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Tekken 8
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Recensione - Tekken 8Xbox Series X | SGame

Il 2024 si apre con il botto per gli appassionati di picchiaduro: Tekken 8 segna infatti il ritorno di una delle saghe più amate del genere a distanza di ben 7 anni dall’ultimo capitolo. Un ritorno tanto atteso porta con sé grandi aspettative, vediamo quindi cosa ci aspetta in questo nuovo tassello nell’eterna faida familiare tra i Mishima e i Kazama.
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Il Gioco

La storia di Tekken 8 riprende gli eventi da dove li avevamo lasciati nel precedente capitolo, con Kazuya Mishima che sale al potere dopo aver finalmente sconfitto e ucciso il padre Heihachi grazie al suo gene demoniaco. L’unico in grado di fermarlo è suo figlio Jin Kazama, anch’egli in possesso del gene demoniaco, e dopo un devastante scontro tra i due ad uscirne vincitore è Kazuya. Non avendo più nessuno a contrastarlo, Kazuya annuncia l’ottavo Torneo del Pungo di Ferro, ma con una posta in gioco decisamente più alta: nel suo nuovo mondo l’unica cosa che conta sarà la forza, per cui il vincitore del torneo garantirà ricchezza e prosperità alla sua nazione d’origine, mentre i perdenti vedranno le loro nazioni distrutte o schiavizzate. Jin inizia così un viaggio alla ricerca di sé stesso per trovare il modo di controllare del tutto il potere demoniaco e sconfiggere il padre per porre fine al suo folle piano di dominio del mondo.

MX Video - Tekken 8

Questo è solo l’incipit della storia che come da tradizione alterna spettacolari filmati cinematografici ai combattimenti passando con fluidità da uno all’altro senza interruzioni, a volte mescolandoli con sequenze che si attivano nel corso della battaglia o Quick Time Events. I 15 capitoli che la compongono vi terranno impegnati per circa 5 o 6 ore, ma la proposta single player di Tekken 8 non si ferma certo qui. Tornano infatti le classiche modalità Arcade con battaglie di difficoltà sempre crescente e gli Episodi Personaggio dove affrontare cinque battaglie per ogni lottatore con brevi filmati che approfondiscono un minimo le vicende personali di tutti i personaggi svelando anche simpatici retroscena o intrecci indipendenti dagli eventi della storia. La vera novità tuttavia è rappresentata dalla modalità Quest Arcade, dove in una sorta di meta-narrazione vestiamo i panni di un giocatore che da principiante vuole diventare un campione di Tekken. Per farlo dobbiamo visitare varie sale giochi sparse per la nazione per affrontare altri giocatori, sconfiggere i campioni locali e scalare le classifiche fino ad arrivare al Tekken World Tour.

Prima di iniziare il viaggio, tuttavia, dovremo creare il nostro avatar, anche se inizialmente le opzioni sono piuttosto basilari. Complice anche lo stile volutamente cartoonesco (sembra quasi di vedere i vecchi avatar dei profili su Xbox 360), ad una prima occhiata l’editor appare fin troppo semplice e povero di opzioni di personalizzazione, ma proseguendo nella storia e sfidando determinati giocatori si potranno sbloccare nuove possibilità per esprimere al meglio il nostro stile e quello dei nostri lottatori preferiti. Ogni personaggio di Tekken 8 infatti è completamente personalizzabile esteticamente, con una grande quantità di accessori con cui trasformare del tutto l’aspetto, sia se vogliamo qualcosa di estremamente fashion e serio sia se invece preferiamo qualcosa di stravagante e ridicolo. La modalità Quest Arcade si rivela inoltre essere il perfetto punto d’inizio, infatti man mano che si prosegue Max (uno dei compagni che ci accompagnano nel corso dell’avventura) ci fornirà utili tutorial pratici dove vengono spiegate nel dettaglio le principali caratteristiche sia del combattimento in generale sia mosse specifiche dei personaggi che scegliamo così da prendere subito confidenza e migliorare rapidamente. Una delle caratteristiche comuni dei principali picchiaduro usciti recentemente come Street Fighter 6 e Mortal Kombat 1 è l’attenzione rivolta verso i neofiti, e Tekken 8 non è certo rimasto indietro.

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Oltre ad aver integrato in maniera intelligente alcune importanti nozioni che possono fare la differenza, il vero aiuto è rappresentato dallo Stile Speciale. Chiunque abbia giocato a Tekken almeno una volta sa bene come il sistema di combattimento sia all’apparenza semplice e rapido, e anche “premendo a caso” qualcosa succede, ma in realtà il gameplay è uno dei più tecnici e profondi con combinazioni di tasti e variabili che richiedono una grande dedizione per essere imparati e sfruttati al massimo. Lo Stile Speciale elimina in parte questo ostacolo, permettendo di utilizzare automaticamente delle combo normali, aeree o basse premendo semplicemente un tasto a ripetizione. Fin qui nulla di effettivamente nuovo sotto il sole, abbiamo infatti visto un sistema simile anche in Street Fighter 6 ad esempio, ma Tekken 8 rende il tutto ancora più immediato con la possibilità di passare dai comandi tradizionali a quelli semplificati in tempo reale premendo il dorsale sinistro del controller. Non si è quindi obbligati a scegliere uno schema di comandi prima della battaglia, ma anche nel bel mezzo di uno scontro si può decidere di passare fluidamente da uno all’altro, una comodità non da poco.

