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DiRT Showdown

Recensione - DiRT Showdown

Codemasters aggiunge un nuovo tassello alla serie DiRT: se però i primi due capitoli del brand si proponevano come prosecuzione dei mai dimenticati titoli rallistici dedicati a Colin McRae, con DiRT Showdown gli sviluppatori inglesi cambiano rotta, puntando a regalarci un'esperienza di guida decisamente più sporca e distruttiva di quello che potessimo aspettarci: scopriamo cosa ci attende nella nostra recensione.

Il Gioco

Non è certo un mistero che gli ultimi capitoli rallistici di casa Codemasters abbiano fatto storcere più di qualche naso tra gli amanti delle corse su sterrato: con la nascita del brand DiRT i racing-game degli sviluppatori inglesi, pur contando su un gameplay solido ed un impianto grafico di assoluto spessore, hanno mano a mano abbandonato la strada battuta dai primi titoli di stampo prettamente rallistico che avevano come icona il defunto campione Colin McRae. Competizioni ed eventi sempre più particolari hanno in tal modo soppiantato le classiche tappe di rally, così come il gameplay ha via via assunto i connotati sempre più tipici del racing-game arcade. A tutti gli effetti, quest'ultimo capitolo della serie viene presentato come una sorta di spin-off della serie e la scelta intrapresa da Codemasters appare indubbiamente chiara: DiRT Showdown è un tributo a quella distruzione su quattro ruote che, partendo dal mitico Destruction Derby di Reflection e Psygnosis, ha trovato altri validissimi esponenti in brand come Burnout e Flatout.

Come da consueta tradizione Codemasters, anche DiRT Showdown può vantare una nutrita serie di modalità di gioco o, per meglio dire, una grande varietà di eventi cui partecipare, ambientati in diverse location sparse per il globo: se difatti le modalità selezionabili si riducono essenzialmente a tre scelte (Showdown Tour, Joyride e il multiplayer online e in split-screen), per ognuna di esse esistono diversi eventi con altrettanti scopi da perseguire. Joyride rappresenta probabilmente la modalità più particolare del lotto, grazie alla quale potremo mettere mano al volante in una sorta di “free roaming racing”: all'interno di scenari che riprendono alcune location dei capitoli precedenti possiamo cimentarci in sfide, selezionabili nell'ordine preferito, in cui mettere in atto evoluzioni particolari piuttosto che gettarci alla ricerca di oggetti nascosti negli anfratti delle diverse ambientazioni.

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A farla da padrona, sul versante single-player, è in ogni caso la modalità Showdown Tour, cioè la classica carriera divisa in quattro diversi campionati a difficoltà crescente (Pro, AllStar, Champion e Legend), che comprende al suo interno praticamente tutto il repertorio di competizioni offerte dal titolo di Codemasters, da sbloccare mano a mano a suon di vittorie e sportellate. Sul versante degli eventi su pista troviamo Race Off, gara a chi taglia per primo il traguardo nella quale sono però concesse (anzi premiate) le manovre più sporche immaginabili ai danni degli avversari, Domination, in cui si acquisiscono punti per il miglior tempo segnato in ogni segmento di tracciato, Eliminator, in cui l'ultimo concorrente al checkpoint viene eliminato seduta stante, e Head to Head, competizione a due avversari in cui gareggiare all'interno di un tracciato disseminato delle classiche evoluzioni da compiere tipiche della serie (derapate, salti e sgommate circolari). Non ultimo l'evento Smash Hunter, nel quale dobbiamo provvedere a distruggere nel minor tempo possibile i cartonati presenti sul tracciato, del colore richiesto man mano dalla regia: in tal caso potremo anche affidarci al famoso effetto rewind, grazie al quale poter riavvolgere parte del tempo trascorso per ritentare manovre mal compiute in prima battuta.
Ad affiancare le modalità menzionate, l'essenza della distruzione trova compimento in tutti gli eventi ambientati in arena, come il classico Rampage nel quale mettere a segno più punti possibile attraverso incidenti e demolizioni totali degli avversari, Knockout, che prende vita in una sorta di ring rialzato nel quale lo scopo è quello di far letteralmente volare al di fuori di esso gli avversari per vincere la posta in palio, e Head Target, modalità nella quale saremo bersagli degli altri piloti e dovremo resistere il più a lungo possibile prima di collassare. Chiude il ventaglio di competizioni votate alla sana distruzione l'immancabile 8Ball, caratterizzato da percorsi disseminati di pericolosi incroci nei quali potete facilmente immaginare quale tipo di adrenaliniche situazioni si possano verificare.

