Recensione - Tides of Tomorrow

Il Gioco
In un futuro remoto, ma forse non così distante, un cataclisma globale ha sciolto le calotte polari, trasformando il pianeta in un immenso deserto acquatico. Della civiltà umana resta ben poco, ma una cosa è sopravvissuta: la plastica. Presenza onnipresente di questo nuovo mondo a causa di tutti i rifiuti prodotti in passato, nel tempo ha dato origine alla plastemia, una malattia che trasforma gli esseri umani in inquietanti manichini sintetici, accelerando l’estinzione dei pochi superstiti rimasti. Nel disperato tentativo di rallentare questo processo, i sopravvissuti hanno creato l’Ozen, una sostanza capace di alleviare temporaneamente i sintomi della malattia e diventata ormai fondamentale per la sopravvivenza dell’umanità. Tides of Tomorrow è un’avventura narrativa in prima persona ambientata in questo mondo post-apocalittico sommerso dalle acque, dove la civiltà sopravvive tra rovine galleggianti e un ecosistema ormai contaminato. Nei panni di un Tidewalker, esploriamo questo universo “plasticpunk”, entriamo in contatto con diverse fazioni e cerchiamo una possibile via di salvezza per l’umanità.
MX Video - Tides of Tomorrow
La prima cosa che colpisce di Tides of Tomorrow, e che diventa velocemente il fulcro dell’intera esperienza, è il sistema di Story-Link, che consiste nel collegare la nostra partita a quella di un altro giocatore. All’inizio dell’avventura ci è possibile scegliere un “seed”, ovvero un percorso già tracciato da qualcun altro, che si tratti di un amico o di uno sconosciuto, e seguirne le conseguenze all’interno del nostro mondo di gioco (a tal proposito, per chi volesse seguire la mia run, il mio codice istanza è 3807-4278). Scelte già effettuate, risorse lasciate o sottratte, personaggi influenzati e persino eventi o aree modificate dal suo passaggio rendono ogni run diversa, pur restando completamente giocabile in solitaria. È inoltre possibile cambiare il Tidewalker che stiamo seguendo tra una missione e l’altra, osservando come percorsi differenti possano influenzare ambientazioni, incontri e sviluppi narrativi.

Le azioni compiute, i dialoghi e il comportamento nei confronti degli altri personaggi contribuiscono a delineare cinque tratti principali che definiscono il nostro stile di gioco: Pro-Mankind, legato a un atteggiamento benevolo verso i superstiti umani; Pro-Nature, che ci premia se scegliamo di aiutare l’ambiente e i Mereids, le creature marine simili a balene di questo mondo; Survivalist, per chi mette la propria sopravvivenza davanti a tutto; Cooperative, orientato al sostegno degli altri Tidewalker, ad esempio lasciando risorse utili ai giocatori successivi; e infine Troublemaker, dedicato a chi preferisce seminare caos e destabilizzare gli equilibri esistenti. Non si tratta di semplici etichette: questi tratti aiutano a definire la percezione del nostro personaggio e influenzano il modo in cui il gioco interpreta le nostre decisioni, permettendoci allo stesso tempo di osservare anche l’indole dominante degli altri giocatori seguiti tramite lo Story-Link, intuendo il tipo di scelte compiute prima del nostro arrivo.

A rafforzare questa connessione interviene il sistema dei Tides of Time, una particolare visione che ci permette di osservare le azioni compiute dal giocatore precedente, rendendo tangibile il suo passaggio nel mondo di gioco. Questa meccanica ci aiuta a comprendere meglio alcune situazioni, intuire le conseguenze delle sue decisioni e orientare le nostre scelte future; anche gli NPC reagiscono a queste influenze, citando comportamenti ed eventi come se appartenessero a un vero personaggio della storia. A livello di gameplay puro e semplice, Tides of Tomorrow si presenta come un walking simulator con leggere componenti stealth. L’esplorazione rappresenta il fulcro dell’esperienza, tra ambientazioni da attraversare, risorse da raccogliere e personaggi con cui interagire, mentre le sezioni più dinamiche ruotano attorno all’evitare minacce e pattuglie piuttosto che affrontarle direttamente: una struttura semplice e funzionale al taglio narrativo del titolo, che punta più sul coinvolgimento nella storia e nelle scelte che sulla complessità delle meccaniche.

Ho completato la mia run in circa 12 ore senza particolare fretta, prendendomi il tempo necessario per esplorare gli ambienti, ascoltare i dialoghi e valutare con attenzione molte delle decisioni proposte dal gioco. Una durata tutto sommato equilibrata per il tipo di esperienza offerta, anche se in alcuni frangenti un ritmo più asciutto avrebbe probabilmente giovato all’insieme. Tides of Tomorrow propone inoltre una buona componente di rigiocabilità, grazie alla presenza di cinque finali principali e numerose variazioni determinate non solo dalle scelte individuali, ma anche da quelle ereditate tramite lo Story-Link. Cambiare il Tidewalker seguito, modificare il mio approccio morale o semplicemente prendere decisioni differenti può portare a incontri alternativi, situazioni inedite e sviluppi narrativi diversi, incentivando più di una seconda run. Un sistema che si lega anche al messaggio ecologico dell’opera, costruito attorno a una domanda tanto semplice quanto centrale: cosa lasciamo a chi verrà dopo di noi? Non solo in termini ambientali, ma anche nelle conseguenze delle mie azioni e nell’impatto che queste possono avere sugli altri.


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