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SD Gundam Battle Alliance

Recensione - SD Gundam Battle AllianceXbox Series X | S Xbox One DigitalGame

Il design dei Gundam è facilmente riconoscibile, ma nel corso degli anni anche la linea SD (Super Deformed) caratterizzata da un aspetto più “chibi”, ha fatto breccia nel cuore degli appassioanti, tanto da avere anche una linea di videogiochi dedicata. L’ultima incarnazione di questo brand è SD Gundam Battle Alliance, titolo dove saremo chiamati a salvare i diversi universi di Gundam da una grande minaccia. Saliamo quindi a bordo del nostro Mobile Suit per scoprire come si è rivelata questa avventura interdimensionale.
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Il Gioco

Quando si parla di mecha e robot il nome di Gundam è sempre tra i primi a venire in mente. Da oltre 40 anni infatti i Mobile Suit hanno sono apparsi in ogni media tra manga, anime, film, modellini e naturalmente videogiochi. Non sono mancati diversi spin-off, ma quelli della linea SD meritano una menzione particolare in quanto sono riusciti ad alterare forse l’aspetto più iconico di Gundam, ovvero il design. Inizialmente i Super Deformed non hanno riscosso un particolare successo, ma con il tempo le cose sono cambiate: i modelli SD riuscivano infatti a mantenere quell’aura di potenza tipica dei Gundam nonostante l’aspetto più “carino” dato dalla dimensione della testa sproporzionata rispetto al corpo. Certo, un Gundam Unicorn SD ha un altro effetto rispetto alla controparte originale, ma anche così riesce comunque ad avere un suo fascino che ha portato ad una rapida espansione della linea Super Deformed.

MX Video - SD Gundam Battle Alliance

SD Gundam Battle Alliance ci porta quindi non solo a scoprire queste versioni alternative dei classici Gundam, ma anche una storia inedita che coinvolge quasi tutte le principali serie animate. Nei panni di un anonimo pilota (chiamato semplicemente “Comandante”) impegnato durante la Guerra di Indipendenza di Zeon (o Guerra di un Anno) ad un certo punto notiamo qualcosa di strano: invede del Gouf di Ramba Ral al suo posto appare il Barbatos di Augus Mikazuki, un Gundam totalmente estraneo alle vicende. Si scopre quindi che il nostro personaggio in realtà non esiste, ma fa parte del programma di simulazioni dell’Universo G, un enorme database contenente tutta la storia di Gundam e dei suoi molteplici universi. Qualcosa tuttavia sta interferendo con gli archivi cambiando gli eventi e mescolando personaggi che non dovrebbero incontrarsi, come appunto il Barbatos durante la Guerra di Indipendenza di Zeon.

Insieme alla programmatrice June e all’IA Sakura dovremo quindi sistemare queste anomalie e riportare l’ordine nella storia, scoprendo al tempo stesso chi è la mente dietro questi disordini. Una trama già vista in altre occasioni e che è un semplice pretesto per unire decine di personaggi iconici, ma comunque interessante e in grado di fornire un punto di vista diverso anche per chi conosce già tutte le principali battaglie della serie. Per riuscire in questa impresa dovremo formare una squadra composta da tre elementi, di cui due controllati dall’intelligenza artificiale, scegliendo tra un vastissimo roster di personaggi con oltre 70 Mobile Suit tra cui scegliere, anche se ottenerli tutti non sarà facile. Sebbene la maggior parte si può ottenere semplicemente progredendo nella storia, per i modelli più potenti è necessario raccogliere i relativi Progetti, ovvero oggetti che si ottengono al completamento di specifiche missioni o sconfiggendo determinati boss.

