MondoXbox

Live your
passion!

MondoXbox

MondoXbox



img Sea of Thieves
copertina

Recensione - Sea of Thieves

Dopo una gestazione durata quasi 4 anni, accompagnata da una lunga alpha e da una manciata di giorni di beta, l’innovativa avventura piratesca Sea of Thieves è finalmente approdata sulle nostre console. Non perdete tempo quindi: indossate l’uniforme delle grandi occasioni, lucidate il vostro uncino e correte a leggere la nostra recensione!

Il Gioco

Sea of Thieves, per stessa definizione di Rare, è un'avventura piratesca giocabile in un mondo condiviso, ma si tratta di una descrizione estremamente riduttiva. Volendo essere davvero precisi bisognerebbe dire che il nuovo gioco della storica software house è un titolo multigiocatore in prima persona ambientato in un immaginario paradiso caraibico popolato da altri aspiranti pirati, giocabile esclusivamente online da soli o con altri 3 compagni. Ma, in parole povere, questo cosa significa? Significa che l’ultima fatica della casa di sviluppo inglese mette i giocatori al centro di un mondo persistente nel quale possono essere presenti anche altri utenti, ognuno dei quali vive le proprie avventure ma sempre all’interno di un universo condiviso nel quale i confini della cooperazione e del PVP non sono mai così definiti. Se siete confusi, vi capisco. Sea of Thieves non può infatti essere inquadrato con precisione in un genere, e qualunque descrizione scritta, anche la più dettagliata, rischia di non rendere a dovere l’idea. L’unico modo per capire davvero di cosa tratta il gioco è abbandonare ogni preconcetto e andare “fisicamente” per mare. Per farlo il giocatore, come in molti altri titoli simili, deve innanzitutto creare il proprio alter-ego, ma non tramite un comune editor fatto di menu più o meno strutturati. Al primo avvio veniamo infatti messi di fronte ad un carosello di personaggi generati in modo casuale dal sistema, tra i quali possiamo selezionare quello che più gli aggrada. Se nessuno di quelli proposti è di nostro gradimento, non dobbiamo fare altro che “girare” la ruota e chiedere al gioco di generare dei nuovi modelli, avendo magari l’accortezza di marchiare come preferiti quelli dubbi, così da portarli con noi nei vari tentativi.

Una volta individuato il nostro pirata è finalmente possibile accedere al gioco, ma solo dopo aver assistito ad un breve filmato introduttivo che ci ricorda il nostro “ruolo” nel mondo di Sea of Thieves. Siamo dei pirati, e come tali viviamo solo per uno scopo: esserlo. Nel gioco di Rare non troviamo quindi nessuna trama, nessuna missione principale e nemmeno degli incarichi secondari. I pirati non ne hanno bisogno. Loro inseguono l’avventura, le ricchezze e la fama. Solo quelle. I più ambiziosi, quelli che vogliono scolpire il loro nome nella leggenda, possono decidere di giocare a dadi con il destino mettendosi sulle tracce della fortuna di Atena, il tutto all’interno di una mappa di gioco liberamente esplorabile disseminata di isole di varie dimensioni, abitate per lo più da pericolosi scheletri ed avamposti nei quali trovare ristoro ed incontrare alcuni personaggi del gioco. Con chi e in che modo affrontare questo cammino sta solo a noi deciderlo, istante per istante.

La prima scelta, quella legata alla ciurma, deve necessariamente essere effettuata ogni qualvolta si avvia una nuova partita e ha una diretta conseguenza sulla tipologia di imbarcazione messa a disposizione nella sessione di gioco. Scegliendo di iniziare da soli o in un gruppo composto da 2 pirati è possibile utilizzare la Sloop, una piccola imbarcazione ad un solo albero, mentre aumentando il numero di membri della ciurma a 3 o 4, si ottiene un classico Galeone a tre vele. Una volta radunata la ciurma si può finalmente accedere al mondo di gioco vero e proprio e decidere come vivere la propria avventura piratesca, in totale libertà. Sea of Thieves è infatti un titolo open world nel senso più letterale del termine. Ad ogni avvio il giocatore e la sua eventuale ciurma si ritrovano su una delle numerose isole presenti nel gioco, generalmente un avamposto, e da qui prende il via il loro viaggio. Un viaggio che, come già detto, esula da qualunque tipo di binario o imposizione di design. In Sea of Thieves possiamo decidere di oziare tutto il giorno sulla spiaggia ingurgitando grog e suonando insieme alla nostra allegra brigata, possiamo salpare per mettere a ferro e fuoco l’intera area nel tentativo di saccheggiare più navi possibili, possiamo navigare senza meta alla ricerca di tesori o, perché no, decidere di collaborare con una delle 3 Compagnie Commerciali presenti nel mondo di gioco accettando gli incarichi assegnati, previo pagamento di una piccola somma di denaro, dai rappresentanti presenti in ogni avamposto.

