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Saints Row
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Recensione - Saints RowXbox Series X | S Xbox OneGame

Sono passati anni da Saints Row IV, e dopo il non proprio brillante spin-off Agents of Mayhem la serie è sparita dai radar. Volition ha infatti deciso di prendersi del tempo per ripensare completamente la struttura e il tono dei suoi giochi, e Saints Row si propone come un vero e proprio reboot pronto a stravolgere la formula a cui eravamo abituati. Ma sarà davvero così? Scopriamolo nella nostra recensione.
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Il Gioco

La storia di questa serie è piuttosto particolare. Nata nel 2006 come risposta ad un certo Grand Theft Auto, il primo Saints Row si rivelò essere un titolo tutto sommato buono, ma si notava troppo la volontà di emulare lo stile di Rockstar. Gli sviluppatori decisero quindi di creare qualcosa che sì riprendesse diversi elementi da GTA, ma riproponendoli in chiave volutamente esagerata, comica e assurda. I giochi della serie divennero quindi un vero e proprio delirio, e grazie alla loro irriverenza e capacità di creare situazioni tra il grottesco e il tragicomico riuscirono ad avere una propria identità e ritagliarsi una discreta fetta di pubblico. Se si nomina Saints Row, le prime cose che vengono in mente sono “esagerazione” e “divertimento”... oltre probabilmente a scene in cui si picchiano alieni con dei grossi dildo vibranti.

Quando Volition ha annunciato Saints Row come reboot della serie le reazioni sono state abbastanza contrastanti, poiché uno dei punti principali di questa operazione sarebbe stato un “ritorno alle origini” abbandonando i toni assurdi degli ultimi giochi per passare a qualcosa di più realistico e meno sopra le righe. Una scelta da una parte coraggiosa e forse necessaria considerato che la formula stava diventando piuttosto ripetitiva e non riusciva a sorprendere come all’inizio, ma dall’altra parte si andava a minare letteralmente ciò che rendeva unica e riconoscibile la serie. Ammetto di essere stato tra coloro che si sono approcciati al gioco con un certo grado di scetticismo, ma dopo essere arrivato ai titoli di coda posso confermare che i timori erano in parte fondati… ma non tanto quanto credevo.

MX Video - Saints Row

Togliamoci subito il dente e diciamo che Saints Row non è neanche lontanamente paragonabile ai livelli di follia e trash di Saints Row The Third e Saints Row IV, ma al tempo stesso non rinuncia del tutto a situazioni stravaganti e mantiene comunque uno spirito leggero e “caciarone” che rendono l’esperienza di gioco piacevole e spensierata. Nei panni del protagonista (chiamato semplicemente “Boss”) dovremo portare la neonata banda dei Saint ai vertici della vita criminale di Santo Ileso, città immaginaria ispirata a Las Vegas. Si tratta quindi di una storia di riscatto, ma non saremo soli in questa avventura: al nostro fianco ci sono Kevin, Eli e Neenah, amici nonché coinquilini con cui dividere l’appartamento durante i nostri primi passi nella malavita. Arrivare alla fine del mese infatti sembra impossibile, e per racimolare qualche soldo ognuno si unisce ad una delle principali bande di Santo Ileso. Kevin tenta la fortuna negli Ilos, una gang che si definisce anticapitalista e non disdegna i grandi party, mentre Neenah lavora per i Panteros come meccanico per le loro auto.

Il nostro personaggio invece si unisce ai Marshal, una compagnia militare privata che svolge missioni di tutti i tipi. Tutto sembra andare bene per un primo periodo, ma il fatto di essere in fazioni rivali ovviamente porta a dei problemi che costringono i membri a scegliere da che parte schierarsi. L’unica soluzione per non rovinare la loro amicizia diventa quella di “mettersi in proprio” e fondare una nuova banda per reclamare non solo una fetta del mondo criminale, ma l’intera torta. Come base operativa viene scelta una chiesa abbandonata, per cui quale miglior nome di Saints per la gang? Seguendo unicamente le 25 missioni principali si arriva ai titoli di coda in circa 15/20 ore, ma il tempo può tranquillamente raddoppiare con le numerose attività secondarie sparse per Santo Ileso.

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Dal punto di vista del gameplay Saints Row non si discosta molto da quanto visto nei precedenti capitoli, per cui gli appassionati si troveranno subito a proprio agio con i comandi. Il gioco mantiene la sua anima da action/sparatutto in terza persona, ma come già detto questo reboot vuole avere un’impronta più “realistica”, per cui dimenticate i super poteri degli ultimi capitoli. Questo non significa tuttavia che non ci siano armi fuori di testa o situazioni che di realistico non hanno nulla e già nelle prime ore un minimo del vecchio tono sopra le righe si sente, a partire dall’editor del personaggio. Saints Row consente una personalizzazione estrema, con un vasto editor che permette di dare sfogo alla propria fantasia andando a modificare anche i più piccoli dettagli, comprese le censure per le parti intime del nostro Boss. La personalizzazione si estende anche ai nostri compagni (ma con minore libertà) e a praticamente qualsiasi elemento del gioco, dalle armi ai veicoli fino al rifugio. Anche lo stile di combattimento può essere personalizzato, infatti completando determinate missioni si possono sbloccare diverse abilità sia attive che passive da equipaggiare in base ai nostri gusti.

