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Recensione - Anthem

Il nuovo action-shooter online di BioWare, Anthem, è finalmente approdato sul mercato portando con sé un nuovo universo ricco di fascino, misteri da scoprire e pericoli da affrontare. Siete pronti per andare alla scoperta di questo nuovo mondo a bordo dei potenti Strali? Noi lo abbiamo fatto e queste sono le nostre impressioni!

Il Gioco

Anthem è uno sparatutto in terza persona ambientato a Bastion, un mondo selvaggio e lussureggiante la cui nascita ed esistenza dipendono da un’energia primordiale che i suoi abitanti, Era dopo Era, hanno ribattezzato “Inno della Creazione”. Nonostante si tramandino innumerevoli leggende, nessuno sa veramente da dove abbia avuto origine o da cosa sia generata questa forza, che all’inizio dei tempi venne sfruttata da alcune misteriose divinità conosciute con il nome di “Creatori” per plasmare il mondo e infondere le vita attraverso i Manufatti. Un’opera maestosa, lasciata però inspiegabilmente incompleta da questi déi che abbandonarono, per cause tuttora ignote, il mondo di Anthem prima di averlo portato a termine. La loro prematura scomparsa lasciò Bastion in balia della forza dirompente dell’Inno, che senza il controllo delle potenti divinità iniziò a sopraffare i Manufatti causando disturbi violenti e potenzialmente disastrosi conosciuti con il nome di “Cataclismi”. All’Era dei Creatori ne seguirono molte altre, ognuna delle quali scandita dalla comparsa di nuove forme di vita e nuovi Cataclismi, fino ad arrivare a quella degli Eroi. Così vengono infatti considerati gli esseri umani che per primi riuscirono ad emanciparsi per “silenziare” i Manufatti. Per sopravvivere a questa situazione e tentare di arginare gli effetti distruttivi dell’Inno, gli esseri umani dovettero però rifugiarsi all’interno di mastodontiche fortezze e qui, protetti da gigantesche mura di pietra, crearono gli Strali, delle speciali armature che, una volta indossate da piloti addestrati chiamati Lancieri, permettono di volare e di affrontare ad armi pari, o quasi, le numerose minacce.

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Nel mondo di Bastion i Cataclismi non sono infatti l’unico pericolo da tenere in considerazione. Oltre alle creature selvagge, rese più aggressive dalle continue oscillazioni dell’Inno, le zone esterne brulicano di fuorilegge e pericolosi Metamorfici, insetti comparsi nel mondo dopo un Cataclisma e che imitano le sembianze umane spinti da un’inspiegabile curiosità nei confronti dell’Inno e dei Manufatti. A queste minacce si sommano poi le truppe del Dominio, una forza militare senza scrupoli che da tempo mira a prendere il controllo degli strumenti lasciati dai Creatori. E’ infatti il Dominio a scatenare il devastante Cataclisma che rade al suolo la città di Liberalia, nel tentativo di impossessarsi di un potente manufatto custodito segretamente nei sotterranei della fortificazione. Qui entra in gioco il nostro alter-ego, uno pilota freelance alle prime armi chiamato ad intervenire, insieme a molti altri come lui detti Specialisti, per arginare il Cataclisma. Le cose però non vanno a finire bene. Il Cataclisma non viene fermato, quasi tutti gli Specialisti vengno spazzati via e molte persone perdono la vita. Il disastro è pressoché totale e le conseguenze della disfatta non tardano ad arrivare. La popolazione di Bastion, dopo anni di prosperità, inizia a perdere fiducia nei Lancieri e i pochi sopravvissuti si sparpagliano per il mondo alla ricerca di occasioni per riscattare il proprio onore. L’alter- ego del giocatore è uno degli Specialisti che decidono di rimanere a proteggere Fort Tarsis, una piccola comunità situata nei pressi di ciò che resta della città di Liberalia, per combattere ed evitare che gli effetti del Cataclisma travolgano anche questo luogo. La trama principale di Anthem prende il via proprio da qui, a due anni di distanza dalla clamorosa sconfitta, e mette il giocatore al centro di una serie di eventi che, missione dopo missione, lo vedranno impegnato a contrastare i piani del Dominio e a riportare agli antichi fasti il nome degli Specialisti.

