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Spike Volleyball
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Recensione - Spike Volleyball

Sviluppato dal team francese di Black Sheep Studio e distribuito da Bigben Interactive, arriva finalmente sulle nostre console un vero simulatore di pallavolo indoor: Spike Volleyball promette di farci dimenticare le tante rappresentazioni di beach volley con donnine in bikini per portarci all’interno dei palazzetti, a giocare vere partite di altissimo livello. Vediamo insieme cosa aspettarci.

Il Gioco

Se siete amanti della pallavolo, è probabile che più di una volta abbiate desiderato in passato un vero simulatore di tale sport, da sempre latitante tra le tante edizioni annuali dei titoli dedicati agli sport più famosi. Infatti, dopo FIFA, PES ed NBA 2K/NBA Live, a sgomitare un gradino più sotto, sperando di ottenere un po’ di visibilità tra quella fetta di pubblico che si appassiona agli sport definiti “minori”, ci sono titoli dedicati al tennis, al football americano (che invece oltreoceano sono dei veri e propri best-seller) e al beach volley. In particolare a quest’ultima disciplina sono stati dedicati decine di titoli, ma tutti molto arcade e nulla che esplorasse il territorio del volley indoor, nonostante questo sport di squadra sia tra i più praticati e seguiti al mondo. Dopo il boom degli anni ‘80/’90, complice anche l’anime di Mila e Shiro, la pallavolo è tornata in ascesa di recente anche in terra nostrana, in particolare in Italia grazie al carismatico “Zar”, Ivan Zaytsev e alla cavalcata nel campionato mondiale della Nazionale Italiana Femminile, fermatasi solo in finale, che hanno risvegliato un interesse generale assopito da decenni. Sebbene sia indiscutibile il livello tecnico raggiunto dai giochi dedicati al beach volley, un vero simulatore indoor mancava ed ho quindi guardato con grande interesse all'arrivo sul mercato di questo Spike Volleyball.

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Non appena avviato, il titolo ci catapulta subito sul campo per un più che completo tutorial, grazie al quale impariamo a gestire le azioni principali e altri aspetti del gioco; una volta completata questa fase si approda al menu principale che ci mette a disposizione modalità come Amichevoli, i Campionati con le squadre nazionali (sia maschili che femminili) e, soprattutto, quelli con le squadre personalizzate, ossia quelle create grazie agli scout che vanno a reperire i migliori talenti presenti sul mercato. Non troviamo invece una modalità Carriera, che avrebbe sicuramente aggiunto profondità e longevità al titolo; ad esempio un qualcosa di simile al “Viaggio” presente in FIFA o in Madden. Nulla da dire invece sulla possibilità di agire sulle impostazioni di gioco e personalizzare le diverse modalità: oltre alla difficoltà degli avversari è possibile regolare il numero di set e i punti per set. Ad esempio di base i punti per la vittoria sono 20 invece dei reali 25, ma è possibile modificare a piacere questo parametro. Si può anche optare per giocare con una visione laterale o posteriore del campo, anche se la prima è decisamente sconsigliata in quanto ben difficilmente riuscirete a gestire la vostra squadra.

MX Video - Spike Volleyball

Come detto, prima di affrontare qualunque modalità è obbligatorio passare da un ottimo tutorial che risulta fondamentale per apprendere i rudimenti di gioco. I comandi base sono abbastanza semplici: si riceve con un tasto, l’alzata è pressoché automatica ma va indirizzata verso il giocatore che desideriamo far volare a rete, pronto a regalarci un punto con la sua schiacciata. Se la palla viene ricevuta correttamente e gli avversari si preparano a contrattaccare, possiamo provare a difenderci con il muro, facendo però attenzione ad esseri pronti a ricevere una palla sporcata dal muro stesso o una schiacciata a terra. Ovviamente potete intuire come il tempismo sia l’elemento cardine di questa tipologia di gioco, un po’ come nel tennis, e questo vale per tutti i tipi di colpo, dalla battuta alla ricezione come dal palleggio alla schiacciata. Non pensate di premere tasti a caso, né tantomeno in sequenza come fosse una combo di un picchiaduro per poi mettervi nelle mani della CPU: c’è un momento preciso per agire, uno per indirizzare la palla, uno per decidere se forzare la battuta, se tentare un pallonetto, se provare a ottenere un muro-fuori.