MX Video - Sea of Thieves

La prima Compagnia, quella dei Cercatori d’Oro, chiede ai giocatori di esplorare le tre regioni presenti nel gioco in cerca di forzieri nascosti di varia natura, mentre la seconda, conosciuta come l’Ordine delle Anime, ci mette sulle tracce degli scheletri di leggendari pirati e dei loro preziosi teschi. L’Alleanza del Mercante, infine, sprona i giocatori a viaggiare per il mondo con l’intento di recuperare animali rari e merce di varia natura, che andrà riconsegnata entro un tempo limite in uno specifico avamposto. Allo stato attuale Sea of Thieves include una discreta varietà di forzieri differenti, tra cui due “maledetti” capaci di mettere in crisi anche i pirati più esperti, diverse tipologie di scheletri, ognuna dotata di punti di forza e debolezze, una gamma di reliquie più o meno preziose ed una selezione di casse ricolme di materie prime perfettamente il linea con l’ambientazione del titolo come tè, sete e zucchero. Tra le risorse di tipo animale troviamo invece galline, maiali e serpenti, disponibili in un vasto assortimento cromatico e dotati di qualità che possiamo definire peculiari. I maiali devono essere nutriti con regolarità dopo la cattura, i serpenti non perdono occasione per avvelenare chiunque commetta l’errore di passargli a tiro senza suonare della buona musica, e le galline non smettono mai di fare rumore rendendo il vascello individuabile da chiunque sia nei paraggi.

A differenza di altri titoli, l’accettazione di un Viaggio (così vengono definite queste missioni nel gioco) non coincide però con l’inizio dello stesso. Per avviarlo è necessario posizionare la pergamena in nostro possesso sul tavolo del capitano a bordo della nostra nave e sottoporla al voto dell’intera ciurma. Una volta raggiunta la maggioranza, tutti i partecipanti ricevono le indicazioni per portare a termine l’incarico sotto forma di un numero variabile di mappe, indovinelli, taglie o "liste della spesa" con animali e risorse da raccogliere. Ai giocatori, a questo punto, non resta che individuare sulla mappa dei mari presente a bordo della nave il loro primo obiettivo e salpare in cerca di ricchezze e fortuna. Ma non fate l’errore di pensare che in Sea of Thieves basti trovare un tesoro o sconfiggere lo spirito di un capitano per ottenere una ricompensa. Bisogna anche riportarli ad uno dei diversi avamposti presenti e consegnarli alle relative Compagnie, così da ottenere oro e reputazione per avanzare di grado in ognuna delle organizzazioni. E niente paura: non serve azzuffarsi per decidere chi consegna un tesoro. Tutti i membri di una ciurma ricevono infatti la stessa ricompensa e reputazione. Salendo di livello si possono sbloccare nuovi gradi, così da garantirsi l’accesso ad incarichi via via sempre più complessi e remunerativi in ciascuna delle compagnie. Ma le cose non sempre filano così lisce.

