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Sanity of Morris

Recensione - Sanity of MorrisXbox One DigitalGame

Lo studio danese Alterego Games ci propone Sanity of Morris, un'avventura horror in prima persona con elementi stealth che ci chiede di mettere in dubbio la nostra realtà, cercando di non perdere al contempo la sanità mentale. Vediamo insieme di cosa si tratta.
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Il Gioco

Come ogni horror psicologico che si rispetti, Sanity of Morris parte da una premessa molto plausibile in cui è facile immedesimarsi. Il protagonista, Johnathan Morris (da qui il titolo del gioco, traducibile in "la sanità mentale di Morris"), torna dopo anni alla città natale di Greenlake, per scoprire come sta suo padre. Una volta sul posto però non lo trova, e in casa sua inizia a trovare indizi strani, soprattutto in cantina. Diventa ben presto evidente che il padre è coinvolto in qualche complotto, ma sarà frutto della sua immaginazione e delusione o è davvero finito in mezzo a qualcosa di molto grosso? La risposta arriva molto presto, e non è uno spoiler visto che è menzionato anche nel trailer del gioco: il padre si è infilato in un complotto riguardante gli alieni, anche se non è chiaro quanto ci sia di vero. In ogni caso, nel gioco ci troviamo ad esplorare una sequenza lineare di luoghi con una classica struttura narrativa single player, con lo scopo di volta in volta di trovare gli indizi necessari per proseguire nella ricerca di nostro padre.

MX Video - Sanity of Morris

L'elemento cruciale dell'esplorazione è da subito nelle mani del protagonista: una semplice torcia elettrica, che similmente a quanto avvenne nell'iconico Alan Wake diventa inaspettatamente la chiave di numerosi misteri. In questo caso non serve per combattere presenze oscure, ma semplicemente per rivelare cose nascoste all'occhio umano. Scritte e meccanismi invisibili, impronte e così via: sembra infatti che il padre del protagonista fosse cosciente del fatto che gli sarebbe potuto accadere qualcosa, ed ha usato questo trucco per lasciarci degli indizi che altri non avrebbero trovato.

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L'esplorazione e la risoluzione di piccoli enigmi lascia anche occasionalmente spazio a segmenti stealth dove bisogna aggirare creature aliene. Nulla di troppo intenso, si tratta di classici percorsi prevedibili dove c'è sempre un intervallo di tempo specifico per permetterci di passare oltre, ma creano comunque un piccolo diversivo e aggiungono un po' di tensione. Il gioco comunque è abbastanza permissivo coi checkpoint qualora si fallisse una di queste sezioni.

L'avventura, nonostante presenti un paio di enigmi un pochino più complessi ed alcuni elementi collezionabili, è tranquillamente completabile in appena un paio d'ore, abbastanza in linea con le avventure indie in prima persona di questo stampo, con il prezzo di lancio di 14,99 Euro che non si discosta dallo standard. Un'assenza potenzialmente pesante per alcuni giocatori è invece la localizzazione italiana, con voci e testi disponibili unicamente in inglese.

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Amore

La verità è là fuori

- La stramaggioranza dei titoli horror offre l'ormai classica selezione di mostri demoniaci, fantasmi, serial killer, vampiri e così via, e qunado ci sono gli alieni sono dei mostri repellenti. Sanity of Morris parte come una classica storia di detective, ma con un'infiltrazione sempre più forte di elementi alieni inspiegabili, similmente a quanto avviene nelle prime stagioni di X-Files, con le architetture e tecnologie aliene che ben presto iniziano a dominare la scena dopo un inizio decisamente più realistico. Un bel crescendo.

Illuminami la via

- Meccanica interessante del titolo è l'utilizzo della torcia a pile del protagonista, capace non solo di rendere aree buie più chiare e leggibili ma anche in grado letteralmente di rivelare indizi invisibili, con scritte, impronte ed altri elementi che si materializzano davanti ai nostri occhi una volta puntati con la luce. Ci sono persino oggetti visibili che reagiscono alla luce da noi creata. Una meccanica interessante, anche se non sfruttata per puzzle troppo avanzati.

Odio

ItaliaNO

- Come sempre, non me la sento di criticare uno sviluppatore indipendente per l'assenza di alcune lingue di gioco, considerando quelli che possono essere i loro budget o l'ampiezza del team di sviluppo. Resta però una pecca importante per chi non mastica tanto l'inglese, trattandosi in questo caso di un titolo che punta molto sulla narrativa.

Realizzazione approssimativa

- Per quanto sia intrigante il concept del gioco, e con tutte le attenuanti del caso di un gioco indipendente, non riesco a togliermi da dosso la sensazione che praticamente ogni elemento del gioco è abbastanza deludente. La grafica è molto altalenante con alcune parti che hanno un look sufficiente, mischiato ad altri asset che sembrano dell'era PS2. Il gameplay è macchinoso, lento, le interazioni sono poco stimolanti, le collisioni poco curate. Praticamente il gioco punta tutto sulla sua idea di fondo e sulla trama, perché francamente come videogioco non è molto piacevole.

Sezioni stealth goffe

- Non è una novità o un segreto che le parti stealth dei videogiochi sono spesso sbilanciate a favore del giocatore, con il campo visivo dei nemici ridotto, la loro percezione spesso bassa e una reattività spesso volutamente rallentata per farci sentire delle vere e proprie spie. In Sanity of Morris, queste sezioni si limitano solitamente a un unico nemico con un campo visivo molto ridotto che si muove lentissimo, ruotando in maniera estremamente facile da evitare. Il titolo non avrebbe perso nulla senza questi segmenti.

Tiriamo le somme

Sanity of Morris presenta un concept interessante che punta sul paranormale e sul mystery thriller stile X-Files, portando i giocatori a scoprire i misteri che minano la sanità mentale del protagonista. Purtroppo però, ciò che viene messa alla dura prova è la pazienza e l'interesse del giocatore, perché oltre alla buona premessa e qualche bella idea sulla carta, quasi niente della realizzazione effettiva risulta soddisfacente. Graficamente scarno e artisticamente poco azzeccato, gameplay lento e macchinoso, bisogna armarsi di tanta pazienza per arrivare in fondo a una storia già di per sé molto corta. Peccato.
5.0

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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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