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REANIMAL

Recensione - REANIMALXbox Series X | S DigitalGame

A cinque anni di distanza dal loro ultimo gioco, gli svedesi di Tarsier Studios sono finalmente pronti a consegnare ai videogiocatori la loro nuova IP horror, REANIMAL. Scopriamo insieme cosa ha in serbo per noi questo interessante titolo!
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Il Gioco

Buio. Lentamente, una pallida ed accecante luce filtra da quella che ha tutta l’aria di essere la sommità di un vecchio pozzo in pietra. E noi siamo dentro questo pozzo. La telecamera si allontana sempre di più dalla luce. Stiamo scendendo. O forse stiamo cadendo. Di colpo una sagoma mascherata si affaccia dall’ingresso del pozzo, seguita dopo pochi secondi da altre tre figure, tutte con il volto coperto. Ci osservano mentre cadiamo. Una quinta sagoma incappucciata si affaccia insieme a tutte le altre. La musica si intensifica, l’immagine inizia a vibrare e tutto si tinge di rosso. Buio.

Ci risvegliamo a bordo di una piccola barca in legno nel bel mezzo del nulla. Attorno a noi solo l’oscurità e la nebbia, rese ancora più opprimenti dallo sciabordio ritmato dell’acqua contro lo scafo. La telecamera si allontana ed ecco che possiamo scorgere una piccola luce rossa. La creatura mascherata che si trova a bordo della barca, un bambino, si mette al timone e l’azione passa nelle mie mani. Mi dirigo subito verso la luce rossa, che si rivela essere una classica boa di segnalazione e nulla di più. Una volta qui, ne scorgo però un’altra, poi un’altra ancora e così via fino a raggiungerne una, la cui fioca luce illumina qualcosa che galleggia a poca distanza dalla base.

MX Video - REANIMAL

Il bambino si avvicina con la barca e si sporge per provare a recuperare quella che scopre essere una bambina con indosso una maschera da coniglio. Il bambino appoggia delicatamente il corpo sulla barca e prova a toglierle la maschera, ma la bambina improvvisamente si sveglia e lo aggredisce mettendogli le mani al collo. Ne scaturisce una breve colluttazione, al termine della quale i due sembrano riconoscersi. “Pensavo fossi morto”, dice lei. Lui non risponde. “Dove sono gli altri?” chiede lei, incalzandolo. “Non lo so”, risponde il bambino con un filo di voce. La bambina allora tira fuori dalla tasca una piccola torcia e la accende, mentre la telecamera si allontana, così da far entrare nell’inquadratura l’imponente parete rocciosa che si erge proprio di fronte alla barca.

Inizia così REANIMAL, il nuovo gioco horror di Tariser Studios, la software house svedese che ha dato vita ai primi due capitoli della serie Little Nightmares. Un’avventura che, nelle circa 7/8 ore necessarie per raggiungere i titoli di coda, vede i due protagonisti intraprendere un disturbante viaggio suddiviso nell’arco di nove capitoli, tutto con il solo obiettivo di ritrovare i propri amici scomparsi e fare luce su un oscuro mistero che, sin da queste battute iniziali, aleggia sopra l’intera vicenda. Come probabilmente avrete intuito leggendo l’introduzione, con questa nuova IP lo studio non ha assolutamente abbandonato il genere a cui è affezionato e a cui deve la propria popolarità, ma bensì vuole mettere a frutto tutta l’esperienza accumulata in questi anni per infondere nuova linfa vitale nel genere.

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Alla base del sistema di gioco troviamo infatti le classiche meccaniche da avventura in terza persona viste nelle opere precedenti e in tanti titoli simili, con i due protagonisti che devono attraversare in sequenza una serie di ambienti superando sezioni platform, sfuggendo per quanto possibile alle minacce che incontrano, raccogliendo oggetti utili per proseguire, come chiavi o parti di meccanismi, e risolvendo semplici enigmi ambientali, il tutto con un focus particolare sulla cooperazione. REANIMAL infatti può essere giocato interamente da soli con l’aiuto dell’IA o condividendo l’avventura, anche solo in parte, con altri giocatori, in locale e online. Al netto di questa differenza, il gameplay nelle due modalità è sostanzialmente lo stesso e le uniche variazioni riguardano la necessità di rimanere sempre abbastanza vicini quando si gioca in co-op per non incappare in una fine prematura.

Una volta scalfita la superficie, le differenze rispetto al passato iniziano però a farsi sentire. Già dopo pochi minuti si nota una maggiore ampiezza delle ambientazioni, così come una notevole varietà nella struttura delle zone e una minore linearità. Il percorso da seguire è sempre abbastanza chiaro, ma, come già accaduto con Little Nightmares II, anche in REANIMAL non ci si limita solo ad attraversare i vari luoghi in orizzontale. Il level design è infatti pensato per spingere il giocatore a muoversi in tutte le direzioni, ad esplorare con più attenzione e anche a tornare sui propri passi dopo aver raccolto un oggetto specifico o dopo aver sbloccato un nuovo passaggio. Per dare un ulteriore incentivo in questo senso, Tarsier Studios ha inserito nel suo nuovo gioco alcuni collezionabili come maschere, che una volta raccolte possono essere indossate dai due protagonisti, piccole opere d’arte, tramite cui è possibile sbloccare degli interessanti artwork, e le “tradizionali” panchine sui cui riposarsi, da sempre marchio di fabbrica della casa di sviluppo svedese.

