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Crimson Desert
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Recensione - Crimson DesertXbox Series X | SGame

Annunciato inizialmente come prequel di Black Desert Online, Crimson Desert si è trasformato negli anni in un’avventura single player completamente slegata dall’MMO. Il titolo ha catalizzato l’attenzione per le sue enormi ambizioni, spaccando le opinioni ancor prima dell’uscita tra chi lo considerava un nuovo messia e chi presagiva un crollo sotto il suo stesso peso. Dopo aver passato decine di ore nel continente di Pywel, scopriamo insieme cosa ci attende in questo attesissimo e controverso gioco!
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Il Gioco

Black Desert Online è uno degli MMO di maggior successo dell’ultimo decennio. Il suo comparto tecnico all’avanguardia e uno stile di combattimento action molto curato e complesso lo hanno reso un punto di riferimento nel panorama del genere sin dal suo debutto nel 2015. Visto il successo, nel 2018 gli sviluppatori annunciarono di essere al lavoro su Crimson Desert in veste di prequel, ma lo sviluppo fu abbastanza travagliato. Dopo numerosi rinvii e silenzi preoccupanti, il progetto venne stravolto diventando un titolo indipendente con personaggi e trama slegati dal capitolo originale, ma soprattutto mutando in un action adventure single player. Questo cambiamento radicale rappresentava una sfida non indifferente per un team specializzato in titoli multiplayer; più passava il tempo, più gli annunci mostravano ambizioni enormi, sollevando dibattiti sulla sua effettiva realizzabilità. Pearl Abyss ha infatti alzato l’asticella al massimo, prendendo ispirazione da tutti i principali videogiochi di maggior successo per rendere Crimson Desert una vera e propria enciclopedia degli open world.

MX Video - Crimson Desert

Procedendo con ordine e partendo dall’incipit narrativo, il protagonista dell'avventura è Kliff, un membro dei Mantogrigio, un'organizzazione di guerrieri e mercenari protettori del continente di Pywel che godono di ottima reputazione per il loro onore e le abilità in combattimento. Tutto cambia una notte, quando il gruppo rivale degli Orsi Neri attacca il loro accampamento di sorpresa con un numero soverchiante di truppe. Nonostante una strenua resistenza, Kliff viene ucciso da Myurdin e gettato in un dirupo, ma invece di morire si risveglia in uno strano mondo antico e futuristico al tempo stesso. Si tratta dell’Abisso, un misterioso luogo che si trova nei cieli di Pywel e racchiude segreti e poteri mistici che vengono donati a Kliff prima di rispedirlo sul continente terrestre, come la possibilità di volare per brevi tratti o di incanalare l’energia nei palmi delle mani per rilasciarla in colpi devastanti. Inizia così la nostra lunga epopea alla ricerca dei compagni sopravvissuti, per cercare di riunire i Mantogrigio e ottenere vendetta, scoprendo in parallelo i misteri dell’Abisso e dei suoi frammenti in caduta dal cielo.

Per quanto la missione principale sia lunga e articolata, il continente di Pywel è ricco di storie secondarie e ci viene concessa la totale libertà su come approcciare questo sconfinato mondo di gioco. L’esplorazione è infatti la vera protagonista di Crimson Desert: che sia a piedi, a cavallo o sul dorso di un drago, troviamo sempre qualcosa da fare tra nemici da combattere, caverne da saccheggiare, enigmi da risolvere, fortezze da espugnare e punti di interesse visibili a enormi distanze. Non è affatto raro deviare da un percorso prestabilito perché la nostra attenzione viene catturata da qualcosa di imprevisto; passeremo moltissimo tempo vagando senza meta per attivare i punti di teletrasporto, lasciandoci trasportare dagli eventi o immergendoci in una miriade di attività. Analizzare ogni singola possibilità renderebbe questa recensione un trattato sterminato, per cui mi limiterò ad elencare distrazioni secondarie come la pesca, l'estrazione di minerali, la caccia, la cattura di insetti, l'abbattimento di alberi a colpi di accetta, la cucina, la cura degli animali, la gestione dell’accampamento e l'arredamento della casa, ed è solo la punta dell’iceberg.

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Come accennato, i ragazzi di Pearl Abyss hanno voluto plasmare un'enciclopedia dei giochi open world, e se siete appassionati del genere non faticherete a notare meccaniche riprese in maniera palese da mostri sacri come Red Dead Redemption 2, The Legend of Zelda: Breath of the Wild o Assassin’s Creed. Il sistema di combattimento, tuttavia, risulta decisamente più originale. La base action è la medesima di Black Desert Online, ma emergono chiare ispirazioni a Dark Souls, Dragon’s Dogma e perfino alla serie WWE 2K! Kliff può alternare fendenti di spade e armi bianche a vere e proprie prese di arti marziali e wrestling come l’iconica RKO di Randy Orton, afferrare i nemici per lanciarli come sacchi di patate o gettarsi da grandi altezze con tuffi clamorosi.