Per quanto lo Stile Speciale sia indubbiamente utile non ci si può fare troppo affidamento se si vuole davvero imparare a giocare, e per aiutare lo studio e la pratica Tekken 8 mette a disposizione un completo set di sfide nella modalità Allenamento dove perfezionare le combo di ogni personaggio e la possibilità di vedere i replay con tanto di suggerimenti su come si sarebbero potute contrastare le mosse dei nemici. Un’ulteriore novità da questo punto vista è la Super Ghost Battle, una modalità in cui poter affrontare un personaggio controllato da IA che “impara” il nostro stile di gioco, permettendoci quindi di combattere letteralmente contro noi stessi, oppure scaricare i ghost di amici o altri giocatori.

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Per quanto riguarda il gameplay vero e proprio, la base è naturalmente quella di sempre, anche se questa volta la parola d’ordine è “aggressività”. Tekken 8 vuole dichiaratamente spingere i giocatori ad essere il più aggressivi possibile, e per farlo introduce l’Heat System. Alla pressione di un tasto o eseguendo specifiche mosse (Heat Engager) si entra in stato di Heat, e per un breve periodo di tempo gli attacchi saranno più forti, ma soprattutto anche i colpi parati infliggeranno comunque un piccolo quantitativo di danno. Non solo, ma durante lo stato di Heat si potranno usare mosse uniche e combo che normalmente non possono essere concatenate, fino a concludere con uno Heat Smash in grado di infliggere grandi danni e ribaltare uno scontro. Gestire l’indicatore Heat e tutte le sue meccaniche uniche è fondamentale per vincere, ma senza dimenticare mai le basi e altre meccaniche come Rage Arts, Power Crush e combo aeree.

Il roster di Tekken 8 al lancio vede ben 32 lottatori, e oltre ai volti storici troviamo anche 4 new entry, come ad esempio Azucena, una lottatrice peruviana di MMA che non perde occasione di sponsorizzare il caffè dell’azienda di famiglia, oppure Jak-8, nuova versione dell’androide Jack che già conoscevamo. Il francese Victor Chevalier con la sua spada ipertecnologica, pugnali e pistola è una minaccia sia nel combattimento ravvicinato che a distanza, mentre Reina è la più interessante utilizzando una variante dello stile Mishima, e anche nel corso della storia si può notare come in pubblico sia all’apparenza una ragazza frivola e allegra, ma che in realtà nasconde un carattere spietato e determinato… e sarà sicuramente uno dei pilastri del futuro della serie, una volta visto il finale segreto della storia capirete il motivo. Da segnalare infine il ritorno di Tekken Ball, una modalità di gioco già vista in Tekken 3 dove ci si può sfidare ad una sorta di beach volley, ma utilizzando gli attacchi e combo per respingere la palla.

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Dal punto di vista tecnico Tekken 8 è uno spettacolo per gli occhi, e grazie al passaggio ad Unreal Engine 5 e l’uscita unicamente sulle attuali console ha permesso agli sviluppatori di spingere al massimo l’hardware con un livello di dettaglio dei personaggi impressionante. Ottimo anche il frame-rate granitico a 60 fps durante i combattimenti (anche se si notano piccoli cali durante alcuni filmati della storia) nonostante gli effetti speciali si sprechino tra effetti di luce e distruzione degli stage ad ogni colpo messo a segno. Al momento è presto per dare un giudizio sulla qualità delle modalità online, poiché è stato possibile provarle unicamente per un giorno e ovviamente senza l’affluenza che ci sarà al lancio, ma da quel poco che ho potuto provare il moderno rollback netcode si è dimostrato affidabile senza problemi di lag, ma dovremo aspettare l’uscita per confermare o meno queste impressioni.

Amore

Una faida infinita

- Per quanto la modalità Storia non sia certo il fulcro dell’esperienza di Tekken 8, ho particolarmente apprezzato questo nuovo capitolo dell’eterna lotta familiare tra Kazuya e Jin, con dei risvolti molti interessanti anche per il futuro della serie. I filmati hanno un alto tasso di spettacolarità e si fondono alla perfezione al gameplay passando da uno all’altro in maniera fluida, e anche i Quick Time Events sottolineano al meglio la spettacolarità e l’importanza di alcuni momenti chiave. Non mancano inoltre momenti sopra le righe tipici della serie, ed è sempre interessante sentire l’ottimo lavoro di doppiaggio con tutti i personaggi che parlano nella loro lingua d’origine… e chiedersi come facciano sempre a capirsi tutti senza nessun problema.

