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The Valiant
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Recensione - The ValiantXbox Series X | SGame

Dopo aver debuttato su PC lo scorso autunno, lo strategico in tempo reale The Valiant realizzato dagli ungheresi Kite Games arriva finalmente anche sulle nostre Xbox. Il gioco aveva colpito fin dalla sua presentazione per l'affascinante ambientazione medievale e le intense sequenze di combattimento, scopriamo quindi se questa nuova proposta targata THQ Nordic sia all'altezza delle aspettative!
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Il Gioco

All'epoca delle Crociate, due inseparabili "fratelli d'arme", Theoderich Von Akenburg e Ulrich von Grevel, si imbattono per caso in un frammento del mitico Bastone di Aronne. Mentre Theoderich al termine della guerra decide di ritirarsi a vita privata, Ulrich, il più avventato e ambizioso dei due, resta sempre più soggiogato dai poteri sovrannaturali dell'oggetto e diventa ossessionato dall'idea di ricongiungere i tre frammenti in cui il Bastone è stato spezzato. I due si perdono di vista e ben quindici anni sono passati quando il monaco Malcom, venuto a conoscenza durante i suoi studi dell'esistenza di queste reliquie e dell'intenzione di Ulrich di impadronirsene, riesce a convincere Theoderich a riprendere in pugno le armi per impedire che il suo vecchio compagno d'avventure metta in atto il suo pericoloso piano.

MX Video - The Valiant

Dopo due capitoli iniziali in cui un flashback ci fa rivivere le vicende legate al ritrovamento della prima reliquia in Terra Santa, la Campagna di The Valiant segue le vicende dei due antagonisti, con Theoderich che si trova ad inseguire l'ex commilitone in una rocambolesca "gara" a chi riuscirà per primo ad entrare in possesso dei frammenti del Bastone e che porterà la compagine ad attraversare Europa, Nord-Africa e Medio Oriente. La vicenda è articolata in quindici capitoli, ciascuno introdotto da una cinematica che mostra i contenuti del diario di viaggio tenuto da Malcom. Queste introduzioni raccordano ogni capitolo con il precedente, sono fondamentali per dare coesione ad una vicenda alquanto movimentata (peccato non siano localizzate!) e si fanno apprezzare per la cura con cui sono state realizzate: non siamo ai livelli di un Pentiment, ma la rappresentazione del manoscritto riccamente illustrato del diario è degna di nota e contribuisce sicuramente a creare il giusto coinvolgimento. Queste introduzioni sono peraltro tutt'altro che brevi (è comunque possibile "skippare"), segno che Kite Games ha puntato molto, e con buoni risultati, sull'elemento narrativo per dare a The Valiant il giusto spessore.

In ogni capitolo sono inoltre inserite sequenze in-engine che rappresentano dialoghi ed altri snodi rilevanti nello sviluppo della trama. Ogni capitolo è infatti accuratamente scriptato e strutturato in una sequenza di obiettivi che, salvo rare eccezioni, vanno affrontati in un preciso ordine, anche se si possono trovare step con obiettivi multipli ed in quel caso siamo liberi di definire le nostre priorità (ad esempio se l'obiettivo ci impone di eliminare le ronde di guardia ad un avamposto, sta a noi decidere in quale ordine affrontarle). All'inizio di ogni capitolo siamo chiamati a decidere quali unità far scendere in campo nella nostra compagine ed è un passaggio fondamentale che ci dà modo di esaminare alcune delle scelte di game-design più caratterizzanti del gioco.

