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The Division 2: Warlords of New York - provato

A poco meno di un anno dall’uscita di The Division 2 Massive Entertainment e Ubisoft hanno rilasciato Warlords of New York, la prima grande espansione dello sparatutto in terza persona ambientato nel mondo di Tom Clancy. Scopriamo insieme le tante novità introdotte con il nuovo aggiornamento.
Dopo gli eventi narrati in The Division 2, Washington non è più la stessa. Le bande criminali e i Black Tusk continuano a imperversare per le strade e il ritorno alla normalità sembra ancora molto lontano. Anche a New York, la città dalla quale si è diffuso il Veleno Verde e nelle cui strade innevate si svolgevano gli eventi del primo capitolo, le cose non vanno affatto bene. Otto mesi dopo lo scoppio dell’epidemia, l’area metropolitana è in piena fase di ricostruzione, con pattuglie che tentano di riportare definitivamente l’ordine mentre le equipe di medici lavorano senza sosta per debellare definitivamente il virus. Una nuova pericolosa minaccia però si sta facendo largo nei quartieri di Manhattan, capitanata dal traditore Aaron Keener. L’ex agente della Divisione infatti ha preso il controllo della zona meridionale dell’isola di Manhattan con l’appoggio dei Pacificatori, una nuova banda guidata da 4 luogotenenti, e sembra avere tutte le intenzioni di scatenare una nuova aggressione alla città.

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La trama di Warlords of New York, la nuova espansione di The Division 2 introdotta progressivamente nel corso degli ultimi mesi anche attraverso i precedenti contenuti extra, prende il via proprio da qui e vede gli Agenti della Divisione tornare dove tutto è iniziato per dare il via a una lunga e pericolosa caccia all’uomo per le strade della grande mela. Il DLC tiene infatti il giocatore impegnato per almeno 10/12 ore e include 4 aree open-world inedite, una per ciascuno dei 4 antagonisti minori, 5 missioni principali e 8 missioni secondarie, fondamentali per scoprire dove si nascondono i vari comandanti. Sono loro che custodiscono le informazioni necessarie per raggiungere Keener ed è quindi necessario individuarli e sconfiggerli uno dopo l’altro per scoprire dove si nasconde il traditore, così da poterlo fermare una volta per tutte. Le novità introdotte da Warlords of New York ovviamente non finiscono qui e vanno a modificare quasi tutti gli aspetti del gioco.

MX Video - The Division 2

La prima variazione riguarda la modifica del level-cap, che passa dal livello 30 al livello 40. La nuova espansione, come prevedibile, è pensata principalmente per coloro che hanno già completato il gioco base e offre un livello di sfida in linea con questa filosofia. Coloro che si avvicinano per la prima volta a The Division 2 o che vogliono godersi i nuovi contenuti senza dover necessariamente investire del tempo per livellare, non devono però disperarsi. Gli sviluppatori hanno infatti incluso la possibilità di creare da zero un agente di livello 30 dotato di equipaggiamento standard o di “boostare” uno dei personaggi già creati, così da permettere a chiunque di avvicinarsi al titolo. La zona sud di New York offre inoltre al giocatore una nuova base per le operazioni e una lunga serie di attività secondarie tra cui la conquista degli avamposti, la scorta delle spedizioni e così via. A mettere i bastoni tra le ruote agli Agenti, oltre alla nuova fazione dei Pacificatori, ci pensano anche alcune vecchie conoscenze, ovvero i Rikers e i Purificatori, che tornano nel gioco andandosi a sommare a quelle già esistenti. Il DLC introduce inoltre alcune varianti inedite dei vari nemici e apporta una serie di modifiche alla I.A. avversaria, così da renderla ancora più intraprendente. Non mancano poi 4 nuove abilità, che vengono sbloccate progressivamente dopo aver sconfitto i vari luogotenenti di Keener tra cui trovano spazio bombe appiccicose, anche in variante incendiaria, un’utile esca olografica e una fastidiosa trappola stordente.