Come già detto avviando una partita di Sea of Thieves si entra in un universo popolato anche da altri giocatori, ognuno dei quali vive le proprie avventure ma sempre all’interno di un mondo condiviso. Questo significa che nel corso di ogni sessione può sempre capitare di incontrare altri pirati in carne ed ossa, ed è qui che entra davvero in gioco l’ambiziosa struttura messa in piedi da Rare. I tesori e le risorse, una volta raccolti, non diventano di proprietà del giocatore e tantomeno spariscono in un ipotetico inventario. Sono degli elementi di gioco tangibili, che devono essere trasportati da una parte all’altra, che continuano a galleggiare se la nave che li trasporta affonda e che possono ovviamente essere rubati visto che le eventuali ricompense vengono elargite alla ciurma che consegna effettivamente gli oggetti, al di là di eventuali incarichi attivi. Come se non bastasse, Rare ha deciso di non inserire limitazioni o aree sicure, così da non condizionare in nessun modo l’esperienza di gioco. Può capitare quindi di imbattersi in ciurme amichevoli con le quali collaborare, di scambiare quattro chiacchiere sfruttando la chat di prossimità presente nel gioco o di incrociare equipaggi avidi che non esiteranno ad attaccarci per trafugare le ricchezze accumulate con fatica nella stiva della nave. O, perché no, potremmo essere noi i pirati assetati di sangue e ricchezze che solcano i mari in cerca di navi da mandare a picco a suon di cannoni o che tendono imboscate alle altre ciurme, per avidità o semplice spirito di competizione. Sea of Thieves è un gioco di pirati e l’etica, si sa, non rientra nelle caratteristiche peculiari della categoria. Allo stesso tempo il gioco include inoltre una serie di attività collaterali, come la possibilità di suonare insieme ad altri giocatori o bere grog fino a non riuscire più ad andare dritti, pensate principalmente per favorire l’interazione pacifica tra i giocatori insieme ad un interessante sistema di comunicazione non verbale, attivabile attraverso la croce direzionale e perfettamente contestualizzato all’oggetto in uso, che consente di comunicare facilmente con chi ci sta di fronte anche se non si dispone di un microfono o si parlano lingue diverse.

Ad aggiungere ulteriore dinamicità al gioco ci pensano poi una serie di eventi casuali come la possibilità di raccogliere nuovi incarichi trovando messaggi in bottiglia o leggendo specifici libri, di incappare in relitti sommersi esplorabili avventurandosi sotto la superficie dell’acqua, o di imbattersi nei giganteschi tentacoli del Kraken, che non esiterà ad attaccare le imbarcazioni o a scagliare il più lontano possibile qualunque essere umano gli capiti a tiro. A completare l’offerta troviamo poi gli assalti ai fortini controllati dagli scheletri, degli eventi globali pensati specificamente per essere affrontati da più ciurme e ai quali possono prendere parte tutti i giocatori presenti sullo stesso server, che vengono “attirati” in zona dalla comparsa di una minacciosa nuvola a forma di teschio visibile ad occhio nudo anche a grande distanza. Durante un assalto ad un fortino i giocatori sono chiamati ad abbattere una decina di ondate di scheletri via via sempre più pericolose prima di affrontare un coriaceo capitano che, una volta sconfitto, lascerà sul terreno la chiave per accedere ai preziosi tesori custoditi nel cuore dell’insediamento.

A fare da “collante” tra tutte queste attività ci pensano le fasi di navigazione, che in Sea of Thieves rivestono un ruolo a dir poco fondamentale. Nel gioco non è infatti presente nessun tipo di viaggio rapido, e l’unico modo per spostarsi da una parte all’altra della mappa, come prevedibile, è quello di salire a bordo della propria nave, spiegare le vele, issare l’ancora e mettersi al timone per affrontare le onde. Tutte queste azioni devono essere compiute in prima persona e, per quanto possibile, in modo coordinato dai membri delle equipaggio che le ripeteranno costantemente nel corso dell’avventura per adattarsi dinamicamente alle situazioni. In Sea of Thieves le navi non sono però dei semplici mezzi di trasporto o da battaglia. Rappresentano la “base galleggiante” di ogni equipaggio, dove è necessario nascondere i tesori raccolti prima di tornare ad un avamposto e dove è possibile accumulare tre tipologie di risorse trovate durante l’esplorazione, ovvero palle di cannone, assi di legno e banane.

