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Recensione - FRU

Annunciato nel 2014 e mostrato addirittura sul palco di Microsoft all'E3, il gioco per Kinect dell'italiano Mattia Traverso e del team internazionale di Through Games FRU arriva finalmente su Xbox One, invitandoci a rispolverare una periferica che sembrava ormai destinata all'oblio. Scopriamo insieme con quali risultati.

Il Gioco

Grazie alla possibilità di catturare i movimenti del giocatore, Kinect è stato sfruttato in passato principalmente da titoli che ci vedevano impegnati in diverse attività: sport, combattimenti, guida di veicoli fingendo di impugnare un volante invisibile o anche come improvvisati spadaccini alle prese con montagne di frutta volante. Ma una delle peculiarità del sensore di Microsoft è anche quella di poter catturare in tempo reale la nostra silouhette, ed è proprio da qui che parte l'idea di Through Games. FRU (che poi non è altro che la pronuncia di "through", "attraverso"), ci vede controllare una minuta bambina con una maschera da volpe attraverso 101 livelli dalla grafica 2D, con tipiche meccaniche da platform game con visuale laterale a schermata fissa: le uniche azioni consentite sono muoversi a destra e sinistra e saltare, anche perché non esistono nemici da battere ma solo livelli di complessità crescente da superare. E si usa il controller: niente controlli di movimento.

A che serve quindi il Kinect? E' qui che entra in scena la nostra silouhette: i livelli sono tutti apparentemente impossibili da superare, con burroni troppo ampi da saltare, pareti che bloccano la strada e pericoli di altri tipi, ma possiamo aiutare la piccola protagonista mettendoci davanti al Kinect e sovrapponendo la nostra "ombra" alla schermata di gioco per rivelare una versione alternativa della realtà, una sorta di mondo parallelo che ha molti elementi in comune con quello principale ma anche molte differenze. A seconda dei livelli, la nostra silouhette ha diversi utilizzi: ci sono aree nelle quali l'area coperta dalle parti del nostro corpo nasconde o rivela parti del livello, mentre in altre permette di attivare dei meccanismi o addirittura trasforma la nostra silouhette in un blob acqueo nel quale la protagonista può nuotare per raggiungere altre aree. Il tutto mentre col controller, impugnato in una sola mano (serve il solo pollice per muoversi con lo stick e l'indice per saltare usando il grilletto), continuiamo a muovere il personaggio coordinandone i movimenti con quelli del nostro corpo.

MX Video - FRU

Vi faccio qualche esempio. Nel primo capitolo della storia - sì, perché c'è anche una storia narrata sullo sfondo dell'avventura - la meccanica è quella di nascondere o rivelare parti di livello con il nostro corpo. Se ad un certo punto incontriamo un muro che ci impedisce di proseguire verso l'uscita, basta sovrapporre il nostro corpo al muro per farlo scomparire e liberare il percorso. Ma attenzione, perché far scomparire il muro potrebbe creare anche un enorme burrone sotto di esso, quindi non dovremmo sovrapporci completamente ma porre solo una parte del corpo, magari una mano, nella parte superiore del muro per creare una via per la protagonista, mentre la facciamo muovere manovrando il pad con l'altra mano. Le cose si fanno però più complesse quando le parti da coprire sono in movimento. Immaginate tre piattaforme mobili sulle quali saltare in successione: la prima e la terza sono invisibili, quella centrale invece è visibile. Possiamo porre una mano sulla prima per renderla visibile, seguendone i movimenti per far sì di tenerla sempre coperta, ma allo stesso tempo dobbiamo evitare ci coprire col corpo quella centrale per evitare di farla scomparire, per poi coprire anche la terza una volta raggiunta la piattaforma centrale, così da poterci saltare sopra e completare il livello. Questo porta a contorsionismi di tutti i tipi che ci vedono metterci a gattoni a terra, posizionarci in equilibrio su una gamba e così via per cercare di coprire le zone giuste senza nascondere le altre.

Senza parlare poi dei tre capitoli successivi, nei quali dobbiamo tenere le mani (o la testa, o i piedi) ferme su appositi "interruttori" per attivare dei meccanismi ma stando attenti a non coprire altre aree del livello per evitare di far sparire piattaforme essenziali, oppure dove il nostro corpo diventa una vera e propria bolla d'acqua nella quale far nuotare la protagonista, che rivela però anche dei pericolosi rovi subacquei dai quali tenerla alla larga usando ancora una volta la tecnica del copri/scopri. Il quarto e ultimo capitolo è il più complesso ed aggiunge al mix un'inondazione di lava nei livelli, che dobbiamo come sempre coprire ma stando attenti a non far sparire parti essenziali dell'area. Tutto questo tenendo presente che dobbiamo contemporaneamente far muovere e saltare la nostra piccola amica, cosa non sempre scontata se i movimenti sul pad vanno fatti contemporaneamente a quelli del corpo: a volte può servire spostare un braccio a sinistra e contemporaneamente muovere il personaggio a destra, un tipo di separazione mentale delle attività non sempre immediato.

