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img Mortal Kombat 11
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Recensione - Mortal Kombat 11

Finish him!!! NetherRealm torna a spargere violenza e sangue sui nostri schermi con Mortal Kombat 11, e noi non ci siamo certo sottratti alla lotta: scoprite cosa ne pensiamo nella nostra recensione!

Il Gioco

Il genere dei picchiaduro è sempre stato molto particolare, soprattutto per via della natura particolarmente competitiva che rende questi giochi maggiormente di nicchia e che, per questo stesso motivo, spesso non possono contare su grandi budget di produzione. Mortal Kombat è però da sempre riuscito a sottrarsi a questo luogo comune, risultando attraente per una fascia di giocatori molto più ampia come testimoniato anche dalle vendite di MK X (oltre 10 milioni di copie). Anche Mortal Kombat 11 prosegue ovviamente su questa strada, presentandosi come una vera e propria pietra miliare per la serie di Warner Bros. e NetherRealm Studios; vediamo insieme perché.

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Appena avviato il gioco ci troviamo davanti ad un menu che non si differenzia in maniera particolare dalle precedenti edizioni della serie; abbiamo infatti a disposizione la modalità Konquista (Modalità Storia, Torri e Krypta), la modalità Kombatti (locale oppure multiplayer online), quella Personalizza (per la personalizzazione dei lottatori e l’esame degli oggetti raccolti) e, infine, la modalità Palestra (ossia il Tutorial). Pur essendo presente anche in altri esponenti del genere, non v'è dubbio sul fatto che la serie di MK sia quella che, tra i picchiaduro, ha sempre puntato maggiormente sulla narrazione e su una modalità Storia particolarmente impegnativa ed ambiziosa.

Già in MK 10 si era parlato di viaggi nel tempo ma, in questa nuova edizione, i ragazzi di NetherRealm si sono superati andando a basare le vicende del gioco su Kronika, una dea dalle grandi capacità magiche in grado di manipolare le sabbie del tempo (no, Prince of Persia non c’entra nulla) e che ha deciso di dichiarare guerra a Raiden & Co per ristabilire un equilibrio a favore delle forze oscure del male. Questo spunto narrativo fornisce l’assist ai programmatori per poter riportare in vita personaggi morti e sepolti nei capitoli precedenti della serie, in quanto la dea di cui sopra, grazie ai suoi poteri, può ripescare dal passato chiunque desideri.

MX Video - Mortal Kombat 11

Sicuramente la modalità Campagna di Mortal Kombat 11 rappresenta il cuore dell’esperienza di gioco: la trama non spicca per originalità ma presenta tutti i crismi dell’epicità, con scene d’intermezzo degne del miglior action movie e con un tasso di spettacolarità che sovrasta in tutto e per tutto gli aspetti legata alla sceneggiatura. Quella di Mortal Kombat 11 si prefigura come la migliore storia mai vista in un titolo del genere e, come approfondiremo in apposita sezione, giova e non poco alla longevità del titolo. Raiden, uno degli indiscussi deus ex machina della saga, ha abbracciato il lato oscuro, i suoi umili vestiti bianchi e le sue affascinanti saette blu sono state rimpiazzate da un’armatura nera e dai fulmini rossi della vendetta. Liu Kang e Kitana invece, divenuti Revenant, stanno costruendo un esercito nel Netherrealm per invadere l’Earthrealm; è in questo momento che Raiden utilizza l’amuleto di Shinnok per creare un diversivo mentre Sonya Blade, Cassie Cage e Jacqui Briggs (figlie di Luke e Jax) guidano un assalto alla torre di Shinnok. In tutto questo Kronica, tessitrice del tempo e dei destini, ha sviluppato una forte rabbia nei confronti di Raiden per i suoi continui rimescolamenti alla linea temporale, e decide pertanto di intraprendere una missione volta a riportare la storia al punto iniziale, annullando tutti gli eventi originati dal dio. Raccontata così, la trama può sembrare un po’ debole, ma la narrazione della modalità Konquista (ossia la Storia) funziona bene e riesce ad essere piacevole; con tempi di caricamento irrisori, i filmati si legano perfettamente agli scontri creando una storia scorrevole di circa 4 ore.