Tutte queste azioni vengono eseguite con la pressione dei tasti frontali, mentre allo stick analogico di sinistra viene delegato il movimento dei giocatori. Sostanzialmente con il tasto A si gestisce la ricezione che è fondamentale anche per portare positivamente a termine un attacco. L’alzatore si gestisce con gli altri tre tasti, mentre, per concludere l’azione servirà un ottimo tempismo, e un occhio di falco, per selezionare la zolla di campo su cui indirizzare la nostra “Spike”, ossia la schiacciata che dà il titolo al gioco (della quale, tenendo premuto il tasto di tiro, possiamo dosare la potenza) o con un lob, pallonetto utile per scavalcare il muro avversario.

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A questo punto vediamo come il gioco si comporta una volta scesi sul parquet, e qui arrivano le note dolenti, soprattutto in tema di fisica dei movimenti. Il titolo è afflitto da numerosi bug, con il pallone che a volte scompare per ricomparire (a volte doppio) altrove. Non sempre i giocatori rispondono con la tempistica attesa, e capita di perdere punto su punto perché non si capisce bene che cosa stiano facendo in campo. Sicuramente molto è imputabile alla tempistica dei comandi, ma capita che il pallone non segua traiettorie verosimili o che cada tra le mani e i piedi dei giocatori; a volte mi è capitato di vedere i palleggiatori aspettare un tempo infinito prima di alzare la palla, per poi gettarsi in un salvataggio forzato con palleggi a dir poco inverosimili.

Anche la rete risente di problemi di fisica applicata: si gonfia in modo innaturale, e il nastro (croce e delizia dei pallavolisti) non risponde come ci si aspetterebbe. Maluccio anche la gestione del muro, che sembra godere talvolta di vita e volontà proprie: i giocatori non sempre vanno dove gli viene chiesto e l’incidenza dei muri effettuati con successo, dei muri-fuori e dei fallimenti sembra più attribuibile al caso che non alla capacità del giocatore. Il motion capture dei giocatori è, invece, discretamente realizzato con i movimenti fedelmente riprodotti in tutte le fasi di gioco, dalla ricezione alla schiacciata.

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Chiudiamo la sezione con una menzione al multiplayer, presente sia in locale che online. Per quanto riguarda quello online servirà crearsi una squadra prima di buttarsi a capofitto nella stagione, e quindi nella ricerca di un avversario; ricerca che si è rivelata sorprendentemente veloce, ma che mi ha portato spesso ad una schermata di caricamento infinita, che si è conclusa con l’abbandono dell’avversario ancor prima di iniziare il match. Inoltre, in modalità online, i bug sono ancora più evidenti e fastidiosi.

Se il motion capture è venuto bene, lo stesso non vale per l’aspetto grafico generale, molto “old generation”. Nonostante gli sviluppatori si siano affidati all’Unreal Engine 4, il risultato che ci si presenta di fronte è disastroso. Modelli poligonali dei giocatori completamente sproporzionati e fastidiose compenetrazioni degli stessi poligoni fanno davvero cadere le braccia. Il gioco è interamente localizzato in italiano per quanto riguarda i testi ed i menu di gioco, mentre la telecronaca, ridotta all’essenziale, è disponibile in inglese, spagnolo e francese.

Amore

Un contorno di primo livello

- Se i modelli dei giocatori lasciano alquanto a desiderare, In compenso grandissima cura è stata posta nella realizzazione degli stadi e dei diversi campi indoor, che sembrano davvero perfetti. Sembra ben evidente la diversità tra le diverse arene di gioco con un’architettura sempre varia e sostanzialmente fedele alla realtà.