Warlords of New York introduce poi una lunga serie di armi inedite e nuovi equipaggiamenti con i quali personalizzare i propri agenti attraverso un sistema di caratteristiche completamente rivisitato. Dopo le critiche ricevute, Massive Entertainment ha infatti deciso di accantonare l’articolato sistema visto nel gioco base in favore di un meccanismo più intuitivo basato solo su una serie di attributi specifici, che vanno ovviamente tenuti in considerazione quando si crea o si ottimizza la build del proprio personaggio. Tutti i bonus legati alle “marche” degli equipaggiamenti sono stati modificati, così come i vari talenti, che ora appaiono solo su armi, zaini e corazze in un numero massimo di uno per parte di equipaggiamento e che possono essere “estratti” e riutilizzati attraverso la Ricalibrazione. Tante le novità anche per quanto riguarda il crafting e il loot in generale. La creazione degli oggetti attraverso il banco di lavoro ora permette di realizzare parti di equipaggiamento con statistiche comprese in un range ben definito, direttamente influenzato dal livello di abilità del giocatore. Per quanto riguarda il loot, le modifiche riguardano invece il numero di oggetti rilasciati sul terreno dai nemici, sensibilmente ridotto, e l’utilità degli oggetti abbandonati sul campo di battaglia, che ora appare sicuramente più in linea con il livello di abilità raggiunto dal proprio Agente.

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La nuova espansione introduce nel gioco anche un nuovo sistema di progressione “infinito” per l’Endgame, che si sblocca dopo aver concluso la storyline principale e dopo aver raggiunto il level cap. Una volta soddisfatti questi due requisiti, l’esperienza accumulata permette agli agenti di incrementare il proprio livello Shade e guadagnare punti, che possono poi essere spesi per potenziare alcune caratteristiche attraverso uno skill-tree che consente di incrementare definitivamente le statistiche e i bonus del personaggio in questione. A questo sistema di crescita si affianca poi una diversa gestione della difficoltà in gioco. In passato ogni area proponeva un livello di sfida fisso e questo inevitabilmente influenzava l’approccio dei giocatori indirizzandoli verso un percorso più o meno prestabilito. Ora questa suddivisione non è più presente e la difficoltà delle varie aree si adatta dinamicamente a quella del giocatore e/o del suo gruppo di Agenti. In aggiunta a questa modifica, il giocatore ora ha la possibilità di variare liberamente la difficoltà generale del mondo di gioco attraverso 4 livelli di difficoltà crescenti, che vanno a influenzare il lotto ricevuto, i danni causati dai nemici, la loro difesa, la loro abilità e, al livello più elevato, anche la possibilità di rientrare in gioco dopo essere stati abbattuti. Modificando la difficoltà vengono inoltre ri-attivate e resettate tutte le attività presenti nel gioco, così da offrire ai giocatori la possibilità di affrontare da zero le varie sfide.

All’interno della nuova mappa ambientata a New York non è presente alcuna Zona Nera, ma questo non significa che gli sviluppatori non si siano impegnati per modificare e bilanciare il gameplay di queste aree. Le novità principali riguardano l’introduzione di nuovi punti di estrazione, la presenza di ricompense maggiori per i giocatori che cooperano e una lunga serie di modifiche mirate a rendere l’esperienza di gioco più bilanciata e remunerativa per coloro che decidono di avventurarsi in queste zone pericolose tra cui una diversa ripartizione dell’esperienza sulla base del comportamento all’intero e un incremento della qualità generale del loot raccolto nella Zona Nera. La nuova espansione introduce infine anche le Stagioni, che a partire dal mese in corso si susseguiranno nel gioco introducendo nuovi interessanti incarichi legati agli sviluppi della trama principale sia nell’area di Washington sia in quella di New York, nuove classifiche, eventi globali, taglie inedite e molto altro ancora. All’interno di ogni Stagione, i giocatori potranno accumulare esperienza e salire di livello fino a raggiungere il cap, che attualmente corrisponde al livello 100, sbloccando via via nuove ricompense attraverso due percorsi differenti, uno completamente gratuito e uno attivabile acquistando il relativo Season Pass (quello della prima stagione è gratuito per tutti).

