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Mafia: Definitive Edition
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Recensione - Mafia: Definitive EditionXbox OneGame

A poco meno di 18 anni di distanza dall’uscita su PC, il primo capitolo della saga di Mafia torna alla ribalta con Mafia: Definitive Edition, un remake che miscela la trama e il gameplay originali con le capacità dei motori grafici di ultima generazione. Il risultato sarà stato all’altezza delle aspettative? Scopriamolo nostra nuova recensione.

Il Gioco

Mafia: Definitive Edition è il remake del leggendario titolo action in terza persona sviluppato da Illusion Softworks e pubblicato nell'ormai lontano 2002. La trama della nuova edizione curata da Hangar 13, gli stessi autori del terzo capitolo della saga, ricalca in modo fedele quella della versione originale e mette il giocatore nei panni di Thomas “Tommy” Angelo. Siamo nel 1930, e gli Stati Uniti stanno affrontando le dure conseguenze della crisi del’29. La disoccupazione è alle stelle, le tensioni sociali continuano ad aumentare e la criminalità organizzata prospera approfittando di ogni opportunità di business illegale. Una situazione molto difficile, nella quale Tommy sembra comunque aver trovato il proprio equilibrio facendo il tassista nella città di Lost Heaven, una metropoli di fantasia visibilmente ispirata alla New York dell’epoca. Le cose sono però destinate a cambiare rapidamente quando Tommy è costretto ad aiutare Paulie e Sam, due “picciotti” al soldo di Ennio Salieri, uno dei “Don” della città. Inizialmente Tommy tenta di resistere al fascino della “famiglia”, ma quando la guerra tra Salieri e il boss Morello, suo acerrimo rivale, finisce per interferire con la vita privata del tassista quest’ultimo abbandona ogni esitazione, iniziando così la propria ascesa all’interno dell’organizzazione. Una scalata fatta di crimini e nefandezze di ogni genere, che viene raccontata nella modalità “Storia” attraverso una lunga serie di flashback ambientati tra il 1930 al 1938 per un totale di circa 10/12 ore di gioco, variabili come sempre in base alle proprie capacità e al livello di difficoltà selezionato tra i 4 disponibili.

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Mafia: Definitive Edition, proprio come il capitolo originale, non è infatti un vero e proprio open world, o almeno non come lo si intende oggi. L’avventura di Hangar 13 propone una modalità principale composta da 20 missioni differenti, le stesse presenti nella versione del 2002, alle quali si affianca la possibilità di esplorare liberamente le strade di Lost Heaven a piedi, in auto o con i mezzi pubblici nella modalità “Fatti un giro”. A conti fatti si tratta quindi di due componenti distinte, ma che condividono comunque alcuni aspetti. Proseguendo nella Storia si possono infatti sbloccare nuove aree, nuove auto, nuovi completi e nuove armi da utilizzare quando si gira liberamente per le strade di Lost Heaven, così come nelle modalità libera, che non propone attività specifiche, si possono recuperare i collezionabili, come albi dell’epoca e figurine, che ci sono sfuggiti durante le missioni o, perché no, perfezionare le proprie abilità come scassinatori di auto portando nuovi modelli di auto a chi gestisce il parco auto della “famiglia” Salieri. In totale, il gioco include circa 60 modelli di auto basati su veicoli reali e una dozzina di armi differenti tra pistole, fucili, armi automatiche e esplosivi di varia natura, anch’essi basati su strumenti offensivi reali. In modo analogo a quanto accadeva nel 2020, l’ultima fatica di Hangar 13 offre poi al giocatore l’opportunità di rigiocare i singoli capitoli dopo averli completati e di passare in rassegna il proprio parco auto nell’Autopedia, una sorta di catalogo virtuale attraverso cui è possibile ammirare e selezionare le innumerevoli varianti di ogni veicolo presenti nel gioco.