Le prime non credo abbiano bisogno di presentazioni, mentre le assi di legno servono per riparare lo scafo della nave al fine di evitare di diventare mangime per gli squali dopo essere stati colpiti dal nemico o dopo aver urtato uno scoglio in seguito ad una manovra azzardata. Le banane invece possono essere consumate, rigorosamente senza togliere la buccia, per recuperare le energie e rimandare, per quanto possibile, la dipartita del proprio pirata. Nel caso questo dovesse accadere, comunque, non avete comunque motivo di preoccuparvi se non per l’eventuale bottino lasciato incustodito. Il vostro alter-ego infatti rinascerà poco dopo sulla propria nave o in un avamposto se questa sarà affondata, dopo una breve permanenza sul Traghetto dei Dannati. Nel caso dovessimo invece allontanarci troppo dalla nostra barca o qualora questa finisse a far compagnia ai pesci sul fondo del mare, il gioco invierà in nostro soccorso una sirena attraverso cui potremo facilmente tornare a bordo della nostra nave o riceverne una di nuova di zecca.

Pad alla mano Sea of Thieves mette subito in chiaro la sua natura ibrida miscelando senza troppa difficoltà gli elementi derivati dal genere FPS con una gestione dell’inventario tanto semplice quanto intuitiva, che gli sviluppatori di Rare hanno deciso di affidare ai due tasti dorsali. Premendo LB si accede infatti alla ruota degli oggetti, tramite cui è possibile passare in rassegna tutte le attrezzature a disposizione. Oltre alle tre risorse di cui ho parlato poco sopra, ogni pirata che si rispetti non può infatti rinunciare ad un utile cannocchiale, ad una bussola, fondamentale per orientarsi sia in mare che sulla terraferma vista l’assenza di una mappa richiamabile dal menu di gioco, ad una lanterna, ad un pratico secchio, ad un orologio, ad un boccale e ad un paio di strumenti musicali. Molti di questi oggetti hanno utilizzi alternativi o modalità di condivisione delle informazioni. Le lanterne, per esempio, possono essere utilizzate per illuminare la via, ma anche per indebolire alcune tipologie di nemici o risolvere alcuni indovinelli, mentre il secchio può essere utilizzato non solo per svuotare la stiva della nave dall’acqua accumulata ma anche per lanciare liquidi verso compagni ed avversari. Bussola ed orologio, una volta impugnate, possono invece essere consultate o, in alternativa, mostrate a chi ci sta vicino, nel caso fosse necessario. Premendo RB si attiva infine un’altra ruota che raccoglie eventuali mappe o incarichi attivi e che possono essere impugnati alla stregua degli altri oggetti presenti nell’inventario. Premendo il tasto Y si passano invece in rassegna le 2 armi presenti nell’inventario, che possono essere selezionate tra le 4 attualmente disponibili nel gioco interagendo con un apposito baule presente negli avamposti o sulla nostra imbarcazione. Oltre ad un’immancabile spada, in Sea of Thieves troviamo tre armi da fuoco, ovvero una pistola, un archibugio ed un moschetto, che si differenziano per capacità offensiva e rateo di fuoco.

Questi strumenti offensivi vengono consegnati al giocatore sin dal primo istante e rimangono tali per tutta la durata dell’avventura, così come tutti gli altri oggetti presenti nell’inventario. Per una precisa scelta degli sviluppatori in Sea of Thieves non sono infatti presenti sistemi di progressione dell’inventario o del personaggio, ma solo modifiche di carattere estetico. Recandosi dai vari venditori presenti negli avamposti è possibile acquistare modelli di armi differenti, oggetti più curati, nuovi capi di abbigliamento e personalizzazioni per la propria imbarcazione, ma la loro funzione è puramente estetica. Come diretta conseguenza di questo, il titolo di Rare non prevede lo sviluppo del personaggio tramite statistiche, punti abilità o power-up ma consente semplicemente di acquistare alcune modifiche estetiche per il proprio alter-ego, così da poterlo adattare meglio alle nostre preferenze. Salendo di grado nelle varie compagnie è però possibile sbloccare nuovi oggetti o titoli, utili per mostrare al mondo il nostro grado di esperienza. Raggiungendo il livello 50 in tutti e tre i “business” si accede infine al grado di “pirata leggendario”. Ottenendo questo status il giocatore si garantirà l’accesso ad una serie di contenuti aggiuntivi come dei nuovi Viaggi legati alla misteriosa Fortuna di Atena, un rifugio popolato dai fantasmi dei pirati ed una serie di personalizzazioni aggiuntive. Raggiungere questo status è però tutt'altro che impresa semplice, visto che scalare i livelli di ogni compagnia è un'impresa molto lunga e, nel momento in cui scrivo ci è riuscito un solo giocatore, uno streamer su Twitch.