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In primo luogo, The Valiant abbraccia il concetto di "Hero Squad": Theoderich e gli altri protagonisti che lo affiancano sono messi a capo di una unità di una certa tipologia (ad esempio, ben presto si unirà alla compagnia lo spavaldo Gascoigne, che comanda un'unità di cavalieri). Questi Eroi dispongono di particolari abilità che vanno ad accrescere il potenziale offensivo e/o difensivo della loro unità e che vanno sbloccate al progredire di ciascun Eroe nei livelli di esperienza: abbiamo infatti a disposizione per ciascuno di essi un classico “albero delle abilità” articolato in tre rami (offesa, difesa, utilità) e dovremo decidere come far evolvere ciascuno dei nostri Eroi, sbloccando nuove abilità in questi rami. Oltre a ciò, ciascun Eroe è dotato di indumenti e armi, che si possono rimpiazzare con altri oggetti rinvenuti nel corso delle missioni. La decisione non è sempre facile, dal momento che ciascun oggetto/arma può conferirci abilità che vanno anch'esse valutate... l'arma migliore per una certa unità può anche non essere quella che cagiona il maggior numero di danni (ad esempio, un’arma potrebbe darvi meno DPS ma garantire altri perk, come una maggiore velocità di spostamento). Di sicuro si viene incentivati ad esplorare con cura la mappa di ogni capitolo, allo scopo di trovare il maggior numero possibile di questi allettanti oggetti. Infine, ogni Eroe è dotato di una propria abilità speciale che può venire scatenata solo una volta raggiunto il livello massimo di Vendetta, che si accumula mentre l'unità è impegnata in combattimento.

La compagine che scende in battaglia comprende sempre Theoderich, ma spesso solo una parte degli altri Eroi e quindi la prima responsabilità di chi gioca è quella di decidere quali accompagneranno Theoderich nella missione. Al gruppo si possono poi aggiungere alcune altre unità ordinarie, sprovviste cioè di un Eroe alla propria testa: queste unità non hanno abilità aggiuntive e mentre un Eroe caduto in battaglia può essere rianimato da altri Eroi, le unità ordinarie una volta debellate sono definitivamente perse. I tipi di unità disponibili sono in sostanza quelli "classici", con i rispettivi punti di forza e debolezza: soldati, cavalieri, arcieri, lancieri, uomini d'ascia... per arrivare alla particolare categoria dei preti-soldato che, grazie alla loro fede sono in grado di generare effetti positivi e negativi sulle unità in campo. Ovviamente ogni unità va gestita sfruttandone al meglio le caratteristiche (non è una buona idea lanciare all'assalto in prima linea un manipolo di fragili arcieri, meglio piazzarli tra la boscaglia a scagliare dardi da lontano...), inoltre The Valiant gestisce un meccanismo di "morra cinese" per cui determinate unità godono di un bonus di efficacia se messe contro unità di un determinato tipo, quindi per massimizzare il proprio potenziale bisogna fare attenzione affinché le nostre unità affrontino sempre l'avversario "giusto", per quanto possibile.

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L'attenzione a preservare le unità è fondamentale e diventa presto un'abitudine ritirare temporaneamente dalla battaglia le unità in condizioni critiche per inviarle ad uno degli accampamenti, dove possono venire curate e ripristinate, c’è anche un comando apposito di Ritirata, con il quale l’unità scatta per raggiungere automaticamente il punto di raccolta più vicino. Questo è l'unico modo per ripristinare le condizioni di Salute delle unità, mentre la Fortitude (un livello di armatura che deve essere azzerato prima che venga intaccata la Salute di un'unità) si ricostituisce col tempo fuori dai combattimenti, a volte quindi è sufficiente far "rifiatare" una unità o anche usare l'abilità che ha Theoderich di ricostituire in parte il livello di Fortitude di una unità. Altra metrica fondamentale da tenere d'occhio è quella del Vigore, che viene consumato in parte ogni volta che utilizziamo un’abilità di uno degli Eroi, ciascuna caratterizzata da un suo costo in Vigore.

