Recensione - REANIMAL
di
Mirko Rossi / Thor
P

Il Gioco
Buio. Lentamente, una pallida ed accecante luce filtra da quella che ha tutta l’aria di essere la sommità di un vecchio pozzo in pietra. E noi siamo dentro questo pozzo. La telecamera si allontana sempre di più dalla luce. Stiamo scendendo. O forse stiamo cadendo. Di colpo una sagoma mascherata si affaccia dall’ingresso del pozzo, seguita dopo pochi secondi da altre tre figure, tutte con il volto coperto. Ci osservano mentre cadiamo. Una quinta sagoma incappucciata si affaccia insieme a tutte le altre. La musica si intensifica, l’immagine inizia a vibrare e tutto si tinge di rosso. Buio.Ci risvegliamo a bordo di una piccola barca in legno nel bel mezzo del nulla. Attorno a noi solo l’oscurità e la nebbia, rese ancora più opprimenti dallo sciabordio ritmato dell’acqua contro lo scafo. La telecamera si allontana ed ecco che possiamo scorgere una piccola luce rossa. La creatura mascherata che si trova a bordo della barca, un bambino, si mette al timone e l’azione passa nelle mie mani. Mi dirigo subito verso la luce rossa, che si rivela essere una classica boa di segnalazione e nulla di più. Una volta qui, ne scorgo però un’altra, poi un’altra ancora e così via fino a raggiungerne una, la cui fioca luce illumina qualcosa che galleggia a poca distanza dalla base.
MX Video - REANIMAL
Il bambino si avvicina con la barca e si sporge per provare a recuperare quella che scopre essere una bambina con indosso una maschera da coniglio. Il bambino appoggia delicatamente il corpo sulla barca e prova a toglierle la maschera, ma la bambina improvvisamente si sveglia e lo aggredisce mettendogli le mani al collo. Ne scaturisce una breve colluttazione, al termine della quale i due sembrano riconoscersi. “Pensavo fossi morto”, dice lei. Lui non risponde. “Dove sono gli altri?” chiede lei, incalzandolo. “Non lo so”, risponde il bambino con un filo di voce. La bambina allora tira fuori dalla tasca una piccola torcia e la accende, mentre la telecamera si allontana, così da far entrare nell’inquadratura l’imponente parete rocciosa che si erge proprio di fronte alla barca.
Inizia così REANIMAL, il nuovo gioco horror di Tariser Studios, la software house svedese che ha dato vita ai primi due capitoli della serie Little Nightmares. Un’avventura che, nelle circa 7/8 ore necessarie per raggiungere i titoli di coda, vede i due protagonisti intraprendere un disturbante viaggio suddiviso nell’arco di nove capitoli, tutto con il solo obiettivo di ritrovare i propri amici scomparsi e fare luce su un oscuro mistero che, sin da queste battute iniziali, aleggia sopra l’intera vicenda. Come probabilmente avrete intuito leggendo l’introduzione, con questa nuova IP lo studio non ha assolutamente abbandonato il genere a cui è affezionato e a cui deve la propria popolarità, ma bensì vuole mettere a frutto tutta l’esperienza accumulata in questi anni per infondere nuova linfa vitale nel genere.

Alla base del sistema di gioco troviamo infatti le classiche meccaniche da avventura in terza persona viste nelle opere precedenti e in tanti titoli simili, con i due protagonisti che devono attraversare in sequenza una serie di ambienti superando sezioni platform, sfuggendo per quanto possibile alle minacce che incontrano, raccogliendo oggetti utili per proseguire, come chiavi o parti di meccanismi, e risolvendo semplici enigmi ambientali, il tutto con un focus particolare sulla cooperazione. REANIMAL infatti può essere giocato interamente da soli con l’aiuto dell’IA o condividendo l’avventura, anche solo in parte, con altri giocatori, in locale e online. Al netto di questa differenza, il gameplay nelle due modalità è sostanzialmente lo stesso e le uniche variazioni riguardano la necessità di rimanere sempre abbastanza vicini quando si gioca in co-op per non incappare in una fine prematura.
Una volta scalfita la superficie, le differenze rispetto al passato iniziano però a farsi sentire. Già dopo pochi minuti si nota una maggiore ampiezza delle ambientazioni, così come una notevole varietà nella struttura delle zone e una minore linearità. Il percorso da seguire è sempre abbastanza chiaro, ma, come già accaduto con Little Nightmares II, anche in REANIMAL non ci si limita solo ad attraversare i vari luoghi in orizzontale. Il level design è infatti pensato per spingere il giocatore a muoversi in tutte le direzioni, ad esplorare con più attenzione e anche a tornare sui propri passi dopo aver raccolto un oggetto specifico o dopo aver sbloccato un nuovo passaggio. Per dare un ulteriore incentivo in questo senso, Tarsier Studios ha inserito nel suo nuovo gioco alcuni collezionabili come maschere, che una volta raccolte possono essere indossate dai due protagonisti, piccole opere d’arte, tramite cui è possibile sbloccare degli interessanti artwork, e le “tradizionali” panchine sui cui riposarsi, da sempre marchio di fabbrica della casa di sviluppo svedese.