Dal punto di vista tecnico Sea of Thieves sfrutta le potenzialità dell’Unreal Engine per raggiungere i 1080p su Xbox One e One S ed il 4k nativo su One X, sempre a 30fps e con pieno supporto alla tecnologia HDR (dove disponibile). Il motore di gioco gestisce inoltre senza difficoltà l’alternanza giorno-notte ed un sistema meteo dinamico completo di altissima qualità. Ottimo anche il comparto audio, che riesce ad avvolgere il giocatore in ogni situazione e ad accompagnare i momenti più importanti con una colonna sonora discreta ma di ottima fattura. Vale comunque la pena di sottolineare che Sea of Thieves include pochissimi dialoghi, non doppiati nella nostra lingua a differenza delle parti scritte, che sono completamente localizzate.

Concludo con una doverosa parentesi legata al matchmaking (che supporta il cross-play con la versione Windows 10) e alla stabilità generale del sistema. Durante le mie molte sessioni sono incappato in un'unica disconnessione e non ho mai riscontrato particolari difficoltà, ma è comunque giusto segnalare che nei primi giorni dopo il lancio ci sono stati alcuni problemi (lag, bug di varia natura ed errori in fase di log-in), causati principalmente dal sovraffollamento dei server e che sono stati in buona parte i risolti grazie ad alcuni tempestivi interventi di manutenzione straordinaria, ai quali ha fatto seguito la prima patch ufficiale.

Amore

Vide 'o mare quant'è bello

- Per quanto possa apparire scontato, il primo aspetto capace di catturare l’attenzione del giocatore in Sea of Thieves è proprio il mare. Un mare cristallino, magnifico da guardare e da esplorare ma anche, e soprattutto, da solcare a bordo della propria imbarcazione. Un mare nel quale le onde si muovono in maniera realistica in base alla situazione, al vento e alle condizioni meteo. Un mare che non si limita ad essere un elemento di contorno ma che, grazie ad una realizzazione tecnica allo stato dell’arte, può tramutarsi improvvisamente da fido alleato ad avversario inaspettato. Mai prima d’ora un videogioco poteva vantare una rappresentazione così realistica ed accurata di questo elemento, capace non solo di lasciare senza fiato anche dopo molte ore di gioco ma anche di settare un nuovo metro di paragone. Da questo punto di vista il titolo di Rare è una vera e propria pietra miliare che sono sicuro farà scuola negli anni a venire.

Gameplay unico

- Il sistema di gioco alla base di Sea of Thieves se ne frega degli standard attuali del settore, mettendo da parte le dinamiche di progressione e sviluppo del personaggio fatte di statistiche e skill-tree in favore di un divertimento più puro, immediato ed accessibile a tutti. Un divertimento che riporta i giocatori alle loro origini e che si basa fondamentalmente su due aspetti: libertà ed interazione tra i giocatori. L’insieme di questi due elementi, sapientemente amalgamati da Rare e impreziositi da una componente multigiocatore di grande spessore, fa sì che ogni incontro diventi un’incognita e che ogni viaggio sia una storia a sé, per nostra scelta o per volontà altrui. L’assenza di un vero e proprio obiettivo, la scelta di non imporre al giocatore di decidere a priori cosa fare e la presenza di molteplici possibilità di approccio permettono ai giocatori di interpretare in totale autonomia il ruolo del pirata. Tutto questo si traduce in una profondità di gioco inaspettata e difficile da trasmettere in un testo scritto. Nel corso delle mia prova ho giocato da solo, in coppia e in gruppo. Ho collaborato con sconosciuti e ho fatto il gioco sporco. Ho preso parte a lunghi scontri tra equipaggi multipli. Ho stretto alleanze e vendicato i torti subiti. Ho assaltato le navi avversarie e sono stato abbordato. Ho resistito fino allo stremo per non essere derubato e ho architettato tattiche elaborate per trafugare dei tesori. Ho perso tempo dando la caccia a navi che non trasportavano nulla. Ho bevuto e suonato canzoni, da solo e in compagnia. Ho sparato dai cannoni e sono stato sparato dai cannoni. Ho passato ore a cercare tesori, a nasconderli, ad ispezionare relitti, ad ammirare l’orizzonte, ad inveire dietro alla sorte per una tempesta improvvisa o per l’ennesimo cambio di direzione del vento. A volte ho vinto e a volte sono stato sconfitto. La cosa più importante però è che ho vissuto tutto questo senza mai smettere di divertirmi e di collezionare momenti indimenticabili. E scusate se è poco.

