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Infliction: Extended Cut

Recensione - Infliction: Extended CutXbox One DigitalGame

Questa è la generazione degli horror psicologici in prima persona, tra titoli come Outlast e Layers of Fear fino ad arrivare all'annullato P.T. Ora anche Infliction: Extended Cut si aggiunge al gruppo sulle nostre console, in versione estesa dopo il lancio su PC nel 2018. Scopriamo se sia in grado di terrorizzarci.

Il Gioco

Infliction: Extended Cut è un gioco ingannevole. L'inizio sembra essere analogo a tanti, forse troppi horror. In una buia sera, dopo quella che si presume possa essere una lunga giornata di lavoro, il protagonista, un padre di famiglia, rientra a casa sua. Sulla via vede una macchina schiantarsi contro un albero, con la polizia a verificare l'accaduto: una curiosa storia da raccontare alla propria moglie durante la cena. La porta d'ingresso però è chiusa a chiave, e la casa pare vuota. Come in ogni gioco horror che si rispetti, le luci non vanno per qualche motivo, costringendoci ad usare una torcia elettrica. Ci mettiamo quindi nei panni del protagonista per esplorare la lussuosa casa a due piani, scoprendo dettagli della vita di questa famiglia: una figlia adolescente, un bimbo piccolo, una moglie che dipinge splendidi quadri per una mostra in arrivo. A differenza di tanti horror, non arriva improvvisamente un mostro cattivo o uno spietato serial killer a terrorizzare il protagonista: sono le ombre di un passato che nasconde segreti scomodi che verranno a tormentarci, rivelando che questa famigliola perfetta nasconde problematiche molto gravi.

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Dagli horror game in prima persona ai cosiddetti walking simulator come Gone Home o The Vanishing of Ethan Carter, questa generazione certamente ci ha abituati ad alcune esperienze lente, calme, dove invece di dialoghi eterni e scene d'azione continue, la narrazione si affida quasi unicamente al mondo di gioco. Anche Infliction: Extended Cut rientra in questa casistica, con gran parte del gioco ambientato all'interno della casa del protagonista. L'edificio è infatti pieno zeppo di decorazioni, oggetti di uso comune, giocattoli e molto altro tutti ben modellati in 3D ed osservabili anche da vicino. La cura è direi maniacale: in uno scaffale della cucina per esempio possiamo trovare 5-6 diversi cibi in scatola. Nessuno di questi è utile in senso stretto, ma sono questi piccoli dettagli a definire l'apparente vita normale della famiglia del protagonista, i loro gusti, le loro abitudini. Non sarebbe però un videogioco horror senza strani eventi ed apparizioni, e infatti il protagonista viene presto tormentato da una ragazza pallida e malconcia che pare Samara di The Ring. E prevedibilmente non vuole nulla di buono: cerca ad ogni occasione di ucciderci, solitamente accoltellandoci a ripetizione, altre volte invece colpendoci pesantemente con mani o piedi.

MX Video - Infliction: Extended Cut

Questo ci porta a dover osservare i nostri dintorni, perché le apparizioni di questa ragazza avvengono in momenti specifici ma con un elemento di casualità che li rende poco prevedibili. In queste scene il gioco si trasforma in un qualcosa di più paragonabile ad Outlast: invece di usare la forza bruta o le armi, dobbiamo nasconderci sotto dei mobili e, in generale, fare manovre evasive mirate ad evitare un incontro fatale. A tal proposito è anche possibile usare la torcia o le luci della casa come diversivo per accecare questo essere maligno, che sembra sia molto più a suo agio al buio. Questi incontri sono comunque di solito poco più che un disturbo, perché il gioco procede solitamente quando si trova un certo oggetto che fa scattare un certo ricordo. Un'esplorazione che viene stravolta di volta in volta, perché man mano che va avanti la storia veniamo catapultati indietro nel tempo esplorando lo stesso ambiente ma in versioni più vecchie, con una diversa disposizione degli oggetti o con stanze prima accessibili e dopo no, e viceversa. I cambiamenti più vistosi si possono notare nella cameretta della figlia, una teenager ribelle con CD metal e poster dark, ma che nel passato diventa piena di vestitini rosa e giocattoli femminili. Un percorso di crescita che osserviamo a ritroso.