MX Video - Mafia: Definitive Edition

In aggiunta a queste peculiarità, le due modalità di gioco presenti in Mafia: Definitive Edition condividono poi le stesse meccaniche di gameplay e lo stesso sistema di controllo che, pur ispirandosi a quanto presente nel capitolo originale, non rinunciano a proporre alcune interessanti novità prese in prestito dall’ultima opera di Hangar 13. La prima riguarda la possibilità di entrare in copertura dietro agli oggetti durante le sparatorie e di sporgersi per colpire i nemici, in modo del tutto simile a quanto visto nel terzo capitolo. Anche il sistema di shooting è stato rivisto e avvicinato a quello di Mafia III, così da risultare più fluido rispetto a quello originale, e non è difficile notare delle somiglianze anche per quanto riguarda la gestione degli scontri corpo a corpo, basato su attacchi e schivate a tempo. Molte le similitudini anche per quanto riguarda l’aspetto dell’HUD e della mini-mappa, che fondono il design originale con quello dell’ultimo capitolo della saga. Gli sviluppatori di Hangar 13 hanno infine introdotto la possibilità di trasportare i cadaveri o i nemici messi fuori combattimento, così da nasconderli dagli sguardi troppo indiscreti. Gli altri elementi originali, come la possibilità di inserire il limitatore quando si è al volante di una vettura per non attirare l’attenzione della polizia, la resa delle armi, il modello di guida basato sulle caratteristiche reali delle vetture e le reazioni della polizia sono invece essere rimasti intatti. Queste ultime, come da tradizione del genere, si basano su un livello crescente di attenzione da parte delle forze dell’ordine .Più è alto il livello, più intensa sarà l’offensiva della polizia e più difficile sarà far perdere le proprie tracce così da poter tornare alle proprie attività “diversamente lecite”.

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A fare un’enorme differenza ci pensa però il comparto tecnico di Mafia: Definitive Edition che, grazie alle capacità del motore grafico di Hangar 13, dona nuova vita ai personaggi presenti nel gioco e alla città di Lost Heaven. Da questo punto di vista gli sviluppatori hanno infatti deciso di imprimere con forza la propria impronta inserendo nel gioco modelli poligonali migliorati, nuove animazioni realizzate con il motion capture, cinematiche nuove di zecca e, soprattutto, una città ridisegnata da zero per sfruttare l’engine grafico e il sistema di illuminazione messi a punto dalla software house in questi anni. Tutti questi elementi hanno subito un restyling completo basato sugli asset originali e dove questo non era possibile, come nel caso delle animazioni o delle sequenze di intermezzo, gli sviluppatori hanno fatto tutto il possibile per non andare a interferire con quanto presente nella versione del 2002. La città di Lost Heaven, i suoi personaggi carismatici, i suoi luoghi storici e gli scorci più memorabili non solo sono ancora presenti ma, grazie alle capacità dell’engine, possono allinearsi agli standard grafici attuali raggiungendo, sulla piattaforma utilizzata per la nostra prova ( Xbox One X), i 4K a 30fps con pieno supporto alla tecnologia HDR. Buone notizie anche per quanto riguarda il comparto audio. Mafia: Definitive Edition propone al giocatore una colonna sonora composta da brani dell’epoca originali accompagnata da una completa localizzazione in lingua italiana dalla quale restano fuori, per ovvie motivazioni, solo le trasmissioni radiofoniche che è possibile ascoltare quando ci si trova a bordo di una vettura.