MX Video - Anthem

Queste le premesse che fanno da palcoscenico al nuovo TPS multigiocatore sviluppato da BioWare. Un titolo che, come spesso accade ultimamente, coniuga al suo interno elementi presi in prestito da più generi differenti per dare vita a qualcosa di inedito. Anthem è infatti uno sparatutto cooperativo giocabile esclusivamente online, da soli o in compagnia di altri 3 Strali controllati da altrettanti giocatori, che abbraccia elementi tipici del genere RPG e li miscela alle meccaniche dei titoli “a mondo condiviso”, ma con un approccio diverso. Dopo aver selezionato sesso e sembianze del nostro alter-ego tra uno dei preset presenti e aver completato il tutorial, ambientato proprio durante la caduta della città di Liberalia, ci viene infatti chiesto di selezionare il nostro primo Strale scegliendo una tra le quattro tipologie presenti, ognuna delle quali ha i propri punti di forza, le proprie debolezze e il proprio percorso di crescita. Il Guardiano, per esempio, rappresenta la scelta ideale per coloro che prediligono un approccio equilibrato tra attacco e difesa, mentre il Colosso e l’Intercettore si distinguono rispettivamente per l’elevata resistenza e la spiccata agilità. Ultimo, ma non certo per importanza, il Tempesta, che sfrutta il potere degli elementi sia in fase difensiva che per danneggiare gli avversari. Inizialmente il giocatore ha accesso solo ad uno degli Strali, ma salendo di livello si ottiene la possibilità di sbloccarli tutti e di passare da uno all’altro in totale libertà prima di ogni missione.

Nonostante le forti differenze tra i vari modelli, la scelta dello Strale rappresenta solo la proverbiale punta dell’iceberg del sistema di avanzamento progettato dalla software house canadese. In Anthem lo sviluppo delle abilità è infatti quasi del tutto demandato alla crescita degli Strali, che possono essere rafforzati e personalizzati andando ad intervenire sul loro equipaggiamento. Ogni modello ha a disposizione 5 slot principali, alcuni dei quali possono contenere più elementi, dove è possibile equipaggiare armi ed accessori che si differenziano non solo per tipologia e livello ma anche, e soprattutto, per grado di rarità e caratteristiche uniche, in modo simile a quanto accade in Diablo e in Borderlands. Si parte dagli equipaggiamenti Comuni e si arriva a quelli Leggendari per un totale di 6 gradi di rarità differenti, ai quali corrisponde un numero crescente di caratteristiche generate casualmente che vanno ad influire su una vasta gamma di parametri, come il danno inferto da una specifica arma, il tempo di ricarica di alcune abilità, le possibilità di realizzare combo o danni critici e la fortuna. Tutti questi elementi vanno ad incrementare il livello complessivo di “Rarità” dello Strale, che segue la stessa classificazione delle armi e che rappresenta una sorta di indice attraverso il quale è possibile stabilire con un semplice sguardo la “forza” complessiva dell’armatura. Anthem permette poi al giocatore di personalizzare l’estetica dei propri Strali andando a sostituire le singole parti dell’armatura, modificando i materiali dei quali sono composte, cambiando le colorazioni, applicando vinili o sostituendo le animazioni legate a situazioni particolari. Queste modifiche ovviamente non hanno effetto sulle caratteristiche dello Strale, ma permettono ai giocatori di dare sfogo alla loro creatività prima di scendere in battaglia.

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Le caratteristiche peculiari di Anthem però non finiscono qui. Il gameplay del titolo infatti alterna, sin dalle battute iniziali, le sessioni multigiocatore a bordo degli Strali a quelle ambientate a Fort Tarsis, giocabili esclusivamente in singolo e con una visuale in prima persona. E’ qui che facciamo conoscenza con i vari personaggi, sbloccando nuove missioni e nuovi incarichi da portare a termine. Come da tradizione del genere il ventaglio delle opportunità prevede sia quest principali, nelle quali saremo chiamati a fare luce sugli avvenimenti di Liberalia e a contrastare i piani del Dominio, sia secondarie, attraverso le quali sarà possibile rafforzare il rapporto del protagonista con le 3 fazioni che gestiscono Fort Tarsis e con la popolazione che vive all’interno delle mura della città. Oltre ai già citati Specialisti troviamo le Sentinelle, un corpo di sorveglianza privato formato da Lancieri, e gli Arcanisti, un’enclave formata da scienziati e ricercatori che viaggiano per il mondo di Bastion con il solo scopo di fare luce sui molti misteri presenti. Le tipologie di missione disponibili al momento includono quelle legate alla Storia, gli incarichi delle fazioni (suddivisi a loro volta in Missioni e Contratti in base alla natura dell’obiettivo), le Roccaforti, dei dungeon articolati caratterizzati da un livello di sfida più elevato e dalla presenza di classici boss finali, e le sessioni di gioco libero, durante le quali il giocatore può imbattersi in eventi casuali di varia natura.

