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Riders Republic
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Recensione - Riders RepublicXbox Series X | S Xbox OneGame

A distanza di quasi 5 anni dal lancio di Steep, con Riders Republic Ubisoft Annecy torna a esplorare il mondo degli sport estremi uscendo dal contesto degli sport invernali e cercando di migliorare tutti i punti di forza della precedente produzione con un’ambientazione più variegata, un catalogo di attività rivisto e una forte componente social. Scopriamolo insieme nella nostra recensione.
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Il Gioco

Riders Republic è un videogioco dedicato agli sport estremi sviluppato da Ubisoft Annecy nel quale i giocatori possono cimentarsi con diverse discipline all’interno di una gigantesca mappa open world che unisce, con le ovvie limitazioni e le opportune “licenze poetiche”, ben 7 diversi parchi nazionali americani, tra cui Yosemite, Sequoia e Bryce Canyon. La premessa narrativa alla base del titolo è tanto semplice quanto funzionale all’esperienza di gioco. Subito dopo aver avviato una partita e aver creato il nostro alter-ego nel gioco attraverso un semplice editor, veniamo infatti messi a conoscenza dell’esistenza della “Repubblica dei Rider”, una sorta di nazione indipendente fondata anni prima da Brett Nale, un campione di sport estremi in pensione, con l’obiettivo di dare agli appassionati un luogo dove esprimere in totale libertà la propria passione. Con il passare del tempo, la regione ha iniziato ad attirare un numero sempre più alto di appassionati, finendo così per diventare un punto di riferimento per tutti gli appassionati di sport estremi in cerca di nuove emozioni.

MX Video - Riders Republic

La Repubblica fondata da Brett infatti non è solo un luogo dove esprimere in totale libertà la propria passione ma anche, e soprattutto, il centro nevralgico di una lunga serie di competizioni suddivise per disciplina, alle quali si affiancano numerose attività extra, che sommate rappresentano il gameplay attorno al quale ruota l’intera esperienza di gioco di Riders Republic. Il titolo di Ubisoft Annecy, sviluppato sulle basi gettate nel 2016 con Steep, si propone infatti come un’esperienza sportiva suddivisa in 5 differenti carriere basate su 3 discipline principali come le corse in bici, le gare sulla neve, le sfide acrobatiche in bici o sulla neve, nelle quali bisogna accumulare punti eseguendo acrobazie spericolate, e gli sport aerei, tra cui figurano sia le tute alari e le cosiddette “Rocket Wingsuit” a motore. E’ però opportuno tenere in considerazione che si tratta di una suddivisione macroscopica delle varie discipline, per ognuna delle quali gli sviluppatori hanno implementato varianti o modalità alternative. Tra le gare in bicicletta trovano infatti spazio sia gli eventi dedicati al downhill sia le gare su strada, mentre le competizioni sulla neve prevedono sia l’utilizzo di sci da discesa che quelli pensati per la neve profonda, oltre che ovviamente l’immancabile snowboard. In modo analogo, anche le competizioni possono offrire ai giocatori una discreta varietà, tra classiche gare di gruppo, sfide time-attack, eventi suddivisi in più round e molto altro ancora.

Al netto di queste opportune precisazioni, ogni carriera si compone di una serie di percorsi singoli, intervallati da gare speciali sponsorizzate da brand del settore, e di uno spettacolare evento finale. Completare una competizione permette di ottenere punti esperienza nella rispettiva categoria, così da ottenere attrezzatura più performante e sbloccare progressivamente nuovi eventi nella medesima disciplina. Per ogni gara completata si ottengono poi delle stelle, dalle quali dipende una progressione separata che consente di guadagnare nuove ricompense, come elementi estetici per personalizzare il proprio alter-ego o valuta da spendere presso lo Shop dedicato, sbloccare nuove carriere o ottenere l’accesso a nuovi eventi unici, come le gare multi-disciplina o le sfide speciali gestite dagli Shackdaddy, un gruppo di bizzarri personaggi che si divertono a ingannare il tempo organizzando sfide davvero folli. Ogni competizione prevede poi degli obiettivi secondari, come raggiungere il traguardo entro un tempo limite, raccogliere un certo numero di oggetti o utilizzare una specifica attrezzatura, che consentono di ottenere stelle extra mentre si cerca di ottenere un pass per accedere alla competizione più prestigiosa presente nel gioca, la “Riders Invitational”.