Gli accampamenti offrono anche la possibilità di reclutare nuove unità ordinarie, a condizione di avere uno slot libero per avere perso una delle unità di partenza e di avere l'ammontare d'oro richiesto per il reclutamento. L'oro viene normalmente recuperato saccheggiando forzieri piazzati nella mappa, di solito in punti presidiati dalle truppe nemiche. C'è quindi un aspetto di raccolta e gestione risorse nel gameplay di The Valiant, ma è in secondo piano rispetto ad altri RTS. Il motivo è che normalmente le unità che controlliamo in battaglia sono davvero poche: in media tre o quattro Eroi ed altrettante unità ordinarie. Ad ogni unità è quindi possibile (anzi, è necessario) dedicare molta attenzione e perderne una rappresenta un fatto di una certa importanza: non troverete scenari di battaglie campali con unità schierate a perdita d’occhio... salvo alcune circostanze nella parte finale della Campagna, le situazioni da gestire in The Valiant sono più simili a incursioni da guerriglia condotte da poche unità ben coordinate (si spera!)

In alcune missioni il gioco però si allontana dal suo gameplay tipico per proporre situazioni in cui l'accento sulla raccolta e gestione di risorse diventa più marcato. In alcuni casi veniamo posti a difesa di villaggi o altre strutture e ci viene data la possibilità di costruire postazioni difensive, come ad esempio torri su cui possiamo far salire i nostri arcieri, per le quali oltre al denaro serve pure raccogliere adeguate quantità di legname. E questa dinamica diventa addirittura prevalente quando veniamo chiamati a gestire un assedio, dato che la costruzione di catapulte e trabucchi richiede ingenti quantità di tali risorse. Diventa allora necessario disporre di miniere e segherie dove oro e legname vengono prodotti in maniera regolare, con la complessità di dover quindi giostrare un numero limitato di unità per riuscire sia a confrontarsi con il nemico che a mantenere o riprendere il controllo dei preziosi asset.

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Nel complesso i capitoli risultano ben congegnati e sufficientemente vari: certo, arrivati al dunque si tratta poi sempre di gestire uno scontro in campo aperto tra le nostre unità e quelle nemiche, ma la varietà di situazioni è buona e credibile: nel corso della storia la nostra compagine tenderà imboscate ad un ignaro avversario, in altre sarà impegnata nella disperata difesa di un villaggio di contadini, si troverà appunto a dare assedio a delle mure cittadine e addirittura sarà impegnata in un torneo cavalleresco a beneficio del Re di Ungheria... La stessa buona varietà si riscontra anche negli scenari. Certo, vale quanto detto a proposito delle cinematiche: The Valiant è un progetto dal budget non immenso e non ha l'ambizione di proporre un comparto grafico da mascella slogata. Nondimeno, la tormentata odissea immaginata per Theoderich e compagni offre lo spunto per collocarli in contesti evocativi e ben realizzati: dall'abbacinante sabbia della Terra Santa alle notti piovose dei Balcani, passando per le vie acciottolate del porto di Ancona, ogni capitolo riesce a farsi ricordare per la particolare ambientazione e per la morfologia del terreno dove l'azione ha luogo. Durante la partita è possibile ruotare a 360 gradi l'inquadratura per avere la prospettiva più funzionale in ogni situazione, mentre pur essendo possibile cambiare angolo di visuale e livello di zoom, ciò avviene entro range abbastanza ristretti, non c'è un sistema di camera effettivamente libera.

L'esperienza su Series X (il gioco è esclusivamente di nuova generazione) risulta fluida (non sono previste opzioni per gestire il livello di qualità della grafica), ma siamo di fronte a un titolo che non esige poi troppo dalle nostre console: le animazioni dei combattimenti sono curate ma abbastanza ripetitive e l'ampiezza di solito abbastanza ridotta del campo di battaglia fa sì che non ci sia mai un numero potenzialmente problematico di unità in movimento a schermo.