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Anche per quanto riguarda i nemici REANIMAL prosegue nella direzione tracciata dalla software house nel corso di questi anni. Ogni macroarea è abitata dai nemici di varia natura e, di norma, da una minaccia principale, generalmente rappresentata da una creatura di grandi dimensioni estremamente pericolosa. Come già detto, nella maggior parte dei casi la soluzione migliore è quella di provare a sgattaiolare senza essere visti o, se proprio non si può farne a meno, fuggire il più rapidamente possibile fino al primo luogo sicuro. In alcune situazioni è però possibile difendersi utilizzando degli oggetti da lancio, come mattoni o punte di vario genere, o sfruttare un utile piede di porco raccolto dai protagonisti nelle fasi iniziali del gioco. Attenzione però a non farsi trarre in inganno. REANIMAL, nonostante queste fasi più action, rimane principalmente un gioco stealth nel quale il minimo errore o la minima incertezza conduce al game over.

Nel corso dell’avventura, i due protagonisti hanno poi modo di utilizzare in più occasioni la piccola imbarcazione per spostarsi tra le varie zone e di guidare, seppur per brevi periodi, altri mezzi di trasporto, sui quali non mi dilungherò oltre per evitare fastidiosi spoiler. È però interessante segnalare come, anche in questi casi, il gioco offra ai protagonisti la possibilità di difendersi mentre sono alla guida di questi mezzi e non solo di scappare, seppur in modo abbastanza rozzo. Vale infine la pena di segnalare un paio di sequenze speciali che introducono situazioni e meccaniche inedite in grado di aumentare ulteriormente la varietà presente in REANIMAL, ma anche in questo caso non entrerò troppo nei dettagli per non rovinare la sorpresa a chi vuole godersi il gioco senza anticipazioni.

Come da tradizione, una volta raggiunti i titoli di coda si sblocca la possibilità di rigiocare i singoli capitoli, così da poter affrontare nuovamente una sezione specifica per rivivere un momento che ci è rimasto particolarmente impresso, per recuperare eventuali collezionabili sfuggiti in precedenza o, perché no, per giocare nei panni di un altro protagonista in modalità cooperativa. A conti fatti sono queste le uniche opzioni messe a disposizione da Tarsier Studios per aumentare la longevità del gioco, almeno fino all’uscita dei futuri DLC già annunciati ufficialmente.

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Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, REANIMAL può contare sulle capacità dell’Unreal Engine 5 di Epic, che consente al titolo di fare un sensibile passo in avanti rispetto al passato sotto tutti i punti di vista, seppur con qualche piccola sbavatura. Nel corso della nostra prova abbiamo testato il gioco sia su Series X che su Series S. L’ammiraglia di casa Xbox permette come di consueto di scegliere tra due modalità grafiche differenti, ovvero Qualità e Prestazioni. Le differenze tra le due modalità riguardano, come ormai accade in pressoché ogni gioco, la risoluzione e il framerate. L’opzione Qualità gira infatti alla massima risoluzione e 30 fps, mentre Prestazioni rinuncia a qualche pixel e ad alcuni dettagli per raggiungere i 60 fps. Series S invece non dispone di più modalità grafiche e l’unica opzione è quella bloccata a 30 fps.

Poche le novità anche per quanto riguarda il comparto audio. REANIMAL propone infatti una colonna sonora davvero minimale, con pochi brani pensati specificamente per alcuni momenti e una grande porzione di gioco nel quale il sottofondo musicale lascia spazio ai suoni ambientali. A questo si affiancano poi il doppiaggio in varie lingue dei pochi dialoghi presenti nel gioco, ma non in italiano, e la completa localizzazione dei menu.

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Amore

Il tocco unico di Tarsier

- C’è poco da fare. Molte case di sviluppo possono proporre avventure horror come REANIMAL, ma poche hanno il “tocco” necessario per renderle davvero indimenticabili. Tarsier Studios è una di queste. La software house svedese non solo riesce sempre a mettere sul piatto delle sceneggiature in grado di coinvolgere e far riflettere il giocatore, ma le arricchisce con un’atmosfera “piacevolmente asfissiante” e con una lunga serie di dettagli in grado di rendere ancora più vivida l’esperienza. Il design grottesco di ambienti e creature, inclusi i protagonisti, la palette cromatica, il comparto sonoro minimale, il ritmo altalenante dell’azione, le sequenze al cardiopalmo, la fisica applicata a quasi tutti gli oggetti presenti a schermo, gli abbracci tra i protagonisti quando si riparte da un checkpoint e tanto altro. Tutto in REANIMAL è dosato con cura per regalare al giocatore un’esperienza di gioco dalla quale è difficile staccarsi prima di aver raggiunto l’epilogo.

