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Dead Rising 2: Off the Record

Recensione - Dead Rising 2: Off the Record

Capcom torna a immaginare nuovamente l’universo di Dead Rising con Frank West come protagonista dopo che nel secondo capitolo Blue Castle Games aveva introdotto il motocrosser professionista Chuck Greene. In Dead Rising 2: Off the Record ritroviamo il vecchio Frank insieme alla sua macchina fotografica e ad una nuova modalità cooperativa. Vediamo insieme come se la cava a Fortune City il nostro fotoreporter.

Il Gioco

Frank West è sopravvissuto ai tragici eventi di Willamette diventando presto una piccola celebrità conosciuta ed ammirata da molti, ma a passare dalle stelle alle stalle ci si mette poco ed è così che purtroppo è andata per il nostro vecchio eroe. Dopo aver sperperato tutta la sua fortuna, Frank cerca di riconquistare il suo momento di celebrità partecipando al game show “Terror is Reality” di Tyrone King a Fortune City, in cui viene allestita un’arena in cui uccidere centinaia di zombie a suon di pugni e colpi bassi. Presto si renderà conto però che questo non è lo stile di vita che fa per lui e decide così di abbandonare il mondo dello spettacolo, ma si ritrova coinvolto in quel che sembra essere un complotto. TK sta trattando con uomo che gli sta mostrando del materiale speciale e, grazie alle immagini che otterremo con la nostra macchina fotografica, potremo saperne di più. Una volta terminato il nostro “reportage” veniamo scoperti dagli scagnozzi del celebre conduttore che però riusciremo a mettere al tappeto facilmente: dopo aver preso l’ascensore per uscire dell’edificio ecco però che si scatena l’inferno: gli zombie sono in qualche modo riusciti a fuggire e stanno scatenando il panico nella struttura, iniziando ad infettare anche altre persone.

Il nostro obiettivo è quello di raggiungere al più presto il rifugio più vicino, e mentre ci dirigeremo verso di esso incontreremo altri fuggitivi che potremo decidere di salvare e portare con noi. Nel corso del gioco incontreremo numerose missioni di scorta di questo genere, in cui il nostro compito sarà quello di portare in salvo le persone che chiederanno il nostro aiuto. Altre invece le incontreremo per caso, esplorando gli ambienti di Fortune City, ed alcune non saranno molto collaborative: dovremo cercare di convincerle di stare dalla nostra parte e farle andare al rifugio in un modo o nell’altro. Una volta arrivati alla safe house il giocatore scoprirà presto che Frank è stato infettato dal virus zombificante e che per curarsi ha bisogno di assumere ogni 24 ore una dose di Zombrex per evitare di trasformarsi in un morto vivente… peccato che questo medicinale sia molto raro e costoso e dovremo arrangiarci da soli per trovarlo, in una corsa contro il tempo. Nel corso di questa battaglia non saremo però soli: al nostro fianco ci sarà la nostra “partner” Stacey Forsythe che, dalle comodità della stanza di controllo, ci guiderà per la maggior parte del tempo per le zone commerciali della replica videoludica di Las Vegas oltre a segnalarci eventuali chiamate di soccorso attraverso uno speciale auricolare. Presto però scopriremo che dietro alla liberazione degli zombie sembrerebbe esserci lo zampino dell’organizzazione CURE, che vorrebbe rispettati anche i diritti degli zombie e la diffusione dello Zombrex a livello mondiale, e che Stacey fa parte del gruppo di attivisti del Nevada. Scoprire la verità sarà quindi uno dei nostri obiettivi primari prima dell’arrivo dell’esercito, entro 72 ore.

Amore

Zombie a non finire

- In Dead Rising 2: Off the Record troverete talmente tanti zombie da non credere ai vostri occhi: è sempre difficile vedere al giorno d’oggi un gioco con così tanti nemici a schermo in grado di attaccarci efficacemente, anche se con lentezza. Ovviamente non mancano modelli ripetuti più volte, ma era inevitabile non ricorrere ad alcuni copia-incolla: nel complesso, a meno che non starete ad osservarli uno ad uno, non ve ne accorgerete nemmeno.

Foto, che passione

- La reintroduzione di Frank West, protagonista del primo Dead Rising, non poteva che portare con sé il ritorno della macchina fotografica. Questa ci sarà utilissima nel corso del gioco: a seconda dei vari momenti che scatteremo potremo raccogliere punti esperienza utili ad aumentare il nostro livello e diversi obiettivi. Potremo immortalare momenti speciali, molti dei quali riferiti ad elementi della storyline in cui l’ausilio delle immagini ci ritornerà utile per scoprire alcuni segreti, brutali, orrorifici, divertenti ed anche sexy. Mi sono divertito molto ad andare in giro per la mappa a scattare foto di qualunque genere, anche al costo di perdere qualche punto salute.

Fortune City

- Dead Rising 2: Off the Record non è di certo quel genere di zombie game in cui si respira un’atmosfera soffocante che mette in continua agitazione il giocatore. Frank è libero di girovagare per tutto il complesso di Fortune City, visitare i casinò e puntare alle slot machine, godersi i vari parchi di divertimento con tutte le loro attrazioni, esplorare i sotteranei ed anche andare a fare shopping. Nel corso di una partita cooperativa ho potuto provare un bellissimo perizoma color giallo, indossare degli stivali bizarri e tingermi i capelli di rosa: certamente un mostro… che però ha potuto contare su molti apprezzamenti e fotografie da parte degli altri giocatori presenti. Senza contare che nel frattempo ho anche fatto un po’ di sana cyclette entrando in una palestra del centro commerciale…

Cooperazione

- A proposito di partite cooperative, è giunto il momento di analizzare quest’aspetto del gioco che nel secondo capitolo era stato leggermente trascurato, essendo limitato alla co-op della storia. In questa sorta di versione riveduta e corretta di Dead Rising 2 possiamo importare il nostro personaggio nella modalità Sandbox: qui ci libereremo di tutta la storyline e potremo scorrazzare liberi, in un certo senso, per tutta Fortune City e ripulire le varie zone dagli zombie presenti. Il divertimento non mancherà di certo perché potremo continuare a combinare i vari oggetti attraverso le stanze di manutenzione e ad entrare in casinò e locali VIP a far baldoria.