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A seconda del Gundam può quindi essere necessario ripetere più volte le stesse battaglie per “farmare” i Progetti, in un sistema che può essere paragonato a quello di Monster Hunter. Una volta sbloccati i Gundam possono essere aggiunti liberamente alla propria squadra e potenziati con le risorse ottenute in battaglia, andando ad aumentare statistiche come potenza fisica, a distanza, propulsori e salute. Ogni Gundam inoltre può appartenere alla categoria Lottatore, Cecchino o Universale, che come suggeriscono i nomi possono essere più predisposti al combattimento ravvicinato, con armi da fuoco o un equilibrio tra le due.

Questi elementi rappresentano la componente GDR di SD Gundam Battle Alliance, ma il vero focus del gioco è sull’azione in tempo reale: ogni missione richiede infatti di avanzare lungo la mappa abbattendo orde di Mobile Suit minori, fino ad arrivare all’inevitabile scontro il il boss. Se contro i nemici normali bastano una manciata di attacchi basilari la musica cambia contro i boss, dove il sistema di combattimento regala le maggiori soddisfazioni. Gli attacchi leggeri e pesanti possono essere concatenati in brevi combo, mentre le armi da fuoco hanno munizioni e tempi di cooldown diversi a seconda del Gundam. Ogni personaggio inoltre ha a disposizione due attacchi speciali che rispecchiano la categoria di appartenenza (a lungo raggio per i Cecchini, corto raggio per i Lottatori) e con cooldown maggiori, oltre ad un super attacco con tanto di mini animazione cinematografica in grado di infliggere pesanti danni, ma con tempi di ricarica molto più lunghi.

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Il sistema di combattimento è quindi abbastanza semplice e intuitivo, ma se si vogliono superare le battaglie più ostiche bisogna imparare tecniche avanzate come la Parata Perfetta e lo Spezzacombo e le Combo Aeree, oltre a gestire al meglio la barra dei propulsori necessari sia per attaccare che per scattare e schivare. L’azione risulta quindi piuttosto frenetica e le missioni possono essere concluse in media in una decina di minuti, ma per arrivare ai titoli di coda sono necessarie sulle 15 ore, anche se molto dipende dal tempo che dedicate al farming dei Gundam che preferite.

A livello tecnico SD Gundam Battle Alliance sfoggia una risoluzione 4K e 60 fps sulle console di nuova generazione (1440p e 60 fps su Xbox Series S), mentre su quelle della precedente generazione si limitano a 1080p e 30 fps. Ottima la selezione di musiche sia originali sia quelle riarrangiate dalle serie animate, mentre il doppiaggio unicamente in giapponese può rendere difficile seguire i sottotitoli dei dialoghi nel bel mezzo delle battaglie. SD Gundam Battle Alliance infine può essere giocato completamente in cooperativa online con un massimo di altri due giocatori, mentre non è presente nessun multiplayer competitivo.

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Amore

Un Gundam per ogni occasione

- Il principale pregio di SD Gundam Battle Alliance è sicuramente la vastissima scelta a disposizione. Con oltre 70 Mobile Suit presenti il gioco è una vera enciclopedia del brand, e anche in versione Super Deformed mostri sacri come l’RX-78-2, il Full Armor ZZ Gundam o il Wing Gundam Zero fanno comunque la loro figura. Ogni personaggio inoltre ha il suo stile di combattimento e mosse speciali, aggiungendo così varietà all’azione.

Un Universo da salvare

- Per quanto come detto la storia di SD Gundam Battle Alliance non sia particolarmente originale il fatto di poter rivivere i principali eventi di quasi tutte le serie esistenti può sicuramente fare la gioia degli appassionati. Una volta corrette le Anomalie infatti si può anche giocare alla versione “canonica” degli eventi, rivivendo gli scontri e dialoghi in maniera piuttosto fedele all’originale, oppure dedicarsi alle missioni Chaos con boss segreti per chi vuole una sfida maggiore. Il gioco quindi accontenta sia chi vuole ripercorrere la trama sia chi preferisce i “What If” che tanto vanno di moda ultimamente.

