Recensione - Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties

Il Gioco
Uscito originariamente nel 2009 in Giappone e il successivo anno in Europa, Yakuza 3 è stato forse il capitolo più controverso e criticato della serie. In particolare, la trama risultava fin troppo lenta nella parte iniziale e allungata con centinaia (letteralmente) di missioni secondarie spesso poco ispirate per gli standard a cui eravamo abituati, mentre il gameplay era legnoso e meno divertente a causa dei nemici che riuscivano a difendersi fin troppo bene. Questo non significa che Yakuza 3 fosse un brutto gioco, anzi; una volta superato lo scoglio iniziale, con la storia che finalmente ingranava nella seconda metà, e padroneggiato il sistema di combattimento, ci trovavamo davanti a un'opera che non aveva nulla da invidiare ai predecessori, ricca di novità e risvolti interessanti. I suoi difetti, tuttavia, sono stati mal digeriti ed evidenziati ancora di più dalla Remastered uscita nel 2019, la quale ha reso evidente come il titolo fosse invecchiato veramente male.
MX Video - Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties
Negli ultimi anni la saga ha però vissuto una "seconda rinascita" soprattutto in occidente, e quale migliore occasione per riportare in auge anche il terzo capitolo, sia per i nuovi che per i vecchi fan? Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties ha quindi il compito di trascinare nell'era moderna l'episodio che più ne aveva bisogno, andando a rimodellare diversi aspetti dell'originale; ma andiamo con ordine partendo dalla trama. La storia riprende esattamente da dove era finito Yakuza Kiwami 2, con Kiryu Kazuma deciso a lasciarsi alle spalle Tokyo e il clan Tojo per andare a vivere ad Okinawa e gestire un orfanotrofio insieme ad Haruka, seguendo così le orme del suo padre adottivo e mentore Shintaro Kazama. Dopo un periodo iniziale di pace, tuttavia, l'orfanatrofio Morning Glory inizia a ricevere numerosi avvisi di sfratto da parte della famiglia Ryudo, una piccola yakuza locale. Kiryu affronta il patriarca Nakahara e il suo vice Rikiya per capirne il motivo, scoprendo che il territorio dove sorge l'edificio è diventato il centro di una disputa molto più grande. Da una parte, infatti, una fazione politica vorrebbe creare un resort di lusso per aumentare il flusso di turisti e denaro ad Okinawa, mentre un'altra vorrebbe fondare una base militare USA per migliorare le difese della nazione e i rapporti con l'America. Due visioni differenti ma che concordano su un unico punto: il Morning Glory deve sparire.
Naturalmente Kiryu vuole opporsi a tutto questo, e per andare in fondo alla questione decide di tornare nuovamente a Kamurocho dopo aver scoperto dei profondi legami tra le fazioni politiche e il Clan Tojo. Come sempre, da questo incipit si sviluppa una sceneggiatura molto più complessa e con diversi personaggi coinvolti, tra cui l'antagonista Yoshitaka Mine a cui è stata dedicata un'intera espansione inedita che approfondiremo più avanti. Anche la campagna originale, tuttavia, presenta diverse novità assolute, con scene aggiuntive e numerosi tagli che vanno a snellire di molto soprattutto la parte iniziale legata alla gestione del Morning Glory, da molti ritenuta fin troppo lenta e dispersiva. Le stesse storie secondarie sono state drasticamente ridotte per permettere una narrazione più veloce e scorrevole, ma se è vero che alcuni contenuti sono stati rimossi, è altrettanto vero che altri sono stati introdotti da zero, andando ad ampliare sia la componente narrativa che il gameplay puro.

