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Defense Grid 2

Recensione - Defense Grid 2

Dopo essersi imposta nel panorama dei tower defense con Defense Grid, Hidden Path Entertainment ci propone ora un sequel del gioco: mentre gli alieni avanzano ordinatamente sotto un muro di fuoco, andiamo a vedere se le torri pensate per Defense Grid 2 riescono a svettare sul passato e sui concorrenti.

Il Gioco

India, anni trenta. Ghandi alla testa dei suoi discepoli avanza lentamente e con ordine fra due ali di folla. Arrivati al termine del sentiero trovano i militari della Corona inglese che con i calci del fucile li bastonano e li allontanano. Raccolta la sua dose di mazzate il Mahatma, con seguaci, ricomincia il percorso in segno di protesta. Nascevano i tower defense. Da quell’episodio leggermente romanzato per l’occasione ad oggi, le regole alla base del genere non hanno visto significative variazioni e lo stesso si può dire per Defense Grid 2. L’aria che si respira una volta avviata la partita è quella di un ambiente che si conosce benissimo, come quando si torna a scuola dopo l’estate. Qualcosa magari è cambiato, banchi nuovi, pareti ridipinte, ma è sempre la stessa aula dell’anno precedente. Però ci sono sempre le matricole, ed è bene fornire un ripasso a chi non era presente quando Hidden Path stava in cattedra con il primo Defense Grid.

Il concetto fondamentale dell’esperienza è semplice: ci sono dei nuclei energetici da proteggere, e dalla parte opposta del percorso che porta a loro arrivano ondate di alieni bramosi. L’unico modo per ostacolare il loro desiderio di shopping ai danni del giocatore è quello di costruire delle torri di difesa lungo il percorso. Ci sono diverse tipologie di torre, dalla classica mitragliatrice a quella dotata di cannone laser, passando per lanciafiamme, cannone pesante, torre Tesla (particolarmente elettrizzante) e così via. Ogni torre richiede un preciso quantitativo di risorse che possono essere raccolte nel tempo o uccidendo i drappelli avversari. Tutto questo valeva nel primo episodio, uscito ben sei anni fa, ed è ancora la base inamovibile di Defense Grid 2. Ci sono i nuclei energetici, le torrette, la possibilità di potenziarle ulteriormente (cosa che amplifica il danno e il raggio d’azione) ma sono state introdotte anche alcune novità. Prima di cominciare una partita, ad esempio, è possibile scegliere una IA con relativa mossa speciale. La prima presentata dal gioco offre il classico, e sempre apprezzato, cannone laser orbitale. Poi, procedendo nella campagna si trovano diverse offerte di aiuto: la possibilità di aumentare per qualche istante la raccolta di risorse, la capacità di creare una zona temporale che rallenta l’avanzata degli alieni e via dicendo.

Anche le torri, oltre ad aver subito un piacevole restyling nella forma e nell’azione, cosa che dà il meglio di sé al momento di scaricare la potenza di fuoco sul nemico, hanno accolto fra le loro fila alcuni nuovi arrivati. La piattaforma di amplificazione, ad esempio, permette di innalzare le torri aumentando il loro raggio d’azione e, sempre tramite il sacrificio di alcune risorse, offre la possibilità di sovraccaricare quelle torri aumentando in maniera permanente il loro danno, oltre all’upgrade già previsto per ogni torre s’intende.

Vi è poi la gradita possibilità di giocare con i modificatori attivati, alcuni addirittura proposti dalla community del gioco. Questo aspetto rende Defense Grid 2 molto più longevo, e volendo impegnativo, di quanto già non lo sia di suo. Stanchi di affrontare livelli da 25 ondate? Allora il modificatore che porta le ondate a 100 fa al caso vostro. Altrimenti potete attivare quello che limita le risorse, o che non permette l’upgrade delle torri. Se invece volete facilitarvi la vita c’è quello che vi mette ai blocchi di partenza con tutte le torri sbloccate, o che trasforma il vostro puntatore in un’ulteriore arma che posizionata sugli alieni li danneggia. Un modificatore che ho trovato particolarmente “disturbante” è quello che mette in funzione le torri solamente quando selezionate dal cursore, altrimenti queste non si degnano di sparare sul nemico. Nevrastenico quanto basta.

La versione console del gioco presenta una lacuna rispetto a quella PC: l'editor DG Architect che offre la possibilità agli appassionati di creare nuovi livelli. I migliori saranno poi pubblicati ufficialmente per il gioco dal team di sviluppo, e c'è la speranza che quelli più meritevoli arrivino anche su console così da offrire un’esperienza sempre nuova. Quando si danno strumenti del genere ai giocatori spesso i risultati sono strabilianti (tanto per dire, ho visto cose nella forgia di Halo che voi umani…), e sarebbe bello poterne godere anche noi.


