Recensione - My Hero Academia: All's Justice

Il Gioco
My Hero Academia non ha di certo bisogno di presentazioni, e nei suoi 10 anni di pubblicazione dal 2014 al 2024 è diventato uno dei fenomeni di maggior successo al mondo. Non sono mancati ovviamente adattamenti videoludici di ogni genere, dagli immancabili gacha per mobile ai MOBA free-to-play, ma il fulcro è sempre stato la serie di picchiaduro One’s Justice pubblicata da Bandai Namco e sviluppata dal team Byking. I primi due capitoli si sono rivelati dei titoli piuttosto interessanti e rispettosi dell’opera originale, ma erano ormai 6 anni che non vedevamo un nuovo adattamento. Invece di un capitolo intermedio che sarebbe arrivato prima del climax finale, gli sviluppatori hanno preferito attendere la conclusione del manga e dell’anime, e My Hero Academia: All's Justice ha quindi il compito di dare una degna chiusura anche alla saga videoludica.La formula di base non è stata stravolta, e ci troviamo quindi di nuovo davanti a un classico picchiaduro 3D ad arene dove il nostro personaggio può muoversi liberamente. Il sistema di combattimento è piuttosto semplificato e uguale per tutti i personaggi, con un singolo tasto per le combo, uno per le mosse speciali, uno per le mosse finali Plus Ultra e uno per saltare. Inclinando la levetta analogica in una direzione mentre si preme il tasto cambia l’effetto delle mosse speciali e combo, mentre riempiendo la barra Rising si può entrare in uno stato di potenziamento o trasformazione che, oltre a rendere più veloci e potenti i colpi, può sbloccare mosse nuove o precedentemente non concatenabili. Chiudono il cerchio le Parate (che possono diventare Parate Perfette se eseguite con il giusto tempismo), gli Scatti e i Cambi per sostituire il proprio personaggio con un altro in squadra.
MX Video - My Hero Academia: All's Justice
My Hero Academia: All's Justice prevede infatti degli scontri 3 vs 3 come in passato, ma se prima gli altri due personaggi erano unicamente di supporto ora è possibile combattere con tutti i membri passando da uno all’altro non appena si esaurisce il cooldown ed estendere le combo normali con ulteriori attacchi. Se si dispone di abbastanza segmenti della barra Plus Ultra, quando si esegue una mossa finale si può anche scegliere di concatenare gli attacchi finali di tutti i personaggi, ribaltando così anche situazioni disperate e creando un grande impatto visivo. Le mosse Plus Ultra sono infatti una delle parti più impressionanti di My Hero Academia: All's Justice grazie all’ottimo cel shading e al taglio cinematografico, elemento che viene risaltato ancora di più durante i filmati realizzati con il motore grafico nella modalità Storia.
Questo è il fulcro dell’esperienza di My Hero Academia: All's Justice, e nel corso delle circa 8 ore necessarie per completarla ripercorreremo tutti gli scontri più importanti dell’arco narrativo finale. Chi ha seguito l’opera sa bene come la battaglia finale tra Eroi e Villain sia stata piuttosto complessa e con tantissimi scontri separati che hanno visto coinvolti numerosi personaggi, e gli sviluppatori hanno cercato di dare un minimo di chiarezza grazie ad una sorta di “diagramma” che segue le principali vicende collocandole all’interno di una timeline. Le battaglie sono collegate da intermezzi realizzati usando fotogrammi dell’anime e i già citati filmati con il motore del gioco; inoltre, per essere il più fedeli possibile, molti scontri hanno regole speciali o anche più personaggi a schermo contemporaneamente.

Per quanto la Storia sia sicuramente il motivo principale per acquistare My Hero Academia: All's Justice, non si tratta dell’unica modalità di gioco degna di nota. Troviamo infatti le Team Up Mission, ovvero una serie di missioni ambientate in una versione virtuale di Tokyo liberamente esplorabile. Sia chiaro, non ci troviamo davanti ad un vero free roaming o ad una mappa chissà quanto estesa o interessante, ma è comunque una piacevole alternativa che varia l’azione rispetto alle solite battaglie intervallate da filmati. C’è anche una piccola trama inedita che lega le varie missioni, e ogni personaggio può sfruttare le proprie caratteristiche per muoversi in maniera differente: Midoriya ad esempio può usare il Quirk Frusta Nera per spostarsi “alla Spider-Man”, Uraraka può fluttuare per brevi tratti e Kirishima può usare il corpo rinforzato per aggrapparsi ai muri dei palazzi per scalarli.
Gli obiettivi principali di solito riguardano sempre degli scontri, ma non mancano altre attività come corse ad ostacoli contro il tempo o la ricerca di oggetti smarriti e collezionabili vari. Anche le battaglie possono avere regole diverse dal solito, ad esempio chiedendoci di battere ondate di nemici generici o proteggere dei civili. Sono presenti anche missioni secondarie che permettono di “reclutare” altri eroi e aumentare così le nostre statistiche; ad esempio, avendo tanti personaggi offensivi vedremo aumentare la percentuale di attacco, con quelli di supporto più salute e con quelli difensivi una maggior difesa. Si tratta di un sistema semplice ma che invoglia a portare a termine quanti più incarichi possibili così da poter superare al meglio le missioni più impegnative.

La modalità Hero Archive permette infine di rivivere alcune delle battaglie principali dei precedenti capitoli, rendendo così My Hero Academia: All's Justice un prodotto completo che racchiude quasi tutta l’esperienza dell’opera di Kohei Horikoshi. Chiudono l’offerta le classiche modalità di Battaglia, sia in locale contro la CPU o gli amici, sia online con scontri liberi o classificati.
Dal punto di vista tecnico, come accennato, My Hero Academia: All's Justice sfoggia un cel shading di tutto rispetto che rende l’azione molto fedele all’anime se non superiore in alcuni casi, con modelli dei personaggi ricchi di dettagli e piacevoli da guardare. La stessa cura purtroppo non è stata applicata agli scenari disponibili, che seppur abbiano il pregio di essere molto interattivi, distruttibili e sviluppati verticalmente risultano molto inferiori a livello di dettagli e resa generale, quasi “stonando” in confronto alla qualità dei lottatori, oltre ad essere piuttosto ridotti di numero. Il frame rate si è dimostrato abbastanza solido nonostante l’azione possa diventare molto caotica a schermo tra effetti, esplosioni e scritte che enfatizzano i colpi più potenti, mentre il netcode dell’online offre il fianco a qualche critica con una latenza che rende difficile eseguire azioni precise come le Parate Perfette. Ottimo come sempre il doppiaggio giapponese o inglese con le voci originali dell’anime, mentre i testi sono interamente localizzati in italiano.



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