Recensione - Hades II
di
Mirko Rossi / Thor
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Il Gioco
Hades II è il secondo capitolo dell’omonima saga di titoli roguelike sviluppati da Supergiant Games, un piccolo team indipendente con base nella città di San Francisco. Per i pochi che ancora non lo sapessero, parliamo di un gioco d’azione in terza persona con visuale isometrica ambientato in una versione alternativa, se così possiamo definirla, della mitologia greca classica, fatta di divinità, poteri e ambientazioni straripanti di fascino. Le meccaniche alla base del nuovo capitolo sono quelle tradizionali del genere, nonché un’evoluzione di quanto già visto e apprezzato nel titolo originale. Ogni partita, o run, vede il giocatore impegnato a guidare la protagonista, sulla quale ci concentreremo meglio tra poco, in un pericoloso viaggio scandito da scontri di difficoltà crescente, continui avanzamenti da una zona generata in modo procedurale a quella successiva, raccolta di potenziamenti pescati in modo più o meno casuale da un ventaglio letteralmente sterminato e accumulo di risorse, il tutto con l’obiettivo di raggiungere, con un unico tentativo, lo scontro finale e il relativo epilogo.Ovviamente è quasi impossibile riuscire in questa impresa al primo colpo. In caso di sconfitta, si torna all’inizio del percorso, perdendo tutti i miglioramenti raccolti durante la partita precedente e portando con sé solo alcune risorse principali, che possono poi essere utilizzate per ottenere vantaggi di varia natura presso l’hub iniziale prima di intraprendere un nuovo tentativo. Fin qui nulla di diverso rispetto al solito o al passato, insomma. Hades II però ha molto di più da offrire e bastano pochi minuti per accorgersene. La trama, giusto per citare il primo elemento con cui si entra in contatto dopo aver avviato il gioco e selezionato lo slot di salvataggio, ruota attorno alla figura di Melinoë, sorella di Zagreus, il protagonista del primo capitolo. Dopo aver visto il titano Crono devastare l'Oltretomba e rapire i suoi abitanti, tra cui i propri genitori Ade e Persefone, Melinoë viene tratta in salvo da Ecate, che la nasconde per un lungo periodo presso il Crocevia, una sorta di limbo sospeso tra il regno dei morti e la superficie.
MX Video - Hades II
Qui Melinoë affina le proprie abilità di combattimento ed esplora le sue innate abilità magiche da strega, il tutto con un solo obiettivo: raggiungere Crono e sconfiggerlo per avere la propria vendetta. La storia, proprio come nel capitolo originale, si dipana progressivamente attraverso un quantitativo smisurato di dialoghi, tutti localizzati in italiano e fortemente caratterizzati. Nel corso del suo lungo e periglioso viaggio, scandito da innumerevoli tentativi di superare le 4 regioni principali in cui è suddiviso l’Oltretomba, la secondogenita di Ade e Persefone avrà infatti modo di incontrare vari NPC ispirati a figure iconiche della mitologia greca, molti dei quali offriranno il proprio supporto alla protagonista attraverso “doni” di varia natura, che vanno ad accumularsi uno dopo l’altro durante la partita per dare vita a build sempre diverse. Come spesso accade in questo genere di giochi, buona parte di questo meccanismo è casuale, ma anche qui Hades II propone alcune interessanti variazioni sul tema.
Innanzitutto, a differenza di quanto capitava nel primo capitolo, l’Oltretomba non è l’unica ambientazione presente nel gioco. Per motivi sui quali non mi soffermo troppo per non privare nessuno del piacere della scoperta, da un certo punto in avanti la protagonista può decidere di imboccare due differenti percorsi all’inizio di ogni run, quello verso la dimora di Crono e quello che porta, udite udite, direttamente verso l’Olimpo, ognuno dei quali propone sfide e meccaniche completamente diverse. Inoltre, dopo aver completato un’area, il giocatore potrà quasi sempre scegliere la successiva tra due opzioni differenti, chiaramente identificate da un simbolo che permette di capire non solo che tipologia di ricompensa sarà possibile ottenere, ma anche se ad attenderci troveremo un boss, un nemico unico o un alleato. Nel corso del tempo il giocatore ha inoltre la possibilità di sviluppare i rapporti con i vari NPC regalando degli specifici oggetti, così da sbloccare dialoghi e sequenze uniche o ottenere accesso a potenziamenti aggiuntivi.

