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PayDay 2 - anteprima hands-on

In barba alla calura estiva, Halifax ci ha gentilmente “presi in ostaggio” nei suoi studi milanesi per farci provare con mano il sequel del simulatore di rapine per eccellenza: PayDay 2. Eccovi le nostre prime impressioni sul gioco.
Rapinare banche è illegale, su questo non ci sono dubbi. Il ruolo del rapinatore di banche però ha da sempre emanato un fascino perverso e a conti fatti chiunque,almeno una volta nella vita, ha fantasticato sulla possibilità di mollare tutto ed intraprendere questa diabolica “carriera”. Se già da alcuni anni il cinema, grazie a pellicole come il recente Nemico Pubblico e l’indimenticabile Point Break, ha infranto questo tabù per narrare le gesta più o meno apprezzabili dei migliori artisti della rapina, è solo con l’arrivo di PayDay:The Heist nel 2011 che finalmente anche noi, videogiocatori incalliti, abbiamo potuto vestire realmente i panni (e soprattutto le maschere) dei fuorilegge. PayDay 2 è il sequel diretto del titolo creato dai ragazzi di Overkill Software e come il suo predecessore pesca a piene mani dalla struttura di gioco cooperativo celebrata dalla serie Left 4 Dead. Il gioco è infatti uno shooter in prima persona esclusivamente co-op dove un massimo di 4 giocatori collaborano per portare a termine diversi incarichi di difficoltà crescente.

A riceverci presso gli studi Halifax è David Goldfrab che nel corso di una breve introduzione ha sottolineato come, con questo nuovo capitolo, gli sviluppatori abbiano approfondito maggiormente quasi tutti gli aspetti della loro prima creazione al fine di rendere l’esperienza verosimile ed appagante. Rapinare banche è difficile, farlo bene e con eleganza è un’arte. Per questo motivo PayDay 2 non farà sconti ai giocatori meno avvezzi alla pianificazione e alla collaborazione, attività che si riveleranno quanto mai indispensabili per poter portare a casa pelle, esperienza e soprattutto... il malloppo.

Terminata la presentazione ci siamo trasferiti alle postazioni di prova e sin da subito le affermazioni precedenti hanno avuto riscontro. Una mappa dettagliata della città permette di selezionare il prossimo incarico e di visualizzare eventuali partite in corso alle quali unirsi. La successiva sala di attesa pre-missione fornisce tutte le informazioni che ci si aspetterebbe in un vero colpo in banca, come planimetrie e vie di fuga, e permette di selezionare l’equipaggiamento primario e secondario ed eventuali accessori che potrebbero tornarci utili. Potremo inoltre spendere parte dei risparmi accumulati nei colpi precedenti per acquistare non solo nuovi equipaggiamenti, ma anche informazioni aggiuntive per la missione o aiuti,come furgoni per facilitare la fuga. E’ in questa fase che il gruppo dovrà investire molto tempo per decidere quale stile adottare per la missione,conscio del fatto che ogni scelta avrà conseguenze tangibili sull’esito della sortita. Il gioco mette a disposizione un elevato numero di ambientazioni differenti, che comprendono banche di varie dimensioni ma anche ville e altri ambienti che possano essere oggetto di una banda di rapinatori. Ognuno di essi offre un livello di sfida differente e ad ogni tentativo diversi dettagli vengono modificati per non permettere ai giocatori di memorizzare percorsi e strategie.

Una volta pronti verremo catapultati in incognito nelle vicinanze dell’obiettivo, e saremo noi a decidere quando dare il via alle danze, calandoci letteralmente la maschera sul viso. Prima di entrare in azione avremo però la possibilità di effettuare un sopralluogo per valutare al meglio l’ambiente, la posizione delle telecamere e delle guardie o per cercare materiali che potranno facilitare la buona riuscita del colpo. Durante questa fase non potremo compiere azioni sospette e bisognerà muoversi con cautela per non attirare l’attenzione. Essere scoperti non sarà inesorabilmente sinonimo di fallimento ma, come nella realtà, renderà la nostra giornata decisamente più complicata, attirando in anticipo le forze dell’ordine nella nostra direzione. Data la proverbiale attenzione delle guardie e la spiccata curiosità dei passanti, anche durante le prime fasi della nostra prova ci siamo ritrovati spesso in questa situazione, con conseguenti sparatorie furibonde. Alle prime incursioni della polizia locale seguono infatti ondate sempre più organizzate ed agguerrite, con agenti in tenuta da combattimento che daranno del filo da torcere al malcapitato gruppo di rapinatori. Il sistema di controllo rapido ed intuitivo permette di intraprendere scontri a fuoco davvero avvincenti, ma riuscire a forzare una porta blindata mentre il gas riempie la stanze e si cerca di sfuggire alle raffiche avversarie è un’impresa davvero ardua.