Ritmo serrato

- Sono sempre stato un giocatore di picchiaduro che crede nel detto “la migliore difesa è l’attacco”, per cui ho apprezzato molto la volontà di Bandai Namco di spingere molto sull’aggressività, e il sistema Heat riesce perfettamente nello scopo. I match sono estremamente veloci e dinamici, ma questo non significa tuttavia che la difesa sia totalmente da ignorare, anzi si rivela fondamentale imparare come contrastare e punire le mosse degli avversari (c’è un’intera sezione tra gli allenamenti dedicata a come reagire sfruttando i vantaggi frame e simili). In generale tuttavia si notano molti meno”tempi morti” e un ritmo molto più serrato nei match, dove anche il minimo errore può portare ad una controffensiva in grado di ribaltare in pochi secondi qualsiasi partita.

Una guida completa teorica…

- Tekken 8 non è certamente un gioco semplice da padroneggiare, ma il gioco mette a disposizione tutti i mezzi necessari per diventare dei veri maestri. I tutorial forniscono spiegazioni dettagliate di concetti sia basilari che avanzati come ad esempio i vantaggi frame, e l’elenco delle mosse di ogni personaggio mostra anche un breve riassunto delle principali tecniche e cosa fare in determinate situazioni. L’analisi dei replay è accurata con tanto di suggerimenti su come migliorare, per cui se avete la pazienza di “studiare” avete tutto il necessario.

…e pratica

- La teoria ovviamente va bene fino ad un certo punto, ma non temete, anche per la pratica Tekken 8 ha tutto il necessario per venire incontro soprattutto ai neofiti. In particolare ho apprezzato lo Stile Speciale non tanto per le funzionalità essendo qualcosa di già visto, quanto per il fatto di poter essere attivabile e disattivabile nel bel mezzo del match, una caratteristica unica rispetto ad altri esponenti come Street Fighter 6 e Mortal Kombat 1. Un sistema rapido ed efficace per permettere a chiunque di divertirsi ed essere abbastanza competitivo senza troppi sforzi, anche se naturalmente le possibilità sono molto più limitate e prevedibili rispetto a delle vere combo manuali, per cui un giocatore esperto sarà sempre in vantaggio su qualcuno che utilizza lo Stile Speciale. Ho molto apprezzato anche la Super Ghost Battle, e l’idea di poter scaricare e allenarmi contro IA che simulano lo stile di combattimento dei miei amici o altri giocatori per allenarmi anche quando non ci si può trovare online mi stuzzica non poco, e sono molto curioso di vedere come si evolverà una volta che il gioco arriverà sul mercato tra pochi giorni.

Odio

Uscita tardiva

- Questo non è proprio un vero difetto del gioco, quanto una “sfortuna” dovuta al suo periodo di uscita. Tekken 8 oggettivamente è un signor picchiaduro che introduce diverse novità soprattutto per quanto riguarda l’apprendimento e l’accessibilità ai neofiti, ma abbiamo già avuto Street Fighter 6 e Mortal Kombat 1 solo pochi mesi fa che hanno già “saturato” il mercato dei picchiaduro dopo che per anni i fan del genere sono rimasti a digiuno. Novità come lo Stile Speciale, ad eccezione del fatto di poter essere attivato e disattivato a piacere, non riescono più a impressionare come dovrebbero e sanno di “già visto” solo perché abbiamo avuto già due esempi simili in breve tempo.

Qualche dubbio sul bilanciamento

- Come ogni picchiaduro, è inevitabile che alcuni lottatori risultino più forti rispetto ad altri, ma non è tanto questo il dubbio che mi ha fatto venire Tekken 8. La perplessità riguarda infatti lo Stile Speciale, e la sua unicità potrebbe essere anche un’arma a doppio taglio. Nelle modalità offline è una manna dal cielo permettendo di utilizzare e divertirsi da soli o con gli amici utilizzando qualunque personaggio, ma online potrebbe essere più problematico per l’imprevidibilità del cambio in tempo reale. Purtroppo, come detto, non c’è stato modo di testare a fondo la componente multigiocatore, ma resta da vedere come Bandai deciderà di gestire le modalità classificate.

Tiriamo le somme

Tekken 8 non stravolge la sua formula già di base ottima, ma la migliora. Il sistema Heat per quanto semplice nell’idea nella pratica rende gli scontri molti più veloci e adrenalinici premiando uno stile aggressivo, e ogni match può essere ribaltato al minimo errore. Il gioco punta molto sullo studio e l’allenamento con modalità adatte ad esplorare nel dettaglio ogni singolo aspetto del gameplay, con preziose risorse utili sia ai veterani che ai neofiti. Questi ultimi possono poi avvicinarsi senza timore a Tekken 8 grazie allo Stile Speciale attivabile in qualsiasi momento, che permette di tuffarsi nell’azione anche senza esperienza. Il gioco viene forse penalizzato da un periodo di uscita troppo vicino alla concorrenza che ha già saturato il mercato, ma si conferma ancora come il Re picchiaduro tridimensionali, grazie al suo gameplay solido e profondo che ha reso unica e immortale questa serie.
9.0

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L'autore

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I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico iniziando nel dicembre 2011 a collaborare per MX, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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