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Loot River

Recensione - Loot RiverXbox Series X | S Xbox One DigitalGame

E' risaputo come gli sviluppatori indie siano i più creativi ed originali del panorama videoludico, e Loot River degli slovacchi straka.studio ce lo ricorda con forza: un roguelike fantasy… mixato al Tetris! Potete provarlo voi stessi nel Game Pass, ma eccovi le nostre impressioni sul gioco.
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Il Gioco

Fermatevi se questa l'avete già sentita: un roguelike cupo con grafica in pixel-art, con combattimenti souls-like e un sistema di potenziamento del personaggio di tipo RPG. Di giochi di questo tipo ne abbiamo visti diversi, nella scena indie. Ma quanti di questi ci proponevano una mappa composta da tessere del Tetris spostabili a piacimento sotto i propri piedi per aggiungere un ulteriore strato tattico ai combattimenti? Nessuno, almeno fino all'arrivo di Loot River.

MX Video - Loot River

Il nuovo gioco di straka.studio, disponibile da oggi in Xbox Game Pass, ci vede infatti agire con visuale isometrica in un mondo fantasy ricoperto d'acqua, la cui superficie emersa è composta da pezzi di terra galleggianti le cui forme richiamano appunto i famosi tetromini di Tetris. Quando passiamo su uno di questi, possiamo spingerlo nelle 4 direzioni a patto che riesca a passare, o ad incastrarsi, nello spazio disponibile. Può capitare quindi di dover prima spostare diverse "tessere" per riuscire ad incastrare quella che vogliamo in una posizione specifica, aggiungendo uno strato puzzle a quello che rimane comunque un roguelike basato sui combattimenti.

L'ispirazione è infatti, come per tanti giochi degli ultimi anni, Dark Souls, ed è parecchio evidente già dalle prime fasi di combattimento. Due tipi di colpi ravvicinati, schivate, parate che stordiscono i nemici - sapete di cosa stiamo parlando. E similmente alla saga di From Software e altri giochi di ruolo, c'è anche una grandissima varietà di armi da utilizzare tra spade, asce, e via dicendo. Il combattimento è però leggermente più surreale: ad esempio le schivate sono di fatto un velocissimo teletrasporto in un punto molto vicino nella direzione desiderata, un po' come spesso avviene ai ninja nei videogiochi. Ben presto però si sbloccano altre abilità sia difensive che offensive, da dosare attentamente vista la quantità inizialmente ridotta di mana, mentre pozioni, anelli ed altri cimeli ci aiutano ad aumentare le statistiche del personaggio. Non mancano, infine, i punti esperienza che ci fanno salire di livello donandoci punti spendibili per migliore salute, attacco e così via.

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Un sistema di combattimento certamente non troppo originale, ma lo diventa grazie alla meccanica Tetris. Questa possibilità aggiunge risvolti tattici davvero unici, permettendoci ad esempio di isolare i nemici in aree/tessere separate, oppure di sferrare attacchi rapidi per poi fuggire muovendo un pezzo di terra e così via. Il suolo può inoltre essere incendiato o riempito di trappole, oppure essere usato come vero e proprio ariete contro i nemici scagliando la nostra "tessera" contro quella in cui sono loro. E il tutto è comodamente accessibile in qualunque momento ruotando lo stick destro del controller.

Come in tanti roguelike, non si affronta una lunga campagna studiata in ogni minimo particolare, ma una serie di dungeon della durata approssimativa di un'ora ciascuno, tutti generati casualmente di partita in partita. Quasi impossibile che si completi tutto nelle prime partite, bisogna invece imparare come affrontare certi nemici e potenziarsi per arrivare in fondo, ma quanto ci si mette dipende unicamente dall'abilità e perspicacia del giocatore. Infine, Loot River è localizzato interamente in italiano per quel che riguarda i testi.