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Riders Republic come detto non è però un “semplice” titolo sportivo ma bensì si propone come un’esperienza open world a tutti gli effetti. Come tale, offre al giocatore la possibilità di muoversi liberamente per l’intera mappa utilizzando l’intero ventaglio di attrezzature disponibili, a cui si affiancano alcuni mezzi speciali pensati solo per l’esplorazione libera come una pratica motoslitta, un utile paramotore o gli spettacolari sci a propulsione. Andare a zonzo per le 7 regioni presenti nel gioco non è però un’attività fine a sé stessa. Come da tradizione del genere, ogni area propone alcune attività extra, come le acrobazie, tanti punti di interesse da visitare, tutti basati su luoghi o attrazioni reali, e una lunga serie di collezionabili, tra cui spiccano le cosiddette “reliquie”, ovvero delle attrezzature uniche capaci di regalare tante soddisfazioni e tanto divertimento. A completare l’offerta ci pensano poi gli “sponsor”, da cui dipendono le consuete sfide giornaliere. Salendo di livello si possono sbloccare nuovi accordi, che una volta equipaggiati in uno dei tre slot dedicati permettono di sbloccare le sfide collegate, suddivise in questo caso in gradi crescenti che garantiscono ricompense speciali a ogni avanzamento.

Riders Republic non può inoltre prescindere da una corposa offerta multigiocatore, che fa sentire la sua presenza anche quando non siamo effettivamente impegnati in eventi di gruppo. In ogni momento saremo infatti circondati da tantissimi altri atleti, reali o gestiti dalla CPU in modo simile a come accade nella serie di Forza Horizon. Questi “avatar” vengono poi utilizzati dal sistema come avversari durante le competizioni in singolo, sempre che il giocatore non decida di affrontare questi eventi, così come tutta l’esplorazione libera, in gruppo con altri 5 amici. Nel gioco sono poi presenti anche alcune modalità esclusivamente multigiocatore come gli eventi “Free for All”, delle competizioni tutti contro tutti da 12 giocatori basate sugli stessi percorsi disponibili per le varie carriere, le “Trick Battles”, delle sfide a colpi di mosse speciali nelle quali si affrontano due team composti da 6 atleti, e le playlist Shackdaddy, nelle quali si possono ri-affrontare le omonime sfide in modalità PvP. Ognuna di queste modalità, oltre a premiare il giocatore con esperienza, valuta e stelline, prevede una progressione in classiche divisioni con premi dedicati e reset settimanale dei progressi. A questi eventi, ai quali è possibile prendere parte in ogni momento tramite matchmaking, si affiancano poi le le “Gare di Massa”, delle sfide speciali suddivise in round e gestite dal sistema in modo simile agli eventi “Forzathon” a cui possono prendere parte, su PC e console di ultima generazione, fino a 64 atleti contemporaneamente ( sulle console di vecchia generazione il numero di giocatore scende a 24).

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Riders Republic offre poi ai giocatori anche alcune possibilità extra. Oltre all’immancabile modalità foto, che consente di immortalare, modificare e condividere con la community le proprie gesta, nel gioco troviamo la modalità Zen, che permette al giocatore di esplorare l’intera mappa di gioco in totale relax senza preoccuparsi di competizione e progressi, una scuola di trick, che offre l’opportunità di perfezionare le proprie tecniche e apprendere nuove mosse, e un editor di percorsi che permette di “trasformare” in evento praticamente qualunque parte della mappa con pochi clic. Il funzionamento di questo tool è tanto semplice quanto efficace. Il gioco tiene infatti traccia di tutti i nostri movimenti e consente di convertire in percorso giocabile, sia in modalità gara sia come evento trick, ogni nostro spostamento senza cadute, così come ogni cambia di attività, compreso tra i 30 secondi e i 3 minuti. Dopo aver generato il percorso si può modificare punto di inizio e traguardo, aggiungere o rimuovere checkpoint obbligatori e testare la creazione. Una volta raggiunto il risultato sperato, si può infine condividere il percorso, che si andrà ad aggiungere all’infinito database che raccoglie tutti i contenuti prodotti dalla community, dal quale è possibile attingere in ogni momento per trovare nuovi eventi e nuovi percorsi su cui mettere alla prova le proprie abilità.