Amore

Una formula migliorata

- Nel suo modificare senza stravolgere la sostanza, Defense Grid 2 non può essere tacciato di poco coraggio; il genere a cui appartiene offre uno certo spazio di manovra, che appare ancora più limitante se si è il seguito di uno dei titoli più apprezzati. I fan si aspettano una cosa precisa, e variazioni troppo lontane dall’originale potrebbero deluderli in modo bruciante. Questo non ha comunque impedito a Hidden Path di confezionare un prodotto rifinito sotto quasi tutti gli aspetti, con aggiunte che aumentano il valore strategico di ogni partita e la possibilità di modificare la curva di difficoltà in modo estremamente personalizzabile.

Un cospicuo pacchetto

- Defense Grid 2 offre un’esperienza decisamente longeva. Il numero di livelli, intersecato con i modificatori disponibili e le diverse modalità selezionabili fanno sì che l’opera offerta da Hidden Path goda di una longevità considerevole, al limite dell’estremo. Si tratta infatti di uno di quei giochi che una volta raggiunga la saturazione, fatta l’abbuffata iniziale, non è comunque consigliato rimuovere dalla console perché una partita ogni tanto viene sempre voglia di farla e, viste le possibilità prima descritte, è molto difficile incorrere in qualcosa di già visto e già fatto

Odio

Il multiplayer c’è, ma…

- Si potrebbe apprezzare lo sforzo fatto per inserire un comparto che allungherebbe ancora di più l’esperienza, il problema è che non sembra particolarmente popolato al momento e la ricerca di una partita impiega un tempo al limite dello snervante. Una cosa forse prevista dal team di sviluppo, che ha infatti dato la possibilità di far partire la ricerca del match multigiocatore, farsi una partita per conto proprio ed essere avvisati (e portati online) nel momento in cui viene trovato l’avversario o il compagno. Diciamo che ci hanno messo la pezza, ecco.

Cosa? Chi? Non ti seguo. Stai zitto un minuto?!

- La storia di Defense Grid 2 non dovrebbe esistere. Detto francamente non ho nemmeno capito perché sparo su dei poveri alieni in sfilata, so solo che vogliono rubare una cosa importante. Dopotutto quanto c'è bisogno di una trama in un gioco come questo? Sta di fatto che la narrazione della storia è affidata a dei dialoghi fuori campo fra alcune IA, cosa che, visto l’impegno profuso a erigere le difese, trasforma il tutto in un chiacchiericcio di fondo trascurabile.

Che belle le torri da lontano

- Rispetto al suo predecessore, Defense Grid 2 sfoggia un nuovo motore grafico, che non ha certo due muscoli d’acciaio. È gradevole da vedere, probabilmente la sua leggerezza impedisce al gioco di incappare in fastidiosi rallentamenti (a parte forse rarissime occasioni, ma tanto rarefatte da non essere nemmeno messe a verbale), ma ad oggi tutte le piattaforme su cui è stato rilasciato possono sopportare un carico maggiore senza fare una piega. Avvicinando la visuale di gioco a torri ed alieni, poi, si nota maggiormente quanto Defense Grid 2, dal punto di vista grafico, possa essere promosso con debito.

Tiriamo le somme

Defense Grid 2 diverte come il primo, impegna come il primo. Innova, poco, ma bene e si permette degli scivoloni che non trascinano a valle tutta la struttura. Si tratta di un prodotto valido a conti fatti, un’esperienza caldamente consigliata a chi ha già sfogato la sua voglia di fuoco con il predecessore (potremmo definirlo antenato visto il tempo passato fra uno e l’altro). Forse la sua colpa più grande è quella di volersi presentare in ordine e pulito, senza un minimo cenno di ribellione al sistema, senza un capello fuori posto, un nuovo tatuaggio… un qualcosa che dopo sei anni rafforzi la sua personalità.
8.0

Recensione realizzata grazie al supporto di 505 Games e Xbox.


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L'autore

autore

Un giorno qualcuno gli disse che c'erano altri giochi oltre Age of Empire. Da quel momento è alla ricerca dell'esperienza definitiva, molti sostengono faccia apposta a non trovarla per poter continuare a giocare. Convinto sostenitore de "il voto non fa il gioco", scrive su diversi siti, un paio addirittura creati da lui. Un giorno scomparira nel nulla in un vortice di gameplay, o impazzito scenderà in strada urlando di minacce a New York e brandendo una spada immaginaria.

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