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Amore

Visivamente incredibile

- Non mi sarei mai aspettato di poter tornare nelle strade di Lost Heaven dopo 18 anni e, soprattutto, mai mi sarei aspettato di poterlo fare con un comparto grafico come quello di Mafia: Definitive Edition. Il lavoro svolto da Hangar 13 sotto questo punto di vista è davvero incredibile e riesce dare una nuova vita alle ambientazioni, mantenendo di fatto inalterato tutto il fascino e tutta l’attenzione per i dettagli che Illusion Softworks aveva faticosamente inserito nel gioco in quel lontano 2002. Modelli poligonali, texture, riflessi, animazioni. Tutto, o quasi, sembra aver beneficiato del lavoro di ringiovanimento portato avanti da chi ha raccolto la pesante eredità, rendendo di fatto il gioco degno di essere pubblicato anche sulle piattaforme attuali. Graficamente parlando, questa Definitive Edition rappresenta quindi uno dei migliori esempi di come dovrebbero essere affrontati i remake, specie quando si parla di giochi molto blasonati e con tanti anni sulle spalle.

Una trama indimenticabile

- Quando arrivò sul mercato, Mafia venne subito acclamato da pubblico e critica per la sua sceneggiatura capace di raccontare in modo tanto credibile quanto emozionante la malavita americana degli anni ’30. Una malavita fatta di racket, di contrabbando e di omicidi, ma anche di onore, di lealtà e di sentimenti così forti da condizionare le scelte e i destini di molti. Anche da questo punto di vista Hangar 13 ha scelto la strada più giusta, riproponendo di fatto la medesima storia scritta da Illusion Softwork e impreziosendola con nuove sequenze di intermezzo, nuovi dialoghi e poche semplici aggiunte che ampliano e approfondiscono il contesto ma senza tentare inutilmente di “svecchiare” la sceneggiatura originale. Una sceneggiatura che ovviamente dimostra di avere qualche anno sulle spalle ma che, proprio per questo, risulta ancora più intrigante e coinvolgente sia per coloro che hanno già vissuto le vicende di Tommy Angelo sia per coloro che si apprestano a “entrare” nella Famiglia per la prima volta.

Sparatorie

- Se c’è un aspetto del gameplay di Mafia: Definitive Edition che mi ha davvero convinto, è quello legato alle sparatorie. Non tanto per quanto riguarda la loro complessità visto che l’I.A. non brilla particolarmente per astuzia, ma per la bontà del sistema di controllo e per il feeling delle armi da fuoco. Il mix tra le caratteristiche del titolo originale e le meccaniche proposte da Hangar 13 in Mafia III funziona molto bene e, nel complesso, permette titolo di risultare addirittura più divertente della versione originale. Se siete dei puristi, non disperate. Il titolo consente infatti di selezionare un livello di difficoltà “classico” che avvicina l’esperienza di gioco a quella della prima versione disabilitando la mira assistita, riducendo il numero di indicatori a schermo, incrementando la letalità dei nemici e così via.

Anche l’orecchio vuole la sua parte

- Pur non potendo beneficiare di innumerevoli stazioni radio, il comparto audio di Mafia: Definitive Edition accompagna il giocatore durante tutta la sua permanenza nella città di Lost Heaven con brani originali di altissima qualità, ai quali si sommano un campionario di suoni di tutto rispetto (specie quelli legati alle armi da fuoco) e un doppiaggio completo che, per noi italiani, rende l’intera avventura ancora più coinvolgente, a patto di saper sorvolare su un paio di passaggi fin troppo “stereotipati” che comunque non vanno a inficiare troppo sulla qualità complessiva del lavoro svolto da Hangar 13.

Odio

Qualche assenza di troppo

- L'opera di restyling portata avanti da Hangar 13 non si è purtroppo limitata ad aggiornare la componente tecnica e a introdurre qualche novità per quanto riguarda il gameplay. Gli sviluppatori hanno infatti apportato alcune modifiche alla struttura delle missioni, così da rendere più snella e cinematografica l’esperienza. Peccato però che durante questa operazione siano andati perduti anche alcuni elementi che, di fatto, rendevano unico il titolo originale. Chi ha giocato Mafia nel 2002 sicuramente si ricorderà di Luca Bertone, il meccanico specializzato in auto di lusso che rivestiva un ruolo molto importante nella prima versione, delle missioni extra a lui dedicate, dei bivi presenti in alcuni incarichi e dei molti dettagli che potevano compromettere il buon esito delle missioni, come dimenticarsi di chiudere una porta nella missione a bordo del battello. Tutti questi elementi non sono purtroppo presenti in Mafia: Definitive Edition e questo si traduce in un’eccessiva linearità dell’avventura. A queste mancanze si aggiunge poi quella relativa alle missioni extra legate alla modalità “A tutto gas”, completamente assente in questa nuova edizione.

