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F.E.A.R. 3

Recensione - F.E.A.R. 3

di Davide Mapelli / MAPO78 P 4 lug 2011
A poco più di due anni di distanza dal secondo capitolo, ritorna una delle famiglie meno rassicuranti della storia videoludica. La dolce mamma Alma sta per tornare sui nostri schermi, pronta per dare alla luce quel terzogenito che potrebbe distruggere l'intera umanità. Sta a noi, nei panni dei suoi altri due amorevoli figli, cercare di mettere fine a questo incubo. Scopriamo le qualità di F.E.A.R. 3, ultimo episodio della trilogia di Warner Bros. Interactive Entertainment.

Il Gioco

In questo terzo episodio della serie F.E.A.R. - First Encounter Assault Recon - arriviamo alla fine di tutto, la fine del terribile esperimento della Armacham di cui noi siamo parte integrante. Dopo aver ucciso con un colpo in testa il nostro stesso fratello nel primo episodio e dopo aver vissuto le vicende dell'agente Becket e della sua unione non certo consensuale con la stessa Alma nel secondo capitolo, in questo episodio finale vestiamo nuovamente i panni di Point Man, l'uomo di punta, un soldato geneticamente modificato capace di rallentare il tempo grazie ai suoi riflessi potenziati. Ma non saremo soli nel tentativo di fermare tutto, visto che la nostra stessa vittima e nemesi, Paxton Fettel, è sopravvissuto, sebbene nella sola forma spirituale, e sarà pronto ad "aiutarci"nel tentativo di mettere fine ai folli piani della Armacham.

Questa è, in sintesi, la trama di F.E.A.R. 3, grazie alla quale i ragazzi di Day One Studios hanno potuto proporci una duplice campagna che ci mette nei panni di Point Man prima e di Fettel in seguito. Finendo ognuno degli otto capitoli di cui è composta la storia, infatti, abbiamo la possibilità di rigiocarlo nei panni del secondogenito di Alma, sfruttando i suoi particolari, e terribili, poteri psichici. Scelta assolutamente da premiare viste le sostanziali differenze a livello di gameplay che questa particolare opportunità offre ai giocatori. Se nei panni di Point Man siamo di fronte al classico gameplay della serie, condito da furiose sparatorie a suon di "bullet time", utilizzando Fettel non abbiamo più a disposizione la capacità di rallentare il tempo ma possiamo invece possedere i nemici, entrando letteralmente nel loro corpo per poi lasciarlo quando inservibile, utilizzandone subito un altro o sfruttando i poteri del personaggio stesso, capace comunque di nuocere anche senza l'utilizzo di armi da fuoco. Oltre a questa doppia prospettiva sulle vicende raccontate, la campagna è affrontabile non solo in solitaria ma anche in cooperativa, mettendo i giocatori nei panni dei due protagonisti e potendo così sfruttare le particolari e diverse doti dei due fratelli. Questa funzione non è limitata al solo Xbox Live ma è utilizzabile anche offline sulla stessa console grazie allo split-screen, una possibilità sempre più rara nella generazione dell'online gaming.

Immancabile una ricca componente multigiocatore, profondamente rinnovata rispetto al passato; non sono più disponibili quindi le classiche modalità online a cui ogni FPS ci ha abituato, ma abbiamo a disposizione quattro diverse modalità che si distaccano dai canoni classici, offrendoci qualcosa in perfetta sintonia con il background del gioco stesso. In "Contrazioni" ci troviamo con altri giocatori in una missione simile a quanto visto nella modalità Zombie dei Call of Duty made in Treyarch; barricati in una piccola base dobbiamo collaborare per sopravvivere alle continue ondate di nemici pronti ad ucciderci. Oltre al combattimento puro possiamo anche raccogliere casse sparse al di fuori della nostra base per arricchire il nostro arsenale e, tra un'ondata e l'altra, possiamo, o meglio dobbiamo, riparare le barricate per rendere più difficile il compito dei nemici. Tutto questo è accompagnato dalle urla dovute alle contrazioni della terribile Alma, che a volte apparirà nella mappa per complicarci ulteriormente il compito. In "Fottuta Corsa" dobbiamo invece farci largo in livelli appositamente creati, compiendo il percorso prestabilito entro un certo lasso di tempo e affrontando nel contempo numerosi nemici che faranno di tutto per arretrarci e farci inghiottire dal muro di oscurità che ci insegue.