A parole sembra quasi una parodia, ma vi assicuro che le mosse esagerate si sposano perfettamente con l'impianto ludico globale, restituendo un feedback caotico ma estremamente appagante, divertente, complesso e profondo. Questo risultato è in parte legato a dei comandi inizialmente poco intuitivi che richiedono particolari combinazioni di tasti anche per azioni apparentemente semplici, ma una volta presa la mano vi si aprirà un infinito ventaglio di soluzioni in battaglia. Grazie all’albero delle abilità possiamo investire i Manufatti dell’Abisso per sbloccare nuovi talenti o potenziare quelli già acquisiti; a eccezione di alcuni nodi legati alla trama, potremo decidere liberamente su quali rami puntare senza seguire alcun ordine preciso, resettando le statistiche all'occorrenza.

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Siamo chiamati a creare diverse build per rendere Kliff uno specialista delle armi bianche, dello sfruttamento degli elementi o delle Arti Spirituali come il Colpo di Palmo e attacchi aerei. Proseguendo a fondo nell'esplorazione, accumuleremo abbastanza risorse per tramutare l'eroe in una macchina di distruzione a tutto tondo. I preziosi Manufatti, infatti, non si ottengono con i classici punti esperienza o salendo di livello, bensì rappresentano le ricompense primarie per le missioni, la sconfitta di boss opzionali e l'esplorazione minuziosa degli angoli più remoti di Pywel. Il repertorio dell'eroe è sconfinato, ma per variare ulteriormente l'offerta, nel corso dell’avventura ci affiancheranno due personaggi giocabili extra, cioè Damiane e Oongka.

Damiane è una ragazza specializzata nel combattimento ibrido la cui caratteristica principale è l'agilità nei movimenti, il tutto a discapito della salute. Si tratta di un'eroina perfetta per chi ama esibirsi in combo spettacolari con alto potenziale di rischio; se invece preferiamo andare sul sicuro, l’orco Oongka può darci grandi soddisfazioni con la sua corazza e gli attacchi ad area. Essendo l’opposto di Damiane, lo scotto da pagare è la lentezza generale, ma per assaltare le fortezze controllate da decine di avversari rappresenta una validissima alternativa al più equilibrato Kliff. Avremo facoltà di passare in qualsiasi momento da un personaggio all’altro in pieno stile GTA V, potendo persino rigiocare le missioni principali già completate e affrontando quest esclusive che approfondiscono la lore di Pywel.

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Dal punto di vista tecnico, Crimson Desert sfrutta al massimo il BlackSpace Engine, il portentoso motore grafico proprietario della software house. Su Series X l'offerta grafica propone tre modalità visive: Performance, Qualità ed Equilibrio. Come intuibile, la prima pone il focus sul frame rate a 60 fps sacrificando la risoluzione a 1080p, mentre la seconda parte da una base a 1440p per elaborare un upscale a 4K, dimezzando però gli fps a 30. Equilibrio è una via di mezzo a 1280p con upscale a 4K e 40 fps stabili, sfruttabile unicamente con schermi che supportino i 120Hz/240Hz. Su Xbox Series S sono invece presenti unicamente Performance e Qualità, limitate rispettivamente a 720p/40 fps e 1080p/30 fps. Da lodare l'ottimo doppiaggio inglese, incorniciato da sottotitoli e menù interamente localizzati in italiano.

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Amore

Un mondo sconfinato

- Pywel è la vera protagonista di Crimson Desert. Il mondo di gioco è colorato, vibrante e ricco di panorami mozzafiato, e non sono stati rari i momenti in cui mi sono perso a vagare per il solo gusto di ammirare i paesaggi, raccogliere materiali e raggiungere strutture in lontananza. Abbiamo a disposizione innumerevoli mezzi di locomozione, dalle cavalcature standard ai robot steampunk, passando per i viaggi in mongolfiera. L’esplorazione non viene mai a noia, sebbene a volte si noti un certo riciclo di architetture o di elementi puramente decorativi. L'ecosistema è ad ogni modo dannatamente appagante da scoprire, ed era da tantissimo tempo che non mi imbattevo in un titolo così curato sul fronte del world building.

Il divertimento prima di tutto

- Pensando a Crimson Desert, il divertimento è in assoluto la prima parola che mi sovviene. L'opera non è priva di incertezze, ma è riuscita a tenermi incollato allo schermo per ore intere senza mai annoiarmi. Si tratta di un videogioco perfetto sia per affrontare epiche battaglie, sia per staccare la spina gestendo semplicemente il proprio accampamento o il bizzarro allevamento di felini in sovrappeso. Il titolo asseconda tutti i palati e ci lascia il pieno controllo su come investire il nostro tempo; le quasi centinaia di ore da me accumulate sono volate, e so già che me ne aspetteranno altrettante prima di poter scoprire tutti i segreti nascosti in mappa.