Le modalità descritte vengono riprese con l’aggiunta di qualche variante sul versante multiplayer, sia esso online contro otto avversari che assieme ad un amico in split-screen: in termini di social-gaming DiRT Showdown battezza il nuovo sistema RaceNet, una sorta di Autolog al quale iscriversi per tenere sott'occhio tutte le statistiche relative alla propria esperienza di gioco, con la possibilità di confrontarle con quelle degli amici, e la modalità Sfide, grazie alla quale invitare gli amici a battere i propri record.

Per ogni evento il titolo di Codemasters assegna una determinata categoria di veicoli, ognuna delle quali caratterizzata da differenti modelli di vetture (con relative diverse livree e sponsorizzazioni) progressivamente acquistabili e potenziabili in parametri come Potenza, Forza e Guidabilità. DiRT Showdown è infine completamente localizzato in lingua Italiana e consente di caricare i propri replay direttamente su YouTube.

Amore

Un Tour tutto da vivere

- La modalità principale di DiRT Showdown contiene al suo interno gran parte di ciò che un pilota dedito alle sportellate e alla devastazione possa desiderare: Codemasters ha svolto senza dubbio un lavoro apprezzabile in fatto di competizioni cui poter prendere parte. Siano essi più o meno “classici” nell'ambito del racing-game distruttivo, quasi tutti gli eventi risultano essere divertenti e ben congegnati. Anche dal punto di vista strutturale, benché basata sulla canonica progressione di eventi, la modalità Showdown Tour funziona bene e sa regalare un buon tasso di sfida nel suo dipanarsi: lo stesso fatto di poter agire sul potenziamento di alcuni parametri delle vetture sprona sempre a conquistare i gradini più alti del podio, così da poter incassare denaro da spendere per rendere più prestante il proprio modello di veicolo preferito. In questo senso è infatti utile sottolineare l’importanza di rendere, oltre che potente, anche resistente il proprio bolide: essere distrutti prima del taglio del traguardo significherebbe infatti tornare a casa a mani vuote...

Tecnica Codemasters

- Come abbiamo potuto apprezzare con i predecessori, anche in DiRT Showdown l'impatto visivo può essere considerato di prim'ordine. Dalla fluidità di gioco alla caratterizzazione dei diversi bolidi fino ad arrivare al buon dettaglio delle texture e agli effetti grafici forniti dai continui fuochi d’artificio di bordopista, Codemasters ha ancora una volta dimostrato di saperci fare quando si parla di estetica. Alcune scelte ormai classiche per questa software-house, come una palette di colori satura e calda piuttosto che lo stile a tratti megalomane dei menu, possono essere senza dubbio opinabili benché personalmente ritenga calzino a pennello con l'essenza adrenalinica che pervade il gioco. Allo stesso modo anche il comparto sonoro, eccezion fatta forse per la ripetitività del commento in gara, può sfoggiare un buon livello di caratterizzazione, sia per quanto riguarda il campionamento degli effetti che per la musica punk-rock che accompagna menu ed eventi.