Riders Republic, per sua stessa natura, vuole essere un titolo longevo e in continua evoluzione. Per raggiungere questo risultato, oltre al contributo degli utenti, gli sviluppatori hanno dunque puntato su una classica struttura a Stagioni, che introdurranno progressivamente nel gioco nuove discipline, nuovi elementi estetici e nuovi eventi, sia gratuiti sia dedicati a tutti coloro che decideranno di acquistare il relativo Pass annuale. Al momento, sappiamo già che nel corso del primo anno verranno rilasciati nuovi elementi cosmetici, inclusi 8 kit esotici, una nuova arena multigiocatore e una carriera dedicata alla gare con le BMX con tanto di sponsor ed eventi PvP dedicati. Questo ci permette di aprire una parentesi legata alla gestione delle microtransazioni in Riders Republic. Il titolo di Ubisoft Annecy mette a disposizione dei giocatori uno Store nel quale vengono messi in vendita con cadenze variabili nuovi elementi estetici con cui personalizzare il proprio alter ego spendendo i Verdoni, la valuta che si ottiene giocando, e/o le monete che si possono acquistare con soldi reali. Alcuni capi e accessori sono legati alla stagione e restano disponibili per l’intera durata della stessa, mentre altri sono legati a specifici eventi o acquistabili solo in un giorno specifico.

Anche per quanto riguarda il gameplay Riders Republic prende chiaramente spunto da quanto visto in Steep, ampliando per quanto possibile il ventaglio di opzioni a disposizione del giocatore. Le varie discipline condividono bene o male lo stesso sistema di controllo, con poche differenze degne di nota. Quando si usa la tuta alare, per esempio, la barra dedicata allo sprint / boost viene sostituita da quella relativa alla “modalità lenta”, fondamentale per recuperare quota o eseguire le manovre più strette. In modo analogo, quando si usano gli sci o la tavola da snowboard, non è possibile eseguire uno scatto premendo il tasto dorsale sinistro, che in quelle discipline serve invece per invertire la postura. Tra gli elementi comuni troviamo invece la possibilità di riavvolgere l’azione, sia in gara sia durante l’esplorazione, in caso di errore, la totale libertà di scelta nell’utilizzare la visuale in terza persona o quella in prima e la gestione dei trick, su cui è però necessario spendere qualche parola in più.

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Riders Republic ripone infatti molta importanza nella componente più spettacolare e questo si riflette inevitabilmente anche nelle meccaniche messe a punto dagli sviluppatori per eseguire le mosse speciali. Per eseguire un’acrobazia è necessario utilizzare una combinazione di tasti frontali, mentre per effettuare una presa o una mossa bisogna utilizzare le levette posteriori insieme a quella anteriore sinistra. Ovviamente più si tengono premuti i tasti più a lungo viene mantenuta la posizione, il che permette di incrementare progressivamente il punteggio ottenuto. Per rendere le cose più interessanti, nonché più accessibili, gli sviluppatori hanno però lasciato al giocatore la libertà di decidere se gestire in modo manuale l’atterraggio, che presuppone di riallineare l’atleta al terreno per evitare rovinose cadute, o lasciare che se ne occupi la CPU. Analogamente, chi impugna il pad può decidere se avere il controllo totale della direzione anche quando si salta, correndo il rischio di trovarsi posizionato in modo errato, oppure no. Volendo si può inoltre decidere di mantenere fissa l’inquadratura e delegare alla levetta destra i trick, così da avere un controllo più preciso durante le acrobazie. Si tratta di opzioni che modificano profondamente l’esperienza di gioco, rendendola di fatto estremamente più semplice o più difficile, e che, insieme alla difficoltà selezionata per gli eventi carriera, vanno a influenzare i punti esperienza e le ricompense ottenute al termine di ogni gara.

Al netto di queste opportune precisazioni, Riders Republic abbraccia a tutto tondo le dinamiche open-world lasciando completamente libero il giocatore di decidere come spostarsi, quali gare affrontare, quali attrezzature utilizzare e via dicendo. Per raggiungere questo risultato, Ubisoft Annecy ha implementato nel proprio gioco un sistema di switch rapido basato su una classica ruota di selezione. In ogni momento si può passare da un’attrezzatura all’altra, senza aprire menù e senza dover interrompere l’azione per più dei secondi necessari a selezionare ciò che ci interessa tra le opzioni disponibili. La medesima filosofia si applica alla gestione degli outfit. Il giocatore può infatti selezionare liberamente i capi di abbigliamento o gli accessori da utilizzare per ogni disciplina, che vengono ovviamente modificati in tempo reale dal gioco a ogni cambio di attrezzatura.