Per quanto riguarda il sistema di controllo, in The Valiant il delicato rapporto tra RTS e gamepad è stato gestito in maniera più che soddisfacente. Kite Games (studio non certo privo di esperienza in materia, avendo in curriculum un altro strategico di peso quale Sudden Strike 4: European Battlefields) propone un sistema flessibile e pensato per minimizzare gli spostamenti richiesti. La selezione delle unità può avvenire sia in maniera "tradizionale" muovendo il cursore sull'unità desiderata e premendo il tasto A, sia utilizzando la croce direzionale a destra e sinistra per navigare nell'elenco delle unità presente nella parte bassa dello schermo (mi sarei aspettato che il gioco trasferisse automaticamente l'inquadratura sull'unità selezionata, ma così non è...), sia spostandosi con la levetta destra nella direzione in cui si trova l'unità desiderata rispetto a quella attiva. Ho trovato molto comoda la possibilità di selezionare tutte le unità a video, premendo la croce verso il basso, mentre per quanto siano previsti vari metodi per la selezione di unità multiple (RB + croce verso l'alto su ogni unità, oppure se si tiene premuto A con la levetta sinistra si può definire l'ampiezza dell'area), in pratica spesso ho trovato preferibile ricorrere al "seleziona tutto" per poi escludere dalla selezione quell'unità o due che non si vuole siano oggetto del comando. Per quanto riguarda appunto la modalità con cui vengono impartiti gli ordini, oltre ai comandi di movimento, viene utilizzato un menù radiale di selezione.

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In tema di controlli, è importante segnalare che proprio in occasione dell'arrivo su console del gioco, debutta la nuova funzionalità "Pausa Tattica": attivando questa opzione si ha la possibilità di mettere in pausa il combattimento ed impartire i nostri ordini ad ogni unità della compagine, che li eseguirà non appena usciti dalla pausa. In questo modo si elimina quello stress che innegabilmente deriva dalla necessità di essere il più rapidi possibile nel definire la nostra condotta e si annulla ogni effetto di una eventuale scarsa praticità dell'interfaccia utente. Certo, è una feature che in parte va a snaturare il gioco ed il concetto stesso di strategico in tempo reale: diventa per esempio molto più semplice reagire ad inattese imboscate, così come coordinare alla perfezione manovre a tenaglia da parte delle nostre unità. Ciononostante, la ritengo decisamente comoda ed un ottimo strumento per calibrare la propria esperienza di gioco: magari la si può attivare per prendere confidenza con il gioco, oppure se si decide di affrontare il gioco a difficoltà più elevata.

A proposito di difficoltà, ogni capitolo di The Valiant può essere affrontato a tre diversi livelli: Facile, Normale o Difficile. La scelta è da subito libera, senza prerequisiti, ma siete avvisati: il gioco davvero non fa sconti e già iniziare la Campagna direttamente a Normale (per non parlare di Difficile) esige una seria familiarità con gli RTS ed una comprensione chiara delle meccaniche di gioco. L'innalzamento del livello è semmai legato all'incremento delle abilità in nostro possesso via via che le attiviamo nello skill-tree. Arrivati alle missioni finali, ci ritroveremo con unità dalle potenzialità ben maggiori rispetto a quando siamo partiti... potrebbe avere senso allora tornare ad affrontare i capitoli iniziali ad un livello di difficoltà incrementato, raccogliendo esperienza aggiuntiva per livellare ulteriormente ed essere in grado di fare lo stesso poi con i capitoli finali. Ogni capitolo fornisce XP in quantità variabile in funzione della sua complessità e si possono ricevere punti extra se si riesce a non far subire ferite a nessun Eroe e a sbloccare medaglie legate al gameplay durante la partita. Completato per la prima volta un capitolo, si rendono disponibili tre ulteriori sfide, che possiamo attivare a nostro piacimento: usare soltanto Hero Squad, non potere ripristinare la Salute ai punti ristoro, non avere rigenerazione automatica della Forza fuori dai combattimenti.


Per quanto riguarda le modalità di gioco, la sostanziosa Campagna vi terrà impegnati per almeno una quindicina d’ore, ma non esaurisce certo le proposte di The Valiant. Abbiamo infatti a disposizione anche una classica modalità PvP, disponibile sia contro la IA del gioco (Skirmish), sia in una versione online contro altri giocatori. E, sempre relativamente al comparto online, anche una modalità PvE, denominata Last Man Standing, che pone un'alleanza di tre giocatori contro orde interminabili di nemici. Si tratta di una proposta con un potenziale interessante, anche perché i punti esperienza guadagnati sul campo con i nostri Eroi vengono portati anche nel comparto Campagna, fornendo quindi una diversa strada per ampliare lo skill-tree dei vari protagonisti. Purtroppo non è stato possibile provarla per questa recensione.