A questi incarichi convenzionali si affiancano poi delle quest “narrative”, che si sviluppano solo ed esclusivamente a Fort Tarsis e che il giocatore può decidere di portare avanti tra un incarico e l’altro per approfondire la conoscenza del mondo di gioco attraverso classici dialoghi, resi più coinvolgenti dalla possibilità di influenzare l’andamento della conversazione scegliendo come rispondere in alcune situazioni. Proprio in funzione di tutti questi aspetti, è difficile quantificare con esattezza il tempo necessario per portare a termine tutte le attività presenti in Anthem, che oscilla tra le 15 e le 30 ore di gioco. Per sua stessa natura il titolo di BioWare non ha però una fine vera e propria. Una volta conclusa la quest principale è infatti possibile portare a termine tutti gli incarichi secondari ed ottenere di nuovi con buona regolarità. Il titolo include inoltre una lunga serie di sfide legate alla raccolta di collezionabili, all’utilizzo delle armi o al raggiungimento di specifici traguardi attraverso cui è possibile ottenere ricompense ed un sistema di sfide giornaliere/settimanali/mensili che offrono al giocatore la possibilità di ottenere monete e risorse completando gli incarichi richiesti.

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Una volta selezionata la missione da portare a termine il giocatore non deve fare altro che scegliere lo Strale da utilizzare e lasciare Fort Tarsis per affrontare le insidie di Bastion. La maggior parte degli incarichi presenti prevede di raggiungere una specifica zona della mappa seguendo le indicazioni e di eliminare i nemici presenti, per poi passare a quella successiva, ripulirla, e così via, fino a raggiungere l’epilogo. Le uniche variazioni sul tema riguardano le situazioni nelle quali il giocatore è chiamato a difendere per un certo periodo una zona precisa dello scenario, generalmente per attivare/disattivare un meccanismo, gli incarichi che richiedono di silenziare uno dei manufatti raccogliendo i frammenti dello stesso, chiamati Echi, e alcuni semplici enigmi ambientali. A questa routine si affiancano poi le Roccaforti, caratterizzate da un una maggiore complessità, e le sessioni di gioco libero, nelle quali il giocatore ha la possibilità di esplorare in totale libertà la mappa di gioco in cerca di punti di interesse, eventi casuali, risorse da raccogliere e collezionabili di varia natura, attraverso i quali è possibile approfondire la conoscenza del mondo di Bastion e della sua mitologia. Al termine di ogni spedizione, oltre alle ricompense legate alle missioni specifiche, ogni giocatore riceve in premio un certo numero di Punti Esperienza, che vanno ad aumentare il livello Pilota consentendo di sbloccare nuovi slot abilità o nuovi Strali, e un certo numero di punti Alleanza, che incrementano una classifica settimanale attraverso cui i giocatori possono ottenere ricompense aggiuntive non solo in base al grado raggiunto da loro stessi, ma anche da quanto fatto dagli altri Specialisti presenti nella propria lista amici.