Gameplay stratificato

- Ad una prima occhiata il gameplay di SD Gundam Battle Alliance può sembrare abbastanza semplice, ma in realtà nasconde diversi livelli di profondità. Per quanto il gioco non sia particolarmente difficile alcuni scontri richiedono precise strategie o classi di Gundam per essere affrontati al meglio, e le tecniche avanzate si rivelano fondamentali per non vedere il nostro Mobile Suit andare in cortocircuito dopo pochi colpi. Alternare colpi normali, attacchi speciali, scatti, parate e contrattacchi richiede riflessi fulminei e invoglia a sperimentare con i diversi tipi di Gundam e i loro stili unici.

Odio

Ripetitività dietro l’angolo

- Anche se i Gundam hanno stili differenti lo stesso non si può dire della struttura delle missioni. Ogni scenario segue infatti lo stesso pattern con dialoghi in stile visual novel dove viene spiegata la missione (con tanto di risposte multiple che tuttavia non hanno il minimo effetto sulla trama), una prima parte in cui bisogna farsai strada sconfiggendo nemici minori e arrivare al boss di fine livello. Se a questo si aggiunge il fatto che le stesse missioni vanno ripetute sia come Anomalia sia come Storia canonica anche più volte per farmare i Progetti dei Gundam ecco che il fattore ripetitività non tarda a farsi sentire. Una maggiore varietà delle missioni (l'unica vera “variante” è ogni tanto dover difendere un obiettivo) o rendere i Gundam sbloccabili unicamente progredendo senza dover ripetere le missioni avrebbe reso l’esperienza più coinvolgente.

Telecamera impazzita

- Piccolo spoiler, ma il vero nemico finale di SD Gundam Battle Alliance è la telecamera. Per qualche ragione la visuale non riesce proprio a seguire al meglio l’azione costringendo spesso a riposizionarla manualmente, cosa non proprio facile nel bel mezzo di una battaglia. Spesso la telecamera si incastra in angoli della mappa o rimane indietro su punti da cui ci siamo spostati, e se a questo si unisce una certa confusione generale quando si combatte contro più Mobile Suit insieme ed ecco che spesso capire cosa succede a schermo diventa un’impresa più difficile del salvare l’Universo G.

Il peso del cross-gen

- Il fatto di uscire su più piattaforme sicuramente permette di coprire un pubblico più ampio, ma lo scotto da pagare è sempre sul versante tecnico. Su PlayStation 5 i modelli dei Gundam sono tutto sommato ben realizzati, complice anche lo stile Super Deformed che permette di nascondere i maggiori dettagli dei Gundam originali, ma quello che proprio stona sono gli scenari. Questi appaiono spogli e poveri di poligoni, situazione che peggiora negli scenari urbani dove i palazzi sono praticamente dei rettangoli grigi che “crollano” (per modo di dire) con delle animazioni di almeno due se non tre generazioni fa.

Tiriamo le somme

SD Gundam Battle Alliance è un titolo che si rivolge (come prevedibile) esclusivamente agli appassionati del brand. Appassionati che dovrebbero tra l’altro avere una vasta conoscenza dell’intricato universo di Gundam e dei suoi spin-off per apprezzare a pieno la trama e la miriade di personaggi disponibili, ma anche chi magari ha seguito solo le serie principali può avere l’occasione di scoprire qualcosa di nuovo e interessante. Il gameplay riesce ad essere divertente e vario grazie ai diversi livelli di profondità e stili di ogni Gundam, ma lo stesso non si può dire per la struttura delle missioni e del farming che fanno pesare la ripetitività. Un comparto tecnico castrato dalla natura cross-gen e una telecamera terribile purtroppo frenano le potenzialità del gioco, ma se siete a digiuno di Gundam e lo stile Super Deformed vi attira SD Gundam Battle Alliance saprà sicuramente intrattenervi, specialmente se avete degli amici con cui affrontare il gioco in cooperativa.
6.5

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L'autore

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I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico iniziando nel dicembre 2011 a collaborare per MX, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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