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Halo: Reach

Recensione - Halo: Reach

Ci siamo, il cerchio si chiude: i ragazzi di Bungie hanno prodotto il loro ultimo Halo prima di passare il testimone a 343 Industries, raccontandoci le gesta di un gruppo di eroi sul pianeta Reach direttamente antecedenti al mitico Halo: Combat Evolved. Eccovi il nostro giudizio su Halo: Reach.

Il Gioco

Halo: Reach narra le vicende della squadra Noble, un team di spartan (lo stesso tipo di guerrieri potenziati e superaddestrati di Master Chief, per intenderci) che si trova nel bel mezzo dell'invasione del pianeta Reach da parte dei Covenant. La storia inizia con l'arrivo in squadra del nuovo Noble Six, il personaggio da noi impersonato giunto a rimpiazzare un membro del team recentemente perso in azione, e la partenza del gruppo verso una fattoria per indagare su un presunto attacco di ribelli. Quello che i sei guerrieri scopriranno è però ben più terrificante: l'inizio di un'invasione su larga scala da parte degli ostili alieni Covenant. Prende il via così un'avventura che ci vedrà, tra colpi di scena e momenti estremamente drammatici, cercare di scoprire il vero motivo dell'invasione: cosa stanno davvero cercando i Covenant?

Per quel che riguarda il gameplay, Halo: Reach mantiene la tradizione della serie offrendoci una grande varietà di gameplay: si passa dalle battaglie in ambienti aperti e vasti, dove il giocatore può scegliere come meglio affrontare il combattimento, alle sparatorie in strutture chiuse e più ristrette, passando per fasi alla guida di veicoli sia terrestri che volanti (con alcune nuove varianti come il Warthog dotato di lanciarazzi o il letale Revenant dei Covenant, una sorta di incrocio tra un Wraith e un Ghost, oltre alla possibilità di guidare anche dei veicoli civili, non molto utili tranne che in un paio di occasioni, per la verità) per poi arrivare a qualche bella sorpresa come la già svelata fase a bordo di un caccia spaziale. I combattimenti sono tutti caratterizzati da un'IA dei nemici estremamente dotata e capace di cambiare ogni volta il modo in cui si svolge uno scontro, dalle grandi quantità di unità coinvolte e dalla immancabile fisica dinamica che vede personaggi ed oggetti disperdersi per gli ambienti in seguto a forti esplosioni. E come in ogni Halo ovviamente abbiamo il classico sistema di ricarica dello scudo oltre a poter raccogliere e usare tutte le armi che troviamo, umane e Covenant, con una varietà che copre tutti gli stili di combattimento: corto, medio, lungo raggio e diversi tipi di armi pesanti. A tutto questo si aggiunge una novità: le abilità armatura, ossia dei "poteri" aggiuntivi come la possibilità di diventare completamente invulnerabili, volare con un jetpack, effettuare degli sprint, diventare invisibili e così via. Tutte queste abilità sono utilizzabili solo per un breve periodo, dopo di che bisogna attendere che si ricarichino; possiamo inoltre portarne con noi solo una alla volta e le troviamo disseminate per gli scenari con la possibilità di scegliere quale utilizzare in base alla situazione.

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A livello normale ho impiegato circa nove ore per arrivare alla fine della Campagna, sbloccando obiettivi per circa 150 punti giocatore: la durata è ovviamente incrementabile alle difficoltà Eroica (che Bungie consiglia per avere la migliore esperienza di gioco) e Leggendaria, oltre alla possibilità di rigiocare ogni singolo livello per cercare di sbloccare i molti obiettivi disponibili.

Ma Halo è da sempre molto più che la sola esperienza in singolo, anzi per molti il suo vero valore sta nel multiplayer: e Halo: Reach tiene alta la tradizione, offrendoci tantissime possibilità di gioco in compagnia. Si parte dalla campagna in cooperativa, che permette a quattro amici (o anche sconosciuti, grazie al matchmaking) di percorrere insieme le missioni della storia, passando per le molte modalità e mappe in multiplayer competitivo, fino ad arrivare alla Sparatoria, dove affrontare ondate sempre più intense di nemici insieme agli amici o anche da soli, e Forge Word (tradotto da noi in "Crea il tuo mondo") che ci mette a disposizione un'area vastissima in cui creare le nostre mappe e tipi di gioco. Se a tutto questo aggiungete il sistema di avanzamento per gradi e la vastissima community di utenti che condividono i propri tipi di gioco e mappe, oltre che foto e filmati, potete immaginare come l'esperienza online di Halo: Reach possa essere pressochè infinita. Un ultimo doveroso accenno va alla personalizzazione del nostro personaggio, che grazie al sistema di crediti guadagnabili sia in single che multiplayer può dotarsi di nuove varianti di armatura, effetti speciali e cambiare persino voce.

