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One Piece: Pirate Warriors 4
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Recensione - One Piece: Pirate Warriors 4Xbox OneGame

Dopo l’esperimento dell'action-RPG World Seeker, Bandai torna sul terreno molto più familiare dei musou con One Piece: Pirate Warriors 4. Abbiamo ripercorso praticamente tutta la storia di Rufy e compagni e, tra una scazzottata e l’altra, eccovi la nostra recensione.

Il Gioco

One Piece: Pirate Warriors 4 è un musou, e già questo può darvi un’idea generale di che tipo di gioco si tratti. I musou sono da sempre una categoria a sé stante che ha trovato tanto successo in oriente quanto ostilità in occidente, e il motivo è sempre il solito, ovvero una evidente ripetitività di fondo. Entra nella mappa, massacra una quantità infinita di nemici che stanno quasi immobili, sconfiggi il boss, ripeti. E via così per decine se non centinaia di ore. Detta così sembrerebbe che stiamo parlando dei giochi più brutti del mondo (e per alcuni è così), ma a rendere sopportabile una meccanica che in qualsiasi altro contesto sarebbe da bocciare ci pensano le licenze: sul mercato esistono una quantità enormi di musou ispirati a praticamente tutti gli anime e brand più famosi (perfino Persona 5 ne ha uno), e One Piece: Pirate Warriors 4 è solo il più recente sulla lista. All’uscita di ogni musou il timore è sempre quello di trovarsi davanti all’ennesimo copia/incolla di titoli precedenti, ma One Piece: Pirate Warriors 4 si porta dietro alcune novità che quantomeno provano a dare una svecchiata al genere. Sia chiaro, la formula di base è sempre la solita e non sto parlando di chissà quali rivoluzioni, ma sono pur sempre dei piccoli passi in avanti che rendono One Piece: Pirate Warriors 4 uno dei musou più completi e divertenti sul mercato.

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La storia inizia subito col botto con il combattimento contro l’Imperatore Kaido nel Paese di Wa, salvo poi tornare indietro nel tempo facendoci ripercorrere le principali tappe del viaggio di Rufy che lo hanno portato fino a quel momento partendo dalle origini. Trattandosi di una storia che dura da oltre 20 anni, il materiale sarebbe stato forse troppo anche per un musou, per cui alcune saghe sono state riassunte unicamente con dei filmati realizzati con il motore grafico del gioco che spiegano a grandi linee gli eventi giusto per rinfrescare la memoria dei fan. Il fulcro del gioco naturalmente sono le ultime saghe di Dressrosa, Whole Cake Island e il Paese di Wa, saga che è attualmente in corso nel manga e quindi presenta una storia fedele solo nella prima parte per poi deviare verso una storia totalmente inedita e pensata unicamente per il gioco.

MX Video - One Piece: Pirate Warriors 4

Le ultime saghe hanno introdotto numerosi personaggi nuovi, e il roster di One Piece: Pirate Warriors 4 ne ha giovato proponendoci ben 43 personaggi giocabili, ognuno con un proprio stile di lotta unico. Una delle novità presenti infatti è la suddivisione in 4 classi (potente, veloce, tecnico e volante) che diversificano il gameplay soprattutto in vista di un’ulteriore novità, ovvero il multiplayer cooperativo. Fino a 4 giocatori possono unirsi per portare caos e distruzione contro i malcapitati nemici, e specialmente contro i boss più impegnativi la differenza di classe può tornare utile ai fini della strategia utilizzando ad esempio un personaggio potente per concentrare i danni sul nemico principale mentre quelli veloci e volanti attirano la sua attenzione e un tecnico controlla il campo sfoltendo i nemici minori. Il livello di difficoltà tuttavia è abbastanza verso il basso e raramente servirà davvero una strategia diversa dal picchiare come se non ci fosse un domani, ma in compagnia di amici organizzati può essere divertente sfruttare le caratteristiche di ogni classe con attacchi coordinati.
Ulteriore novità è rappresentata dagli edifici completamente distruttibili e dalla maggiore interazione con l’ambiente, ad esempio utilizzando personaggi potenti ad esempio si possono scagliare i nemici contro un palazzo per farlo crollare con conseguenti danni extra.

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La spettacolarità dell’azione è quindi aumentata, così come il senso di “onnipotenza” che è proprio alla base dei musou.
Vedere Rufy sbaragliare centinaia (letteralmente) di nemici con un attacco speciale facendo crollare al tempo stesso tutti gli edifici intorno dà veramente grandi soddisfazioni. Rimanendo in tema di attacchi speciali anche questi sono stati rinnovati, e prendendo spunto dai recenti picchiaduro di Bandai è stato introdotto il classico sistema che lega 4 possibili mosse alla pressione del dorsale più uno dei 4 tasti del pad. Ogni mossa inoltre ha un livello di potenza che determina il cooldown prima di poterla utilizzare nuovamente, e spendendo le monete guadagnate dalle missioni si possono sia potenziarne gli effetti sia sbloccare nuove mosse e abilità passive. Questo rinnovato sistema di progressione permette una maggiore personalizzazione dei personaggi scegliendo tra diverse tipologie di attacchi speciali variando ad esempio tra attacchi ad area per sfoltire le file nemiche a mosse che invece concentrano il danno su un singolo punto, oppure “sacrificare” uno slot per mosse che non recano danno ma potenziano temporaneamente le statistiche o innescano vere e proprie trasformazioni.