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Le analogie con la prima IP dedicata agli sport estremi, nonché con le altre produzioni Ubisoft, riguardano come prevedibile anche il comparto tecnico. Riders Republic sfrutta infatti una versione aggiornata del motore grafico proprietario Anvil, che anche in questa occasione dimostra di saper gestire senza particolari difficoltà mappe di grandi dimensioni, specie sulle console di ultima generazione. Su tutte le piattaforme il gioco raggiunge i 4K (1080p su Series S) a 60fps, con pieno supporto alla tecnologia HDR e tempi di caricamento pressoché inesistenti sia in fase di avvio sia durante gli spostamenti rapidi da un punto all’altro della mappa. Sotto il profilo audio, il titolo di Ubisoft Annecy può fregiarsi di una colonna sonora composta da oltre 80 brani, tra cui spiccano alcuni pezzi di artisti particolarmente famosi come gli Offspring o i Green Day, e di un doppiaggio in lingua inglese di discreta qualità abbinato alla completa localizzazione in lingua italiana di tutte le parti scritte. Per quanto riguarda la compatibilità tra le varie versioni, Riders Republic supporta il cross-play tra PC e console di ultima generazione o tra le piattaforme old-gen (Xbox One e PS4).

Amore

Il brivido della velocità

- Uno degli aspetti più riusciti di Riders Republic riguarda sicuramente la sua capacità di trasmettere al giocatore tutte le emozioni e tutto il senso di velocità che derivano dall’attraversare canyon claustrofobici “appesi” al manubrio della propria bici, dallo sfrecciare a pochi centimetri da una parete rocciosa indossando solo una tuta alare o dall’effettuare manovre spettacolari a più di 150km/h con in spalla uno zaino a propulsione, il tutto potendo scegliere se e quando utilizzare la visuale in prima o terza persona. Pochi giochi sanno replicare nel modo corretto queste attività in un ambiente virtuale e quasi nessuno pone il giusto accento su un aspetto che, se ben curato come in questo caso, può trasformarsi in una vera e propria droga per gli appassionati del genere.

Panorami mozzafiato

- Da tempo Ubisoft ci ha abituato a produzioni capaci di ricreare ambientazioni davvero spettacolari e Riders Republic, per fortuna, non rappresenta un’eccezione a questa regola. Il colpo d’occhio è sempre eccezionale e ognuna delle 7 regioni presenti sa come catturare l’attenzione del giocatore, con una distanza visiva notevole, tanti biomi diversi, una gestione incredibile delle fonti di illuminazione e una lunga lista di punti di interesse reali da scoprire e ammirare. Questo aspetto non solo incrementa il fascino delle competizioni ma rende l’esplorazione libera, anche quella completamente slegata dalla progressione disponibile nella modalià Zen, uno degli elementi centrali della produzione.

Gameplay coinvolgente

- Al netto di alcune incertezze di cui vi parlerò approfonditamente tra breve, Riders Republic sa come catalizzare la curiosità del giocatore e tenerlo incollato allo schermo per tantissime ore grazie a un mix di discipline e attività capace di soddisfare sia chi cerca un gioco per partite veloci sia chi vuole dedicarsi anima, corpo e lividi alle sfide proposte dagli sviluppatori. Il sistema di controllo è accessibile, ma allo stesso tempo dotato di una discreta profondità, e la stessa filosofia sembra aver guidato il team di sviluppo durante la creazione degli eventi, che spaziano da gare molto tecniche a situazioni comiche, il tutto condito da una sana dose di spensieratezza e dalla possibilità di gestire in totale libertà il ritmo della progressione e le fasi esplorative.

Da soli o in compagnia

- Un altro dei punti di forza di Riders Republic riguarda senza ombra di dubbio la fluidità con cui è possibile passare dalle modalità in singolo a quelle multigiocatore con amici e/o con giocatori reclutati tramite matchmaking senza troppe. Anche in questo caso gli sviluppatori si sono fatti ispirare dalla struttura messa a punto da Playground Games per la serie di Forza Horizon nel corso degli anni, così da offrire ai giocatori l’opportunità di affrontare il gioco senza troppe barriere o progressioni separate per la modalità.

