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Recensione - Mortal Kombat X (Xbox One)

Fin dal suo esordio nel 1992 la serie di Mortal Kombat si è guadagnata un grande successo tra il pubblico, per merito soprattutto della violenza grottesca dei suoi combattimenti. Dopo un periodo di alti e bassi nello scorso decennio, nel 2011 NetherRealm ha riportato Mortal Kombat ai fasti di un tempo e ora finalmente è arrivato l'attesissimo seguito Mortal Kombat X. Tra sangue, sadismo e ossa spezzate, vediamo cosa ci riserva questa decima incarnazione del brand.

Il Gioco

La storia di Mortal Kombat X è un seguito diretto delle vicende narrate nel precedente capitolo. Shao Khan è stato sconfitto nel torneo di Mortal Kombat, ma non ha voluto rispettare i patti con gli Dei Anziani e ha comunque deciso di invadere la Terra con il suo esercito. Nella sanguinosa guerra per la difesa del nostro Regno molte vecchie conoscenze hanno perso la vita, ma alla fine Shao Khan è stato definitivamente sconfitto e ucciso. Questo tuttavia era parte del piano di Shinnok, un Dio Anziano che era stato esiliato millenni prima da Raiden, ma che ora sta ritrovando il suo antico potere e sta manipolando gli eventi per tornare più forte di prima grazie anche all'aiuto di Quan Chi. La sua negromanzia ha permesso di resuscitare i più potenti combattenti che erano morti durante la guerra, tra cui Liu Kang, Kung Lao, Kabal, Jax e tanti altri che ora sono costretti a seguire gli ordini di Quan Chi, aumentando di molto la potenza dell'esercito di Shinnok. A questo si aggiunge anche la guerra civile scoppiata nel Regno Esterno tra Mileena e Kothal Khan: la prima reclama il trono per diritto di nascita essendo la figlia di Shao Khan, mentre Kothal Khan si oppone poiché lei è un “costrutto” nato dalla magia di Shang Tsung e non una vera figlia del precedente Imperatore. Questo intreccio di trame si estende in un arco narrativo di ben 25 anni, dove tutti i tasselli iniziano ad avere senso grazie ad alcuni flashback che ci mostrano i retroscena e i destini di molti dei lottatori storici della serie, ma anche i loro legami con le nuove leve.

Tra i nuovi lottatori introdotti in Mortal Kombat X troviamo infatti diversi figli o parenti di vecchie conoscenze: Cassie Cage è la figlia di Sonya Blade e Johnny Cage, Jacqui Briggs è la figlia di Jax, Takeda Takeshi è figlio di Kenshi e Kung Jin è il cugino di Kung Lao. Ognuno ha degli stili di combattimento unici ma che ricordano comunque quelli dei loro genitori, ad esempio Cassie è sfrontata e non disdegna mosse scorrette come pugni e calci nelle parti intime dell'avversario, esattamente come il padre, mentre Takeda utilizza poteri telepatici come Kenshi. Non mancano tuttavia lottatori nuovi e completamente inediti, come D'vorrah (che può controllare gli insetti ed egli stesso ha sembianze e arti di un insetto), Erron Black (un pistolero terrestre che vive nel Regno Esterno), Ferra/Torr (una coppia inseparabile che lotta in perfetta simbiosi) e il già citato Kothal Khan (che nell'aspetto ricorda un po' troppo Ogre di Tekken). Il roster viene poi concluso da vecchie conoscenze come Scorpion, Sub-Zero, Kung Lao e Liu Kang, per un totale di 24 lottatori... 25 se si è effettuato il preorder per avere accesso a Goro.

Ogni personaggio inoltre dispone di ben tre stili di combattimento che ne modificano radicalmente moveset e strategie, creando una varietà decisamente ampia e complessa. Prendiamo ad esempio Scorpion, il lottatore “simbolo” di Mortal Kombat X: con lo stile Fiamme Infernali si possono utilizzare mosse iconiche come la Palla di Fuoco o avvolgere il corpo con delle fiamme per pochi secondi così da aumentare i danni dei nostri e far ustionare chi ci si avvicina troppo, Ninjustu ci permette di utilizzare due spade per aumentare il raggio degli attacchi fisici e colpire da distanze maggiori, mentre Inferno consente di evocare un demone sia per attaccare dalla distanza sia per immobilizzare temporaneamente il nemico al suolo. Ogni stile può essere scelto all'inizio dello scontro e prevede combo e concatenazioni differenti, inoltre si riflette anche in modifiche estetiche ai lottatori.

