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SUPERHOT: Mind Control Delete

Recensione - SUPERHOT: Mind Control DeleteXbox One DigitalGame

Dopo il brillante debutto di quattro anni fa, l'originalissimo shooter "in stop motion" SUPERHOT torna con un nuovo capitolo gratuito per i possessori del gioco originale. Abbiamo potuto provarlo prima del lancio: eccovi le nostre impressioni.

Il Gioco

Quando arrivò sulle nostre console, nell'ormai lontano 2016, lo shooter indie SUPERHOT fece parlare molto di sé grazie al suo atipico mix di sparatutto, puzzle e strategia, dove il mondo intorno a noi si muoveva solo se eravamo anche noi a farlo ed in cui potevamo utilizzare di tutto - tra pistole, spade, televisori e palle da biliardo - per fronteggiare i nostri assalitori. Il tutto presentato con uno stile minimalista in cui i colori base bianco (per le ambientazioni), rosso (per i nemici) e nero (per le armi) avevano un ruolo centrale non solo nel design ma anche nel gameplay. Gli sviluppatori ci riportano ora in questo originalissimo mondo con SUPERHOT: Mind Control Delete, offrendoci nuove opportunità d'azione e soprattutto permettendo di scaricarlo gratuitamente a chi aveva già acquistato ed amato il titolo originale.

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Fin dai primi secondi di gioco, SUPERHOT: Mind Control Delete ci riporta nel familiare mondo astratto di SUPERHOT: i menu in stile DOS con ogni genere di corruzione audiovisiva e lo stesso stile artistico del primo episodio, ma con alcuni miglioramenti grafici soprattutto per quel che riguarda gli effetti di luce e le esplosioni degli arti degli avversari. La formula di gioco non cambia drasticamente, anche se ora la Campagna lineare dà spazio a un nuovo percorso dove elementi casuali e potenziamenti fanno la loro parte. Qui siamo infatti chiamati ad esplorare una sequenza di missioni disposte sui 4 piani di un edificio, nei quali dobbiamo affrontare sequenze di combattimento che vanno da serie brevi da 5 livelli fino ad alcune davvero toste da 15. Chi ha giocato a SUPERHOT sa che spesso finire un solo livello è già una sfida di per sé, figuriamoci finirne 15 di fila senza mai essere colpiti. Fortunatamente stavolta la morte non è istantanea: possiamo infatti contare su una barra della vita con tanto di vistosi cuoricini in salsa retro. Di base abbiamo a disposizione solo due cuori, ma la barra può essere estesa fino a 5 con degli hack e con l'aggiunta di ulteriori cuori temporanei.

MX Video - SUPERHOT: Mind Control Delete

Ma cosa sono gli hack? In soldoni si tratta di potenziamenti temporanei che possiamo applicare al protagonista: ogni tot livelli in sequenza, il gioco ci propone di sbloccare un upgrade a scelta tra due selezionati casualmente. Si va dalle già citate vite aggiuntive alla possibilità di iniziare un livello già armati, passando per poteri meno immediati ma non meno utili come la possibilità di creare un altro proiettile quando si colpisce un nemico in testa o generare un'esplosione di shuriken mortali attorno a noi quando subiamo danni. Quindi non giochiamo più solo con carte molto specifiche date all'inizio del livello: dobbiamo capire quali poteri possano funzionare meglio per il tipo di sfida in arrivo. E di sfide da superare ce ne sono parecchie: SUPERHOT: Mind Control Delete propone nemici esplosivi, altri armati di armi "rosse" che non possono essergli sottratte, trappole in giro per i livelli e così via.

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Il gioco ci propone un totale di 32 livelli che si vanno a sbloccare man mano, ma prima di arrivare ai titoli di coda avremo affrontato centinaia di scenari. Questo perché, nelle già citate sequenze di livelli, il gioco ci propone tra 5 e 15 livelli scelti a caso tra i 32 complessivi, nei quali però il nostro punto di partenza ed il posizionamento, la quantità e la tipologia dei nemici variano proceduralmente di volta in volta. Stavolta, quindi, l'esperienza di gioco è molto più casuale e ci offre minori possibilità di pianificare la nostra strategia lasciando maggior spazio all'improvvisazione. I possessori di SUPERHOT ricorderanno sicuramente il mitico livello del biliardo dove si arrivava in una stanza piena di nemici con un tavolo da biliardo e dove tra stecche, palle e altri oggetti improvvisati si doveva disarmare i nemici prima di fare le classiche sparatorie in slow motion. Qui non ci sono scenari studiati così bene in anticipo, c'è invece una serie di ondate "infinite" di avversari dove si può andare all'area successiva solo in caso di un certo numero di uccisioni raggiunte. Ne guadagna sicuramente la varietà di gameplay, perché non ci sono mai due partite identiche.