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Amore

Il Dark Souls dei Tetris

- Non mi sarei mai aspettato di vedere un roguelike che si ispira allo storico puzzle game di Alexey Pajitnov, eppure è esattamente quel che ci troviamo tra le mani. La possibilità di muovere i pezzo di terra/tetromini, anche mentre si combatte, dà vita ad inedite meccaniche puzzle e tattiche. Avanzando nel gioco troviamo persino nemici che bloccano lo spostamento di pezzi di terreno, o la possibilità di incendiarli per creare distruzione collegandoli ad altri pezzi che prendono fuoco a loro volta. Una meccanica molto intrigante che apre numerose opzioni tattiche.

Il Dark Souls dei roguelike

- Sotto alla peculiare meccanica del traslare parti di terreno in giro per i livelli, c'è anche una solida componente roguelike. Livelli generati proceduralmente, morte permanente, ma armi ed abilità sempre nuove da sbloccare di run in run, potenziaondosi sempre più per arrivare un pochino più in là rispetto alla partita precedente. Funziona tutto bene, pur senza strafare.

Il Dark Souls dei giochi isometrici

- Completiamo questo trio di paralleli ironici con la saga di From Software sottolineando l'eccellente componente artistica del titolo. Il look pixellato con visuale dall'alto non è certamente una novità tra gli indie, ma l'atmosfera dark, i tanti oggetti animati dal vento e dai nostri movimenti, nonché la colonna sonora cupa donano un feeling affascinante e decadente ai mondi di gioco, nonostante la semplicità strutturale dei dungeon generati proceduralmente.

Odio

Combattimento poco d'impatto

- Tolta la splendida meccanica dei pezzi di terra da controllare, i combattimenti sono una specie di Dark Souls con visuale dall'alto: colpi leggeri o pesanti, schivate, parate, più qualche potere aggiuntivo. Ma per quanto la possibilità di traslare il pavimento ai propri piedi aggiunga inedite opzioni di combattimento, il resto non rimane particolarmente accattivante: ho trovato solo alcuni dei combattimenti verso la fine del gioco come particolarmente stimolanti.

Generazione banale dei livelli

- La formula "stile Tetris" dei terreni è un'idea davvero azzeccata, ma è il contorno che funziona molto meno, che spesso altro non sono che lunghissimi corridoi dritti, dove destreggiarsi unicamente tra i pezzi di terreno galleggiante. Nulla a che vedere con la varietà dei dungeon generati casualmente di altri titoli.

Ripetitivo

- Loot River è un roguelike, e come tale, la morte è permanente, con però degli sblocchi che ci potenziano nelle partite successive. Le aree precedentemente battute però vanno rivisitate ogni volta, e sono quelle dove il sistema di combattimento dà il suo peggio, risultando piuttosto ripetitivo e non molto impegnativo. Naturalmente non è necessario sconfiggere nuovamente tutti i nemici ogni volta, grazie anche alla possibilità di creare scorciatoie per aggirare i nostri oppositori muovendo le tessere di terreno, ma per forza di cose si finisce per passare ore a ripercorrere aree già viste e riviste, riaffrontando per la millesima volta gli stessi nemici.

Tiriamo le somme

Dietro un look non troppo originale ma certamente accattivante, ed un comparto sonoro davvero riuscito, si nasconde un roguelike con meccaniche alquanto peculiari, dove il giocatore può spostare il suolo sotto i propri piedi oltre a numerose altre mosse di combattimento, creando sfide davvero insolite e anche qualche divertente puzzle simil-Tetris. Il pieno potenziale di Loot River non è però realizzato, perché il sistema di combattimento di stampo souls-like non è così preciso o divertente come si poteva pensare. Si tratta comunque di un titolo originale e divertente, pur peccando di ripetitività, capace di catturare l'attenzione grazie alla sua resa artistica e alle infinite possibilità che ci dona il lo stick destro per controllare il terreno. Vista la sua presenza nel Game Pass, vale la pena di dargli una chance.
7.6

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L'autore

autore

Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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