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Beautiful Katamari
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Recensione - Beautiful Katamari

Stanchi dei soliti giochi? Siete alla ricerca di qualche titolo originale per la vostra Xbox 360? Bene, grazie a Namco Bandai ex Atari, finalmente possiamo provare uno dei titoli più originali mai ideati per qualsiasi console.



Un po' di storia
Il brand Katamari nasce tre anni fa su console Sony con Katamari Damacy, inizialmente uscito solo in Giappone e ritenuto un titolo di nicchia, per i soli hardcore gamer, data la natura "eccentrica" del titolo. Con il tempo il titolo riuscì a conquistarsi sempre più fan, convincendo i distributori a portarlo prima in USA e successivamente in Europa. Il brand ad oggi è uscito su quasi tutte le console di gioco con diversi capitoli o spin-off, e questo Beatiful Katamari è il primo a vedere luce su una console di casa Microsoft.

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La storia del gioco è tutto tranne che banale: durante una partita di tennis, il Re del cosmo colpisce male una pallina che buca il cielo. Questo buco diventa estremamente pericoloso perché capace di inghiottire qualsiasi cosa, dalle stelle ai pianeti veri e propri, e per qualche strana ragione l’unico pianeta che riesce a scampare a questa abbuffata planetaria è proprio la Terra. Il Re si trova così a dover ricostruire l’intero universo, e dato che le uniche cose con cui poterlo ricostruire sono sul nostro pianeta, incaricherà il principe ereditario di recarsi appunto sul nostro pianeta e racimolare più oggetti possibili. IL modo con il quale raccoglieremo il materiale è ancora più originale e strampalato della trama stessa: infatti il principe dovrà far rotolare una palla grossa come una nocciolina che ha la capacità di incollare a sè tutto quello che tocca (ma proprio tutto, persone comprese) e che non superi le sue stesse dimensioni: va da sè che più oggetti si raccolgono e più la sfera diventa grande, e di conseguenza si ha la possibilità di inglobare oggetti sempre più grandi.


Rotolando per il mondo
Vista la demenzialità ed originalità della trama, poteva il gameplay essere da meno? Certo che no! Ecco quindi che ci troviamo con il joypad della 360, sul quale dovremo usare soltanto le levette analogiche, con i vari tasti e grilletti praticamente inutilizzati.

In base al modo in cui orienteremo le due levette, potremo spostarci con la sfera all’interno degli ambienti, nei quali dovremo raccogliere i vari oggetti che si attaccheranno alla superficie di questa. Ovviamente, se gli oggetti saranno ingombranti o magari compattati male, la sfera subirà diversi tipi di rotazione, o semplicemente diventerà più pesante, e tutto questo comporterà una maggior difficoltà di manovra della stessa. Come già detto, lo scopo del gioco è quello di ricreare i pianeti e tappare il buco nero. Ogni pianeta o costellazione che ricostruiremo equivale ad un livello, ognuno dei quali ha delle particolarità per essere portato a termine: la maggior parte delle volte si tratterà di sfide a tempo, durante le quali dovremo far raggiungere un certo raggio alla sfera entro un dato tempo.

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All’interno di ogni livello troviamo anche dei sotto-obbiettivi da raggiungere, infatti nel briefing della missione il Re ci dirà quali oggetti in particolare vorrebbe che noi raccogliessimo, e riuscire a trovarli ci procurerà dei bonus sul punteggio ottenuto a fine livello. La scelta del livello e l'opzione di salvataggio del gioco le troviamo nel ”Princedom”, un menu interattivo che ci permette anche di settare tutte le opzioni piuttosto che accedere alla modalità multiplayer, oppure vedere semplicemente le statistiche degli oggetti fino a quel momento raccolti, dettagliatamente catalogati in base a grandezza e categoria.


Graficamente parlando
Visivamente il gioco si prensenta molto stilizzato, simile ad un manga, ma i tratti essenziali della grafica non minano tuttavia la qualità generale del mondo realizzato. E' però evidente come, rispetto agli esordi della serie su PS2, i passi in avanti fatti sul fronte grafico siano veramente pochi, e potremmo tranquillamente dire che la grafica è la stessa vista sulla console di casa Sony, portata semplicemente in alta definizione.

Il comparto audio invece sopperisce a quello video con musiche di sottofondo ed effetti sonori di grande personalità e veramente particolari, molte canzoni vi rimarranno in testa nonostante la loro demenzialità e più di una volta vi ritroverete a canticchiarle inconsciamente.


Rotoliamo sul Live
Per la prima volta nella storia della serie, potremo sfidare un amico su Xbox Live online a gare di rotolamento con l’obbiettivo di raccogliere più oggetti dell’altro, potendoli rubare direttamente a lui andando a sbattere contro la sua sfera. Esiste inoltre una modalità cooperativa molto particolare: la sfera è una sola, ma ogni giocatore dovrà controllare una sola levetta, richiedendo quindi un forte coordinamento tra i due giocatori, rendendo a volte difficile e frustrante il gioco. Sarà ovviamente possibile, come in ormai quasi tutti i giochi, consultare classifiche sia multi che single player.

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Come avrete capito da questa recensione, il gioco presenta luci ed ombre: il gameplay, per quanto divertente e innovativo (almeno per chi non ha provato i titoli precedenti della serie) rischia di stancare alla lunga, e a giocare a sfavore del titolo namco c’è anche la longevità che non è altissima. Tuttavia se siete alla ricerca di qualcosa di diverso vi consiglio almeno di dargli una chance, magari a prezzo ridotto. Speriamo che se ci sarà un altro capitolo di Katamari in futuro, gli sviluppatori ascoltino le lamentele da parte dei fan per offrirci un titolo all’altezza delle aspettative.
7.0

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