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Sono presenti comunque numerose altre attività. Ci sono sequenze di livelli che sbloccano altri hack o potenziamenti permanenti, aree che sono di fatto delle piccole scenette che portano avanti (seppur di poco) l'astratta trama del primo gioco; una storia che continua a rompere la quarta parete con la delicatezza di un elefante dentro a una gioielleria. Diverse sequenze sono quindi opzionali, ma la loro difficoltà e durata aumenta sempre più andando verso il surreale finale del gioco. E' inoltre possibile sbloccare la versione a ondate infinite di ciascun livello, dove si finisce solo quando finiscono le vite, oppure una modalità dove si affronta una sequenza infinita di livelli che termina solo con la nostra morte. Non troviamo stavolta la mole di varianti di gioco del primo episodio, e mancano anche i minigiochi in stile DOS. Questo nuovo modo di affrontare la campagna allunga ovviamente molto il percorso, con la storia che richiede almeno 4-5 ore anche saltando i combattimenti opzionali e che può durare tranquillamente il doppio e oltre per completare tutto. Infine notiamo con piacere che SUPERHOT: Mind Control Delete è interamente tradotto in italiano per quel che riguarda i testi, mentre non c'è parlato ad eccezione della classica voce "SUPER. HOT." ripetuta di continuo.

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Amore

SUPER. HOT. SUPER. HOT.

- SUPERHOT: Mind Control Delete ci ripropone l'iconico stile di SUPERHOT, il cui design e gameplay non sono invecchiati di un solo giorno in tutti questi anni. Lo stile artistico minimale, gli scenari interattivi che portano avanti la trama, la fantastica presentazione simil-DOS che richiama i videogiochi di un'epoca ormai lontana e il ritorno dell'indimenticabile voce che a più riprese durante il gioco ripete il nome del titolo: "SUPER. HOT." Insomma, si tratta ancora di SUPERHOT, un prodotto che ancor oggi fa qualcosa che nessun altro ha mai replicato, risultando divertente e adrenalinico come sempre. Far scoppiare gli arti agli aggressivi nemici stilizzati in slow motion non passerà mai di moda.

I nuovi nemici

- Questo episodio offre una buona varietà di nuovi personaggi da abbattere e pericoli da evitare, come ad esempio nemici con solo alcune aree vulnerabili contrassegnate dal ben noto colore rosso, mentre il resto del corpo è in bianco, oppure nemici esplosivi che alla loro morte lanciano frammenti mortali in ogni direzione. Fa capolino persino qualche nemico che segue regole tutte sue, assicurandoci una varietà di gameplay nettamente più alta rispetto al gioco precedente.

Inedite opzioni tattiche

- Non sono solo i nemici ad aver avuto degli upgrade importanti: SUPERHOT: Mind Control Delete elargisce anche a noi una notevole selezione di opzioni tattiche aggiuntive, a partire dagli hack che ogni tot livelli ci permettono di scegliere dei nuovi potenziamenti tra vite aggiuntive, proiettili rimbalzanti e tanto altro. C'è poi la possibilità di scegliersi un potere fisso dall'inizio della sequenza di livelli, come lo scambio di corpo con un nemico o degli inediti pugni che è possibile sferrare dalla distanza, venendo così rapidamente trasportati addosso al bersaglio. Oltre alla già citata presenza delle vite extra che possono arrivare fino a ben 5 unità, tutte queste novità ci permettono di sperimentare tante tattiche differenti.