Guarda chi si rivede!

- Anche se sono stati commessi alcuni errori nello sviluppo del secondo capitolo non si poteva di certo cancellare del tutto il suo protagonista. Ed ecco che Chuck è pronto a fare un’apparizione anche in Off the Record sia nel single player che nel multiplayer, come personaggio giocabile. Chissà come starà e quali relazioni avrà con Frank: ve lo lasciamo scoprire o, meglio, immaginare…

Odio

More of the same

- Se Dead Rising 2 poteva definirsi come un’arricchimento dell’esperienza originale senza troppe novità, Dead Rising 2: Off the Record rappresenta invece la riproposizione del medesimo gioco che tutti i fan hanno potuto avere tra le mani lo scorso settembre, con un protagonista differente e una modalità cooperativa che permette di non seguire la storyline e rimanere su missioni costruite sul tempo rimanente all’arrivo dell’esercito. Personalmente non credo che chi abbia giocato il secondo capitolo sia propenso ad acquistarne una versione superiore con caratteristiche differenti. Piuttosto, per chi non ha provato mai il titolo ed è appassionato di giochi a tema zombie, quest’occasione andrebbe colta il prima possibile.

Maledetti psicopatici

- Zombie e psicopatici sono due categorie differenti di nemici e tra loro c’è un abisso in termini di difficoltà: i primi sono tranquillamente gestibili essendo lenti nei movimenti e abbastanza lineari nei comportamenti; i secondi sono imprevedibili e fin troppo ostici per come vengono inseriti improvvisamente nel contesto. Il gioco ci abitua sin dalle prime fasi a delle meccaniche lente, quasi ragionate, in cui ci possiamo prendere tutto il tempo che vogliamo per organizzarci al meglio o perfino esplorare il territorio. Mettere davanti al giocatore quel che potremo definire dei mini-boss che sono decisamente in vantaggio nei nostri confronti, sia per velocità di reazione che per livello di combattimento, è una scelta discutibile. Per batterne uno legato alla storyline mi sono un po’ ingegnato: visto che lo psicopatico non mi seguiva sono andato avanti e indietro alla ricerca di rifornimenti e armi utili, ed ogni volta che la mia vita scendeva a zero tornavo negli stessi posti di prima pronto a mangiare e bere per rigenerare la mia salute.

Aree multiplayer sezionate

- Ho speso in precedenza alcune lodi per la modalità Sandbox, che in molti avevano richiesto per non essere troppo legati dalle missioni proposte dal singolo, ma devo anche sottolineare un difetto, forse inevitabile. Le aree sezionate risultano ingestibili se non siamo in una partita insieme ad amici o a giocatori che parlano la nostra stessa lingua: il rischio di attendere una buona mezz’ora prima che un altro giocatore si decida ad avvicinarsi a noi e a passare ad un’altra zona è concreto e vi capiterà molto spesso. Il consiglio è quello di organizzarsi con qualcuno, altrimenti bisognerà sperare di entrare in una partita con giocatori desiderosi di esplorazione e divertimento. Da segnalare anche dei fastidiosi muri invisibili in certe zone del gioco che sembrano raggiungibili ma che in realtà non lo sono, perché anch’esse separate dall’area in cui si trova il giocatore in quel momento: bastava aggiungere un muro con delle classiche porte.

Ritmi fin troppo lenti

- Chi ha giocato Dead Rising sa bene quali meccaniche lo aspettano, chi invece non l’ha ancora fatto è bene che venga prima avvisato: sebbene sia uno zombie game ed un survival, non si respirerà mai quell’aria di tensione tipica di altri giochi appartenenti allo stesso genere. Anche quando avrete disperatamente bisogno dello Zombrex probabilmente non vi farete prendere dall’ansia. Dead Rising 2: Off the Record ha dei ritmi fin troppo lenti sia nella gestione della storia che nei confronti dei nemici (sebbene gli Psicopatici rappresentino un’alternativa alla solita routine) che difficilmente potrebbero essere digeriti da alcuni giocatori.

Tiriamo le somme

Dead Rising 2: Off the Record non rappresenta altro che una versione migliorata e arricchita di alcuni elementi cooperativi del secondo Dead Rising, senza che la storia sia stata modificata alla base e semplicemente sostituendo i soggetti principali della trama riadattandoli al nuovo contesto. La modalità Sandbox non è poi così originale come si potrebbe pensare, trasformando il gioco in una sorta di open world ricco però di aree limitate che potrebbero presto rivelarsi noiose. Chi ha già giocato Dead Rising 2 non troverà nulla di innovativo in questa sorta di spin-off e presto la ripetitività delle situazioni a cui viene proposto il giocatore si farà pesante. Per chi non ha avuto l’occasione di giocare il secondo capitolo o chi non si è mai avvicinato al brand, questo potrebbe rappresentare un titolo magari da recuperare dopo le uscite autunnali ed invernali. Anche per i fan degli zombie game il gioco non offre un ritmo incalzante ed un’atmosfera adeguata: Off the Record vuole essere diverso dagli altri titoli del genere e far divertire il giocatore facendo massacrare i morti viventi con un vasto armamento e tante combinazioni, ancor meglio in compagnia di amici. 7.8

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