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Tecnicamente parlando, la nuova espansione non rappresenta una rivoluzione. Il motore grafico Snowdrop, se si escludono le consuete ottimizzazioni, non ha subito stravolgimenti e permette alle strade di Manhattan di stupire, proprio come accaduto per quelle di Washington D.C., grazie a un ottimo livello di dettaglio e a giochi di luce particolarmente riusciti. Certo, camminare per le strade di New York senza la neve inizialmente lascia un po’ spaesati, ma si tratta di un cambiamento necessario e che permette alla città di regalare una maggiore varietà di situazioni e di colori. Ottima come sempre la componente audio, che avvolge il giocatore sia grazie a un ventaglio di suoni perfettamente riprodotti sia grazie a una soundtrack incalzante che accompagna il giocatore durante tutta l’esperienza di gioco. Decisamente meno convincente la stabilità generale del titolo. Subito dopo il rilascio dell’espansione, molti giocatori hanno infatti segnalato di avere problemi di connessione, di prestazioni o di essere rimasti bloccati a causa di qualche bug. Nei giorni successivi le cose sono andate migliorando, ma al momento nel quale scriviamo ci sono ancora dei piccoli strascichi che Massive Entertainment sta tentando di sistemare con il rilascio di nuove patch correttive.

Queste le novità principali introdotte con Warlords of New York, che si traducono necessariamente in un’esperienza di gioco diversa da quella originale. La trama della nuova espansione, oltre a essere godibile e ben scritta per tutta la sua durata, apre le porte a sviluppi narrativi potenzialmente molto interessanti abbinati a un gameplay che sembra avere tutte le carte in regola per accontentare la community senza rinnegare le proprie peculiarità. Il sistema di shooting regala sempre grandi soddisfazioni, anche grazie alle novità introdotte per quanto riguarda la I.A., così come le dinamiche legate alla costruzione della build perfetta e alla crescita del personaggio. Da questo punto di vista, le semplificazioni introdotte, le nuove meccaniche di crescita attraverso il sistema Shade, il sistema di crafting rivisitato e il bilanciamento generale del loot dovrebbero fornire al gioco molti nuovi stimoli con i quali catturare l’attenzione del giocatore. Nel corso delle mia prova, durata circa una 20 di ore, non ho avvertito nessun senso di ripetitività e anzi, più mi immergevo nelle nuove meccaniche più sentivo il bisogno di tornare a giocare, il che fa ben sperare per il futuro. Anche le Stagioni, alla luce della volontà di introdurre costantemente nuovi contenuti narrativi senza limitarsi alla semplice lista di elementi sbloccabili, si incastrano alla perfezione nel sistema di gioco originale, completando un quadro potenzialmente molto interessante.

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Al netto di queste ottime premesse, qualche dubbio comunque resta. Anche The Division 2 prometteva molto bene al lancio, ma la scarsa efficacia del supporto post lancio e alcuni problemi di bilanciamento generali hanno impedito al titolo di “stregare” i giocatori durante il primo anno di vita. Anche il successo della nuova espansione e della nuova filosofia dipenderanno dunque da come gli sviluppatori supporteranno il titolo nei prossimi mesi e, cosa da non sottovalutare, da come i giocatori accoglieranno le novità apportate alla Zona Nera. Nel primo capitolo, gli scontri nell’area centrale della mappa rappresentavano uno degli elementi distintivi della serie nonché uno dei punti di forza del gameplay. Nel secondo capitolo, per motivazioni più o meno valide, le Zone Nere non sono riuscite a regalare ai giocatori lo stesso tipo di esperienza, penalizzando di fatto il secondo capitolo. Nonostante ciò, Massive Entertainment ha deciso di non rivoluzione in modo radicale questa componente, limitandosi a modificare tanti piccoli elementi che potranno essere giudicati, così come le altre novità, solo sul lungo periodo.

Al momento le impressioni sono comunque molto positive. Warlords of New York è un’espansione solida e ben confezionata sotto ogni punto di vista, che tutti coloro che hanno giocato e apprezzato The Division 2 dovrebbero tenere in considerazione e che, grazie a un gameplay più intuitivo ma non meno soddisfacente, merita l’attenzione anche di coloro che amano questo genere e che non si sono mai avvicinati alla serie perché la consideravano troppo complessa. Elementi molto convincenti sui quali, speriamo, Massive Entertainment continui a lavorare con la stessa attenzione nei prossimi mesi per garantire la giusta longevità al proprio titolo.

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L'autore

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Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS fino al 2004, quando approda su Xbox. Ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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