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Binary Domain

Recensione - Binary Domain

Nel 2010 Sega annunciò Binary Domain, sparatutto a squadre curato dal creatore della famosa serie Yakuza Toshihiro Nagoshi, il quale si era prefissato di creare un prodotto caratterizzato da una storia intensa e da un'esperienza di gioco estremamente divertente e coinvolgente. Il gioco è ora arrivato nei negozi ed è ora di scoprire se il talentuoso produttore sia riuscito nel suo intento.

Il Gioco

Con l'avanzare del progresso tecnologico, l'uomo si pone sempre più spesso una domanda: cosa accadrebbe se le macchine arrivassero un domani a pensare come gli uomini? Questo è il tema principale che Toshihiro Nagoshi e il suo team hanno voluto affrontare in Binary Domain. Siamo nell’anno 2040 quando viene stipulato un nuovo accordo di Ginevra che vieta, con l'articolo 21, di continuare a costruire robot altamente sofisticati, chiamati “Figli del nulla”, al fine di evitare proprio che questi un giorno possano rivoltarsi contro il genere umano. Il trattato viene rispettato per quarant’anni, fino al momento in cui a Tokyo l’Amada Corporation, un gruppo di scienziati tra i migliori al mondo e con l’aspirazione di creare il robot perfetto, infrange proprio l’articolo 21 arrivando a costruire macchine talmente intelligenti e dall’aspetto umano da credersi esse stesse dei veri esseri umani. Questo porta inevitabilmente ad una guerra tra uomo e macchine che spetterà a noi, impersonando il comandante della squadra Rust Crew, Dan Marshall, affrontare. Il nostro compito sarà anche scoprire quali siano stati i veri motivi che hanno portato le macchine a ribellarsi all’uomo. L’evolversi della trama ci vede così coinvolti in un crescendo di situazioni che ci porteranno a vivere momenti di forte drammaticità grazie anche ai continui dialoghi tra i nostri compagni di squadra che ci riveleranno, tra l’altro, tanti aspetti nascosti della loro vita.

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Dal punto di vista delle meccaniche di gioco, ci troviamo di fronte ad uno sparatutto in terza persona con sistema di copertura, quindi un parente di Gears of War seppur con le debite distinzioni, a partire dalla gestione del team. All'inizio del gioco la nostra squadra è composta soltanto da due elementi, ma con il proseguire dell'avventura se ne aggiungeranno altri fino ad arrivare a un totale di sei compagni, ognuno dotato di caratteristiche proprie. Il gioco ci permette però, all'inizio di ogni livello, di poterne scegliere solo due, oltre ovviamente al nostro alter ego; in base alle nostre preferenze possiamo decidere se arruolare personaggi con abilità furtive o altri che prediligono l’attacco più diretto, o ancora coloro che amano andare avanti sul campo di battaglia con l'artiglieria pesante e armati di bombe di ogni tipo. Per riuscire in ogni missione è fondamentale la collaborazione tra i vari membri della squadra e, anche se si tratta di uno sparatutto molto frenetico, è essenziale cercare di aggirare spesso i tanti nemici che ci troviamo ad affrontare; quindi una buona dose di tattica è la carta vincente per avere salva la vita. Questo aspetto è peraltro enfatizzato dalla possibilità di impartire ordini alla nostra squadra - tramite joypad o comandi vocali - chiedendo ai nostri compagni di attaccare, rimanere ad aspettarci in un punto oppure seguirci. La progressione nei livelli è rigorosamente linerare, ma gli scenari sono spesso ampi e presentano numerose coperture, così da permetterci di affrontare i nemici da diverse angolazioni.

Oltre alla campagna principale, che si attesta sulle dodici ore di durata giocando "di copertura” e in maniera più riflessiva, Binary Domain dispone di un comparto multiplayer composto da modalità tipiche del genere come Tutti contro Tutti, Deathmatch a Squadre, Orda e da qualche variante come Operazione, consistente nel difendere a turno una postazione base installata nel territorio, e Demolizione, in cui bisogna distruggere i rifornimenti della squadra avversaria.

Amore

Il legame tra uomo e macchina

- Assolutamente da evidenziare tra gli aspetti positivi del titolo è la trama, che riesce a catturare il giocatore sin dai primi momenti e difficilmente verrà dimenticata, anche a distanza di mesi. Complessa e ben congegnata, la storia ci fa capire come gli sviluppatori si siano chiesti se davvero le macchine possano arrivare a pensare come gli uomini e cosa questo potrebbe comportare anche a livello sociale. E’ questo l’interrogativo che, intreccio dopo intreccio, si dipana per tutta la storia che non è mai scontata, rimanendo estremamente scorrevole, coinvolgente e in grado di accontentare un pubblico che vuole provare emozioni forti ed immediate.

Personaggi e interazioni

- Il gioco emerge grazie anche a un protagonista davvero carismatico che ha tanto da svelare riguardo alla sua vita. Nulla viene lasciato al caso, tutto segue un filo logico, anche quella che può sembrare a primo impatto una situazione frivola e raccontata con dialoghi scontati porterà il giocatore, col susseguirsi degli eventi, ad assistere a situazioni davvero emozionanti. Anche i nostri compagni di squadra sono ottimamente caratterizzati e si distinguono gli uni dagli altri per comportamento, carattere emotivo e approccio tattico. Alcuni sono più pacati, pazienti e prediligono tattiche più furtive, mentre altri sono più impazienti e scontrosi, i classici guerrieri che si fanno strada a suon di mitra, pugnali, fucili d’assalto e lanciarazzi, ma anche loro hanno una storia da raccontarci. Molto interessante anche la dinamicità del rapporto che potremo instaurare con i nostri compagni: in punti specifici della trama, questi ci porranno delle domande e, in base a come risponderemo, si instaurerà con loro un rapporto di fiducia o di attrito che si ripercuoterà poi nelle situazioni in campo. Ad esempio potrà capitare che un compagno in disaccordo con noi si ribellerà non offrendoci più aiuto prezioso durante i combattimenti.