Nella modalità Storia si riesce a familiarizzare con un buon numero di personaggi e con i rispettivi stili di combattimento e, anche se non avete giocato con i precedenti episodi, diversi flashback vi aiuteranno in tal senso. Lo svolgersi degli eventi non annoia mai, fino ad un climax soddisfacente che ovviamente non manca di lasciare le porte aperte per l’immancabile sequel. C’è da dire che ognuno dei protagonisti ha uno sviluppo soddisfacente seppur breve, cosa abbastanza rara in un gioco in cui l’obiettivo principale è staccare la testa all’avversario.

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Arriviamo ora al cuore del gioco, ossia il sistema di combattimento, ovviamente cruciale. Partiamo da un aspetto fondamentale per la serie MK: la saga è stata sempre accusata dai puristi di picchiaduro di avere un approccio troppo semplificato per quanto riguarda il combat system. In realtà si tratta di un’accusa per lo più priva di ogni fondamento in quanto, pur non possedendo forse i tecnicismi di un Tekken o di un Soulcalibur, i titoli dedicati al MK sono tutt’altro che facili da padroneggiare e, se parliamo in particolare di Mortal Kombat 11, il grado di tatticismo è stato elevato al massimo grado.
Una delle basi fondamentali dei picchiaduro è rappresentata dal sistema delle combo; in Mortal Kombat 11 questo risulta essere abbastanza simile a quanto visto negli episodi precedenti e basato sul “target combo system”, un sistema che si basa sulla capacità, da parte di tutti i personaggi, di gestire una serie di attacchi brevi che vanno collegati alle mosse speciali e a quei colpi in grado di lanciare in aria l’avversario allo scopo di ottenere degli attacchi fulminei e spesso letali, ma anche capaci di scoprire pericolosamente l'attaccante.

Proprio parlando di combo, cominciamo a notare qualche piccola differenza rispetto al precedente episodio quando, superate le resistenze dell’avversario, si riuscivano a portare a termine colpi devastanti in grado di infliggere danni quasi irreparabili. In Mortal Kombat 11 tutte le combo procurano danni limitati e risulta generalmente complicato portare a zero la barra dell’energia del vostro avversario in poco tempo. A questo proposito entra in gioco quello che viene definito “neutral”, ossia giocare ad una distanza media dal vostro avversario utilizzando il cervello insieme alle combo, e in Mortal Kombat 11 questo discorso vale ancora di più in quanto dovrete calcolare al millimetro le vostre mosse e utilizzare, a seconda del personaggio impiegato, le combo più efficienti e non quelle più devastanti. Questa, se vogliamo, è la filosofia di Mortal Kombat 11, quella dei piccoli passi; la stessa barra dell’energia è divisa in due tacche offensive e due difensive, ed è pensata per offrire diverse versioni dei colpi oppure per gestire i contrattacchi e riportare il tutto in equilibrio.

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Interessanti i “Krushing Blow”, colpi speciali che, se completati in alcune condizioni, sono utilissimi per ampliare il potere d’azione delle combo ed infliggere danni di grande entità. Si tratta di colpi che possono essere utilizzati una volta sola durante il match, ma sono in grado di ribaltare l’esito di un incontro. Non mi hanno entusiasmato, al contrario, i “Fatal Blow”, impiegabili in difesa quando si è al 30% dei punti vita e che sarebbero stati funzionali se impiegabili una sola volta; in realtà, sono ricaricabili e riutilizzabili poco tempo dopo aver mancato il nostro bersaglio. Come in altri titoli del genere, gli stick analogici sono destinati ai movimenti del lottatore, mentre i tasti frontali sono deputati ai colpi base. Le combo vengono eseguite con il corretto abbinamento dei grilletti posteriori e dei pulsanti dorsali (per i lanci verso l’alto) oppure impiegando i tasti direzionali.

Andando oltre le meccaniche di gioco, interessante il fatto che NetherRealm abbia voluto mantenere la possibilità di giocare anche con delle varianti, rispetto alla versioni base, dei diversi personaggi, anche perché non si tratta di avere delle alternative fisse ma avrete a disposizione tre slot diversi nei quali inserire tre versioni del vostro lottatore, provvisto di tre tipi di equipaggiamento (in termini di mosse extra) diversi. Il roster iniziale è composto da 24 personaggi (contandone uno sbloccabile nel corso della campagna, più Shao Khan disponibile per tutti quelli che hanno preordinato il gioco) che, con le già citate varianti, aumenta a dismisura creando anche qualche problema collaterale dovuto al bilanciamento della forza delle stesse varianti; allo scopo di limitare il problema, in Mortal Kombat 11 la devastazione causata da personaggi “potenziati” viene limitata allo scopo di non avere alcuni lottatori eccessivamente potenti.