Essenza arcade

- Il modello di guida messo a punto per DiRT Showdown è stato indubbiamente spogliato di ogni minima velleità simulativa, in accordo con l'essenza che Codemasters ha voluto imprimere a questo suo ultimo capitolo della serie. Il gameplay trasmette in ogni caso sensazioni adeguate alla sua caratterizzazione arcade: del resto quando l'obiettivo è quello di sbattere fuori strada l'avversario, l'interesse a calibrare al millimetro una staccata confidando in una reazione realistica del mezzo non rappresenta certo una priorità. DiRT Showdown è tutto imperniato su acceleratore e freno a mano ed in quest'ottica la nuova introduzione della nitro risulta tanto azzeccata quanto fondamentale: dare fondo al turbo tagliando il traguardo dopo aver mandato in testacoda il proprio sfidante non ha prezzo.

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Odio

Joyride poco gioiosa

- Non ho trovato per nulla divertente la modalità Joyride: l'idea di riprendere la modalità Gymkana dei precedenti capitoli (con le diverse manovre estreme) cercando di ampliarne gli orizzonti avrebbe potuto certamente portare a risultati migliori. Scorrazzare per uno scenario alla ricerca del punto giusto per mettere in atto una determinata manovra non trasmette la stessa adrenalina che caratterizza il resto del gioco, riducendo il tutto ad un evento dedicato a chi fa del collezionismo la sua ragione di vita.

Incostanza avversaria

- L'Intelligenza Artificiale non è certo il fiore all'occhiello di DiRT Showdown: all’aggressività offensiva messa in pista dagli avversari comandati dalla CPU (giustamente pronti a sportellare quando devono recuperare posizioni) non corrisponde la medesima attenzione sul versante difensivo, tanto che risulta quasi sempre facile infilarli in curva. Si capisce dunque come la reazione dei piloti avversari risulti spesso altalenante: incredibilmente reattivi quando il giocatore è in testa alla gara, più “sbadati” e permissivi quando lo stesso giocatore si trova nelle retrovie. Un migliore bilanciamento del comportamento degli avversari avrebbe senza dubbio garantito un ritmo di gioco più equilibrato nello svolgimento della gara.

Feeling da add-on

- Benché sia ricco di competizioni e possa contare su una carriera single-player ben strutturata, oltre ovviamente ad un immancabile comparto multipayer online, nella sua globalità DiRT Showdown risulta privo di quel mordente e di quella completezza che ha reso insostituibili capolavori come Destruction Derby o Flatout: la sensazione maturata joypad alla mano è quella di assistere ad una semplice trasposizione di DiRT 3 contestualizzato nell'ambito delle corse basate sulla distruzione, quasi come se questo capitolo fosse un semplice add-on. Dire che questa nuova edizione avrebbe potuto essere racchiusa in un classico pacchetto scaricabile forse è esagerato, anche se probabilmente tale affermazione non dista molto dalla realtà. Di certo vi è che DiRT Showdown è dichiaratamente uno spin-off della serie ed in tal senso svolge bene il suo compito, ma allo stesso modo non fa nulla di più per aspirare ad entrare nell'olimpo dei racing-game arcade e distruttivi.

Tiriamo le somme

DiRT Showdown è uno spin-off della serie dedicato al lato adrenalinico e distruttivo delle corse su quattroruote: innestandosi sul solco tracciato da emblemi del genere più o meno recenti, il titolo di Codemasters, come sempre maestra sul versante tecnico, propone un'esperienza ludica senza dubbio piacevole e caciarona. Tra alti e bassi, le diverse modalità di gioco offrono un buon livello di divertimento, soprattutto se in compagnia di amici, così come il modello di guida riesce ad adattarsi nella sua semplicità all'essenza che caratterizza questo capitolo della serie, dando vita ad un prodotto di qualità certamente apprezzabile nella sua globalità benché privo della completezza e del mordente che ha contraddistinto i migliori esponenti del genere. Resta inteso che chiunque sia alla ricerca di qualche rimando rallistico, non fosse altro per il blasone della serie, non troverà nulla che possa soddisfarlo in DiRT Showdown: per il ritorno alle origini sarà necessario attendere DiRT 4. 7.8

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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