Amore

Sandbox gameplay

- Questo è da sempre il punto di forza di Halo, qualcosa che lo eleva sopra la maggior parte degli altri FPS in circolazione: le mappe vaste ed aperte ci permettono di affrontare ogni situazione nei modi più diversi. Possiamo optare per lo scontro diretto o essere più tattici cercando magari prima di impossessarci di nascosto di un veicolo nemico per poi usarlo contro i Covenant, possiamo evitare alcuni scontri semplicemente superando i nemici oppure puntare a far fuori ogni alieno che vediamo e così via. Ma il tutto non sarebbe però così efficace se non fosse per la rinomata IA nemica, qui ulteriormente migliorata: durante le mie partite ho visto nemici cercare di accerchiarmi, scappare quando si sentivano soverchiati, usare efficacemente le abilità armatura, appiccicarmi con precisione delle granate al plasma, impadronirsi di un mio veicolo e così via. Gli sviluppatori hanno dato il massimo affinchè i Covenant mostrassero un comportamento più realistico e verosimile possibile, e questo si traduce in combattimenti sempre diversi tra loro, con un alto livello di sfida.

Reach

- Bungie ha svolto un lavoro incredibile nella realizzazione delle ambientazioni del gioco, creando scenari davvero stupendi. Durante la storia ci troviamo tra montagne piene di alberi che si contorcono verso il cielo, cascate e ambientazioni nebbiose oppure tra ghiacciai o territori rocciosi dove ogni singolo masso sembra scolpito a mano e reso con un realismo unico, fino ad arrivare in scenari cittadini dallo stile asettico e futuristico, passando per le inevitabili strutture Covenant: tutto è realizzato con dovizia di particolari, con textures incredibilmente dettagliate anche quando analizzate zoomandovi sopra con il mirino dell'arma. Il tutto è reso più vivido da un ottimo sistema di illuminazione dinamica e troviamo inoltre, per la prima volta nella serie, la presenza di animali nelle ambientazioni naturali e di civili in quelle cittadine. Più di una volta vi soffermerete ad ammirare gli splendidi ambienti che il gioco riesce ad offrirci, compresi gli stupendi cieli costantemente dominati dai grandi anelli di un pianeta vicino a Reach.

Varietà di missioni

- La Campagna non stanca mai grazie soprattutto ad un ottimo bilanciamento tra molti tipi di missione: le fasi di combattimento più canonico si alternano a missioni più orientate al cecchinaggio, alla difesa di postazioni multiple o alla guida di elicotteri Falcon, senza menzionare ovviamente quella ormai notissima a bordo del caccia spaziale Sabre, dotata di un gameplay sorprendentemente curato che mi ha ricordato molto i vecchi tempi di Wing Commander.

Dramma

- Halo: Reach è, soprattutto, la storia di un gruppo di eroi che si sono eretti contro un nemico soverchiante. L'esito della battaglia di Reach è ormai ben noto: il pianeta non ce l'ha fatta, ma la squadra Noble combatte soprattutto per offire una speranza a tutta l'umanità. Questo scenario ha dato la possibilità a Bungie di creare una storia drammatica, in alcuni frangenti toccante e commovente, che dà un vero significato alla parola eroismo.

Multiplayer infinito

- Servirebbe un articolo a parte solo per parlare dell'infinità di possibilità offerte dal multiplayer di Halo: Reach: oltre alle mappe e tipologie di gioco proposteci da Bungie (tra cui anche Arena, una specie di campionato online in cui impegnarci per salire costantemente di livello), abbiamo la possibilità di personalizzare profondamente qualsiasi aspetto del multiplayer, creando nostre mappe in "Crea il tuo mondo" oppure lavorando sui numerosi parametri disponibili per creare tipi di partita sempre diversi. I ragazzi di Bungie hanno addirittura inserito diversi "giocattoli" come delle gigantesche palle e mazze da golf, un pallone da calcio e una "sfera della morte" che uccide istantaneamente chiunque la tocchi, per permetterci di creare dei tipi di partita assolutamente fuori di testa. A questo aggiungete la possibilità di scaricare tutti i contenuti creati dalla vastissima comunità di utenti Bungie: volendo, potreste giocare ogni giorno in una mappa o con un tipo di partita diverso, provando le folli idee dei giocatori di tutto il mondo. E nonostante il gioco non sia ancora uscito ufficialmente, quindi online non ci sono ancora molti giocatori, non ho avuto problemi a trovare partite alle quali aggiungermi senza sperimentare il minimo lag in qualsiasi delle partite effettuate. Halo tornerà ad essere il re del Live, questo sembra fuor di dubbio.