Alla fine il gameplay di FRU è questo: una continua ricerca delle pose migliori, coordinate con i movimenti della protagonista tramite il controller, in una sorta di grande "puzzle corporeo" che sembra a volte un vero e proprio esercizio di yoga. Completare i quattro capitoli mi ha tenuto occupato per circa 4 ore, ma questo dipende molto anche da quanto troverete difficili i vari livelli, soprattutto quelli degli ultimi due capitoli, e anche da quanto siete completisti. Il gioco offre infatti 24 maschere dorate da raccogliere nei livelli ma posizionate in aree spesso molto ardue da raggiungere, senza contare che dopo averle raccolte bisogna uscire incolumi dal livello o non verranno registrate. L'ottenimento di tutte le maschere sblocca una modalità bonus con una serie di livelli aggiuntivi giocabili in due davanti al Kinect, ognuno col proprio personaggio: non è altro che la demo del gioco mostrata all'E3 2014, meno rifinita sia nel gameplay che dal punto di vista artistico rispetto al gioco principale, ma comunque interessante per tornare alle origini di questo titolo e vedere quanto è cambiato in due anni. Ci sono poi parecchi obiettivi da raggiungere che richiedono di svolgere compiti specifici, ed anche cercare di "millarli" può richiedere un impegno aggiuntivo in termini di tempo di gioco.

Amore

Stile artistico

- Diciamocelo, la demo dell'E3 di due anni fa di FRU mostrava un gameplay promettente, ma francamente sembrava piuttosto banalotta nel design artistico. E' stata quindi una gran bella sorpresa trovare il comparto artistico completamente stravolto con bellissimi fondali da mondo fiabesco ed un ottimo design anche per la minuta protagonista. Si vede come questi due anni siano serviti al team per sviluppare l'idea di base non solo sul fronte del gameplay, ma anche quello artistico.

Yoga videoludico

- Quella che a parole potrebbe sembrare quasi un'attività stressante - trovare le posizioni precise davanti al Kinect per rivelare o nascondere aree quando necessario - è in realtà molto divertente e a volte anche rilassante, quasi un esercizio di yoga. Non vi nascondo che, soprattutto col caldo di questi giorni, fa anche sudare parecchio, ma nel complesso si tratta di un'esperienza sicuramente gratificante.

Enigmi innovativi

- Il modo ideato da Mattia Traverso ed i suoi soci di sfruttare il Kinect per dar vita ad un tipo di enigmi estremamente "fisici", intesi non come basati sulla fisica ma proprio che sfruttano la fisicità del giocatore, è indubbiamente innovativo e degno di nota. E' una vera unione tra mente e corpo, che a volte vi costringerà a concentrarvi per sincronizzare al meglio i movimenti dei vostri arti con quelli di pollice e indice sul controller per muovere la protagonista. Questo è il tipo di creatività che il Kinect avrebbe dovuto ispirare negli autori di videogiochi, ed è bello vedere che qualcuno abbia raccolto la sfida senza limitarsi alle classiche meccaniche dei titoli basati sul motion control.

Gameplay accurato

- Gli sviluppatori di FRU hanno curato in particolar modo sia il gameplay platform, che risulta sempre preciso e privo di input lag o altri problemi, sia la parte di riconoscimento della silouhette, gestendo al meglio anche le situazioni in cui il giocatore lascia inavvertitamente la protagonista in un'area "solida", dando qualche secondo di tempo per recuperarla prima di rimetterla all'inizio del livello, sia quelle in cui è necessario rivelare solo una parte delle strutture nascoste per creare rampe o ascensori improvvisati (fatti con le nostre mani o braccia che salgono o scendono portando la protagonista) senza che si creino incastri o situazioni di morte accidentale che renderebbero il tutto frustrante. Tutto fila liscio, lasciando solo al giocatore la responsabilità di eventuali insuccessi.

Divertimento in compagnia

- Ad esclusione dei livelli bonus in co-op, FRU è essenzialmente un titolo single-player, ma questo non significa che non si possa giocare in compagnia, anzi: durante la mia prova del gioco ci siamo divertiti molto con mio figlio alternandoci di livello in livello davanti al Kinect o aiutandoci a vicenda con uno che gestiva la protagonista mentre l'altro si metteva in pose improbabili davanti alla TV. Inutile dire che le risate si sono sprecate: un'esperienza davvero esilarante che sono sicuro avrà lo stesso effetto anche nei gruppi di amici.

Odio

Storia poco incisiva

- Come già detto FRU ha una storia, che viene narrata tramite delle scritte e delle parti di racconto tra i vari capitoli. Si tratta di una fiaba dalla morale anche piuttosto importante, quindi mi è dispiaciuto il fatto che assuma un ruolo estremamente di secondo piano rispetto al gameplay vero e proprio. Se la trama fosse stata più approfondita e narrata in maniera più efficace, avrebbe potuto essere un ulteriore punto a favore di un già ottimo titolo.

Musiche ripetitive

- E' sicuramente una questione di gusti personali, ma ho trovato le musichette riprodotte durante il gioco fin troppo semplici e ripetitive, con lo stesso ritmo di base che si ripete all'infinito. Questo cambia durante le fasi di narrazione, dove le musiche diventano più complesse ed interessanti, ma durante i momenti di gioco le ho trovate fin troppo monotone.

Tiriamo le somme

FRU è senza dubbio uno dei migliori e più innovativi giochi realizzati per Kinect, divertente e soddisfacente sia da soli che in compagnia; è un vero peccato che il gioco arrivi in un momento in cui Microsoft stessa sembra aver avviato la periferica verso il pensionamento, perché un titolo del genere meriterebbe di essere giocato dal maggior numero di persone possibile. Se avete un Kinect connesso alla vostra Xbox One, non attendete altro: FRU tornerà a dare un (gran bel) senso all'estensione sensoriale della console.
8.0

Recensione realizzata grazie al supporto di Through Games e Xbox.


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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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