Azione frenetica

- Un ruolo di prim'ordine nell'intrattenimento generale è rivestito dal combat system, che mescola danze mortali alla Devil May Cry a duelli ragionati in stile Dark Souls, senza dimenticare le esilaranti prese da picchiaduro. La curva di apprendimento è ripida e richiede pazienza per memorizzare tutti i comandi di Kliff, ma una volta assorbita la mole di input, il gioco mi ha regalato un senso di onnipotenza impareggiabile. Le aggiunte di Damiane e Oongka, inoltre, scompigliano piacevolmente le carte in tavola in base al nostro playstyle, infondendo freschezza vitale ai ritmi di gioco.

Un miracolo tecnico

- L'assenza di comunicazioni riguardanti le versioni console mi aveva insinuato parecchi dubbi sulla reale stabilità del codice. La mostruosa ambizione del progetto, il dettaglio particellare e la densità delle schermaglie ci avevano spinti a credere che tali vette fossero raggiungibili unicamente su PC di fascia altissima, ma dopo aver testato il titolo su Xbox Series X mi sono dovuto ricredere: Pearl Abyss ha spremuto la console ammiraglia di Microsoft mantenendo quasi tutte le promesse viste in fase di presentazione. Soffrendo di fisiologici fenomeni di pop-up, l'esperienza regala comunque uno scorcio visivo impressionante e granitico. Ho optato spesso per la modalità Equilibrio sul mio televisore a 120Hz, rimanendo letteralmente a bocca aperta davanti alla fluidità generale dell'azione.

Odio

Storia debole

- La trama di Crimson Desert non fa sfortunatamente parte dei punti di forza del pacchetto. Il filone narrativo rappresenta un blando pretesto per macinare chilometri e ottenere potenziamenti; ammetto con una punta di amarezza che della sceneggiatura mi è rimasto impresso ben poco, se escludiamo qualche colpo di scena fin troppo telefonato. Lo stesso Kliff fatica a imporsi come leader carismatico, esattamente come i suoi comprimari. L'arco principale soffre la fisiologica frammentazione del genere open world venendo rapidamente offuscato dall'esplorazione, tanto che ho di gran lunga preferito seguire alcune quest secondarie scritte in maniera molto più concisa e appassionante.

Regia assente

- La scarsa incisività del comparto narrativo è aggravata da una regia approssimativa, figlia della concezione embrionale da MMO. Risulta evidente una grossa mancanza di coesione strutturale, con traguardi che sbucano dal nulla privi di fondamenta logiche esplicative. Per l'intero arco delle battute iniziali mi sono chiesto i reali motivi delle mie azioni, prima di assistere a un leggero miglioramento nella seconda metà del viaggio. La sensazione che mi sono fatto è che lo scheletro originario abbia subito fortissimi tagli, mentre i segmenti aggiunti successivamente in veste di single player abbiano goduto di una cura e di una direzione registica molto più a fuoco.

Controlli e UI macchinosi

- Dovendo gestire una mole sconsiderata di azioni, le classiche mappature del pad vanno inevitabilmente strette. Gli autori hanno pertanto implementato un sistema di macro-combinazioni per avviare manovre banalissime; pur comprendendone la natura, il feeling pad alla mano è purtroppo legnoso e confusionario. A mettere il carico da novanta interviene un'interfaccia caotica che richiede tantissima pratica prima di poter essere navigata con scioltezza. È doveroso segnalare che gli sviluppatori hanno già accolto il feedback dell'utenza e che le patch correttive stanno lentamente levigando l'impatto iniziale, ma l'avvio della campagna rimane piuttosto traumatico in termini di fruibilità e leggibilità.

Il troppo stroppia

- La mostruosa abbondanza di Crimson Desert lo rende un calderone traboccante di intuizioni tratte dagli ultimi vent'anni di industria videoludica. Quasi tutto ciò che ha funzionato in passato è stato inserito a forza nel codice, ma l'eccesso di feature non sempre si amalgama a dovere, finendo per soverchiarci senza pietà. L'opera si rivela l'emblema del proverbiale scolaro che sa fare tutto ma non eccelle in niente; a livello puramente personale avrei preferito tagliare svariati rami per potare il superfluo e concentrare gli sforzi su un'identità più intima e autoriale, pur riconoscendo l'altissima fattura dell'operazione di copia-incolla generale.

Tiriamo le somme

Crimson Desert è un progetto gigantesco e ambizioso che vive di estremi, inevitabilmente destinato a dividere i giocatori. Si propone come uno sterminato parco giochi che racchiude i più grandi trionfi ludici dell'epoca moderna, incorniciato da un combat system e un loop esplorativo eccezionali. Allo stesso tempo, si percepisce chiaramente un'identità frammentata e una bulimia di contenuti che ne soffoca l'anima originale. Non rappresenta il messia rivoluzionario sognato da molti, ma si allontana drasticamente dal disastro totale vaticinato da altri. Parliamo di un'avventura che merita assolutamente i vostri risparmi, pronta a migliorare tramite l'attento supporto post-lancio e capace di spingere finalmente al limite i muscoli di Xbox Series X.
8.0

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L'autore

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I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico iniziando nel dicembre 2011 a collaborare per MX, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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