Le ultime due modalità sono simili tra loro e si basano entrambe sulle meccaniche offerte dall'utilizzo di Fettel: in "Re delle Anime" tutti i giocatori possono contare sugli stessi poteri di Paxton, potendo quindi assorbire i nemici nel tentativo di ucciderne il maggior numero e guadagnare il punteggio migliore; in "Anima Sopravvissuta" le meccaniche sono le stesse, con la differenza che solo un giocatore può contare sui poteri psichici mentre gli altri dovranno cercare di ucciderlo, assumendo a loro volta la forma spirituale coi relativi poteri connessi. Una buona scelta quindi, con modalità particolari e che ben si intonano con il gioco stesso, sia nelle atmosfere che nel gameplay. Tutte queste modalità sono affrontabili via Xbox Live, offline ed anche in solitaria, in quello che è un vero e proprio allenamento per comprendere e sfruttare al meglio le possibilità a nostra disposizione.

Amore

Un FPS solidissimo

- Ammetto di essere stato in parte sorpreso, positivamente, dalle ottime meccaniche di gioco che F.E.A.R. 3 sa proporre. Tutte le caratteristiche di un ottimo gameplay sono presenti ed ottimamente confezionate: il movimento del nostro personaggio è sempre realistico, dinamico e si comporta benissimo, rendendo credibile ogni nostra azione, mentre l'implementazione di un ottimo sistema di copertura contribuisce a rendere credibili le sparatorie, sempre godibili grazie ad un buonissimo arsenale a nostra disposizione ed alla buona IA che governa i nemici. Il comportamento nemico è naturalmente molto diverso tra i soldati della Armacham, sempre pronti a nascondersi ed ad aggirarci quando possibile, e le altre creature possedute che invece si limitano ad attacarci a testa bassa, sfruttando la loro velocità ed il loro gran numero. A questo aggiungiamo il doppio volto della campagna con gameplay profondamente diversificato a seconda se si utilizzi Point Man o Fettel: tradizionale e basato sul bullet-time ed anche sullo sfruttamento di un ottimo arsenale e di terribili Mech nel primo caso, più particolare e frenetico nel secondo, dove è possibile gettarsi tranquillamente a capofitto in scontri ravvicinati, fregandomene letteralmente del malcapitato corpo ospitante, pronti ad assorbirne un altro quando necessario. Un gameplay quindi decisamente vario e, cosa più importante, sempre molto appagante.

Tante possibilità

- Encomiabile la quantità delle cose da fare che F.E.A.R. 3 consente ai giocatori. Due campagne che, sebbene sfruttino gli stessi ambienti, riescono a diversificarsi nettamente dal punto di vista delle meccaniche di gioco e quindi dell'approccio, oltre a quattro modalità multigiocatore nuove ed originali che si distaccano dai classici canoni a cui siamo da sempre abituati. Se poi consideriamo la versatilità di tutte le modalità, affrontabili in solitaria, cooperativa online ed offline, non possiamo che essere favorevolmente colpiti dall'impegno dei programmatori nell'offrirci qualcosa di originale e vario.