Tanta libertà, poche cose da fare

- Nel mondo dei videogiochi 18 anni sono un’eternità e Mafia: Definitive Edition, nonostante il suo smisurato fascino, non riesce a scrollarsi del tutto di dosso il peso del tempo. La netta divisione tra la modalità Storia e quella free-roaming risulta davvero antiquata, specie se confrontata con i titoli più moderni, e la totale assenza di attività extra nella modalità di gioco libera non fa che aggravare questa situazione. E’ davvero un peccato che Hangar 13 non abbia sfruttato l’opportunità del remake per provare a “fondere” le due modalità o a inserire qualche nuova meccanica di gioco per rendere più interessante, e soprattutto meno noiosa, la modalità “Fatti un giro”.

Aggiunte poco incisive

- Se è vero che alcune delle novità introdotte in Mafia: Definitive Edition consentono al gameplay di risultare più attuale, è altrettanto vero che alcune non ottengono lo stesso effetto. Perché, per esempio, dare al giocatore la possibilità di spostare un cadavere se le occasioni nelle quali serve realmente sono, forse, una o due? E perché investire tempo e risorse nel rendere più cinematografici gli scontri corpo a corpo se poi non ci si trova praticamente mai a dover fare a pugni? L’impressione, ahimè, è che Hangar 13 si sia semplicemente limitata ad adattare il sistema di gioco presente nel terzo capitolo senza ragionare troppo su cosa avrebbe davvero funzionato o cosa no.

Bug & I.A.

- Mafia: Definitive Edition, proprio come il precedente capitolo curato da Hangar 13, è purtroppo afflitto da alcuni problemi tecnici legati. L'I.A. di nemici e poliziotti risulta fin troppo basilare sia da ingannare sia durante gli scontri a fuoco, con gli avversari che offrono costantemente al giocatore l’opportunità di mettere a segno colpi mortali e che si limitano ad affrontare frontalmente Tommy e il resto della banda. Anche la I.A. degli NPC non brilla particolarmente, tra pedoni che fanno di tutto per farsi investire e automobilisti che spesso si esibiscono in manovre o comportamenti davvero incomprensibili. Ad aggravare ulteriormente la situazione ci pensano infine alcuni bug e glitch grafici che, seppur divertenti ( sfido chiunque a non ridere quando si incontra un pedone alto come un palazzo), vanno inevitabilmente a compromettere la qualità complessiva di questa edizione definitiva.

Tiriamo le somme

Mafia: Definitive Edition è un remake dai due volti. Da una parte troviamo un componente tecnica di prim’ordine e una sceneggiatura emozionante che, anche grazie alle capacità degli hardware attuali e alla volontà degli sviluppatori di non modificare le fondamenta del titolo, riescono a omaggiare nel migliore dei modi l’opera originale e a renderla ancora godibile nonostante l’età. Dall’altra troviamo invece un paio di lacune importanti e alcuni difetti che forse si sarebbero potuti evitare e che, a conti fatti, ridimensionano in modo sensibile la qualità complessiva di questa nuova edizione. La somma di questi tutti elementi non consente quindi a Mafia: Definitive Edition di risultare come un titolo imprescindibile per chiunque, ma se siete amanti della saga e/o non avete mai avuto l’opportunità di giocare una delle pietre miliari del genere, merita comunque tutta la vostra attenzione.
7.5

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L'autore

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Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS fino al 2004, quando approda su Xbox. Ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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