Mappa ASCII

- C'è una trovata del gioco che mi ha particolarmente soddisfatto: il sistema di livelli del titolo. Questo prevede la selezione del prossimo livello in una mappa disegnata con codici e simboli ASCII, con labirintici passaggi da una sequenza di livelli all'altra, con tanto di deviazioni opzionali per sbloccare hack aggiuntivi, spezzoni di trama e modalità di gioco extra. Queste sequenze si aprono in un editor di testo esadecimale che contiene tracce dei nomi dei livelli che andremo ad affrontare. Sarà anche solo una scelta stilistica che ha poche implicazioni sul gameplay, ma è un elemento davvero curato e riuscito.

Odio

DOS downgrade

- A differenza del primo gioco, in SUPERHOT: Mind Control Delete il sistema operativo fittizio del gioco non presenta più i tanti elementi giocabili, minigiochi, easter egg e curiosità che avevano reso così interessante il titolo, accontentandosi di fungere quasi unicamente da menu d'accesso ai contenuti standard e alle opzioni. Peccato.

L'arte della ripetizione

- Per ovviare alla durata limitata della campagna del gioco precedente, i ragazzi del SUPERHOT Team hanno questa volta creato un sistema che combina elementi roguelike e gioco di ruolo per portare il giocatore una quantità molto più grande di combattimenti. Il problema principale di questa scelta è però che i livelli in totale sono solamente 32, con molti che vengono sbloccati solo verso la fine del gioco. Quindi incappiamo inevitabilmente e continuamente in aree già viste e riviste, dove punto di spawn e nemici cambiano randomicamente ma che a livello di gameplay e offrono più o meno sempre le stesse sfide. La seconda metà del gioco diventa quindi quasi solo un esercizio di memoria, dovendosi ricordare i punti chiave di ogni livello dove si è meno esposti e cercare di spostare in quei punti il combattimento. Le prime volte è anche divertente, ma incontrare per la dodicesima volta quel dannato livello delle fogne diventa un po' stancante.

Più casualità, meno tattica

- Il primo SUPERHOT era considerabile quasi come un vero puzzle game in forma di shooter, dove per ogni livello dovevamo studiare al meglio il modo per uscirne indenni, provando e riprovando più volte fino al successo. Questa natura del gioco si perde purtroppo in SUPERHOT: Mind Control Delete: le sfide non sono più cesellate a mano dagli sviluppatori ma generate da un sistema procedurale (e ad ogni morte il tutto viene rigenerato casualmente), mentre il sistema degli hack può influire pesantemente sul gameplay arrivando persino ad azzerare la difficoltà di alcuni livelli. Non è peraltro più necessario eliminare ogni avversario, ma un numero predefinito di essi. Tutto questo annulla gran parte degli elementi tattici e del livello di sfida proposti dal primo gioco, premiando maggiormente l'improvvisazione e dando maggior importanza anche all'elemento fortuna. Insomma, si è persa una parte importante dell'anima di SUPERHOT.

Difficoltà tarata male

- Come già spiegato, alcune sezioni del gioco sono persino troppo facili, complici alcuni potenziamenti esageratamente forti (come quello che può recuperare fino a 4 vite in una botta sola o quello che ci rende invulnerabili nel corpo a corpo), mentre al contrario la generazione casuale di alcuni elementi può rendere meno complicate alcune sezioni. Come se non bastasse, verso la fine il gioco inizia a proporci sezioni con un picco di difficoltà esagerato, dove improvvisamente vengono introdotti 2-3 nuovi elementi di gameplay con a malapena il tempo di capire cosa stia succedendo prima di morire, il tutto nell'arco di 10-15 livelli consecutivi da completare con un paio di vite. Un bilanciamento della difficoltà decisamente problematico.

Tiriamo le somme

SUPERHOT: Mind Control Delete si concentra sul proporre sfide ad alto tasso di adrenalina con una grande mole di aggiunte per rendere i combattimenti più variegati rispetto al titolo originale, ma mancano molte modalità extra e aggiunte e per via della sua struttura maggiormente procedurale c'è un grande livello di ripetizione e viene meno l'elemento "puzzle" del primo episodio. Insomma, nonostante sia un titolo stand-alone sembra più una modalità hardcore il gioco del 2016, piuttosto che un seguito vero e proprio: fortunatamente, però, chi aveva acquistato ed apprezzato il primo gioco potrà godersi gratuitamente questo nuovo episodio.
7.8

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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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