A fare da filo conduttore tra le varie attività presenti in Anthem è ovviamente il gameplay da sparatutto non convenzionale, che miscela le meccaniche del genere alle capacità di volo degli Strali e alle loro abilità peculiari. Ogni personaggio può infatti portare con sé due armi differenti, alle quali si affiancano gli equipaggiamenti speciali di ogni Strale, che vanno dalle granate ai lanciamissili passando per svariati sistemi offensivi e difensivi differenti. Ciascuna classe ha poi accesso ad una “Abilità Definitiva”, attivabile premendo la croce direzionale dopo aver accumulato l’energia necessaria, e può eseguire attacchi corpo a corpo. A tutte queste possibilità si aggiunge infine la capacità di alzarsi in volo, stazionario o dinamico, con la semplice pressione di uno dei due stick analogici e di muoversi più o meno liberamente per il vasto mondo di gioco, sia in cielo sia immergendosi in uno dei numerosi specchi d’acqua presenti. Dico più o meno perché il volo è fortemente influenzato dai limiti imposti dagli sviluppatori, che impediscono al giocatore di superare un certa quota, e dalla predisposizione naturale degli Strali a surriscaldarsi o a rimanere senza ossigeno, con conseguente necessità di tornare sulla terraferma fino a quando i parametri di funzionamento non rientrano nella norma.

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Al netto di questi limiti, il giocatore può però sfruttare come meglio crede tutte le opportunità a sua disposizione mentre cerca di non farsi sopraffare dai nemici. Ogni Strale ha infatti a disposizione uno scudo e un certo quantitativo di punti salute. Una volta esaurita la protezione del primo, che come da tradizione si ricarica progressivamente nel tempo, si iniziano a perdere punti salute e se questi raggiungono lo zero lo Strale rimane sul terreno privo di sensi. Per uscire da questa situazione ci sono solo due soluzioni: rigenerarsi, se la situazione lo permette, o attendere che uno dei nostri compagni venga in nostro soccorso, possibilmente prima che tutti i membri della squadra finiscano a terra. A rendere ulteriormente più varie le sparatorie ci pensano alcune interessanti aggiunte. La prima riguarda la possibilità di causare (o subire) danni aggiuntivi legati ad elementi specifici come fuoco, ghiaccio, elettricità e veleno o di combinare uno o più di questi effetti con i danni causati dalle armi da fuoco per creare vere e proprie Combo, sia alternando le proprie abilità sia coordinandosi con i propri compagni per dare vita a devastanti sequenze di colpi. La seconda riguarda invece il modo attraverso cui i giocatori possono recuperare punti salute per il proprio Strale e raccogliere munizioni durante gli scontri, che vengono lasciati sul campo di battaglia dai nemici abbattuti insieme a tutte le altre ricompense.

Un titolo come Anthem non può infatti esimersi dal proporre al giocatore un sistema di loot articolato, e anche da questo punto di vista BioWare ha deciso di optare per una soluzione ibrida. Abbattendo i nemici ogni giocatore ha la possibilità di raccogliere armi ed equipaggiamenti, che come detto in precedenza si suddividono in modo abbastanza articolato in base alla tipologia e alla rarità. Le possibilità di ottenere ricompense di livello maggiore dipendono da vari fattori, come il livello del pilota, l’equipaggiamento dello Strale e la difficoltà impostata per la partita in corso. Allo stato attuale Anthem include 3 livelli di difficoltà base più tre livelli extra, che aumentano esponenzialmente il tasso di sfida e la possibilità di ottenere ricompense di alto livello e che vengono sbloccati quando il giocatore raggiunge il level cap attuale, fissato al livello 30. Come se non bastasse il giocatore ha la possibilità di creare nuove armi e parti di equipaggiamento sulla base di specifici progetti, che vengono sbloccati al raggiungimento di precisi traguardi o dopo aver completato alcune sfide. Per farlo il giocatore necessita di materie prime, che possono essere raccolte durante l’esplorazione o ottenute smontando le parti dell’equipaggiamento ritenute inutili. Questo sistema si applica però solo alle parti di equipaggiamento o alle armi. Le modifiche estetiche infatti non possono essere raccolte o create, ma solo acquistate consumando le monete raccolte in-game o attraverso una valuta speciale acquistabile tramite classiche microtransazioni. Nel titolo è inoltre presente un negozio dedicato proprio agli elementi estetici, accessibile sia dal menu di gioco sia interagendo con i mercanti presenti a Fort Tarsis, che settimanalmente propone nuovi articoli con i quali personalizzare i propri strali.

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A sorreggere tecnicamente Anthem ci pensa, come ormai consuetudine nei titoli EA, il motore grafico Frostbite, capace di raggiungere i 4K nativi su Xbox One X e i 900p sulle One e One S. Il framerate è bloccato a 30fps in tutte le versioni ed è possibile usufruire della tecnologia HDR sulle console che lo supportano. Il comparto audio, così come tutti i menu di gioco e le numerosi parti scritte, beneficia di una completa localizzazione in lingua italiana mentre la colonna sonora originale è composta da Sarah Schachner, già nota agli appassionati per aver firmato le OST di titoli come Assassin’s Creed Origins e Call of Duty: Infinite Warfare.