Il gameplay alla base di Mortal Kombat X è sostanzialmente lo stesso del precedente capitolo, il che è un bene considerato il suo successo. Siamo di fronte quindi a scontri bidimensionali con grafica e modelli poligonali in 3D, ma non mancano comunque importanti novità. Oltre ai già citati diversi stili di combattimento, la principale differenza è la barra della stamina: questa viene consumata eseguendo scatti, corse o interagendo con l'ambiente, ricaricandosi dopo qualche secondo. Esattamente come in Injustice: Gods Among Us (sempre di NetherRealm Studios), infatti, ora è possibile utilizzare determinate parti dello scenario sia come “trampolini” da sfruttare per allontanarsi strategicamente dall'avversario, sia come vere e proprie armi contundenti (comprese delle vecchiette da prendere e lanciare!) con cui danneggiare seriamente il nemico, a patto appunto di avere la stamina necessaria. Sempre la stamina inoltre regola la possibilità di effettuare delle spezza-combo, ma per eseguirle dovremo utilizzare anche due sezioni della barra delle X-Ray, la stessa introdotta nel Mortal Kombat del 2011. Oltre a potenziare le mosse speciali utilizzando un segmento e due per le spezza-combo, con la barra piena potremo devastare il corpo del nostro avversario con una X-Ray, ovvero una combo preimpostata ad alto tasso di violenza e spettacolarità, poiché mostreranno in tempo reale i brutali effetti sulle ossa e gli organi del malcapitato tramite una visione a raggi X.

Una volta sconfitto il nemico ovviamente si potrà concludere lo scontro con una sanguinosa Fatality, ma non mancheranno anche Brutality e altri modi per umiliare il perdente. Spendendo i gettoni guadagnati giocando nella Krypta si possono sbloccare Fatality alternative, oltre a costumi speciali, bozzetti, art work e tanti altri extra. A livello di contenuti Mortal Kombat X infatti è decisamente ricco, e per esplorare completamente la Krypta e sbloccare tutti i suoi segreti richiederà parecchio tempo. Inoltre appena avviato il gioco ci viene chiesto di unirci ad una delle cinque Fazioni disponibili, in una sorta di continua guerra online in cui i giocatori accumulano punti per la propria Fazione semplicemente completando delle sfide settimanali più o meno complesse: alla fine di ogni settimana la Fazione vincitrice riceve premi esclusivi tra cui anche particolari Faction Fatality. Questo sistema online inoltre si riflette anche in altre modalità di gioco, tra cui le Torri: si tratta di combattimenti in sequenza con modificatori casuali che possono avvantaggiare noi o il nostro avversario, e nella variante Torri Viventi potremo affrontare le battaglie con sfide orarie, giornaliere o settimanali. Il comparto multigiocatore online è piuttosto classico, con Partite Classificate, Partite del Giocatore e Re della Collina, oltre ad una serie di Stanze dove sfidare o essere sfidati da altri giocatori impostando diversi parametri di ricerca. Tornano inoltre altre modalità dal precedente capitolo, come Testa la tua Forza o Testa la tua Fortuna, oltre naturalmente all'Allenamento, Tutorial e Addestramento Fatality.

Amore

Scegli il tuo stile

- Ho trovato veramente interessante la possibilità di scegliere tra diversi stili di combattimento per ogni personaggio, garantendo così una grande varietà nelle battaglie. Alcuni personaggi cambiano completamente strategie e distanze di gioco (ad esempio Kitana può utilizzare un bastone estendibile invece dei ventagli, diventando così simile alla vecchia Jade), e imparare a conoscere i moveset e mosse speciali di ogni stile è la chiave per riuscire ad anticipare e contrastare i nostri avversari.

Un gameplay solido e fluido

- Mortal Kombat X non sarà di certo il picchiaduro più tecnico in circolazione, ma concatenare combo e mosse speciali in maniera competitiva richiede comunque una buona dose di pazienza e abilità. Il frame-rate in questi casi è fondamentale, e per fortuna Mortal Kombat X sotto questo punto di vista non delude le aspettative, risultando sempre fluido e granitico a 60 fps. Paradossalmente, gli unici cali che ho riscontrato sono stati durante alcune cut-scene della storia, ma durante le partite invece il gioco non ha mai dato problemi.

