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Headlander

Recensione - Headlander

I sempre più creativi ragazzi di Double Fine ci chiedono con Headlander di perdere letteralmente la testa… e usarla per svolazzare in giro fino a trovare un nuovo corpo che la ospiti. Questa è la premessa dell'action-platformer dal sapore metroidvania appena arrivato su Xbox One; vediamo di cosa si tratta.

Il Gioco

In un lontano futuro l'umanità intera si è estinta, ad eccezione di un ultimo essere umano ibernato su una nave spaziale in viaggio tra le stelle… ma neanche lui se la passa troppo bene, visto che l'unica sua parte rimasta è la testa, mantenuta in vita da un sofisticato casco autosufficiente. Un giorno la nave viene però attaccata da forze misteriose, e i sistemi automatici risvegliano il nostro eroe (o eroina, visto che all'inizio del gioco possiamo sceglierne aspetto e sesso tra varie… teste) che, privo di un corpo e quindi di polmoni, non può neanche parlare. I sistemi della nave si affrettano quindi a posizionare la testa con il suo casco-custodia sul corpo di un automa, per permettergli di cavarsela nella situazione di pericolo. Starà a noi esplorare la nave, usando la testa (letteralmente!) per risolvere grattacapi di ogni genere, superare combattimenti ostici e scoprire cosa stia accadendo.

Headlander è un action-platform game a scorrimento dalla struttura metroidvania che alterna principalmente due fasi di gioco: una è quella che ci vede esplorare liberamente l'astronave utilizzando il corpo robotico al quale abbiamo agganciato la nostra testa, mentre l'altra ci vede sganciarci dal corpo svolazzando liberamente tramite dei propulsori del casco, con la possibilità di infilarci in spazi stretti e agganciarci ad altri corpi robotici privi di testa (o che abbiamo preventivamente decapitato sparandogli). L'utilizzo del corpo è necessario per interagire con i vari oggetti e strumenti dell'astronave oltre che combattere, mentre volare con la sola testa ci permette di raggiungere aree altrimenti inaccessibili e superare i molti enigmi presenti nel gioco.


MX Video - Headlander

Nelle fasi di combattimento dobbiamo usare al meglio le coperture offerte dagli elementi dello scenario; molte armi hanno peraltro proiettili che rimbalzano su muri e altri elementi dell'ambiente, quindi è importante saper giocare di sponda per raggiungere nemici altrimenti impossibili da colpire con colpi diretti. Il tipo di armamento disponibile dipende dal tipo di corpo di cui siamo dotati: nell'astronave troviamo infatti diverse categorie di corpi robotici distinte da colorazioni diverse. Molte porte peraltro lasciano passare solo robot di colori specifici, quindi dobbiamo aguzzare l'ingegno per cercare di attraversarle.

L'utilizzo dei robot e la possibilità di passare dall'uno a l'altro è quindi una parte fondamentale degli enigmi del gioco, che ci vedono usare ascensori, porte e meccanismi cercando di utilizzare i robot più adatti. E' addirittura possibile agganciarsi ad elementi dello scenario come computer o leve per attivare o disattivare certi meccanismi, o usare robot "minori" come per esempio quelli di pulizia, utili per spostarsi in aree a loro riservate e che sono decisamente troppo strette per robot umanoidi.

Le 6 ore circa di campagna (qualcosina in più se si cercano i segreti nascosti in giro per il gioco) vanno via tra enigmi, combattimenti ma anche molto backtracking visto che, in pieno stile metroidvania, alcune aree sono inizialmente inaccessibili; fortunatamente c'è una comoda minimappa per tenere traccia di tutte le aree esplorate e non. Degno di menzione anche l'aspetto abbastanza comico e cartoonesco del titolo, che con diversi robot spassosi e un personaggio muto ma esilarante nelle mimiche riesce ad offrire diversi momenti piuttosto divertenti. Infine, capitolo localizzazione: il titolo di Double Fine Productions è in italiano per quel che riguarda tutti i testi (comprese le scritte sui muri), ma il doppiaggio rimane in inglese, fortunatamente egregiamente sottotitolato in italiano.

Amore

Ho perso la testa per te

- L'idea alla base di Headlander è davvero unica, e la possibilità di volare con la nostra testa agganciandoci poi a corpi di tipi diversi dà vita a meccaniche d'esplorazione e puzzle estremamente originali, che si arricchiscono di capitolo in capitolo con nuove interazioni e modi di "usare la testa". Davvero una trovata originale.

Robotico!

- Altra novità interessante del titolo Double Fine è l'uso creativo dei robot che gironzolano nel mondo di gioco. Dai "banali" nemici umanoidi che ci renderanno la vita difficile attaccandoci con le loro armi, ma che poi diventano alleati una volta che gli rubiamo il corpo, alle porte robotiche parlanti in preda alla depressione, per non parlare dei computer di bordo controllabili e i robottini di pulizia che sparano battute dark e che possono essere controllati per aggirarsi nei condotti appositi. Insomma, la vostra testa finirà in meccanismi robotici di ogni genere, molti dei quali totalmente inaspettati.


Odio

Combattimenti non eccezionali e in abbondanza

- Uno degli aspetti meno riusciti del titolo sono però proprio i combattimenti contro i robot, che si riducono quasi sempre a uno sparare avanti indietro a distanza, dovendo per altro mirare molto in fretta e con poco margine di errore, andando un po' contro la natura altrimenti molto puzzle del titolo. La vita dei robot di cui andiamo ad impossessarci è molto bassa, quindi si dovrà spesso cambiare corpo, mentre la rimozione della testa degli altri roboto è un pochino imprecisa risultando in alcune sessioni di gioco frustranti dove distruggiamo i corpi invece delle teste. E c'è anche un forte respawn dei nemici già sconfitti, cosa che rende più tedioso il backtracking.

Cosa devo fare?

- Altro problema è che spesso gli obiettivi non sono chiarissimi: il gioco può aspettarsi che risolviamo certi enigmi interagendo con terminali mai visti, aprendo porte poco visibili o usando usando robot che non sembravano utilizzabili. Si finisce quindi, quando siamo bloccati, nel cercare di interagire con qualunque oggetto finché non troviamo la soluzine, come avviene in certe avventure punta e clicca. Quando gli enigmi sono intuitivi il gioco sa essere molto divertente, ma la struttura aperta rischia di causare frustrazioni quando la soluzione è poco prevedibile, rischiando di far perdere tempo e pazienza ai giocatori.

Tiriamo le somme

Con Headlander Double Fine ci porta ancora una volta un titolo assolutamente folle, con una meccanica originale e molto accattivante. La follia e la simpatia si fanno apprezzare fino alla fine del gioco, che però purtroppo soffre di diversi punti deboli, tra cui combattimenti non esaltanti ed enigmi a volte poco logici. Si tratta comunque di un titolo originale e divertente che gli appassionati del genere sapranno apprezzare.
7.3

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L'autore

autore

Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

c

Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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