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eFootball - prime impressioni sul nuovo corso di PES

Lo storico Pro Evolution Soccer di Konami cambia pelle: dopo due anni di transizione in cui abbiamo iniziato a conoscere questo nome, da quest'anno si chiama semplicemente eFootball trasformandosi in un titolo free-to-play in costante evoluzione e con contenuti a pagamento altrimenti non disponibili in versione gratuita. Ad una decina di giorni dal lancio abbiamo deciso di tirare le somme su questa prima versione del titolo: ecco cosa ne pensiamo!
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I giornalisti potrebbero scrivere un vero romanzo sugli alti e bassi della saga calcistica di Konami e sulla sua rivalità con altri giochi nel corso degli anni. Tanti di voi ricorderanno i mitici ISS Pro/Winning Eleven seguiti dai primi PES, capaci di entusiasmare il pubblico pur presentando qualche nome farlocco per mancanza di licenze. Nell'ultimo decennio, lo strapotere economico e tecnico di Electronic Arts ha messo un po' in ombra la serie di Konami, che però ha saputo mantenere la sua cerchia di fan fedeli grazie a un approccio al calcio molto più tattico e ragionato. Lo scorso anno, in preparazione per questo lancio e per via della pandemia globale, Konami si è accontentata di rilasciare un economico aggiornamento alle rose, senza aggiungere novità reali all'edizione dell'anno precedente.

MX Video - eFootball

Nel 2021 però, Konami si imbarca in un progetto nuovo ed ambizioso: eFootball è un titolo free-to-play con un nuovo motore grafico, con l'idea di combinare l'immediatezza del popolarissimo PES Mobile su smartphone e la profondità della saga. Lo storico FOX Engine di Kojima Productions lascia dunque spazio al potente e versatile Unreal Engine 4: passare da un motore grafico all'altro non è cosa da poco, e dunque Konami si ritrova per propria scelta a ripartire pressoché da zero con la realizzazione di numerose modalità, fisica del gioco, controlli e via dicendo. Sicuramente è un grosso rischio buttare via buona parte dell'egregio lavoro fatto negli anni, ma è una strategia mirata al lungo termine, fatta per garantirsi un motore grafico maggiormente al passo coi tempi ed in futuro facilmente migrabile al più recente UE5.

Consci di ciò, gli sviluppatori del gioco hanno cercato di limitare le attese dei fan suggerendo sui social che questo lancio di eFootball sarebbe di fatto più simile ad una demo che ad un gioco completo. Peccato però che il gioco non sia segnato come tale sugli store, e che comunque Konami abbia iniziato a rilasciare contenuti a pagamento come il Premium Player Pack da 40 Euro. Quello che ci siamo trovati tra le mani è dunque qualcosa che già sapevamo essere incompleto, ma non ci aspettavamo fino a questo punto. E giusto per aumentare la confusione, poco prima del lancio il gioco è stato ribattezzato in "eFootball 2022", titolo che immagino verrà modificato in futuro togliendo il 2022 o cambiandolo in 2023. Il reparto marketing di Konami sembra essere confuso quasi quanto noi giocatori.

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Mentre vi scriviamo ai primi giorni di Ottobre 2021, pochi giorni dopo il lancio del titolo, eFootball 2022 presenta una modalità di gioco: partita rapida. Qui possiamo sfidare giocatori di tutto il mondo online (anche in cross-play con PC e PlayStation), divertirci in locale con qualcuno a noi caro, o sfidare l'IA. In quest'ultimo caso, le difficoltà a disposizione sono al momento solamente due, con tutte le altre bloccate da un colore grigio che accompagna l'esperienza di gioco fin troppo spesso. Purtroppo infatti le mancanze sono davvero tante nella fase di preparazione della partita: scordatevi di cambiare lunghezza della partita, se si passa o meno dai supplementari, il campo, l'aspetto della palla e via dicendo. Persino i comandi non sono impostabili, dunque "l'inversione" dei tasti del cross e del tiro tra PES e FIFA diventerà un grave problema per chi è abituato alla formula di FIFA. Poche le squadre a disposizione: Barcellona, Bayern Monaco, Juventus, Manchester United, Arsenal, Corinthians, Flamengo, San Paolo e River Plate. Sfortuna vuole che anche scendendo in campo la situazione non migliora granché.