Oltre a questo sistema di sviluppo, il nuovo gioco di Supergiant Games propone poi tutta una serie di miglioramenti paralleli. La prima meccanica è quella relativa ai Sortilegi, ovvero potenziamenti di varia natura che possono essere sbloccati consumando risorse specifiche presso il calderone posizionato da Ecate al centro del crocevia. Attraverso questo processo si ottengono dei bonus permanenti, che vanno dalla possibilità di coltivare piante in un piccolo appezzamento di terra ricavato in una zona del Crocevia alla presenza di specifici NPC nell’area. Melinoë può poi contare sugli Arcani, una serie di miglioramenti gestiti tramite un sistema di “tarocchi” che possono essere sbloccati, potenziati, equipaggiati o rimossi all’inizio di ogni run in totale libertà, a patto di non sforare il tetto massimo rappresentato dal livello magico raggiunto fino a quel punto dalla protagonista. Ad aggiungere un ulteriore livello di profondità al sistema di crescita ci pensano poi le sei differenti armi messe a disposizione dagli sviluppatori, che entrano a far parte dell’arsenale di Melinoë nel corso dell’avventura e che offrono altrettanti moveset unici, tutti molto diversi l’uno dall’altro.
Questo elemento ci permette finalmente di parlare del combat system presente in Hades II, che rappresenta una vera e propria evoluzione di quanto proposto da Supergiant Games nel 2020. Melinoë, proprio come Zagreus, può contare su un attacco base e un attacco speciale, ai quali si affianca il consueto scatto A questi si vanno ad aggiungere alcune mosse inedite, come gli Incanti, ovvero una magia ad area i cui effetti possono essere i più disparati in virtù dei potenziamenti raccolti fino a quel momento, e la corsa, che non rende solo più dinamici gli scontri ma può essere a sua volta resa un elemento offensivo/difensivo attraverso i potenziamenti. A rendere gli scontri ancora più vari ci pensa poi la possibilità di sfruttare la variante Omega degli attacchi base infondendoli con la magia semplicemente attraverso la pressione prolungata del relativo tasto, così da aumentarne l’efficacia o variarne gli effetti. In modo analogo a quanto accade con le armi, nel corso dell’avventura è poi possibile sbloccare ed equipaggiare una serie di arnesi come picconi, pale e così via, attraverso i quali è possibile raccogliere risorse particolari durante le run o sbloccare meccaniche aggiuntive.

Nel corso del tempo Hades II rivela poi una serie di meccaniche aggiuntive, come la possibilità di ottenere vari oggetti unici dagli NPC, la presenza di 5 diversi famigli da addomesticare e portare in battaglia al fianco della protagonista, una serie di aspetti segreti delle armi, aree nascoste con sfide uniche, varianti speciali dei boss da sbloccare e molto altro ancora, per buona pace di chi è in cerca di un livello di sfida ancor più elevato rispetto a quello del primo capitolo. E per chi invece vuole un’esperienza più accessibile o vuole semplicemente godersi la storia senza troppa fatica? Nessun problema… Supergiant Games ha pensato anche a loro con l’introduzione della “modalità Dio”, che rende la protagonista più forte, andando ad aumentare le sue capacità in maniera esponenziale dopo ogni sconfitta. Per aiutarci a tenere traccia di tutte le informazioni, da un certo punto in avanti avremo accesso a una sorta di Glossario, nel quale verranno riportati gli elementi principali relativi alle zone, le descrizioni dei nemici e tutte le informazioni utili riguardo ai protagonisti principali.

Sotto il profilo tecnico, Hades II non si discosta molto dal suo predecessore. Anche questo secondo capitolo sfrutta infatti l’engine proprietario messo a punto dal team di sviluppo, che dimostra ancora una volta di saper sfruttare a dovere le caratteristiche sia di Series X che di Series S raggiungendo in tutte le situazioni e senza particolari difficoltà i 60 fps alla massima risoluzione prevista. Nel periodo di prova ho avuto modo di testare il gioco per lunghe sessioni anche su Xbox Rog Ally base, sulla quale il titolo si comporta egregiamente grazie all’ottimizzazione ad hoc per dispositivi palmari offerta da Supergiant Games. Il comparto audio può invece contare su una colonna sonora originale, composta anche in questo caso da Darren Korb, e da un doppiaggio in lingua inglese di altissima qualità, affiancato come di consueto dalla completa localizzazione in lingua italiana di menù, descrizioni e sottotitoli.



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