Nessuno è lasciato indietro

- Se il titolo di Rare non offre potenziamenti o livellamenti ai giocatori, c'è un motivo molto valido: tutti i partecipanti devono giocare ad armi pari, indipendentemente da quanto tempo hanno dedicato al gioco. Il super-appassionato che passa decine di ore a settimana sugli oceani non ha nessun vantaggio rispetto al padre di famiglia che magari può giocare solo 2-3 ore nel weekend, e viste le dinamiche del titolo questo è un bene. Sarebbe davvero frustrante, infatti, venire sconfitti da altri giocatori solo perché hanno potuto giocare - e quindi potenziarsi - più di noi, o perdere scontri navali perché hanno potuto aggiungere cannoni più potenti e magari rinforzare la nave. Allo stesso modo, se facessimo ciurma con giocatori più forti, veloci e resistenti di noi, saremmo facilmente lasciati indietro mentre loro si divertono con nemici ed attività alla loro altezza. E' ovvio che questo non piacerà ai più competitivi ed a quelli a cui piace mostrare la propria superiorità nelle arene online, ma Sea of Thieves non ha mai voluto essere un gioco che soddisfasse quel tipo di esigenze.

Datti da fare, mozzo!

- Uno degli aspetti più interessanti e coinvolgenti di Sea of Thieves è sicuramente quello legato alla necessità di compiere materialmente buona parte delle azioni previste nel gioco. I giocatori, oltre a dover fisicamente trasportare tesori, barili e risorse (cosa che gli impedisce di utilizzare le mani per combattere, mangiare banane e così via), sono infatti chiamati ad eseguire con continuità gesti che in altri titoli vengono relegati ad un ruolo marginale. Devi dissotterrare un tesoro? Impugna la pala e scava. Vuoi individuare un isola o una nave da abbordare? Scorri la mappa e, in caso di dubbi, rispolvera il tuo fidato cannocchiale e scruta l’orizzonte. Devi tappare una falla? Recupera un’asse di legno e datti da fare. Devi catturare una gallina? Prendi una cesta e inizia a correrle dietro. Questa filosofia si applica praticamente ad ogni meccanica presente nel gioco, senza distinzioni tra ciò che potrebbe sembrare fondamentale, come l’utilizzo della vanga o del secchiello, e ciò che si potrebbe considerare come superfluo, come il suonare uno strumento. Una scelta di design coraggiosa che, anche grazie ad un sistema di controllo ben calibrato e ad un HUD ridotto ai minimi termini, conferisce una profondità inaspettata al titolo consentendo agli aspiranti pirati di immedesimarsi davvero nel ruolo.

Navigazione

- Un pirata non sarebbe nulla senza la sua nave. Questo Rare lo sa bene ed è per questo che in Sea of Thieves le imbarcazioni non sono degli accessori. Sono uno degli elementi cardine dell’esperienza di gioco e vengono trattate con il rispetto che meritano. Grazie alla somma degli aspetti positivi citati finora, navigare nei mari di Sea of Thieves non è mai semplice. E’ una sfida, ma di quelle piacevoli, che raggiunge i confini dell’estasi durante le fasi di combattimento o nelle situazioni più intense, come le tempeste. E in quei momenti che il giocatore si trova a fare davvero i conti con l’importanza del vento, con la fisicità del mare, con la visibilità limitata e con la necessità di coordinare ogni singolo movimento per sfruttare a proprio vantaggio tutto ciò che il mondo di gioco mette a sua disposizione. Sopravvivere ad uno scontro a fuoco o ad una tempesta in Sea of Thieves regala sensazioni profonde, delle quali difficilmente si riesce a fare a meno dopo averle provate. Nessun gioco prima d’ora aveva mai riprodotto in modo così soddisfacente questo aspetto, a riprova della grande passione riposta dagli sviluppatori nel titolo.