Con PES 2020 il calcio di Konami aveva raggiunto uno stato decisamente soddisfacente, con dinamiche molto divertenti. Rimaneva qualche pecca legata alla legnosità di alcune azioni e ai portieri un po' ballerini, ma nulla di irrisolvibile. Con eFootball, purtroppo, si sono fatti tanti passi ma quasi tutti all'indietro. Se il controllo di palla a bassa velocità pare più fluido e accessibile anche senza imparare combinazioni di tasti complicate, pressoché ogni altro elemento del gameplay è peggiorato. L'IA di compagni e avversari è indecifrabile: i giocatori spesso mancano la palla anche sfiorandola a un centimetro, ogni tanto si dimenticano persino di averla già conquistata. I portieri a loro volta tendono a dimenticarsi di tuffarsi, lasciando entrare palle innocue che rotolano per terra. Persino le collisioni sono fallate, con tocchi che avvengono anche a un metro dalla palla o contrasti che non vanno a buon fine nonostante l'avversario abbia letteralmente attraversato la nostra gamba. Questo problema dà quasi l'illusione che alcune giocate siano "scriptate": saltiamo nettamente un difensore, ma la sua "gamba invisibile" ci soffia la palla lo stesso. Frustrante.

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E mancano persino tantissime giocate che si potevano fare sui precedenti PES; controlli di palla avanzati, finte e via dicendo sono ridotti all'osso, e persino le opzioni tattiche relative alla formazione sono state profondamente semplificate. Anche i menu appaiono eccessivamente semplificati, come fossero creati con il touch screen in mente: ad esempio per spostare un giocatore sul campo virtuale della formazione bisogna trascinarlo (a una velocità incredibilmente lenta) da un punto all'altro dello schermo: un'operazione particolarmente scomoda con il pad, quando sarebbero bastati un paio di click. Persino i tasti dei menu sono enormi e spesso ricoprono un terzo dello schermo. Una scelta comprensibile su uno schermo mobile, ma non certo su un televisore dai 40 pollici in su.

Si sarebbe potuto perdonare qualche problema temporaneo al titolo se la componente tecnica avesse fatto un netto salto in avanti, ma è purtroppo avvenuto l'opposto. Avrete probabilmente visto le tante foto e i video che girano sui social con le facce poco credibili di Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, ma non finisce qui. Animazioni legnose, corpi che si contorcono in maniera surreale a ogni contrasto, animazioni facciali che non convincono affatto e che donano un'aria da zombi ai poveri giocatori in campo. Il passaggio all'Unreal Engine è stata sicuramente una buona scelta in ottica futura, ma Konami avrebbe dovuto dedicare più tempo allo sviluppo prima di portare il titolo nelle mani di tutti.

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C'è poco da fare: tranne che per un paio di minuscoli miglioramenti, eFootball è nettamente inferiore al prodotto di Konami di soli 12 mesi fa. E' vero, a novembre arriverà un corposo aggiornamento che aggiungerà alcune nuove modalità e arriveranno finalmente le oltre 600 squadre su licenza, ma per accedere a queste dovremo investire 39,99 Euro sul relativo pacchetto DLC, e ad oggi non ci sono i presupposti per pensare che, facendolo, ci ritroveremo tra le mani un titolo degno di essere giocato. Oltre a questo arriveranno ovviamente molteplici aggiornamenti nel corso dei prossimi mesi, e non possiamo che augurarci che il titolo migliori velocemente in tutte le sue parti.

Allo stato attuale, però, non me la sento di consigliare eFootball nonostante l'invitante approccio free-to-play, né tanto meno consiglio di preordinare il pacchetto a pagamento con le squadre su licenza, visto che non è chiaro quale sarà lo stato del gioco a novembre: resta la sensazione che si sarebbe dovuta mantenere l'eccellente base dell'ultimo PES invece di ripartire da zero, evitando così l'imbarazzo di questo lancio. Se è vero che l'aggiunta delle squadre e qualche altra modalità (tra cui l'evoluzione del MyClub) porterà carne al fuoco, tutto fa presagire che a livello contenutistico, tecnico e di gameplay ci vorrà ancora molto prima di arrivare ai livelli degli ultimi PES e FIFA. eFootball è per ora un prodotto che potremmo definire quasi superfluo, incapace di competere con gli altri titoli in commercio incluse le precedenti versioni del suo stesso brand.

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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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