Amore

Strali

- Uno dei punti di forza di Anthem sono ovviamente i possenti esoscheletri disegnati da BioWare, che con il loro fascino riescono a catalizzare l’attenzione del giocatore sin dai primi istanti di gioco. Ognuna delle 4 classi mette infatti in mostra un design ispirato, un livello di dettaglio elevato e un’attenzione per le animazioni quasi maniacale, evidente soprattutto se ci si sofferma ad osservare le numerose transizioni uniche che scandiscono le varie fase di gioco. Viste da vicino, le armature si distinguono soprattutto per la cura riposta nella realizzazione dei vari materiali, ma è quando sono in movimento che gli Strali danno il meglio di loro, soprattutto quando si decide di metterne alla prova le capacità di movimento con manovre azzardate o tattiche di combattimento non convenzionali. A rendere il tutto ancora più interessante ci pensa poi il sistema di personalizzazione presente nel titolo, che consente a tutti i giocatori di adattare con estrema facilità le caratteristiche base degli Strali a ogni stile di gioco e di modificarne profondamente l’estetica, così da rendere ogni armatura un pezzo unico.

Gameplay dinamico

- Se c’è un aspetto nel quale Anthem riesce davvero a differenziarsi dalla concorrenza, è sicuramente il gameplay. Immaginate per esempio di saltare dalla cima di un Vettore, uno dei mezzi utilizzati per spostarsi da una zona all’altra, di lanciarvi in picchiata fino al terreno e di superare in volo radente una distesa verdeggiante prima di tuffarvi in un piccolo specchio d’acqua per raffreddare il vostro Strale. Dopo esserne usciti, magari sfruttando il canale sommerso che collega il bacino a una imponente cascata, vi posizionate in volo stazionario sopra un gruppo di nemici per scatenare su di loro tutta la potenza di fuoco della quali disponete e concludere la sequenza spazzando via gli ultimi sopravvissuti con una potente mossa in corpo a corpo dall’alto. Ecco. Anthem è tutto questo e anche di più. Un concentrato di azione, reso ancora più entusiasmante dalla necessità di doversi muovere con costanza per raccogliere costantemente munizioni o recuperare energia dai “cadaveri” dei nemici, per evitare di essere accerchiati, per trovare la giusta linea di tiro per colpire i loro punti deboli o per mettere a segno l’ennesima combo insieme ai propri compagni di squadra. La somma di tutti questi elementi dà vita ad un ritmo unico, capace di coinvolgere e divertire il giocatore anche dopo tantissime ore di gioco.

Mitologia

- BioWare, da sempre, riesce a dare vita a universi affascinanti e sfaccettati. Anthem non fa eccezione, proponendo al giocatore un mondo capace di trasmettere, già dal filmato di apertura, la sensazione di essere estremamente antico e di custodire innumerevoli segreti. Poteri soprannaturali, tecnologie avanzate, rovine misteriose, costruzioni dalla provenienza ignota, statue che raffigurano eroi dimenticati, creature bizzarre. Un’insieme di elementi differenti che, volendo essere onesti, inizialmente danno al giocatore la sensazione di un guazzabuglio di idee, complice anche una narrazione volutamente frammentaria. Con il passare delle ore tutti gli elementi iniziano però a trovare il loro posto. Le voci del Cortex, l’enorme enciclopedia accessibile in ogni momento dal menu di gioco, spedizione dopo spedizione si completano e si arricchiscono di tante voci legate alla cultura popolare, andando lentamente a tratteggiare una mitologia ed un’ambientazione fortemente caratterizzate e, soprattutto, potenzialmente molto interessanti se si prende in considerazione la volontà degli sviluppatori di continuare a sviluppare la trama a lungo dopo l’uscita. Al momento ovviamente è ancora presto per dire se l’universo di Anthem riuscirà davvero a lasciare il segno, ma le premesse sono dannatamente ottime.

