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Dragon Ball: The Breakers
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Recensione - Dragon Ball: The BreakersXbox OneGame

Nel corso di oltre 30 anni abbiamo visto videogiochi di Dragon Ball di ogni genere, dai classici picchiaduro fino a GDR, action, gacha, card game… ma il multiplayer asimmetrico di Dragon Ball: The Breakers è una novità. Scopriamo insieme come si adatta questa modalità di gioco al mondo di Goku & co!
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Il Gioco

Abbiamo sempre vissuto i giochi di Dragon Ball dal punto di vista di Goku, Vegeta, Gohan e altri potenti guerrieri in grado di fronteggiare (quasi) ogni minaccia grazie alla loro potenza sovrannaturale. Ma come sarebbe trovarsi davanti un essere come Cell nei panni di un comune cittadino senza nessun potere speciale? È proprio questa l’idea di base di Dragon Ball: The Breakers, titolo pubblicato da Bandai Namco e sviluppato da Dimps. Il gioco è a tutti gli effetti uno spin-off di Dragon Ball Xenoverse, infatti il tutorial iniziale ci vede nei panni di un normale terrestre impegnato nella sua routine quotidiana, quando improvvisamente si apre uno squarcio temporale che ci risucchia e teletrasporta in una dimensione alternativa. All'inizio le differenze con la nostra dimensione sembrano minime, almeno fino a quando non spunta fuori Cell che inizia a distruggere la zona rischiando di coinvolgerci nell’esplosione. Fortunatamente veniamo tratti in salvo all’ultimo da Trunks, che come ci spiega è un Pattugliatore Temporale confermando quindi il collegamento con la serie di Xenoverse. Qualcosa sta creando le ennesime anomalie temporali generando realtà dove passato, presente e futuro si intrecciano, e vecchi nemici ormai sconfitti stanno tornando a seminare il caos, come appunto Cell. Le anomalie hanno risucchiato anche altre persone, e l’unico modo per salvarsi è attivare delle Chiavi del Potere per richiamare la Super Macchina del Tempo, così da poter fuggire e tornare alle rispettive dimensioni. Una missione difficile che richiede coordinazione tra i vari sopravvissuti se non vogliono finire vittime di nemici troppo potenti per loro.

MX Video - Dragon Ball: The Breakers

E la sopravvivenza di persone normali contro potentissimi nemici è proprio la chiave del gameplay di Dragon Ball: The Breakers, che si pone infatti come un titolo multiplayer asimmetrico alla stessa stregua di giochi come Dead by Daylight o Evolve, con sette giocatori nel ruolo di superstiti e uno nel ruolo di Razziatore. In fase di avvio della partita la scelta su quale ruolo interpretare è casuale (si può esprimere una preferenza, ma non è assicurata), per cui statisticamente nella maggior parte delle partite saremo nei panni di inermi cittadini contro mostri del calibro di Freezer, Cell e Majin Bu. Prima di essere gettati nella mischia, un editor piuttosto basilare ci permette di dare vita al nostro avatar, che in seguito potrà essere personalizzato ulteriormente tramite l’acquisto di cosmetici e accessori nell’apposito negozio, garantendo una buona varietà di scelta.

Al lancio sono presenti anche due skin esclusive gratuite, ovvero quelle di Bulma e Oolong (entrambi con lo stile della prima serie di Dragon Ball), che oltre a permetterci di avere il loro aspetto hanno anche delle abilità uniche. Per aumentare le chance di sopravvivenza, infatti, si possono equipaggiare fino a 4 abilità speciali, come posizionare un trampolino antigravità per saltare grandi ostacoli o piazzare trappole o fumogeni per rallentare il razziatore, mentre Bulma può “sedurre” di il nemico lasciandolo stordito per pochi secondi e Oolong può trasformarsi in missile per fuggire o in un elemento dello scenario per mimetizzarsi. Ogni abilità ha un tempo di cooldown prima di poter essere utilizzata di nuovo, ma spendendo la valuta di gioco si possono potenziare per ridurre il tempo di attesa di qualche secondo.

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Per quanto utili, le abilità da sole non possono garantire un confronto faccia a faccia con i razziatori, ma esplorando la mappa, aprendo le numerose casse sparse o salvando altri NPC nascosti si possono ottenere Cubi di Potere con cui attivare la modalità Cambio. Una volta accumulato uno o più livelli di energia grazie al Cambio potremo “prendere in prestito” i poteri di personaggi iconici come Goku, Vegeta, Trunks e così via (la loro scelta è legata ad una meccanica gacha di cui parleremo nel dettaglio più avanti), e per qualche secondo potremo effettivamente tenere testa (più o meno) al nemico sfruttando anche attacchi speciali come la sempreverde Kamehameha.