Stile inimitabile

- Rare da sempre infonde nei suoi titoli uno stile unico e l’ultima fatica della software house non fa eccezione da questo punto di vista. Il comparto grafico, grazie ad un magistrale utilizzo delle potenzialità dell’Unreal Engine di Epic e ad una direzione artistica da premio oscar, lascia costantemente a bocca aperta il giocatore alternando senza soluzione di continuità panorami da cartolina, scorci indimenticabili, notti stellate e giochi di luce meravigliosi. Grazie ad una sapiente gestione delle risorse a disposizione gli sviluppatori, al netto di alcuni difetti minori, sono infatti riusciti a raggiungere un livello di dettaglio più che adeguato ed una distanza visiva davvero notevole. Ma Sea of Thieves non è solo grafica. La passione e le capacità di Rare sono chiaramente visibili nel design globale, cartoonesco ma dotato di grande carattere, nell’attenta caratterizzazione delle tre marco-regioni presenti nel gioco, nelle numerose chicche che impreziosiscono l’esperienza, come la possibilità di utilizzare i cannoni per sparare sé stessi e gli altri o la possibilità di suonare tutti insieme la stessa canzone semplicemente premendo un tasto, nelle animazioni degli animali, nell’importanza data al comparto audio, nella poesia degli obiettivi in rima e nella continua volontà di rendere il gioco il più accessibile possibile eliminando tutte le barriere superflue. Da questo punto di vista Rare ha fatto sicuramente centro, confezionando un prodotto di grande qualità capace di fare breccia nel cuore dei giocatori.

Odio

Potenziale inespresso

- Dopo aver passato parecchie ore giocando a Sea of Thieves ho iniziato ad avvertire una sensazione “strana”. Non parlo né di noia né di ripetitività, ma semplicemente dell’impressione che Rare avrebbe potuto fare di più per permettere al suo nuovo titolo di mettere in mostra l’enorme potenziale che si nasconde sotto le meravigliose increspature del gameplay. Sarebbe bastato includere al lancio qualcuna delle feature previste per il prossimo futuro, come una maggiore elasticità del sistema di matchmaking (ad oggi se si parte in 3, non si può poi aggiungere un quarto giocatore a meno di terminare la partita) o gli animali da compagnia, e magari osare un po’ di più dal punto di vista dei contenuti e della varietà generale per consentire al gioco di fare sin da subito un salto di qualità. Per quanto l’esperienza di gioco vari in modo sensibile ad ogni partita, le meccaniche alla base del gioco dipendono per buona parte dalla capacità del giocatore di immedesimarsi nel ruolo di pirata e questo, alla lunga, potrebbe stancare una parte dell’utenza. Non sappiamo se si tratti di una scelta legata alla volontà di diluire nel tempo i contenuti o semplicemente di una rinuncia resasi necessaria per rispettare i tempi di sviluppo previsti, ma obiettivamente poco importa. Una maggiore attenzione a tutti questi aspetti avrebbe sicuramente permesso al titolo di dimostrare il suo vero valore al day-one.

Tutorial praticamente inesistente

- Nonostante Sea of Thieves non sia un titolo complesso, alcune delle dinamiche di gioco avrebbero meritato sicuramente una spiegazione migliore rispetto alla breve e lacunosa introduzione presente nella versione attuale. E’ davvero incredibile che gli sviluppatori di Rare abbiano volutamente deciso di non guidare il giocatore nelle fasi iniziali del gioco, nemmeno per quanto riguarda le meccaniche di base, affidando a poche linee di testo (peraltro non particolarmente chiare) il compito di introdurre il giocatore alle azioni principali. Se da un lato è pur vero che questa scelta consente di non privare il giocatore nel piacere delle scoperta, è altrettanto vero che non tutti hanno avuto la possibilità di provare il gioco prima del lancio o di appoggiarsi ad un amico nelle prime ore di gioco ritrovandosi, di fatto, a vagare per la mappa di gioco senza avere la minima idea di come comportarsi.