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Durante la scalata dei Saints si arriva ad un certo punto in cui bisogna iniziare a pensare in grande, ed ecco che il gioco ci mette a disposizione una sorta di “gestionale” dove possiamo pianificare l’espansione della nostra influenza attaccando i territori nemici o comprando edifici di facciata per le nostre attività illegali, investendo quindi grandi somme di denaro in cambio di un flusso di entrate regolari con profitti, inoltre completando anche le relative missioni si ottengono ulteriori benefici e potenziamenti.

Per quanto riguarda il comparto tecnico invece Saints Row vive di (pochi) alti e (troppi) bassi. La natura cross-gen si sente e lo stile a metà tra realistico e quasi cartoon non convince del tutto, anche se la città di Santo Ileso è in grado di regalare comunque panorami suggestivi che fanno passare in secondo piano i limiti dei modelli dei personaggi. Ho provato il gioco su Xbox Series X e come di consueto sono presenti diverse opzioni con risoluzione a 1080p, 1440p e 4K. Il frame-rate tuttavia risulta sbloccato con picchi e cali piuttosto randomici, ma in linea generale se si sceglie la modalità 1080p si viaggia sui 60 fps contro i 30 del 4K. Non è presente tuttavia l'upscaling dinamico, per cui personalmente consiglio la modalità 1440p per avere un buon compromesso tra qualità grafica e stabilità dei frame. Ottimo infine il doppiaggio inglese e la localizzazione italiana dei sottotitoli, così come la varietà musicale delle stazioni radio.

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Amore

Brain off

- Nonostante la deriva meno eccessiva dei precedenti capitoli, Saints Row ha mantenuto comunque la sua anima leggera, spensierata e caciarona. Sono presenti momenti più “seri” e riflessivi, ma in generale si tratta di un gioco divertente che ti permette di spegnere il cervello e semplicemente goderti qualche ora di intrattenimento senza troppo impegno. Perfetto dopo una giornata lavorativa intensa.

Una cartolina da Santo Ileso

- Come spesso accade quando si parla di questa tipologia di giochi, la città è la vera protagonista. Santo Ileso ha sicuramente un grande problema di criminalità e non deve essere un bel posto dove vivere, ma non gli si può negare un certo fascino e bellezza, soprattutto nelle ore del tramonto. La metropoli offre quartieri ben riconoscibili, e il deserto vicino aggiunge ulteriore varietà rendendo piacevole anche solo guidare senza meta solo per godersi il paesaggio e la musica della radio. Ho apprezzato inoltre come le attività e i collezionabili siano presenti in un numero alto ma non esagerato e soffocante, per cui anche completare al 100% la collezione è un obiettivo fattibile senza troppo stress.

Odio

Un reboot davvero necessario?

- E' innegabile che la serie di Volition fosse diventata fin troppo stantia e ripetitiva, ma c'è da dire che Saints Row ha sempre avuto una propria anima e personalità proprio nell’esagerazione e nel trash. Quello di cui aveva bisogna era una svecchiata delle meccaniche, non dei toni, e invece Volition ha fatto esattamente il contrario, mantenendo una struttura di gioco vecchia e che stona terribilmente nel 2022, stravolgendo invece quello che era il principale punto di forza della serie. Saints Row risulta infatti fin troppo ancorato al passato per quanto riguarda il gameplay e la struttura di gioco, tanto che neanche sembra un reboot ma un normale sequel, e per quanto sia un titolo divertente e spensierato, i momenti migliori sono stati proprio quelli dove il gioco sembrava tornare per un momento alla follia del passato, ma sempre con il freno a mano tirato.

Comparto tecnico

- Rimanendo in tema di elementi ancorati al passato, anche il comparto tecnico sembra uscito direttamente da un paio di generazioni fa. Come detto la città di Santo Ileso riesce comunque nel complesso a regalare degli scorci suggestivi, ma andando nel dettaglio si nota una certa povertà di poligoni, animazioni legnose e in generale poca cura che sicuramente è dovuta anche a limiti di budget, ma che comunque non riesce a stupire sulle attuali console.

La fiera del bug

- A concludere l’opera ci si mettono anche numerosi bug che hanno rovinato in parte la mia esperienza di gioco. Su molti piccoli bug ci si può passare sopra (quando si parla di open world è abbastanza normale), ma più di una volta mi sono ritrovato costretto a riavviare una missione perché alcuni personaggi si incastravano o gli obiettivi sparivano o non ci si poteva interagire, senza contare qualche crash occasionale che ha chiuso direttamente il gioco. Spero che nelle prossime settimane arrivino delle patch che possano migliorare la situazione, ma al momento ci sono troppi problemi che è difficile ignorare.

Tiriamo le somme

Saints Row non è il reboot di cui la serie Volition aveva bisogno, andando a limitare notevolmente i livelli di follia e comicità, caratteristica distintiva della serie, mantenendo al contempo un gameplay ormai datato e bisognoso di una seria svecchiata. Questo lo ha reso un titolo discreto ma senz’anima, decisamente dimenticabile nel panorama odierno. Se siete in cerca di un open world non troppo impegnativo può comunque strapparvi qualche risata, ma al momento Saints Row sa troppo di occasione sprecata. La serie ha un grande potenziale, ma ha bisogno di un vero salto di qualità se vuole avere un futuro.
6.0

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L'autore

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I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico iniziando nel dicembre 2011 a collaborare per MX, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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