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La modalità Schermaglia ci vede ingaggiati contro la IA per il controllo di tre hot-spot simmetricamente collocati sulla mappa. Sono disponibili quattro mappe, di cui due pensate per una competizione fino a 4 squadre. In questa modalità si rovescia quanto detto a proposito della Campagna, in quanto la raccolta di risorse diventa importante per avere il predominio delle zone contese. L'approccio al gioco cambia quindi sensibilmente, in quanto diventa fondamentale non solo fronteggiare le unità nemiche ma anche dimostrarsi più rapidi degli avversari nel gestire il processo di estrazione di oro e legname: ogni squadra ha a disposizione una struttura di "ricerca" che può garantire miglioramenti vari (ad esempio si possono rendere più efficienti le miniere, oppure ricavare uno slot per disporre di un’unità in più), così come un campo di allenamento in grado di dotare le unità di perk aggiuntivi e statistiche migliorate. Il tutto, come si può immaginare, ha un costo in termini di risorse ed è per questo che il controllo delle aree che generano risorse può facilmente rappresentare la premessa per la vittoria conclusiva.

Amore

Una ricostruzione accurata

- Sotto l'aspetto di narrazione e ricostruzione storica, The Valiant merita una promozione a pieni voti. La storia è sufficientemente fascinosa per darci la giusta motivazione ad avanzare nella Campagna. Le numerose cinematiche, per quanto il budget da doppia-A del gioco le tenga lontane dall'eccellenza tecnica, la supportano egregiamente (molto buono il lavoro del cast delle voci) ed inoltre sono funzionali a mettere in mostra quello che è a mio parere il merito principale del gioco: l'approfondito e amorevole lavoro dedicato alla ricostruzione storica. In questo si fa probabilmente sentire anche la matrice europea di uno studio come Kite Games, che sceglie di raccontare il complesso e travagliato scenario del Mediterraneo nel XIII secolo senza ricorrere ad eccessive banalizzazioni. Tutto, dalla ricchezza forbita del linguaggio alla precisione dei riferimenti storici per arrivare alla cura dei particolari di armi ed equipaggiamento, è funzionale ad immergere chi gioca in un quadro credibile e convincente di una realtà complessa quale era l'Europa nei primi anni del 1200.

Rigiocabilità a catinelle

- Premesso che le modalità di contorno garantiscono comunque a The Valiant un fattore di rigiocabilità potenzialmente altissimo, anche la Campagna stessa, per come è stata strutturata, offre spunti per essere giocata ben più di una volta. Il sistema combinato di livello di difficoltà, sfide e avanzamento nello skill-tree da parte del giocatore, crea infatti i presupposti per una "scalata" graduale al dominio totale di ogni capitolo, così come la possibilità di ridistribuire senza penalità i punti di attivazione dello skill-tree può invogliare ad affrontare nuovamente un capitolo facendo leva su un diverso approccio/abilità, oppure decidendo di portare in battaglia unità di tipo diverso. Le possibilità sono davvero moltissime, per tutti i livelli di abilità e per tutte le preferenze.

Supporto mouse e tastiera

- The Valiant supporta senza il minimo problema l'uso di mouse+tastiera per giocare: basta collegare le periferiche alla console ed immediatamente il gioco si adegua al nuovo sistema di input rilevato. E' una feature che fa piacere trovare non perché la giocabilità con controller risulti particolarmente scomoda (e anzi, il sistema di controllo via mouse a sua volta non è proprio impeccabile), ma gli RTS restano il "regno" di mouse+tastiera e anche solo per assecondare le abitudini di chi gioca è giusto avere il supporto a queste periferiche. Va notato che la modalità "Pausa Tattica" è un'opzione di usabilità, non una facilitazione legata all'uso del controller, per cui la si può utilizzare senza problemi anche giocando con il mouse.