Editor

- Sarà sincero. Inizialmente avevo sottovalutato le potenzialità dell’editor presente nel gioco. Dopo averlo provato e aver toccato con mano le creazioni della community è però impossibile ignorare l’apporto che questo tool potrebbe dare al gioco se ben supportato, soprattutto sul lungo periodo. La possibilità di trasformare in percorso ogni nostra idea, ogni esperimento o, perché no, anche ogni situazione casuale apre di fatto le porte a un catalogo di eventi potenzialmente infinito, che potrebbe davvero permettere a Riders Republic di candidarsi come primo vero gioco-piattaforma dedicato agli sport estremi.

Odio

Comparto tecnico da rifinire

- Riders Republic è un titolo solido, ma questo non significa che non ci siano margini di miglioramento. Si potrebbe sicuramente fare di più riguardo alla pulizia grafica, mentre i controlli, specie nelle fasi aeree, potrebbero essere più precisi e anche la gestione delle collisioni meriterebbe una revisione con annessa introduzione di un periodo di “invisibilità” dopo un contatto, così da rendere gli eventi di massa meno caotici (a volte sembra di stare in un flipper). Nel momento in cui vi scrivo la versione per Xbox Series X soffre inoltre di alcuni freeze imprevisti, che mi hanno costretto in più di un’occasione a riavviare il titolo e/o la console per poter proseguire. Per fortuna si tratta di difetti marginali e che non danneggiano più di tanto l’esperienza al momento ma che, se ignorati troppo a lungo, potrebbero sicuramente infastidire più di un giocatore.

Telecamera dispettosa

- Tra le tante voci da rifinire, la gestione della telecamera merita senza ombra di dubbio una menzione speciale. In molte occasioni, sia quando si usa la visuale in prima persona sia quando si usa quella in terza, l’inquadratura automatica fatica a stare dietro all’azione, costringendo il giocatore a intervenire manualmente. Questo accade in varie situazioni, dagli spazi stretti tipici delle competizioni downhill alle svolte improvvise che caratterizzano le gare di volo, e spesso si rischia di commettere errori più o meno gravi solo perché la telecamera non permette di individuare con il giusto anticipo un ostacolo o il checkpoint successivo. A differenza dei difetti elencati nel punto precedente, questo in alcuni casi compromette l’esperienza di gioco rendendo alcuni eventi particolarmente frustranti, specie ai livelli di difficoltà più elevati. Anche in questo caso la speranza è quindi che Ubisoft Annecy pubblichi al più presto una patch per ridurre, se non eliminare del tutto, questa problematica.

Microtransazioni invadenti

- Che Ubisoft punti molto sulle microtransazioni per tutte le sue IP è cosa nota, ma questo non è necessariamente un male se il tutto risulta ben bilanciato all’interno dell’esperienza. Al momento Riders Republic però non ricade in questa situazione in quanto, oltre a dover pagare il gioco e l’eventuale Pass, si ritrova a dover valutare di investire altri soldi per acquistare le personalizzazioni più rifinite, che possono essere sbloccate solo in questo modo. Ad aggravare ulteriormente la situazione ci pensa poi una gestione della rotazione degli item nello Store che al momento non riesce a convincere né per la varietà degli oggetti né per il costo dei singoli elementi, il che si traduce in pochissime scelte a disposizione di chi vuole investire solo la valuta ottenibile in gioco.

Tiriamo le somme

Riders Republic non è solo la naturale evoluzione del concetto di gioco presente in Steep: è un titolo sportivo open world solido, graficamente appagante e con tutte le carte in regola per regalare tantissime ore di divertimento, da soli o in compagnia, a tutti gli appassionati del genere. Il sistema di controllo accessibile, le molte opzioni di personalizzazione e la varietà degli eventi, resa ancora più ampia dalla presenza dell’editor, permettono ai giocatori, anche a quelli meno esperti, di godere senza particolari difficoltà di tutte le meccaniche messe a punto dagli sviluppatori. Proprio come il suo predecessore non è perfetto, ma rappresenta sicuramente la migliore rappresentazione virtuale di alcuni sport estremi, a cui speriamo possano affiancarsi molte altre discipline nel prossimo futuro grazie a un supporto post-lancio all’altezza delle aspettative.
8.0

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L'autore

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Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS fino al 2004, quando approda su Xbox. Ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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