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Madden NFL 20
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Recensione - Madden NFL 20

Questo è decisamente l’anno dei giochi “in anticipo”: dopo l'arrivo anticipato del titolo dedicato alla F1, anche l’edizione del simulatore NFL di EA arriva con quasi tre settimane d’insolito anticipo rispetto alla norma. Scopriamo allora insieme le qualità di Madden NFL 20!

Il Gioco

La saga di Madden ormai è storia nell’ambito dei titoli sportivi made in EA, ed è anche quella caratterizzata dalla maggior militanza nonché, da almeno 10 anni a questa parte, dalla carenza di avversari che possano fare da pietra di paragone. Nonostante il monopolio, però, non vi è dubbio che tra tanti alti ma anche qualche caduta, che EA Tiburon è sempre stata in grado di offrire un prodotto sempre valido pur non riuscendo ad accontentare tutti. La “mission” di quest’anno, stando alle dichiarazioni dei boss di EA, era quella di avvicinare al gioco anche chi se n’è sempre tenuto lontano e, a dire il vero, quando si sentono queste dichiarazioni bisogna sempre prestare molta attenzione perché si corre il rischio di avere un prodotto senz’anima. In realtà, per fortuna, questo non è accaduto e cercheremo quindi di analizzare al meglio pregi e difetti di un titolo per il quale è difficile aggiungere o togliere qualcosa vista la trentennale tradizione.

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All'avvio del gioco troviamo il classico menu a pagine che ormai è un classico dei titoli sportivi EA; da qui possiamo selezionare dalle partite rapide alla Stagione al Multiplayer ed, infine, alla sessione di allenamento. Le partite rapide non sono diverse dal solito e ci permettono di prendere subito confidenza con alcune delle nuove meccaniche di gioco; la prima novità è quella grazie alla quale possiamo iniziare il gioco guidando uno dei due Team di Conference (NFC o AFC) nel Pro Bowl, gara di chiusura della stagione NFL precedente; ovviamente la partita rapida può anche essere disputata in multiplayer (a schermo condiviso ovvero online). Ottima la gestione del tutorial dell’allenamento; questa sezione è sempre stata un must per la serie Madden ma quest’anno è stata potenziata in tutto e, con un po’ di applicazione, verrete a conoscenza di quasi tutti i trucchi del mestiere.

MX Video - Madden NFL 20

Inutile nascondere, però, che il cuore dell’esperienza di gioco sia la modalità Franchigia (Franchise) che, grande novità di quest’anno, si sdoppia con sommo gaudio di chi vi scrive. Se da un lato abbiamo la modalità tradizionale (assumiamo il ruolo di General Manager di una franchigia della NFL con la possibilità di gestire tutto al suo interno: parte tecnica e, soprattutto, componente gestionale), dall’altra c’è l'interessante variante QB1: Face of the Franchise che mi ha particolarmente intrigato. Qui, assoluta novità di Madden NFL 20, entriamo nei panni di un astro nascente del Football Americano che dall’ High School (equivalente al nostro Liceo) sta per fare il salto nel firmamento dell’NFL passando, ovviamente, per il College (ossia la nostra Università). Come noto, lo sport a livello universitario è una pratica molto seguita negli States, anche e soprattutto a livello di spettacolo televisivo con un giro di sponsorizzazioni di tutto rispetto.

Bene, in QB1: Face of the Franchise, l’aspetto migliore è sicuramente la storia che coinvolge il nostro personaggio per il quale le cose, almeno inizialmente, non andranno proprio secondo i suoi desideri…ma, su questo punto, mi fermo per non rovinare la sorpresa a tutti coloro volessero cimentarsi con questa nuova, sorprendente, esperienza di gioco. La caratterizzazione del personaggio e la sua evoluzione sono assolutamente coerenti e la progressione verso una luminosa carriera NFL è quanto mai realistica. Sin dall’High School e poi nel College dovrete scegliere che tipo di Quarter Back (ossia il lanciatore o, per meglio dire, il regista della squadra) essere e la vostra scelta impatterà sul prosieguo della storia e della carriera. Le cut-scenes sono assolutamente integrate nel gioco e aggiungono ulteriore feeling per l’utente, mentre tutte le scelte che prenderete avranno una loro precisa conseguenza conferendo un elevato grado di realismo.