Un mondo senza passato

- Se l’assenza di una vera e propria trama è in buona parte giustificabile in un titolo come Sea of Thieves, lo stesso non si può dire della totale evanescenza del background. Per quanto gli sviluppatori abbiano tentato di inserire nel titolo dettagli, richiami e citazioni, il mondo di gioco non riesce mai a coinvolgere il giocatore facendolo sentire parte di qualcosa di vivo e dotato di un proprio passato. I personaggi che incontriamo alludono a eventi pregressi, a personaggi leggendari ed a situazioni personali che però non trovano quasi mai riscontro nel mondo di gioco. La cosa che più lascia perplessi è che, esplorando la mappa, è facile imbattersi in relitti, caverne misteriose e tracce di antichi insediamenti con tanto di graffiti ma, ad oggi, il giocatore non ha quasi mai l’impressione di trovarsi in un modo vivo e ricco di misteri da scoprire. L’introduzione di una mitologia e di un passato “credibili” avrebbe sicuramente giovato all’esperienza di gioco rendendo l’universo di Sea of Thieves unico nel suo genere.

Spade

- Onestamente ho trovato il combat system legato alle spade troppo elementare. La presenza di due sole tipologie di attacco e l’assenza di una qualsivoglia possibilità di creare il proprio stile di combattimento sminuisce gli scontri all’arma bianca relegandoli ad un ruolo fin troppo marginale per un titolo piratesco. La speranza, anche in questo caso, è che Rare prenda in considerazione di ampliare il ventaglio di possibilità a disposizione di tutti coloro che sognano di poter duellare seriamente con gli avversari sul ponte del proprio galeone.

Tiriamo le somme

E’ inutile girarci intorno. Sea of Thieves è un titolo così innovativo e così ambizioso da non poter piacere a tutti. E’ un gioco che prende le distanze dagli standard dei generi ai quali verrebbe più facile accomunarlo e che osa proponendo al giocatore un obiettivo completamente inedito: l’assenza di obiettivi. Il titolo di Rare mette il giocatore al centro del gameplay “limitandosi” a fornire a ciascuno gli strumenti per plasmare la propria avventura. E' una frase abusata, ma è così: in Sea of Thieves non è la destinazione ad essere importante, ma il viaggio. Il viaggio inteso come l’insieme delle esperienze e dei momenti vissuti per raggiungere una specifica isola superando indenni una furiosa tempesta, per sfuggire all’ennesima incursione avversaria durante una sessione in solitaria o per spartirsi il bottino con un gruppo di pirati “sconosciuti” dopo aver portato a termine un’impresa. Chi riesce ad accettare questa filosofia ed a farla sua si ritrova catapultato in un mondo dal quale è difficile uscire, anche dopo innumerevoli ore. Un mondo nel quale non si gioca per progredire, per primeggiare o per ottenere l’equipaggiamento migliore. Si gioca per divertirsi e, quando possibile, condividere questo divertimento con tutti gli altri. In quest’ottica i difetti evidenziati finiscono inevitabilmente per essere ridimensionati dal peso specifico della produzione, che allo stato attuale rappresenta non solo un’ottima base di partenza sulla quale lavorare ma anche un segnale forte per tutta l’industria videoludica. Chi invece cerca un’esperienza più convenzionale, nella quale sono la narrazione e la progressione a farla da padrone, probabilmente non riuscirà ad abbracciare la filosofia di Rare ritrovandosi ben presto a fare i conti con l’assenza di stimoli adeguati alle sue aspettative.
8.3

c Commenti (40)

copertina

L'autore

autore

Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS fino al 2004, quando approda su Xbox. Ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

c

Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
x Invio commenti disattivato per gli articoli più vecchi di tre mesi.
caricamento Caricamento commenti...