Un capitolo a parte lo merita la “Krypta”, una variante del gioco in cui è l’esplorazione a svolgere un ruolo preponderante e nella quale è possibile impiegare i soldi gudagnati nel gioco per acquistare costumi, bozzetti, oggetti vari, ecc. In Mortal Kombat 11 l’area della Krypta si espande grazie alla presenza dell’isola di Shang Tsung, nella quale cercare tesori, e quindi soldi, che possono permetterci di modificare i nostri personaggi preferiti. Il lato negativo di quest’ultimo passaggio sta nel fatto che ci spinge in maniera neppure troppo velata verso le controverse microtransazioni. Infatti, una volta sull’isola con il nostro personaggio, dobbiamo entrare in possesso di determinati oggetti, risolvere enigmi e spendere tre diverse valute per collezionare tutto. I forzieri dei tesori contengono materiale disposto in maniera abbastanza casuale e, se si vuole tutto, siamo inevitabilmente portati a spendere dei soldi, che peraltro siamo già obbligati a spendere per l’inevitabile pass annuale, qui denominato Fighter Pass.

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La Krypta è connessa con le Torri (Torri Clasiche e Torri del Tempo) ma le diverse modalità, in realtà, lavorano in stretta sinergia per creare un ambiente simile ad un gioco di ruolo nel quale acquistare (di qui il discorso delle microtransazioni) e/o potenziare determinati equipaggiamenti, reperibili soprattutto nell’isola di Shang Tsung. Entrambe le versioni delle Torri forniscono ricompense a base di gettoni, frammenti d’anima e cuori spendibili all’interno della Krypta. Gli oggetti trovati (oppure comprati) servono per affrontare le impegnative sfide delle Torri del Tempo, diverse per tipologia e divise in una o più torri ma disponibili solo per un tempo limitato. Le sfide presentano, di volta in volta, dei modificatori (missili a ricerca, annullamento delle barre di attacco/difesa) che possono creare problemi al giocatore il quale, a sua volta, può controbattere impiegando quegli oggetti consumabili acquistati nella Krypta.

Infine, due parole vanno dedicate al comparto tecnico, davvero spettacolare. I personaggi sono equipaggiati con un numero notevole di costumi e la cura per i dettagli è maniacale con un sistema, simile ad un gioco di ruolo, che ci permette di modificare solo alcuni degli aspetti dei costumi stessi. Le animazioni dei diversi lottatori presentano dei miglioramenti clamorosi rispetto alle precedenti edizioni di MK, e il livello di dettaglio lascia spesso senza fiato. I giochi di luci ed ombre sono ottimamente realizzati e, soprattutto in 4K, il rendering è a livelli davvero di primissimo piano. Cosa non da poco, il gioco è interamente localizzato in italiano, sia per quanto riguarda i menu ed i testi di gioco, sia per quanto riguarda il parlato.

Amore

Tecniche di difesa

- Le meccaniche difensive di Mortal Kombat 11 mi hanno davvero entusiasmato per la loro varietà e, soprattutto, funzionalità. Si va dalla caduta rapida con invulnerabilità, in grado di bloccare l’effetto di una combo in attacco con un lancio del personaggio (simile, ma molto più funzionale, del combo breaker presente in precedenti edizioni di MK) alla rotolata laterale attivabile dopo essere stati messi a tappeto, per poi passare alla possibilità di scatenare due attacchi nel momento in cui ci si rialza. Questi, particolarmente interessanti per gli effetti provocati, sono di tipologia differente: uno è vulnerabile ma può scatenare una combo, l’altro, invulnerabile, è in grado di contrastare una violenta pressione offensiva. E c'è poi la parata perfetta, dalla quale scatta la contromossa che amplia ancora di più il ventaglio delle possibilità in fase difensiva.