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La modalità Franchigia tradizionale non offre invece particolari spunti di rilievo rispetto al solito: scegliete la Franchigia da gestire e poi selezionate che tipo di manager volete essere (dal plenipotenziario che guarda anche in tasca al proprio segretario, oppure gestire solo la componente tecnica lasciando alla CPU la gestione degli aspetti finanziari).
Una volta partita la stagione, potrete decidere se giocarla tutta o passare direttamente ai play-off. Anche le partite possiamo settarle a vostro piacimento e, come nell’edizione dello scorso anno, oltre a poter gestire le consuete opzioni (durata dei tempi, infortuni, ecc ecc), potremo anche decidere di giocare l’intero incontro oppure le sole fasi decisive di ogni quarto; se quest’ultima possibilità vi potrà permettere di condurre a termine la stagione in un tempo accettabile, dall’altro vi priva di una parte importante della componente simulativa.

Le modalità di gioco sono completate dall’immancabile Madden Ultimate Team (MUT) con la possibilità di costruire il nostro Dream Team attraverso l’acquisto o guadagnando i nostri crediti in game progredendo nella vittoria di incontri singoli e tornei. In MUT, inoltre, sono previste delle “Missioni” che ci permetteranno di acquisire giocatori ed elementi di gioco “top”. Ad esempio, se riusciamo a collezionare 60 stelle, potremo ottenere un giocatore leggenda con oltre 86 di overall. Altre missioni specifiche ci permetteranno di acquisire determinati bonus come la possibilità di guadagnare un tot di yards (sia per gli schemi che prevedono passaggi, sia per quelli che prevedono la corsa).

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A questo punto scendiamo sul terreno di gioco e vediamo cosa succede. In primo luogo, va subito detto che l’impatto grafico garantito dal motore Frostbite è di primissimo livello a partire dai modelli poligonali dei giocatori (ottimamente caratterizzati) per poi passare alla realizzazione degli stadi e dei diversi campi di gioco, soprattutto nelle diverse condizioni atmosferiche (anche se il meteo dinamico non è implementato alla perfezione). La fluidità dei giocatori e la gestione delle ombre sono di primissimo livello e ci si accorge come, al tramontare di una generazione di console, i programmatori stiano ottenendo il meglio dall’hardware.

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Il gameplay ha subito pochi ma decisivi miglioramenti a partire dal controllo del movimento dei giocatori, soprattutto negli schemi che prevedono la corsa in luogo del passaggio. In Madden 19, il “running” era talvolta caratterizzato da movimenti slegati tra loro, mentre in Madden NFL 20 questi sono decisamente più congruenti. Un altro elemento di novità è rappresentato dalla gestione dei movimenti delle linee di attacco e difesa; in particolare per le seconde si assiste finalmente ad un’aggressività che non è più fine a se stessa ma funzionale allo schema di attacco dell’avversario: tutto davvero ben realizzato. Interessante, infine, l’implementazione del cosiddetto Superstar X-Factor, un innovativo sistema di progressione delle abilità in grado di scatenare il vero potenziale delle attuali superstar della NFL e di aumentare il livello strategico delle partite, rendendole sempre più coinvolgenti. Se pensate che questa sia una sorta di trovata “arcade style”, vi sbagliate di grosso. In realtà, si tratta un sistema di progressione grazie al quale le stelle della NFL prendono davvero vita in Madden NFL 20. Molto belle e ricche anche le scene di giubilo che seguono la realizzazione di un touchdown: oltre 20 nuove animazioni si aggiungono a quelle presenti già nelle vecchie edizioni. Inutile dire infine che, come da tradizione, il gioco è completamente in inglese senza alcuna localizzazione italiana.

Amore

Face of the Franchise

- Una nuova modalità di gioco davvero molto intrigante, seppur non nuova nel concept più generale dei titoli sportivi EA Sports (basti pensare a “Il Viaggio” di FIFA). La cosa più interessante, e che può davvero fare colpo sugli appassionati del Football a stelle e strisce, è la possibilità di giocare partite del campionato universitario respirando l’atmosfera della serie College Hoops (dedicata sia al mondo NFL che a quello NBA) e che, anni fa, faceva da prologo all’uscita dei titoli dedicati al mondo Pro. Si tratta di un modo diverso di giocare sia dal punto di vista tecnico che da quello del mondo che circonda il giocatore. Molto ben fatta anche la “scaletta” degli incontri che il nostro eroe affronterà prima di essere magari scelto da una delle franchigie NFL al momento del draft. Davvero un’ottima iniziativa: brava EA.