Regia impeccabile

- Tra gli elementi che ho particolarmente apprezzato di REANIMAL non posso assolutamente non citare la gestione magistrale della telecamera e l’uso sapiente delle inquadrature, che da soli contribuiscono a creare buona parte dell’atmosfera opprimente alla base del gioco. Ogni sequenza è stata studiata alla perfezione per trasmettere al giocatore delle specifiche sensazioni, da quella di essere minuscolo in confronto alla grandezza del mondo che lo circonda a quella di essersi perso irrimediabilmente in un incubo dal quale non esiste via d’uscita. Una menzione d’onore in questo caso va al movimento “a seguire” della camera quando i protagonisti entrano o escono da una stanza utilizzando un passaggio stretto, che attraversa fisicamente lo spazio restituendo una sensazione al limite del claustrofobico.

Una co-op che funziona

- Negli ultimi anni abbiamo visto molte avventure horror proporre una modalità cooperativa, ma non sempre il risultato è stato quello sperato. REANIMAL riesce nel difficile compito di risultare davvero divertente sia in solitaria sia in compagnia e buona parte del merito lo si deve al bilanciamento del gameplay, che punta ovviamente i riflettori sulla collaborazione tra i due protagonisti, ma senza mai risultare ripetitivo o troppo opprimente. Buona parte del gioco di squadra si svolge poi fuori dallo schermo, con i giocatori che devono comunicare tra loro per risolvere gli enigmi o per superare indenni le sequenze più complicate. Si tratta di un elemento fondamentale per i giochi moderni, reso ancora più accessibile dalla possibilità di usare un unico slot di salvataggio e decidere di volta in volta se giocare da soli o in compagnia.

Trama coinvolgente

- È difficile sottolineare la bontà della scrittura di Tarsier Studios senza fare spoiler, ma ci provo. La sceneggiatura messa a punto dalla casa di sviluppo svedese è un crescendo di emozioni e di rivelazioni che, passo dopo passo, vanno a ricomporre il puzzle di una vicenda in grado di colpire il giocatore su più livelli diversi. Come sempre, molto è lasciato all’interpretazione di chi impugna il pad e sono sicuro che ognuno avrà, come giusto che sia, la propria idea riguardo ai fatti, ma rispetto al passato il team di sviluppo ha cercato di dare più punti fermi attorno ai quali ragionare e, soprattutto, di proporre un finale più chiaro rispetto alle sue opere precedenti in grado di far felici anche coloro che non amano passare il tempo a fare speculazioni.

Odio

Qualche bug nel finale

- Lo dico subito. La mia esperienza con REANIMAL, se si esclude qualche calo di framerate di troppo nelle fasi in co-op, è stata pressoché perfetta. Nell’ultimo capitolo mi sono però imbattuto in un bug abbastanza fastidioso, che mi ha costretto a ripetere più e più volte una lunga ed articolata sequenza di inseguimento, con conseguente interruzione della “magia” e lancio di maledizioni. Per fortuna, dopo svariati tentativi, sono riuscito a superare la porzione di gioco incriminata senza dover prendere strade più drastiche, ma ammetto di essere rimasto particolarmente amareggiato dall’accaduto. Da quanto sappiamo, è prevista una patch per il day one, ma non ci sono purtroppo conferme sul fatto che questo difetto verrà effettivamente risolto con il primo aggiornamento.

Ok il buio, ma qui a volte si esagera

- REANIMAL, come prevedibile, è un titolo nel quale il buio e l’oscurità rivestono un ruolo fondamentale sia per quanto riguarda l’atmosfera sia per quanto riguarda il gameplay. In alcune situazioni capita però che, a causa del buio eccessivo, i protagonisti controllati dai giocatori finiscano per non vedere un ostacolo o, peggio, un baratro mortale. Questa situazione, che personalmente non sono riuscito a risolvere al 100% né attraverso le impostazioni in game né regolando nuovamente quelle della mia tv, spezza irrimediabilmente il ritmo dell’azione aumentando notevolmente il rischio di far accantonare il titolo a una parte del pubblico. La speranza, anche da questo punto di vista, è che con le primissime patch il team trovi un compromesso più bilanciato o introduca un maggior numero di opzioni grafiche.

Tiriamo le somme

REANIMAL è un’avventura horror di altissima qualità, che prende tutti gli elementi distintivi delle precedenti opere di Tarsier Studios e li eleva a un livello superiore. Il risultato è un gioco tanto coinvolgente quanto disturbante, nel quale un gameplay pressoché unico e una narrazione volutamente misteriosa si intrecciano in modo magistrale sin dalla sequenza introduttiva. Il design grottesco di tutti gli elementi presenti, la cura maniacale della regia, in primis per quanto riguarda la gestione della telecamera, e l’ottima modalità cooperativa sono la classica ciliegina sulla torta, che permette alla nuova IP di Tarsier Studios di fare il giusto passo in avanti rispetto al passato per soddisfare sia i fan di vecchia data sia quelli che si affacciano per la prima volta a questo genere. Un titolo che tutti gli amanti delle avventure horror dovrebbero assolutamente aggiungere alla loro collezione o alla loro wishlist per il futuro.
9.0

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L'autore

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Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS fino al 2004, quando approda su Xbox. Ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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