In particolare, viene introdotta la modalità Ragazzaccio Drago, un vero e proprio "gioco nel gioco" che ci vede unirci a una banda di mototeppiste per aiutarle a diventare la gang più forte di Okinawa e respingere così l'invasione dei rivali Incubi di Tokyo. Per farlo, dobbiamo reclutare potenziali nuovi membri completando le loro richieste e andando a formare degli squadroni che sfruttino i vari punti di forza e le abilità uniche di ogni personaggio. Una volta radunati abbastanza elementi, possiamo far partire una Rissa per sfidare una gang rivale e assimilarla, in preparazione allo scontro finale. Queste battaglie ci mettono di fronte a decine di nemici divisi in diverse aree raggiungibili con la moto, in una struttura che ricorda molto gli scontri su vasta scala di titoli musou in stile Dynasty Warriors.
Questa sottotrama è legata a doppio filo anche ad un'altra novità di Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties, ossia l'introduzione del personaggio di Yasunaga Miyazato, un maestro di arti marziali che gestisce un bar ad Okinawa. Oltre ad avere un suo background da scoprire, Miyazato ha un grande impatto anche sul combat system: può infatti insegnarci l'inedito Stile Ryukyu, una forma di combattimento che ci permette di utilizzare diverse armi tradizionali giapponesi, tra cui nunchaku, catene, bastoni e perfino un piccolo scudo perfetto per difenderci dalle armi da fuoco. Lo Stile Ryukyu risulta ideale per gestire orde di nemici e spezzare le loro difese, potendo essere alternato al classico Stile Drago di Dojima che invece si concentra su attacchi più potenti e diretti a bersagli singoli. Non mancano poi le consuete Heat Actions per infliggere danni enormi con mosse spettacolari e il Dragon Boost, utile per potenziare temporaneamente l'offensiva e scatenare una Dragon Finisher per chiudere anche gli scontri con i boss più ostici.
Il gameplay di Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties si rivela quindi profondamente diverso dall'opera originale e più in linea con i capitoli moderni della serie, esclusi ovviamente gli episodi in salsa JRPG da cui comunque sono state importate alcune caratteristiche. Ad esempio, possiamo ora spostarci per la mappa a bordo di un prototipo di Segway, veicolo che naturalmente non era presente nell'originale e che anticipa di molto i tempi considerando l'ambientazione nel 2009; allo stesso modo, troviamo la sottotrama di LaLaLa Loveland, la quale riprende il sistema dei social hawaiani visti nell'ultima avventura di Ichiban Kasuga e ci permette di fare amicizia con dei semplici passanti avvicinando i telefoni cellulari e scambiando contatti per le strade della città.

Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties mescola insomma passato e presente con innumerevoli aggiunte, ma la più importante è sicuramente l'espansione Dark Ties. Come già accennato, si tratta di una porzione di gioco completamente nuova che ci mette nei panni dell'antagonista Yoshitaka Mine, raccontando la sua scalata al potere attraverso una storia ambientata prima degli eventi della campagna principale. È possibile avviarla in qualsiasi momento dal menù, ma nonostante sia un prequel è consigliato giocarla solo dopo aver visto i titoli di coda, poiché alcuni passaggi narrativi possono essere compresi al meglio solo conoscendo gli eventi futuri. La trama inizia con Mine che vaga ubriaco per le strade di Kamurocho dopo essere stato tradito dal partner con cui aveva aperto una redditizia startup. Deluso e in collera con il mondo, l'uomo s'imbatte casualmente in una disputa tra mafiosi e osserva un subordinato di Daigo Dojima sacrificarsi in nome del proprio patriarca. Mine rimane profondamente colpito dalla dedizione e dalla fedeltà di quegli yakuza verso il loro capo, decidendo di entrare nella malavita per ottenere lui stesso quel tipo di legame fraterno.
Egli si unisce quindi a Tsuyoshi Kanda, altro volto noto dell'avventura principale, riuscendo fin da subito a mettersi sotto la sua ala protettiva e iniziando così la propria ascesa all'interno della Famiglia Nishikiyama. Per farcela, Mine deve aumentare la propria reputazione aiutando gli abitanti di Kamurocho a difendersi dai teppisti o dalle famiglie rivali, ricorrendo al suo brutale stile di combattimento chiamato Shoot-Boxing. Le sue movenze sono caratterizzate da colpi violenti ma rapidi, e la sua agilità ci permette di eseguire mosse aeree del tutto imprevedibili. Questa campagna aggiuntiva si può concludere in circa sette o otto ore, ma come da tradizione non mancano attività secondarie che possono decuplicare il conteggio finale. In particolare, la sottotrama dell'Underground Fight Club può portare via un discreto quantitativo di tempo: oltre ai classici scontri uno contro uno sempre più difficili, possiamo dedicarci a veri e propri dungeon da esplorare raccogliendo tesori e reclutando compagni di squadra per formare un party, combattendo fino al boss finale. Un sistema ereditato ancora una volta dalle avventure di Kasuga che offre una variante godibilissima.

Dal punto di vista puramente tecnico, Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties sfrutta il performante Dragon Engine per rimodernare completamente il comparto visivo. I modelli di Kiryu e degli altri comprimari sono decisamente più in linea con gli standard a cui siamo stati abituati negli ultimi anni, e anche Okinawa e gli altri scenari appaiono definiti, colorati e ricchi di dettagli. Si nota comunque l'utilizzo di qualche vecchio asset e in generale non siamo ai livelli tecnici visti in Infinite Wealth, ma poter esplorare l'ambientazione in 4K e 60 FPS rappresenta un salto in avanti notevole rispetto alla limitata Remastered del 2019. Un'importante novità, infine, risiede nella presenza dei sottotitoli in italiano, confermando la volontà di SEGA di espandere e consolidare la saga anche nel nostro territorio.



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