Ambientazione

- Nonostante non brilli certo per originalità, il mondo di Bastion, con la sua morfologia che strizza l’occhio alla Pandora di Avatar, riesce sicuramente a farsi notare dal giocatore. Lo scenografico sviluppo in verticale delle aree di gioco si sposa in modo quasi perfetto con l’alternanza di elementi, naturali e non, concepita dagli sviluppatori e la presenza costante di forme di vita, siano esse animali o piante, riesce a trasmettere a chi impugna il pad l’impressione di stare attraversando un mondo dotato di una propria identità. Ciò che rende l’intera ambientazione ancora più accattivante è però l’elevata dinamicità dello scenario, che può cambiare radicalmente aspetto quando si passa dal giorno alla notte o quando ci si imbatte nei fenomeni meteorologici improvvisi che accompagnano le manifestazioni dell’Inno . E’ in queste occasioni che design di BioWare mostra tutto il suo carisma, offrendo al giocatore scorci unici e paesaggi capaci di lasciare il segno.

Visivamente impressionante

- Il motore grafico Frostbite in passato ha già dimostrato più volte le sue capacità e Anthem, con i suoi panorami aperti e il suo level design spiccatamente verticale, rappresenta senza ombra di dubbio una delle prove di forza più riuscite dell’engine sviluppato da DICE. Modelli dettagliati, animazioni curate, texture definite, effetti particellari ben realizzati e distanza visuale notevole. Al nuovo titolo di BioWare non manca praticamente nulla e il risultato, sia nelle fasi di gioco in terza persona sia nelle sezioni ambientate dentro le mura di Fort Tarsis, è davvero notevole.

Colonna Sonora

- Se siete amanti dei titoli multigiocatore probabilmente saprete che spesso la colonna sonora occupa un ruolo secondario all’interno dell’economia di gioco. Nel caso di Anthem però la situazione è diversa. L’ottima colonna sonora composta da Sarah Schachner non solo propone al giocatore una selezione di ottimi brani originali, ma lo accompagna costantemente nel corso dell’avventura sottolineando in modo magistrale praticamente ogni situazione. Un risultato notevole, che contribuisce ad aumentare la componente evocativa del titolo.

Odio

Scarsa varietà

- Anthem è uno sparatutto e dunque non bisogna stupirsi se buona parte del gameplay si basa sugli scontri a fuoco. Il titolo di BioWare lascia però molto a desiderare per quanto riguarda la varietà delle situazioni. La prima cosa che salta all’occhio è che praticamente tutte le missioni presenti nel titolo seguono lo stesso canovaccio, fatto di spostamenti da una zona all’altra e scontri a fuoco contro gruppi più o meno numerosi di avversari. Le poche variazioni sul tema presenti non riescono infatti a garantire la giusta diversificazione tra gli incarichi e questo si traduce inevitabilmente in un senso di monotonia sul lungo periodo. Ma non è tutto qui. La mancanza di varietà infatti si estende anche ad altri aspetti, come i nemici e l’equipaggiamento. In entrambi i casi è infatti impossibile non notare la scarsa differenziazione presente, con armi e creature fin troppo simili tra loro, sia da un punto di vista estetico che per quanto riguarda il comportamento nel gioco. Un difetto non da poco in un titolo che, per sua stessa natura, richiede al giocatore di “grindare” parecchio per poter avanzare.

Caricamenti & bug

- Il secondo grande problema di Anthem riguarda la scarsa ottimizzazione del codice di gioco, che si traduce inevitabilmente in tempi di caricamento più elevati rispetto alla media e nella presenza di qualche bug di troppo. I primi non sarebbero di per sé un problema così grave, se non fosse che il giocatore è costretto ad affrontare attese più o meno lunghe non solo all’inizio o quando avvia una missione, ma anche quando uno dei compagni supera uno dei numerosi punti di rotta utilizzati dal gioco per guidare i personaggi verso l’obiettivo o quando passa in rassegna il proprio equipaggiamento nella fucina o nel deposito. Più o meno simile il discorso legato ai bug. In un titolo simile è prevedibile che qualcosa possa non funzionare alla perfezione al lancio, ma quando i problemi sono così gravi da impedire ai giocatori di accedere ai server o di giocare con serenità e si protraggono anche a diversi giorni di distanza dal lancio o dopo il rilascio delle prime patch, significa che qualcosa nel processo di “pulizia” finale non è andato come dovrebbe.

