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The Forbidden Arts

Recensione - The Forbidden Arts

Come ci hanno insegnato tanti libri, videogiochi e film, il miglior modo per avere risposte ai propri dubbi esistenziali è scoprire cosa c'è là fuori, in un mondo sconosciuto pieno di pericoli e misteri. Questo avviene anche nell'action-platform game a scorrimento The Forbidden Arts, dove magia e creature mistiche diventano presto la normalità. Vediamo insieme se sia un viaggio che vale la pena affrontare.

Il Gioco

Strane visioni color sangue, sogni che paiono non aver senso alcuno.. non può essere tutto senza un perché, una spiegazione dev'esserci. Queste sono le motivazioni che spingono il giovane Phoenix, protagonista di The Forbidden Arts, a partire per un viaggio di scoperta alla ricerca della propria identità attraverso mondi misteriosi e pieni di pericoli. Questo avviene in un platform game tridimensionale ma a scorrimento laterale, dai movimenti acrobatici e pieno di combattimenti frenetici, con mosse da ninja e la magia del fuoco, di cui protagonista cerca di imparare tutti i segreti.

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Non si tratta della premessa più originale, ma fornisce un background abbastanza snello per buttarsi velocemente nell'azione, in un titolo che prende elementi da numerosi capisaldi del genere, dagli intramontabili Super Mario Bros. fino ai leggendari Castlevania. Infatti il titolo per metà è un platform game altamente acrobatico, con doppi salti, salti da un muro all'altro, atterraggi su piattaforme minuscole e cadute rovinose in pozzi senza fondo, mentre l'altra metà è data dai numerosi nemici incontrati. Da animali selvaggi a mostri guerrafondai e minacce volanti, il giocatore dovrà mettere in campo le proprie capacità di combattimento nel corpo a corpo usando varie armi da taglio per riempire i nemici di fendenti letali. Spesso basta solo colpire i nemici senza tregua per non dargli possibilità di contrattaccare tra un colpo e l'altro, ma nemici più avanzati si cimenteranno in blocchi, schivate e contrattacchi, portandoci a far valere le nostre doti acrobatiche per non essere colpiti da attacchi che, in alcuni casi, possono eliminarci con solo 1-2 colpi.

MX Video - The Forbidden Arts

L'avventura porta inoltre il protagonista ad imparare magie relative al fuoco, che possono sia funzionare come meccanismo per potenziarsi che come attacco vero e proprio sotto forma di palle di fuoco: ottimo modo per colpire i nemici dalla distanza, ma che prevedibilmente va ad usare una parte consistente del mana limitato a disposizione. Naturalmente ci sono anche delle battaglie boss, e i livelli risultano piuttosto aperti nella loro struttura, con tanto di minimappa per vedere meglio quale percorso conviene di volta in volta e poter intuire quale strada porta all'uscita e quale a un tesoro o un segreto.

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Ulteriore varietà è data dalle fasi che fungono da intermezzo ai livelli: qui il titolo diventa un gioco d'esplorazione in terza persona dove capire meglio il contesto dei livelli di gioco, dove si può conoscere nuovi personaggi che portano avanti la trama, per poi ritrovarsi ovviamente all'ingresso per il prossimo livello. Tra acrobazie, combattimenti ed esplorazione, le 6-7 ore del gioco risultano piuttosto piene d'azione pur senza offrire una grandissima varietà. Buona notizia la presenza della localizzazione italiana per quel che riguarda tutti i testi di gioco.

Amore

Il fuoco che c'è in noi

- The Forbidden Arts non è certamente sottile nei suoi parallelismi, e infatti il giovane protagonista di nome Phoenix (traducibile come fenice) è un avventuriero che ben presto scopre di poter usare il fuoco come elemento per le proprie magie. E quest'abilità viene messa alla prova in frenetici combattimenti a scorrimento laterale, dove la velocità del protagonista, la quantità di pericoli a schermo e le magie creano tante situazioni di gioco intriganti. Praticamente è come usare un ninja con poteri magici, e forse non è un caso che il biondo protagonista del gioco ricordi così tanto Naruto, anche e soprattutto nella corsa.

Mondi variegati

- Il gameplay non sarà particolarmente innovativo, ma va dato merito ai ragazzi di Stingbot Games di aver saputo creare mondi di gioco piuttosto differenti tra loro, con tante varianti creative su temi magari già visti altrove. Immancabili i livelli giungla, deserto e fogne, ma già meno scontato avere un'area dedicata a una casa infestata e un livello che si svolge dentro un'enorme nido d'api. Sorprendentemente vario ed ambizioso per essere un progetto indie di questo genere, soprattutto per la maggior difficoltà tecnica della terza dimensione.

Odio

Scattante o a scatti?

- Quando ho avviato The Forbidden Arts la prima volta, fin dai primi passi ho notato vistosi cali di frame-rate persino nell'area iniziale abbastanza spoglia, persino su Xbox One X. E la situazione non è poi cambiata: per tutto il gioco persiste questa fastidiosa performance ballerina, che porta anche il gioco al mancato riconoscimento di qualche comando ogni tanto, facendoci ad esempio cadere rovinosamente dentro un burrone nonostante avessimo premuto il tasto di salto. Non succede sempre, ma abbastanza spesso da risultare fastidioso.

Platforming semplicemente scarso

- Il sistema di combattimento del titolo è piuttosto approssimativo, con tanti nemici con collisioni poco accurate e che basta spammare di colpi a ripetizione per eliminarli con ben poca sfida, alternati invece da nemici che possono eliminare il giocatore con un colpo solo ben poco prevedibile le prime volte. Ma questo non è nulla rispetto alle sezioni platform del titolo, che si possono riassumere con un aggettivo: frustranti. Fin dai primi livelli ci sono salti con poco margine di errore, con burroni, spine ed altre situazioni di morte immediata. E l'errore capita non di rado, perché i comandi sono semplicemente inaffidabili. La cosa peggiore è probabilmente il fatto che sia impossibile fare micro-correzioni a mezz'aria: si possono solo fare scatti aerei di circa un metro alla volta, rendendo gli atterraggi spesso una vera e propria lotteria. Capita fin troppo spesso di dover atterrare su una piattaforma larga mezzo metro, e con questi comandi è davvero difficile tarare il salto correttamente e non finire troppo lunghi o troppo corti.

Tiriamo le somme

The Forbidden Arts presenta uno stile molto simpatico e diverse idee buone, ma la realizzazione lascia decisamente a desiderare. Comandi imprecisi, un frame-rate incostante, tanti bug ed alcune scelte di design inconsistenti non permettono al titolo di esprimere il pieno potenziale, risultando così purtroppo in un'esperienza più frustrante che affascinante. Occasione persa.
4.7

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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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