Tanti modi di giocare

- Come già accennato, il gioco non pecca dal punto di vista delle opportunità: dalle Amichevoli ai Campionati è davvero possibile cimentarsi in diverse competizioni. Molto interessante la possibilità di fare scouting ed ingaggiare i migliori giocatori presenti, allo scopo di formare un Dream Team imbattibile anche se, a questo proposito, non c’è la possibilità di esportare in tutto nella modalità online.

Un gioco tatticamente valido

- Un aspetto decisamente interessante di Spike Volleyball è quello relativo alla cura delle formazioni e delle tattiche di gioco: si gioca normalmente con il libero (opposto al centrale d’attacco) e si può giostrare con diverse formazioni, valutando se tentare di sorprendere gli avversari con attacchi in primo tempo (la volgarmente detta “veloce”), se tentare dalla seconda linea, magari sfruttando la banda, o se puntare sul pallonetto per superare il muro o ancora se ingannare gli avversari schiacciando in posizione uno, facendo alzare la palla all’indietro. In definitiva gli amanti della pallavolo che vogliono dedicarsi alla tecnica possono divertirsi ad indovinare la tattica migliore avversario per avversario, puntando su tecnica o su potenza, in base alle caratteristiche stesse dei rivali; magari giostrando con la formazioni, spostando giocatori e puntando sulle abilità e sulle tecniche dei singoli, per cui il titolo ci regali abbondanza di dettagli.

Odio

Non si fa carriera

- Grave questa mancanza in un titolo sportivo; come ci insegnano le serie EA Sports e 2K, non è più possibile presentare un titolo dedicato ad un qualsivoglia sport senza pensare alla possibilità di creare un proprio alter ego da zero e farlo progredire verso la gloria attraverso allenamenti specifici in grado di far ritagliare alla propria “creazione” un suo ruolo ben definito. L’assenza di tale modalità toglie tanto in termini di longevità, anche perché i match sono spesso molto piatti e la possibilità di creare una “stella” sarebbe stata una sorta di ciliegina sulla torta.

Niente licenze

- La prima cosa che salta all’occhio, ahimè, è la mancanza di licenze ufficiali. Confesso di essere rimasto abbastanza dispiaciuto dal vedere che la maglia della nostra nazionale è molto diversa da quella reale, e che non solo facce e nomi sono lontani anni luce da quelli veri (sia per gli uomini che per le donne), ma che non ci si avvicinano nemmeno per assonanza. Era auspicabile sperare di volare sopra la rete con la mitica Paola Egonu o con l’immenso Ivan Zaytsev, ma le dimensioni della software house (con il relativo scarso budget) ed il costo delle licenze possono spiegare la mancanza delle stesse.

Giocatori Playmobil

- I modelli 3D dei giocatori mancano della giusta cura di dettagli: i corpi sono sproporzionati, la pelle sembra di plastica, le animazioni legnose e i volti sembrano usciti dalle console della generazione precedente. A volta sembra di vedere dei “Big Jim” mal realizzati e non delle rappresentazioni di atleti.

Tiriamo le somme

Spike Volleyball è il primo titolo dedicato interamente al volley indoor e, visto il risultato ottenuto dallo studio Black Sheep, dobbiamo ammettere che ci vuole ben altro per risollevare le sorti di questo sport nel mondo videoludico, che merita un titolo all’altezza. Il risultato ottenuto è quello di aver dato vita ad un gioco con tanto potenziale, soprattutto per gli appassionati della pallavolo, ma incompleto e frustrante a causa di un comparto tecnico che definire imbarazzante è un complimento. Bug che fanno sparire la palla, lag durante i match online e fisica del pallone e dei giocatori completamente da rivedere danno vita ad un esito sicuramente deludente. La prima patch resa disponibile ha corretto ben poco, ci vuole molto di più; al momento, a malincuore, non è possibile assegnare un voto in grado di superare la sufficienza.
5.0

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L'autore

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Da sempre grande amante di tutti gli sport, ha trasferito questa passione nel mondo dei videogiochi non disdegnando però anche gli altri generi. Ama il nostro calcio quanto sport come il football e l'hockey, ma è sempre pronto a blastare qualche alieno quando ce n'è il bisogno!

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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