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Le aree visitate presto iniziano ad aumentare, perché questi flashback/viaggi nel tempo ci portano a visitare ricordi spiacevoli. Una centrale della polizia, un manicomio... perché, come detto, questa famiglia apparentemente perfetta nasconde segreti tremendi, tragedie importanti. Non voglio entrare troppo nel territorio degli spoiler, ma posso anticipare che c'è di mezzo morte, alcolismo, violenza, litigi. La vita di coppia ha avuto alti e bassi come capita a tutti del resto, ma qui i veri demoni sono quelli del passato che riprendono vita negli occhi del giocatore. Per arrivare alla verità e alla conclusione, abbiamo diversi mezzi. La già citata torcia, ma anche una telecamera Polaroid con cui scattare foto. In questi fotogrammi, grazie al flash, si può spesso vedere più di quanto non si possa fare al buio, ma vista la natura mistica di certe situazioni le foto possono anche rivelare dettagli invisibili all'occhio nudo. Una chiave che si materializza solo una volta fotografata, indizi scritti col sangue che si vedono solo tramite le foto... c'è un po' di trial and error nell'utilizzo di questa macchinetta, ma è anche capace di mettere in pratica uno dei punti chiave della narrazione del titolo: le cose non sono come possono sembrare a prima vista.

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L'avventura di Infliction: Extended Cut è completabile in circa 2 ore. Le aree di gioco non sono enormi, e pur non esplorandole sempre a fondo ho trovato circa il 90% dei segreti al primo tentativo, senza seguire guide. Arrivati alla fine gli orrori diventano decisamente più grafici, con la storia che prende pieghe più surreali, ma come mia consuetudine non entrerò nei dettagli. Si tratta di una storia abbastanza impegnativa che fa riflettere su diverse tematiche importanti, e nonostante una realizzazione tecnica non certo di primo piano (il titolo è sviluppato quasi interamente da una persona), diverse scene memorabili probabilmente me le porterò dietro per qualche tempo. Per chi volesse cimentarsi nuovamente per rivivere alcune scene particolari o recuperare i segreti, c'è anche una modalità New Game+ dove gli enigmi sono "remixati" e gli incontri con le creature maligne sono più frequenti e randomizzato, aumentando considerevolmente il livello di sfida. Purtroppo troviamo anche una lunga serie di bug e problemi tecnici di cui leggerete nella sezione Odio, tra cui un po' di problemi di framerate e crash. Manca inoltre la localizzazione in italiano, con tutti i dialoghi e testi in inglese.

Amore

Pezzi da rimettere insieme

- La storia di Infliction: Extended Cut non è narrata in maniera convenzionale, tant'è che si vanno ad affrontare gli eventi in ordine inverso. Ma sono pochi i filmati di gioco o i dialoghi, la vera storia è narrata dal mondo di gioco, che si limita quasi interamente alla casa del protagonista. Dentro di essa si trovano foto ricordo, bollette, giocattoli, quadri della moglie artista, cibi in scatola, utensili... sono questi elementi a dare un senso alla vita di famiglia che si è vissuta in quell'edificio, e sono dei flashback che scattano a contatto con determinati oggetti che narrano eventi specifici. Uno stile di narrazione piuttosto riuscito.

A ritroso

- Se non fosse evidentemente un gioco horror, sarebbe facile pensare che non ci sia nulla di particolarmente sconvolgente nella vita del protagonista. Entra in quella che sembra casa sua nell'ormai lontano 1999, trova tutto buio ma niente pare fuori norma. La stanza da letto è in ordine, le camere dei bambini al loro posto, manca solo un piccolo dettaglio: la famiglia che ci dovrebbe abitare non c'è. E presto ci si rende conto che sono successe tante cose negli anni precedenti, che attraverso visioni ed allucinazioni tornano in mente al protagonista, che dovrà così rivivere orrori, litigi, problemi, drammi di una quindicina di anni di convivenza con la moglie e la relativa crescita dei figli. Più si va indietro e più si capiscono gli eventi sconvolgenti successi in quella casa, che a sua volta mostra tramite decorazioni, poster e molto altro il passaggio del tempo a ritroso.

Evviva i b-movie!

- Le ambientazioni anni '80/'90 uniti a uno spirito che assale il protagonista, che di volta in volta tenta di ucciderlo in maniere piuttosto goffe ma sanguinolente, non possono non evocare un feeling di classici horror di qualche decennio fa, i mitici b-movie per intenderci. Non solo, la casa dove si svolgono le vicende del titolo è piena zeppa di videocassette che prendono palesemente spunto da film che hanno fatto la storia del cinema. Lo stesso vale per le console che si trovano in giro per la casa (delle Nintendo non ufficiali) con giochi inventati, ma anche CD musicali che ricopiano artisti esistenti ma cambiati quanto serve per evitare problemi di copyright: il più geniale è senza dubbio il CD di un'artista che si chiama Charles Monroe - una chiara citazione a Marilyn Manson che prese il nome della modella Marilyn Monroe e dell'assassino Charles Manson per il suo nome d'arte.

Odio

Arriva il mostro!