Si tratta tuttavia di una opzione da usare solo in caso di emergenza o per fuggire, o per tentare di distrarre il razziatore mentre i compagni fuggono o cercano di completare gli obiettivi per attivare la Super Macchina del Tempo, perché comunque il dislivello di potere rende quasi impossibile battere il razziatore in uno scontro frontale. L’unica effettiva chance di vittoria in battaglia è trovare le 7 Sfere del Drago sparse per la mappa, così da evocare Shenron e tramite uno dei desideri chiedere di accedere al 4 livello di Cambio, trasformandosi così effettivamente in uno dei Guerrieri Z in tutta la loro potenza. Lo scontro non è comunque facile e il lavoro di squadra resta necessario, ma è uno dei modi in cui si può effettivamente vincere una partita.

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Nella maggior parte dei casi, tuttavia, l’unica opzione è sparpagliarsi alla ricerca delle Chiavi del Potere in ognuna delle 5 zone in cui è divisa la mappa di gioco facendo attenzione a non essere scoperti, così da attivare il Segnalatore nella parte centrale della mappa. Nel caso si riuscisse a difende la zona per abbastanza tempo la partita si conclude, in caso contrario i superstiti hanno comunque un’ultima speranza con delle mini macchine del tempo di emergenza monoposto che appaiono in ogni zona, permettendo a chi riesce a raggiungerle di mettersi in salvo.

Ci sono quindi diversi modi di vincere la partita da superstite, mentre il razziatore di base deve sempre e solo sconfiggere i giocatori prima che riescano a fuggire, ma ha comunque diverse opzioni per farlo. Per prima cosa ogni razziatore nelle fasi iniziali della partita deve pensare a trasformarsi uccidendo possibilmente i giocatori o altri personaggi non giocanti sparsi per la mappa, assorbendone così l’energia. Tutti i razziatori iniziano infatti nella loro “forma base” e hanno diverse fasi evolutive esattamente come nell’anime, diventando quindi sempre più forti e letali. Trasformandosi inoltre si può rilasciare un potente attacco che distrugge una delle zone della mappa, eliminando ogni giocatore che non riesce a fuggire in tempo e riducendo l’area di gioco. Ogni razziatore poi dispone di abilità speciali, ad esempio Freezer con i tuoi raggi letali può uccidere da distanze maggiori, Cell può percepire le aure e scovare più facilmente giocatori e civili da assorbire, mentre Majin Bu ha attacchi ad area utili per eliminare più giocatori insieme, solo per fare qualche esempio.

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Dragon Ball: The Breakers non ha al momento altre modalità di gioco, e ad eccezione del breve prologo/tutorial in single player si basa unicamente sulla componente online. Dal punto di vista tecnico il gioco purtroppo non eccelle in praticamente nulla, anzi è veramente difficile trovare qualcosa da salvare, e tra l’altro l'unica versione disponibile è quella per la vecchia generazione Xbox One, per cui anche se avete una Series X|S non c’è nessuna miglioria specifica oltre a quelle che vengono "in automatico" come caricamenti più veloci e prestazioni più stabili.

Amore

Un’idea vincente...

- Per quanto la meccanica di base non sia originale ma riprende uno stile abbastanza classico dei survival asimmetrici, l’idea di ambientarlo nel mondo di Dragon Ball è veramente interessante, e soprattutto funziona. Gli sviluppatori sono stati bravi a inserire elementi come le trasformazioni di Freezer, Cell e Majin Bu e renderle parte integrante e coerente del gameplay, così come l’utilizzo di oggetti come le capsule e veicoli presi direttamente dalla prima e nostalgica serie. Anche l’idea di cercare le sfere del drago tramite l’apposito radar o il Cambio per sfruttare comunque i personaggi iconici come Goku e compagni per quanto forse un pò forzata ha comunque senso nel contesto di Dragon Ball, così come l’accenno di storia che in futuro potrebbe espandersi e diventare effettivamente una parte importante dell’esperienza.

