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Destiny - Il Re dei Corrotti

A circa un anno dall’uscita dall’uscita di Destiny, il nuovo titolo di Activision e Bungie che ha saputo catturare tantissimi giocatori, gli sviluppatori ci propongono una nuova corposa espansione che segna l’inzio dello “Year Two” della serie. Abbiamo provato a fondo Il Re dei Corrotti: eccovi cosa ne pensiamo.
Ad un anno di distanza dal lancio si può sicuramente affermare che Destiny è stato un grande successo, considerato soprattutto che si trattava di una nuova IP: Bungie ha saputo sfruttare la decennale esperienza nel genere FPS, maturata alla guida di Halo, prendendo spunto da altri generi come quello degli MMO per creare un’esperienza fresca e completamente nuova, che mette il giocatore al centro di un’epica avventura insieme a tanti altri appassionati connessi ai server di gioco. Una delle caratteristiche più affascinanti del titolo è sicuramente il complesso universo narrativo sul quale questo si basa, composto da una “mitologia” che unisce sapientemente fantascienza ed elementi fantasy; dopo due DLC di media grandezza che hanno contribuito ad aggiungere nuovi tasselli a questo universo, l’espansione Il Re dei Corrotti arricchisce ulteriormente il titolo con nuove storie, personaggi, avventure e location incredibili, introducendo un nuovo e temibile villain.

La storia de Il Re dei Corrotti riprende da dove si erano fermate le precedenti avventure dei nostri Guardiani: l’avanzata dell’Oscurità è stata fermata dalla rinascita dei cavalieri che hanno ucciso Crota, ma la sua anima alberga ancora in qualche oscuro anfratto dell’universo e, aiutata da ciò che resta degli alveari, chiama il padre per una vendetta che porti alla definitiva corruzione della luce e all’affermazione dell’Oscurità. Ecco quindi accorrere il babbo, Oryx, che con arriva con la sua astrocorazzata spazzando via in un sol colpo la regina degli Insonni e la sua armata: rimangono ora solo i Guardiani come ultima speranza di sconfiggere il demone.

E’ proprio qui che inizia la nostra avventura, con una serie di eventi che ci porteranno a rivisitare sia nuove aree di location già note che una location completamente inedita: l’immensa astrocorazzata di Oryx, quasi un mondo a sé stante. Le dinamiche di gioco non sono molto cambiate al contrario del sistema di ranking dei guardiani che, grazie all’inserimento di nuove sub-categorie, si arricchisce di nuovi potenziamenti ed abilità. Per quanto riguarda i Titani avrete a disposizione il martello degli Spezzasoli, per gli Stregoni la possibilità di evocare tempeste di fulmini con Evocatempeste e, infine, per il Cacciatore un arco ricavato dall’energia del vuoto.

E ci sono nuovi temibili nemici: Oryx, il Re dei Corrotti, vuole costruirsi una nuova e potente armata corrompendo tutti gli altri esseri dell’Alveare grazie al potere dell’Oscurità. Tutte le creature dell’Alveare “catturate” diventano così parte dell’Oscurità, acquisendo nuovi poteri ed un’incrementata pericolosità, oltre ad un nuovo aspetto che le fa sembrare delle ombre viventi. Queste si comportano in maniera nuova, e con nuove armi derivate dall’immenso potere dell’Oscurità risultano molto pericolose e completamente diverse dalle loro controparti non corrotte.

Anche le dinamiche social sono state ritoccate con l’introduzione di piccoli raffinamenti qua e là, in parte legati alle novità introdotte nel gioco, altri dovuti a qualche restyling di usabilità che deriva dal feedback dell’attivissima comunità Bungie. Proprio a voler rimarcare le caratteristiche social del gioco, che sono una parte fondamentale per lo sviluppo delle abilità del Guardiano, troviamo l’aggiunta delle Emote, ovvero movimenti ed espressioni dei guardiani che possono essere collezionati per permettere al proprio personaggio di, ad esempio, sfidare un avversario con il gesto “Fatti avanti”. Sebbene solo estetiche, anche queste fanno parte dei collezionabili che è possibile acquistare e scambiare nell’enorme mercato sull’ultima città o nell’avamposto vestiano.