Menu & gestione del gruppo

- E’ inutile girarci intorno. I menu di Anthem sono uno degli elementi meno ottimali dell’intera esperienza. La mappatura dei comandi è poco intuitiva, la ramificazione delle opzioni appare inutilmente complicata e le combinazioni di comandi necessari per eseguire le azioni più comuni, come modificare le impostazioni di una spedizione o gestire il gruppo, risultano difficili da padroneggiare anche dopo molte ore di gioco. Perché creare negozi diversi se poi tutti offrono lo stesso catalogo, peraltro estremamente ridotto e accessibile anche dal menu di pausa? Parlando della gestione del gruppo è poi impossibile non sottolineare alcune scelte di design davvero incomprensibili, come quella di obbligare i giocatori a subire continui caricamenti quando la squadra si separa per più di qualche metro nel corso di una missione o l’impossibilità per l’host di capire con chiarezza a quale membro appartiene un incarico prima di avviarlo. A tutte queste “lacune” si aggiunge poi la scarsa ottimizzazione della “zona di lancio”, una sorta di hub che dovrebbe permettere ai giocatori di organizzare rapidamente le incursioni senza passare da Fort Tarsis ma che, a conti fatti, appare più come una sorta di capannone realizzato con poca cura e inserito a forza nel gioco nelle ultime fasi di sviluppo.

End-game acerbo

- In un gioco come Anthem l’end-game, inteso come l’insieme di attività disponibili dopo aver concluso l’arco narrativo principale, rappresenta uno degli elementi più importanti. La capacità di tenere il giocatore incollato al pad anche dopo i titoli di coda è ciò che può fare la differenza e BioWare, almeno da questo punta di vista, sembra avere molto da imparare. Una volta concluse le missioni principali, che tra l’altro non possono nemmeno essere rigiocate a meno di non avere qualcuno nel gruppo ancora impegnato in esse, al giocatore non resta molto da fare se non aumentare la difficoltà, ripetere una delle 3 roccaforti presenti, completare i contratti ricorrenti o avventurarsi nel gioco libero in cerca di qualche evento casuale. Ci sono le sfide, questo si, e sono già stati annunciati nuovi contenuti in arrivo a breve, come nuove missioni,nuovi eventi a tempo e nuove opzioni per la community, ma ad oggi non sappiamo quanto questi possano effettivamente incidere su una componente che, almeno per il momento, offre decisamente poco.

Trama principale

- Personalmente non mi aspettavo di trovare in Anthem la stessa profondità vista in altri titoli BioWare. La natura multigiocatore del titolo infatti non si sposa con i ritmi narrativi tipici delle avventure in singolo e già così il titolo potrebbe risultare fin troppo verboso in alcuni frangenti. Il problema qui però è diverso. L’incipit dell’avventura getta le basi per una trama di buona qualità, che viene però completamente banalizzata nelle ore successive da uno sviluppo fin troppo prevedibile e superficiale fino a raggiungere il suo punto più basso nel finale, decisamente al di sotto delle aspettative anche per un titolo che non può avere, per sua stessa natura, una fine vera e propria. L’impressione, avvalorata anche dalla bontà di alcune delle trame secondarie presenti, è che gli sviluppatori non abbiano dedicato il giusto tempo a questo aspetto, finendo per gettare al vento le ottime premesse iniziali.

Tiriamo le somme

Anthem è un titolo con un potenziale enorme ma che, allo stato attuale, lascia inevitabilmente l’amaro in bocca a causa di tanti difetti diversi, quasi tutti imputabili ad uno sviluppo troppo frettoloso. La promettente vastità dell’universo creato da BioWare risulta infatti limitata da una trama davvero poco rifinita, mentre le peculiarità del gameplay e la profondità del sistema di personalizzazione rischiano di essere offuscate dalla scarsa varietà di situazioni e da un end-game povero di attività davvero interessanti. Come spesso accade quando si parla di “game as a service”, solo il tempo potrà rivelare il vero potenziale di un titolo che, per il momento, non riesce purtroppo a soddisfare come dovrebbe le enormi aspettative dei giocatori.
7.5

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L'autore

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Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS fino al 2004, quando approda su Xbox. Ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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