Memorie di una dottoressa

- In genere nelle nostre recensioni ci limitiamo a giudicare il gioco in sè senza menzionare confezione o extra allegati, ma in questo caso ritengo opportuno fare un'eccezione. La Limited e la Legenday Edition del gioco contengono quello che reputo uno dei più bei oggetti collezionabili finora usciti con un gioco: il diario della Dott.ssa Halsey. Si tratta della riproduzione del blocco degli appunti di una delle figure chiave nella storia del gioco e nell'universo di Halo, finemente rilegato e tradotto in italiano, contenente schizzi, diagrammi e annotazioni della dottoressa, oltre a vari foglietti sciolti con schede degli Spartan e schemi vari. Sembra davvero un autentico oggetto materializzatosi dal mondo di gioco, qualcosa che ogni fan di Halo dovrebbe avere. Nonostante io abbia la Legenday Edition del gioco con il bel diorama della squadra Noble, questo piccolo diario è l'oggetto della confezione che mi ha stupito maggiormente.

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Odio

Una Campagna appannata

- Anche se la storia è probabilmente, per intensità e caratterizzazione dei personaggi, la migliore vista in un Halo ad oggi, l'esperienza di gioco complessiva nella Campagna mi è apparsa leggermente appannata rispetto agli episodi della serie visti finora. Se questo è il vostro primo Halo o se lo prendete come gioco a sè, non c'è dubbio sul fatto che si tratti di un'esperienza single-player eccelente e straordinaria, migliore rispetto all 95% degli FPS in circolazione. Ma dopo averlo giocato non ho potuto fare a meno di guardare indietro alla serie ricordando momenti come gli assalti agli Scarab, le lunghe corse sul tank Scorpion, le missioni nei panni dell'Arbiter o il primo terrorizzante incontro con i Flood: ecco, Halo: Reach manca di momenti tanto memorabili, capaci di sorprendere per la loro esagerazione o semplicemente perchè offrivano qualcosa di mai visto prima. Intendiamoci, il gioco è pieno di scene epiche, solo che ne siamo spesso e volentieri gli spettatori e non i protagonisti come quando vestivamo i panni di Master Chief. Per essere l'ultimo titolo della serie realizzato da Bungie, mi aspettavo maggiori sorprese: forse la casa americana ha davvero esaurito tutte le sue cartucce con Halo ed era ora che passasse ad altro, mentre un nuovo team e nuove idee traghetteranno la serie verso la prossima generazione.

Guida in stato di ebbrezza

- Anche se l'IA nemica è realizzata benissimo, lo stesso non si può dire di quella dei nostri alleati quando si mettono al volante. Alla guida di un Warthog o di qualsiasi altro mezzo sembrano tutti degli ubriaconi: non riescono a centrare la strada, vanno continuamente a sbattere, compiono decine di manovre per disincastrarsi quando basterebbe molto meno. In un frangente particolare mi è persino capitato di assistere a Kat (Noble Two) che cercava di portare un Revenant oltre una barriera invalicabile: nonostante io fossi sceso e andato avanti, lei si era messa alla guida e cercava di superare la barriera senza riuscire a seguirmi. Ho dovuto distruggergli il mezzo a suon di granate per convincerla a continuare con la missione. Anche se è molto bello mettersi alla torretta di un Warthog, soprattutto quella lanciamissili, spesso deciderete di stare voi alla guida per evitare situazioni simili.

Piccole imperfezioni

- Halo: Reach è un gran gioco ma non esente da difetti: oltre a quanto accennato per la IA alleata con i veicoli, ho notato dei piccoli cali di framerate durante le scene d'intermezzo, soprattutto quando i personaggi sono molto vicini alla telecamera occupando gran parte dello schermo, ed un aliasing un po' più accentuato nei livelli urbani, pieni di edifici. Sono inoltre incappato in un noioso bug: pur avendo completato tutto il gioco a livello normale, l'obiettivo di completamento del sesto capitolo non si è sbloccato, così come neanche quello di completamento della Campagna. Vale la pena menzionare inoltre i brevissimi scatti che avvengono quando il gioco carica in memoria la porzione successiva di un livello: è pur vero che questo avviene da sempre in tutti gli Halo ed è quasi un marchio di fabbrica, ma se la cosa aveva senso sulla prima Xbox non vedo perchè debba accadere ancora oggi, soprattutto quando esistono altri FPS con ambientazioni vastissime e aperte che caricano in background senza presentare queste micropause nel flusso di gioco.

Tiriamo le somme

Halo: Reach trova i suoi punti di forza in un gameplay estremamente vario, una storia profonda e drammatica ed ambientazioni allo stato dell'arte che, spesso, sembrano dei veri dipinti digitali. Le numerose modalità multiplayer, le infinite possibilità di personalizzazione e la campagna in cooperativa promettono inoltre di prolungare all'infinito l'esperienza per gli amanti del gioco online, garantendo la qualità di gioco a cui da sempre Bungie ci ha abituato. Rimane un pizzico di delusione solo per la mancanza, con l'eccezione di un paio di missioni, di vere sorprese e momenti davvero memorabili degni della storia della serie. Nonostante questo, il gioco rimane consigliatissimo sia agli appassionati della serie che a chi vi si avvicina per la prima volta: sarà capace di darvi grandi emozioni e soddisfazioni sia che giochiate da soli che in compagnia. 9.4

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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