L'attenzione per i dettagli

- Notevole la cura nei dettagli che NetherRealm ha riposto nel gioco. Oltre al già citato cambio di aspetto in base allo stile di combattimento, all'inizio di ogni battaglia i lottatori hanno sempre un breve scambio di provocazioni verbali, cambiando di volta in volta a seconda di chi si sta affrontando. Una feature oggettivamente di poco conto ai fini del gameplay, ma che offre alcuni siparietti che aumentano di molto l'immersività nel gioco, magari offrendoci una spiegazione sui rapporti di odio o amicizia tra i personaggi.

Una storia avvincente…

- NetherRealm ha sempre caratterizzato i suoi picchiaduro con una Storia degna di questo nome, e Mortal Kombat X non fa eccezione. Nella maggior parte dei picchiaduro la trama di solito è in secondo piano o è solo vagamente accennata, mentre in Mortal Kombat X troviamo una storia affascinante e complessa, ricca di cutscene e flashback per spiegare tutti i collegamenti tra i numerosi personaggi. Sembra quasi di assistere ad un film intervallato dai combattimenti e occasionali quick time event durante i filmati, offrendo un'esperienza piuttosto cinematografica.

Odio

…Ma che dura poco

- E' quasi un peccato che la Storia si possa concludere nel giro di 4/5 ore, ma considerata l'enorme mole di contenuti e la componente online, la longevità generale del gioco è potenzialmente infinita, per cui si tratta di un difetto piuttosto marginale. Qualche passaggio della Storia inoltre è piuttosto oscuro o forzato, e magari un paio d'ore in più per spiegare meglio alcune cose o offrirci dei punti di vista di altri lottatori sarebbe stato gradito.

Doppiaggio

- Rimanendo in tema di Storia, purtroppo anche questa volta non me la sento di premiare la localizzazione italiana. Sia chiaro, siamo ben lontani dallo scempio compiuto nello scorso Mortal Kombat e a confronto il doppiaggio di Mortal Kombat X è da premio Oscar, ma nel complesso ci sono ancora troppe voci poco ispirate, specialmente se messe a confronto con grandi nomi presenti come Claudio Moneta o Emanuela Pacotto. Oltre alla recitazione, ciò che stona inoltre è la sincronia labiale, che fin troppe volte risulta sbagliata. Un passo in avanti quindi, ma che ancora ha diversi margini di miglioramento.

Netcode ancora da perfezionare

- Un altro problema del vecchio Mortal Kombat era un netcode decisamente instabile, e nonostante quello di Mortal Kombat X sia comunque migliore sono ancora presenti alcuni problemi. Nelle mie partite mi è capitato diverse volte di assistere a fenomeni di lag, anche se va specificato che nella maggior parte dei casi era contro giocatori americani. In Europa invece la situazione migliora decisamente, anche se siamo ancora lontani dall'avere una buona stabilità. Naturalmente poi dipende anche dalla vostra connessione Internet, ma questo è un altro discorso.

DLC già inclusi nel gioco?

- Questo è più un dubbio personale che un vero e proprio difetto: durante la modalità Storia è possibile combattere contro alcuni personaggi (come ad esempio Rain), che tuttavia non sono inclusi nel roster. Si tratta di lottatori già pronti, con un loro moveset, mosse speciali ed X-Ray, per cui non riesco a capire il perché non si possano utilizzare. L'unica spiegazione plausibile è che vengano aggiunti in futuro tramite DLC, ma considerando che è già stato annunciato il Kombat Pass per avere Predator, Jason Voohres, Tanya e Tremor il timore è che verremo letteralmente inondati di “espansioni” per sbloccare alcuni personaggi che sono già presenti su disco. Una politica discutibile che aveva già attirato le furie dei fan di Capcom.

Tiriamo le somme

Mortal Kombat X è un acquisto praticamente obbligatorio per ogni fan di picchiaduro. Considerato poi che nella nuova generazione il genere può contare su veramente pochi titoli al momento, si tratta di un'occasione perfetta per chi volesse provare un gioco di lotta estremamente violento, ricchissimo di contenuti e con una storia degna di questo nome. L'unico vero difetto piuttosto grave è il netcode ancora instabile, ma si spera che in futuro la situazione possa migliorare; in ogni caso già adesso è decisamente migliore rispetto a quanto avvenuto con il precedente Mortal Kombat. Per il resto, Mortal Kombat X è il capitolo più completo e profondo della saga, per cui non fatevelo scappare. E ricordate: nessuna pietà per il vostro avversario. FINISH HIM!
8.8

Recensione realizzata grazie al supporto di Warner Bros. e Xbox.


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L'autore

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I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico iniziando nel dicembre 2011 a collaborare per MX, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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