Gameplay

- Binary Domain riesce ad offrici un gameplay semplice ed intuitivo grazie anche alla telecamera alle spalle del protagonista ben posizionata e priva di incertezze, che riesce a farcelo controllare sempre con estrema naturalezza. Il sistema di copertura riesce ad essere sempre efficace contro quei nemici che proveranno, in ogni occasione, ad accerchiarci per avere la meglio, ed anche se il tutto si risolve con l’ennesima intensa sparatoria, quasi sempre si deve ricorrere ad una pianificata strategia per soverchiare l’avversario. I boss di fine livello sono capaci di darci un bel po’ di filo da torcere ma, con discrete dosi di tattica ed astuzia, unite alla conoscenza del territorio in cui ci si trova, si riesce sempre ad escogitare una soluzione per uscirne indenni.

Chiamata alle armi

- E’ da parecchio che non mi divertivo tanto a giocare a uno sparatutto in terza persona. La soddisfazione che si può provare ad imbracciare una delle tantissime armi che il titolo offre è enorme. Ce ne sono veramente per tutti i gusti tra vari fucili d’assalto, mitra, mitragliatrici pesanti e leggere, fucili da cecchino, fucili a canna liscia dalla potenza a dir poco devastante, bombe e lanciarazzi. Importante sottolineare come le armi siano upgradabili tramite potenziamenti e si possano ottenere in due maniere: sottraendole al nemico e acquistandole da appositi alloggi sparsi nelle ambientazioni di gioco col denaro che guadagneremo annientando i nemici.

Arte visiva e sonora

- Tecnicamente ed artisticamente Binary Domain sa certamente comportarsi in maniera egregia. I caricamenti impercettibili, le sequenze cinematiche accattivanti che aiutano il giocatore ad immergersi in un’atmosfera surreale e inquietante, un motore grafico quasi impeccabile che denota soltanto qualche piccola incertezza in situazioni più affollate, un design degli scenari azzeccato e animazioni perfette rendono il tutto estremamente curato ed in definitiva lo rendono un titolo dal forte impatto visivo. L’effetto di devastazione che si può creare con certe armi è spettacolare, come superba è la simulazione fisica degli oggetti . Il protagonista è realizzato molto bene nel volto e nei movimenti, così come risultano ben dettagliate le textures di tutti gli altri personaggi principali e di ogni nemico che incontreremo. Fanno eccezione alcune comparse che mostrano dei volti piuttosto anonimi, ma gli sviluppatori le hanno inserite nelle ambientazioni in modo più celato possibile. Non da meno è l'ottimo sonoro: dall’inizio alla fine dell’avventura, ci ritroviamo accompagnati da un sottofondo musicale e da una serie di effetti avvolgenti che contribuiscono in maniera decisa a far crescere emozioni nel giocatore. Ottima anche la localizzazione in italiano che, ad eccezione di sporadici dialoghi meno riusciti, contribuisce ulteriormente all'immersione nella storia.

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Odio

Comparto multiplayer

- Oggi un gioco d'azione come questo può ritenersi completo e perfetto se dispone anche di un buon supporto online per goderne in compagnia e Binary Domain purtroppo non brilla su questo versante a causa di modalità non proprio gratificanti e di un numero esiguo di mappe, tra l’altro davvero piccole. Inoltre ho riscontrato un fastidioso lag e disconnessioni continue in quasi tutte le partite disputate.

Input vocale

- Non ho particolarmente apprezzato la feature relativa al riconoscimento vocale inserita in alcuni punti del gioco dove, con la pressione di un tasto, ci viene dato un elenco di parole da poter pronunciare tramite l'headset della console. Parole come “attacca”, “fermo”, “coprimi” per impartire ordini ai compagni o anche frasi più colorite quali “coglione, cazzo, fottiti e vaffanculo” che possono risultare divertenti all’inizio ma che porteranno ad inimicarsi il compagno a cui le diremo e quindi piuttosto inutili. Tuttavia, il problema principale è che molte volte ho tentato di impartire un ordine senza che questo venisse recepito dal membro del party. Questo è avvenuto spesso nel caso di di attacco, dove mi sono ritrovata a procedere da sola sul campo nemico invece di avere pieno supporto dai compagni. Molto meglio e più immediato l'uso del joypad per la scelta dei comandi.

Tiriamo le somme

In conclusione, Binary Domain si è rivelato un ottimo titolo per i suoi brillanti spunti di originalità dati da un’ottima struttura orientata alla storia ed un eccellente gameplay. In definitiva, eccezion fatta per un comparto multiplayer poco curato, il lavoro svolto dal team di sviluppo è ottimo ed il gioco vale sicuramente l’acquisto da parte degli appassionati di sparatutto in terza persona e di storie sci-fi. 8.5

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L'autore

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Appassionata da sempre di videogiochi e modellismo, nel 2007 entra a far parte dello staff di MX iniziando a scrivere news e articoli in maniera sempre più entusiasta. Divide questa passione con l'amore per la musica e per la sua famiglia, gattina inclusa.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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