Una volta abbattuti, i giocatori possono continuare per alcuni istanti a difendersi, nell’attesa di essere soccorsi da un compagno mentre in caso di morte è necessario attendere un po’ prima di tornare in partita. Anche affrontare a viso aperto le squadre tattiche si è rivelato poco remunerativo e ha costretto me e il gruppo a rivedere il nostro approccio basando le nostre scorribande su dialoghi e movimenti sincronizzati. Una volta abbandonato l’approccio “arcade” PayDay 2 si è rivelato in tutta la sua profondità e ci ha regalato molte soddisfazioni. Come una perfetta banda di rapinatori abbiamo ritardato il più possibile l’arrivo delle forze dell’ordine, neutralizzando le guardie presenti e ammanettando alcuni ostaggi per evitare che fuggissero per chiedere aiuto. Aiutandoci con alcune assi trovate nei pressi della banca abbiamo poi sbarrato alcune finestre poste in zone cieche e abbiamo minato alcuni passaggi mentre uno di noi apriva il caveau con l’aiuto del trapano. Ovviamente non siamo stati perfetti e le squadre SWAT ci hanno comunque dato del filo da torcere, ma grazie ad un gioco di squadra di ottimo livello siamo tornati a casa carichi di dollari ed entusiasti per la prestazione. Le molteplici possibilità offerte dal gioco promettono una longevità elevatissima e gli sviluppatori hanno affermato che ogni incarico potrà essere portato a termine sia utilizzando la forza bruta sia in modo discreto. L’approccio stealth sarà chiaramente più remunerativo ed appagante ma esponenzialmente più complesso, e lo stesso David Goldfrab ha ammesso che portare a termine una missione senza quasi sparare sarà un po come giocare a Dark Souls senza indossare l’armatura.

La schermata di de-briefing al termine di ogni incarico ci informa senza attese delle ricompense: dollari, esperienza e alcuni oggetti raccolti durante la rapina. PayDay 2 presenta infatti alcuni basilari elementi RPG, con un albero delle abilità sbloccabili abbastanza articolato e un arsenale vasto e personalizzabile. Da sottolineare come i ragazzi di Overkill si siano davvero impegnati per valorizzare le maschere da indossare durante le rapine, vero elemento distintivo del titolo. I modelli base sono tantissimi ed estremamente personalizzabili nel materiale e nei colori con pochi semplici tocchi. Si può facilmente trasformare un rinoceronte in un rettile, e con un minimo impegno ogni aspirante rapinatore potrà creare la propria maschera personale.

Dal punto di vista tecnico il gioco non fa gridare al miracolo, ma tutti i comparti si sono rivelati solidi e funzionali. Motore grafico, audio e controlli non hanno quasi mai mostrato incertezze, valorizzando al meglio la giocabilità del titolo. L’IA avversaria ha invece evidenziato qualche lacuna, dimostrandosi a volte poco reattiva e mettendo in mostra istinti suicidi, compensati solo da un’evidente superiorità numerica. Una precisazione è però d’obbligo:le postazioni di prova erano tutte PC con collegati pad per console ma le differenze tra le versioni dovrebbero essere praticamente nulle.

PayDay 2 sembra quindi in grado di reggere le aspettative del pubblico, aggiungendo maggiore profondità ad un gameplay cooperativo ormai collaudato ed apprezzato. Pur non essendo uno dei "titoloni" più attesi da qui a fine anno, si candida comunque come perfetto passatempo in attesa del periodo autunnale, anche considerando il prezzo di lancio previsto di 39,99 Euro. I fan degli sparatutto cooperativi e gli aspiranti rapinatori possono quindi iniziare a lucidare le proprie maschere in attesa della nostra recensione e dell’uscita del titolo, prevista per il 23 agosto.

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L'autore

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Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS fino al 2004, quando approda su Xbox. Ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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