- Un videogioco horror funziona quando c'è tensione costante, quando anche nei momenti morti il giocatore viene assalito dall'ansia di aprire qualunque porta, di girare qualsiasi angolo, di osservare un oggetto perché chissà quale stramberia spaventosa metterà in pericolo la vita del protagonista. Purtroppo Infliction: Extended Cut si affida unicamente alla presenza di un mostro che ritorna sempre in maniera identica, affrontabile unicamente nascondersi sotto a un mobile. Nessun combattimento, nessuna reale sfida, basta solo questo. E purtroppo il gameplay del titolo è poco più vario di così: una casa che in gran parte rimane sempre la stessa da esplorare tante, troppe volte. Qualche accenno a corridoi surreali alla Layers of Fear c'è, ma la varietà e la creatività del titolo purtroppo è davvero poca per quel che riguarda il gameplay. Un vero peccato, perché l'ottima premessa avrebbe potuto portare a sequenze di gioco inusuali e memorabili, ma a conti fatti si tratta di un susseguirsi di cliché che abbiamo già visto fatti in altri giochi.

Carrellata di bug

- Non sono però solo i mostri a causare problemi, tutto il gioco infatti ha l'aria di aver avuto insufficiente playtesting. Ogni volta che iniziava un nuovo capitolo l'audio spariva costringendomi a riavviare il gioco, e più di una volta dei bug mi hanno costretto a ripartire dal checkpoint, ad esempio quando mi sono nascosto sotto al letto mentre stavo morendo e il gioco mi ha premiato con uno schermo nero da cui era impossibile uscire. A questo si aggiungono animazioni poco curate, compenetrazioni poligonali costanti (soprattutto con le porte), ma anche una "mira" sballata che spesso rende difficile interagire con gli oggetti.

L'attenzione per i dettagli sbagliati

- Visti questi problemi, stupisce quindi che la casa del gioco presenti centinaia di oggetti, molti dei quali anche completamente inutili, con cui è possibile interagire, che è possibile osservare in 3D, con i quali è possibile perdere tempo a non finire. Prodotti per il bagno, cibo per cani, una scatola di graffette - pressoché ogni oggetto è realizzato con una cura sorprendente, e come detto alcuni segreti e soluzioni tra l'altro richiedono che si vadano ad analizzare questi elementi apparentemente futili. Forse una maggiore cura per aspetti più importanti del titolo sarebbe stata più gradita, anche perché tutti questi oggetti realizzati con cura maniacale rallentano solo il gioco, e non sarebbe stato male se buona parte del gioco non fosse consistita nella ricerca di cianfrusaglie. Tutto ciò, combinato alla lentezza disarmante del protagonista sa essere un po' straziante.

Poca paura

- L'insieme dei vari problemi tecnici e di design ha una conseguenza non di poco conto per un titolo horror: Infliction: Extended Cut non fa paura. A parte un jumpscare dove davvero mi sono spaventato e qualche audio di sottofondo poco rassicurante, il titolo non riesce a tenere alto il livello di tensione perché gli incontri col mostro sono maldestri e pieni di bug, mentre le conseguenze di una morte sono molto ridotte. Dopo un po', scappare diventa più una seccatura che una sfida o un elemento spaventoso; questo è, senza ombra di dubbio, uno dei peccati capitali che un videogioco horror non deve mai commettere.

Soluzioni casuali

- In tanti enigmi mi è sembrato di cogliere poca logica, poca intuitività, dovendo piuttosto interagire con oggetti a caso o fotografare aree senza troppo criterio, aspettando che si sbloccasse qualcosa. In questo senso, l'utilizzo di una macchina fotografica Polaroid porta a grattacapi lenti e frustranti piuttosto che intelligenti e stimolanti. Tanti enigmi sono infatti da risolvere svelando dettagli con la macchina fotografica che, a occhio nudo, non si vedrebbero, ma scattare e sviluppare una foto richiede vari secondi, e molto spesso non è nemmeno chiaro cosa si debba immortalare, portando così a un po' di trial and error. Il ritmo del gioco è già molto lento, ma questi contrattempi non fanno che peggiorare la situazione.

Tiriamo le somme

Infliction: Extended Cut è un horror game con visuale in soggettiva che riesce abilmente a giocare con le emozioni dei giocatori, creando paralleli efficaci tra demoni tangibili come la violenza coniugale o l'alcolismo e gli spauracchi a cui il genere ci ha abituato. Le tante ottime idee però si scontrano con una formula di gioco ripetitiva e talvolta frustrante, oltre che con una serie di bug davvero fastidiosi che costringono il giocatore a rifare diverse sezioni finché non si decidono a funzionare correttamente. Questo finisce per impattare sulla componente horror stessa del gioco, con un livello di terrore praticamente nullo, ed anche l'assenza di localizzazione pesa. Peccato, perché le premesse per un ottimo titolo horror c'erano tutte.
5.5

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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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