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Children of Morta

Recensione - Children of Morta

L'intrigante roguelike di origine iraniana Children of Morta è da poco disponibile sulle nostre console e abbiamo così finalmente potuto metterlo alla prova. Ecco cosa vi aspetta!

Il Gioco

In Children of Morta seguiamo le vicende della stirpe dei Bergson, una famiglia di combattenti ed esploratori che puntano a scoprire misteri e ricchezze di un mondo cupo e pieno di pericoli; qui i più coraggiosi vengono ricompensati con tesori di gran valore e armi magiche capaci di potenziarli ulteriormente. Una visuale dall'alto e uno stile pixeloso accompagnano il giocatore fin dal tutorial, dove un cupo narratore porta uno dei protagonisti dotato di scudo e spada a scalfire l'involucro di questo misterioso mondo mentre ne apprende le meccaniche.

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L'esperienza di gioco è descrivibile come un gioco di ruolo d'azione semplificato sulla falsariga di titoli come Diablo o Torchlight, ma un sistema di combattimento "di peso" rispetto ai classici del genere, che tra scudi, schivate, parate e una gestione basilare della stamina si avvicina maggiormente ai souls-like. Dungeon a generazione procedurale si aprono davanti al giocatore, pieni zeppi di nemici che individualmente non sono quasi mai troppo tosti ma che si presentano sempre in gruppi molto numerosi, offrendo così sfide imponenti dove la potenza va affiancata da una buona strategia di posizionamento del nostro eroe. Anche perché la vita a disposizione non è tantissima, e le pozioni per curarsi non sono certo illimitate.

MX Video - Children of Morta

L'eventuale morte per mano dei nemici non è comunque un dramma ma, come spesso accade nei roguelike, è più un punto di ripartenza. Infatti nel corso del gioco guadagniamo costantemente XP per potenziare le nostre abilità e monete per sbloccare potenziamenti permanenti, quindi anche in caso di morte si diventa sempre più forti ed in grado di affrontare meglio le situazioni che ci avevano dato filo da torcere. I dungeon sono progressivamente sempre più ardui, quindi è quasi impossibile superare alcune aree al primo tentativo: dopo qualche potenziamento e soldo ben speso, però, il livello di sfida di quelle stesse aree tende ad abbassarsi, permettendoci di arrivare un po' più in là prima della prossima morte. Un gameplay loop che gli appassionati dei roguelike ben conoscono e che convince assolutamente anche in Children of Morta.

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I dungeon sono resi più interessanti anche dalla presenza di eventi casuali che spezzano la relativa monotonia dei combattimenti e la ricerca del loot; in giro per le aree di gioco generate casualmente, infatti, possono presentarsi eventi come piccoli puzzle, sfide di abilità, missioni di scorta e molto altro. Questi eventi spesso contengono un fattore di pericolo più alto, che può compromettere una run se già si sta rischiando la morte, ma completandoli si possono ottenere ricompense davvero appetibili per le quali vale la pena correre qualche rischio in più.

Ho già accennato al fatto che seguiamo le vicende di un'intera famiglia di combattenti, e infatti tra una partita e l'altra possiamo scegliere uno dei membri della famiglia, che fortunatamente rinascono come niente fosse al termine di ogni run. Lo spadaccino, il mago, l'arciere: sono coperti pressoché tutti i ruoli classici del genere fantasy. Non solo i vari personaggi hanno abilità differenti, ma anche barre di XP separate, permettendoci così di potenziare personaggi differenti nelle varie run. Non solo: il gioco supporta la co-op locale, e quindi ci si può divertire anche in compagnia.

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Vista la difficoltà abbastanza elevata e la struttura che prevede tante morti e ri-tentantivi, è difficile quantificare la durata del titolo. Un giocatore abile ci metterà probabilmente meno di 10 ore, mentre i meno abituati al genere potrebbero anche impiegarci il doppio, ma vista la natura di costante miglioramento dei personaggi il titolo è più che godibile anche dopo i titoli di coda. La pecca principale è probabilmente l'assenza della lingua italiana, ma vista la trama non particolarmente ricca è un problema di importanza relativa.

Amore

Un po' Diablo, un po' Rogue Legacy

- La decade appena trascorsa è stata caratterizzata da tanti roguelike davvero eccezionali, e questo è un altro davvero degno di nota che alla formula della morte permanente affianca un gameplay che ricorda molto il capolavoro action-RPG di Blizzard, Diablo. Tra spade, archi e staffe magiche, schivate ad alta velocità con visuale dall'alto, oscuri dungeon generati casualmente pieni zeppi di nemici e tanto loot e tesori da scovare, sembra davvero di avere tra le mani un Diablo-lite. E forse non raggiunge quei picchi qualitativi, ma sa divertire eccome.

Gameplay appassionante

- E non solo questo miscuglio di generi funziona, ma soprattutto diverte ed appassiona. Avevo più di una riserva dopo il completamento del tutorial che sembrava troppo lineare e ripetitivo, ma appena si è aperto il mondo di gioco di Children of Morta è scattata la scintilla: orde di nemici, oro e avversari caduti ovunque, trappole letali, tesori eccitanti e un protagonista che diventa sempre più forte e divertente da usare man mano che si va avanti.

Narrazione oscura

- Nulla di trascendentale a livello di trama o lore per il titolo di Dead Mage, ma i tetri mondi di Children of Morta sono resi più coinvolgenti da un narratore che sembra essere uscito da un film di Tim Burton: cupo, inquietante, ma con una cadenza molto fiabesca e un velo di ironia che non lo rende troppo horroristico. L'ho trovato un aspetto molto godibile che ha reso affascinanti anche cut-scene meno interessanti, anche se comprensibile solo in inglese.

Odio

Poco originale

- Elemento negativo di un gioco che prende così tanta ispirazione da vari titoli dell'ultimo decennio è l'assenza di uno stile ben definito, di elementi che rendono il gioco davvero riconoscibile e memorabile. Uno stile in pixel art abbastanza classico per quanto curato, un gameplay che mescola abilmente il gameplay di ARPG di successo con altri concetti roguelike e altro ancora ma senza aggiungere reali novità, un mondo di gioco piacevole ma anch'esso poco ispirato... insomma, Children of Morta soddisfa in molte cose, l'unicità però non è tra queste.

Meno tattico di quanto possa sembrare

- Children of Morta ha un gameplay molto meno tattico e molto più ripetitivo dei giochi dai quali trae ispirazione, con tantissimi combattimenti che si riducono a uno spam micidiale di colpi con l'occasionale schivata per beccare il nemico che scappa alla nostra offensiva. Sicuramente dopo qualche ora perde un po' di fascino, ma resta comunque ben godibile.

Tiriamo le somme

Children of Morta unisce in maniera sorprendentemente naturale diversi stili di gioco: dai giochi di ruolo d'azione frenetici come Diablo passando per gli RPG un po' più ragionati fino ad includere il sistema di progresso dei roguelike e qualche accenno di combattimenti souls-like. Il risultato è un prodotto non eccessivamente originale, ma curato comunque in ogni aspetto: la narrazione della lore funziona anche se non localizzata in italiano, le animazioni 2D sono affascinanti e soprattutto il gameplay sa divertire ed appassionare. Non sarà il titolo più memorabile di sempre ma per chi è alla ricerca di un un nuovo roguelike su cui perdere tante ore, Children of Morta è sicuramente un candidato più che valido.
7.8

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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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Commenti

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