Una grafica allo stato dell'arte

- Mettendo le mani sulla modalità Storia già capiamo come Mortal Kombat 11 sia un titolo potente dal punto di vista degli effetti grafici ma, entrando nel dettaglio dei personaggi e degli sfondi capirete come, da punto di vista estetico, ci troviamo davanti ad una vera e propria eccellenza. I 60 fps costanti e lo splendore del 4K sembrano proiettare gli schizzi di sangue al di fuori del televisore, a testimoniare il ruolo di Warner nella produzione del titolo NetherRealm: la stessa sceneggiatura e le inquadrature in stile hollywoodiano sono un qualcosa di mai visto in un picchiaduro. Gran parte dell'attraente aroma emanato dai combattimenti è da attribuire all'impatto del rinnovato motore grafico, capace di far brillare gli schizzi di sangue ed il luccichio delle lame sotto i raggi solari che filtrano tra le nubi, con sfondi tra i più belli mai visti sia in un picchiaduro.

Un vero allenatore virtuale

- Quello di Mortal Kombat 11 si rivela come uno dei Tutorial più completi mai visti in un videogioco. I programmatori, infatti, hanno inserito la possibilità di fare pratica con ogni singola meccanica di gioco dettagliatamente spiegata, rendendo Mortal Kombat 11 il titolo ideale per ogni novizio che voglia iniziare a prendere confidenza con il mondo dei picchiaduro.

Un online al limite della perfezione

- Mai come in Mortal Kombat 11 ci si trova davanti ad una mole così vasta di opzioni per il gioco online. Si parte da ciò che è più ovvio, ovvero le lobby e le partite normali classificate, ma si prosegue con il gradito ritorno della modalità “Re della Collina” e con la novità delle battaglie online tra team guidati dall’IA della CPU, per i quali il giocatore può intervenire regolando le tendenze di gioco dei team medesimi (una sorta di manageriale). Il netcode è perfetto: fluido, latenza praticamente assente e velocità incredibile nel trovare avversari in rete. Addirittura il sistema indica la tipologia di connessione dell’avversario e la relativa stabilità. Molto bella l’idea di giocare le partite classificate al meglio delle cinque: per battere il vostro avversario dovrete, infatti, vincere almeno 3 round.

Odio

Online spersonalizzato

- Non manca però una piccola pecca nel comparto online: ho già accennato alla possibilità di giocare con diverse varianti dei personaggi ma, nei tornei online e nelle partite classificate, si possono impiegare solo le loro versioni base. Vedremo se, in fase di post-lancio, la produzione deciderà di modificare le cose oppure inserire la possibilità di utilizzare una versione alternativa del personaggio base; sarebbe veramente un peccato non poter sfruttare una delle caratteristiche più interessanti del gioco.

Perché spendere?

- Altra piccola pecca di Mortal Kombat 11, seppur non esclusiva del titolo NetherRealm. Continuo a non capire perché, alla fin fine, ci si trovi quasi costretti ad usare soldi reali per dover completare la collezione di oggetti in tempi ragionevoli e riuscire a sbloccare tutti gli elementi ed i bonus disseminati nella Krypta. Si tratta di un’usanza ormai particolarmente diffusa ma assolutamente non condivisibile.

Tiriamo le somme

Per contenuti, qualità e longevità, Mortal Kombat 11 non ha praticamente rivali nel genere dei picchiaduro di ultima generazione. La cura maniacale dei dettagli non ha eguali, e il grado di personalizzazione dei combattimenti lo rende un titolo dalla longevità praticamente indefinita. Il gameplay solido lo innalza al di sopra della concorrenza e la modalità online, per quantità di opzioni e stabilità del sistema, è una vera e propria gemma. Gli unici lati negativi sono rappresentati da una gestione poco attenta della modalità Krypta e dal (nemmeno troppo) subliminale ricorso al sistema di microtransazioni. Siamo sicuramente in presenza del miglior MK di sempre e, probabilmente, anche del miglior picchiaduro in circolazione: acquistatelo e non ve ne pentirete.
9.0

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L'autore

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Da sempre grande amante di tutti gli sport, ha trasferito questa passione nel mondo dei videogiochi non disdegnando però anche gli altri generi. Ama il nostro calcio quanto sport come il football e l'hockey, ma è sempre pronto a blastare qualche alieno quando ce n'è il bisogno!

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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