La presenza di un’intera nuova location di gioco, la nave di Oryx meglio nota come Astrocorazzata, aumenta anche le mappe del comparto multiplayer unitamente a nuove arene in posti già conosciuti. Il numero degli Assalti (missioni cooperative) e delle pattuglie aumentano ed anche quelle precedentemente effettuate si arricchiscono dei nuovi avversari che fanno la loro comparsa nello stesso teatro di gioco.

Due sono le modalità multiplayer introdotte: Pandemonio e Frattura, che allargano le tipologie di gioco offrendo valide alternative alla imperante Controllo. Nella prima, un classico uno-contro-tutti, si accumulano punti uccidendo i propri avversari come in un qualunque deathmatch. La variante introdotta in questa modalità consiste nell’aumentata velocità di ricarica delle abilità speciali che trasforma l’area di gioco in un vero pandemonio con continue esplosioni e una dinamica frenetica di gioco. Per quanto riguarda Frattura, la dinamica di gioco a squadra è comandata da un elemento centrale, la Scintilla, che va portata nella “porta” avversaria per creare la frattura e segnare un punto. Frattura rappresenta una valida alternativa alla modalità conquista che, fino a prima di questo Il Re dei Corrotti, è stata la colonna portante della modalità multiplayer del crogiolo per quanto riguarda la arene a squadre.

Queste e altre mille modifiche fanno di questo add-on molto di più di un pacchetto aggiuntivo ma un vero e proprio nuovo gioco che, comprendendo tutte le espansioni uscite durante l’anno, completa la prima avventura dei cavalieri della luce; di fatto ci troviamo davanti una
versione 2.0 del gioco che non è solo più ricca rispetto a quella che ha debuttato un anno fa, ma è chiaramente più solida dal punto di vista delle performance, con un frame rate solido e la totale assenza di tearing. Si vede chiaramente che è cresciuta la capacità di sfruttare correttamente il nuovo hardware. Anche l’aggiunta di una nuova storia, stavolta corredata da spettacolari e frequenti cut-scene invece di essere narrata unicamente tramite le parole dello Spettro, aumenta lo spessore complessivo del gioco introducendo anche intricanti storie minori in un universo già abbastanza vasto e complesso. I personaggi sono molto caratterizzati ed hanno una spiccata personalità, contribuendo ad una immersività che da sempre è il marchio distintivo dei ragazzi di Bungie.

Sul fronte dei contro, però, mi aspettavo sicuramente una campagna un pochettino più articolata e duratura: le avventure sull’Astrocorazza non sono lunghissime, tant’è che la morte di Oryx mi sembra essere giunta piuttosto prematuramente dopo circa 6 ore di gioco. Se non giocate gli Assalti e la altre modalità, il DLC ha troppa poca sostanza per i giocatori solitari; ma dopotutto, Destiny non è mai stato dedicato a quella fascia di utenti.

In conclusione, con Il Re dei Corrotti Destiny sembra aver raggiunto quella maturità della cui mancanza ci eravamo lamentati nella recensione del gioco originale; dopo un anno e tre espansioni la dedizione e passione di Bungie nel migliorare continuamente la propria creatura è più che evidente, e questo non può che farci ben sperare per il futuro della serie. Ci troviamo quindi di fronte ad un’espansione – e complessivamante ad un gioco - valida, che incarna completamente e compiutamente la visione dei suoi creatori per questo ibrido tra MMO e sparatutto che, ci potente scommettere, vi catturerà per ore e ore.

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L'autore

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Nato nel 72, cresciuto ad insalate di matematica e libri di cibernetica non poteva che sviluppare una naturale inclinazione verso tutto quello che è tecnologia. Ha iniziato a giocare a Radar Rat Race sul Vic-20, a International Soccer su C64 e da quel momento in poi non ha mai tradito la sua passione, passando per quasi tutte le piattaforme di gioco e finendo ancor oggi per consumare tutto il suo tempo libero tra hobby e lavoro. Sperando che prima o poi coincidano perfettamente: ci siamo quasi.

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