Odio

Controlli problematici

- Si è detto degli accorgimenti, non senza risultati positivi, che Kite Games ha inserito in questa edizione del gioco per adattarlo al contesto console. The Valiant si gioca con il pad senza particolari difficoltà e frustrazioni, dopo un inevitabile periodo di rodaggio e apprendistato, ma al tempo stesso i controlli rimangono comunque il principale punto debole del gioco. L’interazione proposta si rivela funzionale, ma contribuisce a far sì che l'occhio si stacchi dal campo di battaglia, penalizzando un po' il coinvolgimento di chi gioca. Davvero fastidiosa, poi, la difficoltà che si ha a selezionare un oggetto da raccogliere sul campo quando vi sono unità presenti nei suoi paraggi... spesso l'unica soluzione è quella di farle allontanare per poter raccogliere l'oggetto!

Check-point col contagocce

- Un capitolo di The Valiant può rivelarsi, specie nella seconda metà della campagna, parecchio articolato e lungo, anzi in alcuni casi fin troppo lungo! D'altro canto, i punti di salvataggio sono davvero molto pochi, posti in corrispondenza degli snodi narrativi principali. L'impossibilità di applicare dei salvataggi manuali induce a non correre rischi, evitando di sperimentare tattiche aggressive o comunque dall'esito incerto: si tende ad "andare sul sicuro" ed aumenta così il rischio di ripetitività del gameplay. Inoltre, ciò si rivela ingiustamente punitivo in determinate circostanze, come quando il gioco chiede di superare furtivamente una lunga sezione. Corretta la volontà di non incoraggiare uno stile di gioco sconsiderato, però credo si potesse trovare una soluzione di compromesso, magari consentendo un numero limitato di salvataggi, o penalizzando ogni salvataggio con una perdita di qualche punto XP.

Manca l'italiano

- Purtroppo il gioco non è localizzato in italiano, non solo per quanto riguarda le voci recitanti, ma anche per quanto riguarda sottotitoli (che comunque sono presenti) ed interfaccia di gioco. E' un peccato soprattutto perché, come detto, la qualità della scrittura è piuttosto buona: a parziale consolazione va detto che i contenuti più densi sono presentati nelle cut-scene introduttive e di intermezzo, per cui ci si può dedicare a coglierne il più possibile senza la distrazione di un combattimento in corso.

Multiplayer non pervenuto

- Nel periodo di review, non è stato possibile avviare alcuna sessione multiplayer, sia della classica modalità PvP che della modalità cooperativa Last Man Standing. Nutrivo già in partenza poche speranze di potermi effettivamente cimentare con queste modalità, ma la sostanziale disattivazione della componente prima del day-one, ha definitivamente azzerato ogni speranza e impedito anche solo di valutare opzioni e funzionalità di una lobby. Naturalmente non si tratta di un voto negativo contro il comparto online di The Valiant, quanto la segnalazione che un elemento importante del gioco è rimasto non valutabile: insomma, questo “odio” non è verso il multiplayer, ma verso il fatto che non sia stato possibile provarlo!

Tiriamo le somme

Meno articolato (ma non meno esigente!) dei campioni più blasonati del genere, ma forte di un gameplay ben calibrato e di un’ambientazione davvero evocativa, The Valiant ha le potenzialità per trovare su console una seconda giovinezza, potendo proporre a tutti, esperti e meno, il giusto livello di sfida. Il nodo relativo alla giocabilità con controller è stato, se non proprio risolto, affrontato con risultati più che buoni. Per quanto un po' ripetitivo e "faticoso", The Valiant si è rivelato uno strategico in tempo reale convincente e coinvolgente. Peccato per l'assenza dell'italiano!
7.5

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L'autore

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La sua passione per il gaming nasce nel lontanissimo 1982 con Gorf per Vic-20, ma da quando ha scoperto le "gioie" della caccia agli obiettivi, gioca solo su Xbox. Il suo nemico giurato è l'Arretrato, smisurato ed in costante aumento. Maguzzolo però non si arrende: armato di sei console ed un numero sterminato di controller, continua a dare battaglia.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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