla. Dark Souls Remastered, da questo punto di vista, rappresenta un passo in avanti notevole. L’introduzione di server dedicati elimina quasi del tutto i problemi legati al lag o alle disconnessioni impreviste, mentre le modifiche apportate alle meccaniche di gioco garantiscono un miglior bilanciamento ed una maggiore varietà rispetto al passato. Nel corso della nostra prova il net-code si è dimostrato solido e tutte le nuove funzionalità ci sono apparse ben integrate nell’economia del gioco. Ovviamente per capire se le modifiche apportate da From Software riusciranno davvero a soddisfare i giocatori senza snaturare la filosofia originale dovremo attendere che i server si popolino a dovere, ma l’impressione attuale è che la software house abbia trovato il giusto compromesso tra tradizione ed innovazione impreziosendo il tutto con un’infrastruttura di rete in grado di sopportare senza particolari difficoltà un gran numero di utenti.

Odio

Una Remastered imperfetta

- Che Dark Souls Remastered non sia un remake ma una semplice edizione migliorata è chiaro, ma proprio per questo era lecito aspettarsi un lavoro più meticoloso da parte di From Software dal punto di vista tecnico. Presa coscienza del fatto che il titolo, quasi inspiegabilmente, non raggiunge i 4K nativi nemmeno sulle console più performanti, bisogna infatti confrontarsi con alcune lacune abbastanza evidenti. La scelta di non intervenire in nessun modo sui modelli delle ambientazioni è sicuramente uno degli elementi che incide maggiormente sulla qualità grafica globale, e si accompagna alla presenza di numerose texture non all’altezza degli standard attuali. Lo stesso vale per alcuni modelli poligonali, che non sembrano aver ricevuto il giusto restyling, e per il nuovo sistema di illuminazione, che indubbiamente impreziosisce il comparto grafico ma che, talvolta, sembra non funzionare a dovere, specie negli spazi chiusi. Inoltre, una volta superato lo stupore iniziale, è difficile non notare le tante piccole sbavature che non sono state risolte nemmeno in questa edizione. Molte delle compenetrazioni, dei pop-up grafici e delle animazioni legnose che affliggevano la prima versione sono infatti presenti anche in questa edizione e contribuiscono, così come tutti gli altri elementi citati, a rendere meno “grandiosa” l’opera di ammodernamento compiuta dagli sviluppatori.

Poche novità di rilievo

- Uno dei pregi di Dark Souls Remastered, ovvero quello di essere estremamente fedele alla versione originale, rappresenta purtroppo anche uno dei suoi limiti, così come spesso accade con le edizioni rimasterizzate. Data l’assenza pressoché totale di modifiche alla struttura della saga, chi non ha mai digerito questo genere di giochi non troverà motivazioni valide per cambiare idea e coloro che hanno già speso una buona fetta delle loro vite nelle lande di Lordran difficilmente vorranno mettere le mani su questa edizione, a meno di non essere dei super fan o di volersi cimentare con la rinnovata componente multigiocatore.

Tiriamo le somme

Dark Souls Remastered, al netto di una realizzazione tecnica imperfetta e forte del buon lavoro svolto dagli sviluppatori sul comparto grafico e sulla componente online, riesce nel difficile compito di traghettare sulle console attuali uno dei mostri sacri dell’era videoludica moderna, senza snaturarne l’essenza originale. Le migliorie tecniche e le tante piccole novità introdotte nel gioco permettono infatti a questa edizione di reggere senza particolari difficoltà il peso degli anni e di presentarsi agli occhi dei giocatori come la migliore versione di Dark Souls attualmente disponibile sul mercato. L’assenza di novità di spessore, uno dei difetti genetici di quasi tutte le edizioni rimasterizzate, ridimensiona in parte la portata del titolo, che rimane comunque imprescindibile per tutti coloro che ancora non lo hanno giocato e per tutti quelli che aspettavano da tempo un buon motivo per tornare a Lordran.
8.0

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L'autore

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Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS fino al 2004, quando approda su Xbox. Ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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