Anche per quanto riguarda i nemici REANIMAL prosegue nella direzione tracciata dalla software house nel corso di questi anni. Ogni macroarea è abitata dai nemici di varia natura e, di norma, da una minaccia principale, generalmente rappresentata da una creatura di grandi dimensioni estremamente pericolosa. Come già detto, nella maggior parte dei casi la soluzione migliore è quella di provare a sgattaiolare senza essere visti o, se proprio non si può farne a meno, fuggire il più rapidamente possibile fino al primo luogo sicuro. In alcune situazioni è però possibile difendersi utilizzando degli oggetti da lancio, come mattoni o punte di vario genere, o sfruttare un utile piede di porco raccolto dai protagonisti nelle fasi iniziali del gioco. Attenzione però a non farsi trarre in inganno. REANIMAL, nonostante queste fasi più action, rimane principalmente un gioco stealth nel quale il minimo errore o la minima incertezza conduce al game over.
Nel corso dell’avventura, i due protagonisti hanno poi modo di utilizzare in più occasioni la piccola imbarcazione per spostarsi tra le varie zone e di guidare, seppur per brevi periodi, altri mezzi di trasporto, sui quali non mi dilungherò oltre per evitare fastidiosi spoiler. È però interessante segnalare come, anche in questi casi, il gioco offra ai protagonisti la possibilità di difendersi mentre sono alla guida di questi mezzi e non solo di scappare, seppur in modo abbastanza rozzo. Vale infine la pena di segnalare un paio di sequenze speciali che introducono situazioni e meccaniche inedite in grado di aumentare ulteriormente la varietà presente in REANIMAL, ma anche in questo caso non entrerò troppo nei dettagli per non rovinare la sorpresa a chi vuole godersi il gioco senza anticipazioni.
Come da tradizione, una volta raggiunti i titoli di coda si sblocca la possibilità di rigiocare i singoli capitoli, così da poter affrontare nuovamente una sezione specifica per rivivere un momento che ci è rimasto particolarmente impresso, per recuperare eventuali collezionabili sfuggiti in precedenza o, perché no, per giocare nei panni di un altro protagonista in modalità cooperativa. A conti fatti sono queste le uniche opzioni messe a disposizione da Tarsier Studios per aumentare la longevità del gioco, almeno fino all’uscita dei futuri DLC già annunciati ufficialmente.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, REANIMAL può contare sulle capacità dell’Unreal Engine 5 di Epic, che consente al titolo di fare un sensibile passo in avanti rispetto al passato sotto tutti i punti di vista, seppur con qualche piccola sbavatura. Nel corso della nostra prova abbiamo testato il gioco sia su Series X che su Series S. L’ammiraglia di casa Xbox permette come di consueto di scegliere tra due modalità grafiche differenti, ovvero Qualità e Prestazioni. Le differenze tra le due modalità riguardano, come ormai accade in pressoché ogni gioco, la risoluzione e il framerate. L’opzione Qualità gira infatti alla massima risoluzione e 30 fps, mentre Prestazioni rinuncia a qualche pixel e ad alcuni dettagli per raggiungere i 60 fps. Series S invece non dispone di più modalità grafiche e l’unica opzione è quella bloccata a 30 fps.
Poche le novità anche per quanto riguarda il comparto audio. REANIMAL propone infatti una colonna sonora davvero minimale, con pochi brani pensati specificamente per alcuni momenti e una grande porzione di gioco nel quale il sottofondo musicale lascia spazio ai suoni ambientali. A questo si affiancano poi il doppiaggio in varie lingue dei pochi dialoghi presenti nel gioco, ma non in italiano, e la completa localizzazione dei menu.



Commenti