Odio

...ma realizzata terribilmente

- Peccato però che le buone idee non bastano, e la realtà purtroppo dimostra che Dragon Ball: The Breakers è un prodotto insufficiente sotto praticamente ogni aspetto. Quello che salta principalmente all’occhio (letteralmente) è un comparto tecnico semplicemente inaccettabile per gli standard di oggi, con modelli, animazioni e texture provenienti da due se non tre generazioni fa. Il confronto anche solo con Dragon Ball Xenoverse, visto che di fatto Dragon Ball: The Breakers ne è uno spin-off, è impietoso, e l’impressione è quella di un gioco nato come free-to-play su mobile e trasferito su console.

Le 7 sfere del Gacha

- L’impressione è accentuata anche dalla presenza di una componente gacha tipica dei giochi mobile. Personalmente sono anche un giocatore di gacha, e due dei miei preferiti sono proprio titoli di Dragon Ball (Dokkan Battle e Legends), ma finché stiamo parlando di free-to-play mobile è un sistema che posso tollerare (più o meno), ma il discorso cambia quando si parla di un gioco comunque venduto sì a prezzo budget, ma comunque non gratuito. Anche perché non stiamo parlando di mere skin estetiche, ma di vere e proprie abilità che possono influenzare di molto le partite. Le evocazioni possono essere fatte con le diverse valute guadagnabili sia giocando sia (naturalmente) sborsando soldi reali, e permettono di avere poteri unici a seconda della rarità del personaggio trovato. Ad esempio Goku può essere trovato con rarità 3 stelle e permette di utilizzare la Kamehameha durante il Cambio, mentre a rarità 5 stelle oltre anche a skin aggiuntive sblocca la Super Sfera Genkidama, un attacco decisamente più utile e potente. Certo, senza un team che sa come giocare si tratta di abilità che comunque non aiutano più di tanto, ma rimane da vedere in futuro quanto saranno bilanciate per evitare troppe differenze tra chi ha avuto la fortuna (o i soldi) per avere le abilità migliori.

Spesso frustrante

- Bilanciamento che però sarebbe necessario già da ora, almeno per quanto riguarda il razziatore. Va bene che deve incutere timore ed essere più forte, ma il gioco lo favorisce fin troppo. Anche con il Cambio di livello massimo bastano veramente pochi secondi per finire al tappeto, rendendo quasi impossibile ogni tentativo di vincere uccidendo il razziatore (personalmente è successo una sola volta su decine di partite). A questo si aggiunge un lock che permette di eliminare qualsiasi superstite senza neanche sforzarsi di mirare visto che il gioco lo fa per noi. La sua eccessiva velocità di movimento, salute, danni e controllo del campo potendo tranquillamente volare rendono l’esperienza come sopravvissuto frustrante sul lungo andare, specialmente nelle prime partite. Una volta apprese le meccaniche o trovato un team con un minimo di coordinazione qualche soddisfazione si riesce anche ad averla, ma in generale non si ha mai la sensazione di avere l’effettivo controllo della situazione… tranne nelle rare occasioni in cui si riesce a giocare come razziatore, in quel caso di controllo ce n'è fin troppo.

Scarno di contenuti

- Al momento Dragon Ball: The Breakers offre una sola modalità di gioco e il fattore ripetitività si inizia a sentire dopo alcune partite, e l’unica varietà è data dal “brivido” di scoprire se si gioca come sopravvissuto o come razziatore, o dal fattore randomico degli oggetti che si trovano sulle tre mappe disponibili. Per il resto non ci sono modalità alternative che possano spezzare il ritmo e portare più varietà, anche se non è da escludere che la situazione possa cambiare in futuro tramite aggiornamenti. Sono già previsti nuovi personaggi che verranno aggiunti al gacha, ma per le modalità di gioco alternative ancora non ci sono notizie, per cui non si può che attendere e sperare.

Tiriamo le somme

Dragon Ball: The Breakers è un titolo che ha le potenzialità per essere una ventata d'aria fresca nel panorama di titoli ispirati all’opera di Akira Toriyama. Purtroppo le ottime idee vengono vanificate da una realizzazione insufficiente sotto ogni punto di vista, partendo dal comparto tecnico disastroso, un sistema di monetizzazione aggressivo tramite gacha e un bilanciamento che rende l’esperienza frustrante la maggior parte delle volte. Rimane un minimo di speranza che la situazione possa migliorare tramite aggiornamenti futuri, ma al momento è davvero difficile trovare motivi per consigliare l’acquisto di Dragon Ball: The Breakers, a meno che non siate super-fan di Dragon Ball o dei multiplayer asimmetrici.
5.0

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L'autore

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I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico iniziando nel dicembre 2011 a collaborare per MX, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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