Una doppietta interessante per la Franchigia

- Come detto in fase di recensione, la modalità Franchigia non vede particolari evoluzioni ma ci sono due feature interessanti che meritano di essere sottolineate. In primo luogo è stata rivista la dinamica di negoziazione al momento di firmare un nuovo contratto con un giocatore. In Madden NFL 20 dovrete letteralmente sudarvi la firma del professionista e non potete assolutamente manipolare l’ingaggio come avveniva almeno fino a Madden 18. Se, ad esempio, volete rinegoziare un contratto con un vostro giocatore, noterete come questi non si accontenterà più dello stesso ingaggio ma vi chiederà, quantomeno, un ingaggio a salire per gli anni successivi. Sempre all’interno della modalità Franchigia, EA Tiburon ha inserito nuovi schemi difensivi e diversi nuovi scenari che arricchiscono il grado di realismo. Quando un giocatore non riesce a fare un numero sufficiente di touchdown, lo farà notare alla panchina e, se non prenderete provvedimenti (sostituzione ovvero cambio di ruolo), vedrete forza e morale calare repentinamente.

Un Ultimate ancora più “ultimate”

- A molti può non piacere, ma è indubbio che EA sta investendo molto su questa modalità di gioco, non solo in Madden che, comunque, resta il gioco di punta almeno in territorio USA. Quest’anno sono state fatte alcune interessanti modifiche: in primo luogo sono state eliminate le Solo Challenges per far posto alle Ultimate Challenges che vi consentono di giocare sfide di crescente difficoltà e di vincere sempre migliori ricompense. Inoltre, anche in MUT, è possibile implementare il nuovo Superstars X-Factor all’interno del vostro dream team e questo vi consente di fare quasi un mix tra MUT e Franchigia.

Un grande comparto multiplayer

- Pur non essendo un fan del gioco online, bisogna ammettere che, ancora una volta, il multiplayer di EA Sports è di un livello superiore. E’ possibile giocare incontri singoli (classificati e non) o campionati personalizzati e stagioni NFL complete. Il sistema di matchmaking funziona alla grandissima e il netcode non dà quasi mai segni di cedimento. L’unico problema, se vogliamo definirlo tale, deriva dal fatto che si tratta di un titolo giocato poco dai nostri connazionali e, quindi, troverete tanti giocatori americani e qualche europeo; se questo non rappresenta un ostacolo, vi troverete catapultati in uno dei migliori scenari online attualmente a disposizione in un titolo sportivo.

Odio

Le fantomatiche microtransazioni

- Se da un lato la modalità Ultimate Team è indubbiamente interessante e divertente, dall’altro è gravata dalla spada di Damocle dei costi: basti pensare che ci vogliono 10 dollari per acquistare un pacchetto della serie di giocatori Elite, ossia quelli più forti. Per fortuna, in Madden NFL 20 è più semplice arrivare ad acquisire elementi di una certa forza anche vincendo tornei di media difficoltà ma, almeno per quanto mi è stato possibile verificare, non è facilissimo trovare giocatori Top al contrario di quanto avviene acquistando i pacchetti (casualità?).

Non è un gioco per italiani

- Il solito annoso problema: niente localizzazione e, da questo punto di vista, credo dovremmo metterci una pietra sopra. Si poteva sperare almeno nella traduzione dei menu se non nella telecronaca ma, da quest’orecchio, EA è decisamente sorda.

Tiriamo le somme

Madden NFL 20 aggiunge poco rispetto all’edizione dello scorso anno ma le poche novità sono sicuramente interessanti e giustificano l’acquisto del gioco soprattutto da parte degli appassionati. Se mettiamo insieme le novità della modalità Franchigia, il Superstar X-Factor, i nuovi schemi di corsa e l’ampliamento dei playbook, il bicchiere è decisamente pieno e anche i vecchi fan troveranno qualcosa di nuovo. Per i neofiti le difficoltà restano le stesse: schemi, schemi e ancora schemi, nonché una certa difficoltà nel gestire alcuni termini tecnici esclusivamente localizzati in lingua inglese. In definitiva, Madden NFL 20 rappresenta una piccola evoluzione rispetto all’edizione 19 ma è decisamente raccomandato sia per chi ama la serie, sia per chi vuole approcciarsi per la prima volta a patto, però, di avere la pazienza di muoversi, come sempre, nel dedalo degli schemi offensivi e difensivi.
8.5

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L'autore

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Da sempre grande amante di tutti gli sport, ha trasferito questa passione nel mondo dei videogiochi non disdegnando però anche gli altri generi. Ama il nostro calcio quanto sport come il football e l'hockey, ma è sempre pronto a blastare qualche alieno quando ce n'è il bisogno!

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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