Infine è stato introdotto lo Scatto che, come suggerisce il nome, permette di muoversi velocemente e risulta utile per schivare gli attacchi dei nemici, ed è particolarmente utile contro i boss giganti che possono essere danneggiati solo aggirandoli nel loro punto cieco. Lo Scatto è tuttavia limitato da un apposito indicatore per evitarne l’abuso, anche se i personaggi di classe veloce hanno un consumo ridotto e alcune tecniche come lo Sky Walk di Sanji permettono invece di utilizzarlo senza limiti per un breve periodo.

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Dal punto di vista tecnico One Piece: Pirate Warriors 4 presenta dei modelli abbastanza fedeli dei personaggi, anche se rimane un effetto “plasticoso” che a volte fa sembrare i personaggi dei pupazzi di gomma… il che potrebbe andare bene per Rufy essendo la sua caratteristica, ma non per gli altri. I modelli dei nemici comuni sono pochi e spesso riciclati dai precedenti giochi, un difetto storico di questo genere ma pretendere singoli modelli diversi considerata la quantità di nemici a schermo sarebbe una richiesta impossibile probabilmente anche per nuove console in uscita.
Ottimo anche il frame rate che rende il gioco sempre fluido nonostante la mole di elementi da gestire, anche se la mia prova è stata fatta su PlayStation Pro per cui non posso assicurare per i modelli “base”.

Amore

Non finiscono mai!

- Una delle caratteristiche principali dei musou sono gli scontri che ci vedono da soli contro centinaia di avversari, e One Piece: Pirate Warriors 4 porta questo concetto all’estremo. Anche confrontando altri musou la quantità di nemici che ci si parano davanti è semplicemente enorme, e alla fine di ogni missione il numero dei malcapitati sconfitti supera facilmente le diverse migliaia. Un vero e proprio massacro a senso unico perfetto per alleviare lo stress dopo una giornata di lavoro!

Piccole ma importanti migliorie

- Come già detto la base del gioco non è stata stravolta, ma le migliorie apportate come gli edifici distruttibili e l’interazione con l’ambiente, il multiplayer e la maggiore personalizzazione e diversificazione tra i combattenti rendono One Piece: Pirate Warriors 4 un titolo spensierato e più divertente rispetto al passato, nonché uno dei migliori musou sul mercato.

Un occhio di riguardo anche al passato

- Il focus del gioco è naturalmente sulle ultime saghe, ma Bandai e Omega Force hanno dato valore anche alle saghe già viste nei precedenti giochi. Non nego di aver avuto timore di vedere un banale copia/incolla delle vecchie saghe prese direttamente da Pirate Warriors 3 con l’unica aggiunta dei recenti archi narrativi, invece sono rimasto stupito da come sia stato creato tutto nuovamente da zero con nuove mappe e numerosi filmati realizzati con il motore del gioco, rendendo quindi piacevole anche rivisitare luoghi ed eventi già esplorati in passato.

Odio

Tante assenze importanti

- Poter ripercorrere tutta la saga di One Piece in un unico gioco sarebbe un richiesta esagerata, ma i tagli visti in One Piece: Pirate Warriors 4 forse sono stati un po' troppi. Sia chiaro, non mi aspettavo ogni singola saga, ma visto che alcuni archi invece sono stati tirati troppo per le lunghe avrei preferito meno focus sulle saghe presenti (come ad esempio un intero capitolo per la fuga da Water Seven, quando anche nel manga si risolve in poche pagine) per dare più spazio anche ad illustri assenti come Thriller Bark, l’Isola degli Uomini Pesce o Punk Hazard. Invece di far durare una saga 4 ore avrei preferito quindi due saghe da 2 ore ciascuno, mantenendo quindi la stessa longevità ma offrendo più varietà nelle ambientazioni e soprattutto una narrativa più fluida senza salti temporali che tagliano completamente eventi e personaggi fondamentali.

Telecamera impazzita

- La telecamera di One Piece: Pirate Warriors 4 proprio non ce la fa a seguire l’azione frenetica. Si tratta di un difetto comune in questa tipologia di giochi, ma speravo che con il tempo si riuscisse a trovare una soluzione… evidentemente non è così. Già l’enorme quantità di nemici e le mosse speciali pirotecniche rendono le scene abbastanza confusionarie, se a questo si aggiunge la telecamera che si incastra o si posiziona in punti improbabili ecco che purtroppo spesso diventa difficile capire cosa stia succedendo. La situazione peggiora poi se sono presenti nemici enormi, rendendo a volte l’esperienza frustrante-

Tiriamo le somme

Per quanto le novità introdotte provino timidamente a svecchiare la formula dei musou, One Piece: Pirate Warriors 4 fa comunque parte di questa categoria e se già prima non riuscivate a digerire questa tipologia di giochi, non sarà certo questo a farvi cambiare idea. Si tratta comunque di un passo in avanti per il genere e un titolo che sicuramente può far felici i fan dell’opera grazie al suo ampio roster e la copertura di buona parte delle saghe principali, anche se pesano alcuni grandi assenze. La spensieratezza e la spettacolarità dell’azione rendono One Piece: Pirate Warriors 4 un gioco senza troppe pretese ma in grado di intrattenere e divertire, soprattutto in compagnia grazie alla nuova funzione multiplayer cooperativo.
8.0

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L'autore

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I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico iniziando nel dicembre 2011 a collaborare per MX, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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