Le sfide

- In ognuna delle modalità di gioco a disposizione è possibile sbloccare varie sfide; cose come mettere a segno un determinato numero di uccisioni con una specifica arma, concatenare uccisioni senza subire alcun danno, ritrovare collezionabili particolari e così via. Tutte queste innumerevoli operazioni portano punti al giocatore, che vanno a migliorare notevolmente le nostre stesse capacità andando a potenziare vari parametri, a partire da una maggiore riserva di salute arrivando ad un maggiorato quantitativo di bullet-time a nostra disposizione, passando anche per un aumento di munizioni e granate. Questo mi ha portato, specialmente affrontando il gioco alla difficoltà maggiore, a sfruttare tutte le abilità a disposizione, trasmettendomi la sensazione di "giocare bene" anche in situazioni davvero impegnative, sfruttando le molteplici possibilità consentite dal gioco.

Una storia ben raccontata

- A differenza degli scorsi episodi, dove il plot narrativo veniva praticamente trascurato e lasciato solo ad oggetti e documenti da raccogliere nel corso del gioco, in questo caso la storia assume, finalmente, un maggior spessore grazie anche all'ausilio di cut-scenes che spiegano opportunamente le intricate vicende che fanno da sfondo all'intera storia. Non siamo di fronte ad una sceneggiatura da Oscar, ma è innegabile il deciso passo avanti dal punto di vista narrativo rispetto agli altri due episodi di questa serie.

Odio

Più tensione che vera paura

- Nonostante la collaborazione con John Carpenter e di Steve Niles, F.E.A.R. 3 stecca sul versante della paura; sebbene abbia provato una sana tensione in più di un'occasione, in particolare nei frangenti più esplorativi del gioco, la paura vera e propria, gli spaventi che un Dead Space ha saputo darmi per l'intera durata del gioco, in F.E.A.R. 3 purtroppo latitano o sono presenti solo in minima parte. Un vero peccato, che mortifica in parte gli obiettivi del gioco. Comunque l'atmosfera si mantiene perennemente tesa e ricalca i due predecessori, mettendo l'accento più sullo splatter che sugli spaventi veri e propri, ma, visto anche il supporto di specialisti dell'orrore, era lecito aspettarsi di più.

Un'esperienza lineare

- L'intera campagna soffre di una linearità piuttosto marcata. Dimenticatevi spazi aperti o la possibilità di percorrere strade differenti: i pochissimi bivi a nostra disposizione non faranno altro che condurci sempre nel posto prefissato con diversificazioni davvero marginali e trascurabili. Difetto che comunque affligge buona parte degli FPS attuali, divenendo quasi congenito a questo stesso genere.

Multigiocatore a senso unico

- Ho trovato più che apprezzabili le quattro modalità multigiocatore presenti, originali e divertenti, ma ho comunque sentito l'assenza di modalità classiche come possono esserlo un banalissimo Deathmatch, in singolo o a squadre. La scelta di focalizzarsi invece quasi esclusivamente sulla possibilità di cooperare con gli altri giocatori, lasciando lo spirito competitivo solo ed unicamente ad un freddo punteggio, ha finito per togliere un po' di mordente che solo le ipersfruttate modalità competitive sanno offrire. Offrire modalità più tradizionali, accompagnate comunque delle buonissime novità introdotte, sarebbe stato ottimale.

Tiriamo le somme

F.E.A.R. 3 mi ha favorevolmente impressionato sotto molti punti di vista. Un gameplay vario ed appagante, estremamente solido e che sfrutta con successo gli insegnamenti dei migliori sparatutto in prima persona, accompagnato da molteplici possibilità come la doppia campagna e le diverse opzioni cooperative a disposizione, rendono questo gioco un piccolo gioiellino pienamente soddisfacente. Peccato per il fattore paura messo un pò in secondo piano - ma comunque sottolineato da una buona dose di tensione e da ettolitri di sangue - e per una componente multigiocatore unicamente votata alla cooperazione a discapito della competizione. Acquisto obbligato per i fan della serie, che vi troveranno tutte le caratteristiche di F.E.A.R., ma anche un acquisto consigliato a chiunque cerchi un buonissimo FPS con cui trascorrere una tetra estate. Alma vi aspetta! 8.5

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