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The Blackout Club

Recensione - The Blackout Club

I californiani Question ci propongono con The Blackout Club un tipo di stealth/survival game piuttosto originale, permettendoci collaborare con altri giocatori in un'atmosfera alla Stranger Things. Incuriositi? Eccovi di cosa si tratta.

Il Gioco

USA, Redacre, una tranquilla cittadina dei giorni nostri; fin troppo tranquilla, visto che le giornate procedono una uguale all'altra senza particolari eventi significativi. Un bel giorno però questo inizia a cambiare quando, di notte, i cittadini iniziano ad alzarsi nel sonno ed avere comportamenti insoliti, in preda ad un attacco collettivo di sonnambulismo. Gli unici apparentemente immuni a questo fenomeno sono i ragazzi della città, principalmente adolescenti, che si accorgono che qualcosa non va e decidono di intervenire fondando il The Blackout Club, una sorta di gruppo di resistenza clandestina e notturna contro le entità che si stanno poco a poco impadronendo della città.

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I ragazzi del club iniziano quindi a riunirsi in un vagone ferroviario abbandonato, dal quale avviare le loro incursioni notturne mirate non solo a capire e raccogliere prove su quel che sta accadendo, ma anche sabotare i piani dei misteriosi individui che sembrano tenere in scacco la città e recuperare alcuni dei propri compagni che occasionalmente spariscono nel nulla, rapiti dalle stesse entità.

MX Video - The Blackout Club

In The Blackout Club impersoniamo, dopo averla creata con un semplice editor, proprio una delle ragazze del gruppo, che per qualche motivo si risveglia senza memoria delle notti precedenti e dopo aver perso la propria miglior amica, determinata a ritrovarla. Il gioco si svolge interamente in prima persona e ci vede utilizzare il vagone ferroviario come hub centrale per personalizzare il nostro personaggio, potenziarlo con un sistema di oggetti e carte abilità, ed avviare le missioni. La città di Redacre è divisa in diversi quartieri di difficoltà crescente, sbloccabili man mano che saliamo di livello completando le missioni; all'inizio di ogni missione non dobbiamo far altro che selezionare il quartiere desiderato tra quelli sbloccati, decidere se hostare una partita (pubblica, privata o anche single player) oppure cercare partite create da altri, ed avviare l'avventura nella quale il gioco genererà randomicamente gli obiettivi da seguire.

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Prima di partire in missione bisogna però scegliere, presso un apposito banco, un attrezzo da portarsi tra i tre disponibili: c'è una pistola stordente, per inabilitare temporaneamente gli adulti sonnambuli che dovessero sorprenderci, una pistola a dardi tranquillanti (ma con un solo dardo, gli altri vanno trovati nell'ambiente), ed un'utile rampino rampino che ci permette di arrampicarci facilmente i tetti delle case (personalmente quello che ho trovato più utile). Questi non sono però gli unici oggetti utilizzabili: sul campo sarà poi possibile trovare bende per guarire le ferite, grimaldelli per scassinare porte e casse, granate stordenti, bombolette schiumogene, miccette da lanciare per attirare lontano l'attenzione dei nemici ed altro. Alcuni di questi oggetti saranno peraltro selezionabili come già nel nostro equipaggiamento all'avvio delle missioni, inserendoli in slot che si libereranno man mano che saliamo di livello.

Una volta che è tutto pronto, si avvia la missione; come accennato, noi possiamo scegliere il quartiere in cui iniziare ma gli obiettivi sono selezionati casualmente dal gioco, e possono consistere nel recupero di poster "per risvegliare gli adulti" da appendere poi sulle mura delle abitazioni, nel rintracciare e salvare ragazzi rapiti, nell'indagare sull'effrazione in una casa e così via. Gli obiettivi da raggiungere sono sempre marcati molto chiaramente sullo schermo, con degli indicatori che ce ne mostrano distanza e posizione, ma raggiungerli è tutt'altro paio di maniche e non perché sia difficile trovarli, anzi: chiudendo gli occhi con l'apposito pulsante ci viene anche mostrato un tragitto, fatto di passi rossi, da seguire per raggiungere ogni obiettivo.

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La difficoltà sta nel fatto che la cittadina di Redacre è tutt'altro che deserta: sia per le strade che all'interno delle case, tutte completamente esplorabili, sono infatti presenti numerosi pericoli. I primi che incontrerete sono i sonnambuli, degli adulti che, ancora addormentati, pattugliano le strade guidati da una forza misteriosa. Questi nemici non ci vedono, ma sono molto sensibili ai rumori: è quindi importante muoversi senza fare rumore quando siamo nei loro paraggi, o verranno subito a cercarci. Ci sono poi i "lucidi", degli uomini che sono invece svegli e fanno parte dell'organizzazione che sta creando problemi alla città: questi girano con delle torce e ci vedono benissimo, ma non hanno l'udito sviluppato tanto quello di nottambuli. Per evitarli è quindi necessario muoversi nelle zone d'ombra e non farci cogliere nel raggio della loro torcia. Ci sono poi tanti altri pericoli: mine sonore che si attivano quando facciamo troppo rumore o ci muoviamo troppo velocemente nei loro paraggi, droni che pattugliano i cieli ed altro.
Il cuore del gioco sta quindi nel raggiungere i nostri obiettivi - alcuni dei quali posti anche in una struttura sotterranea sotto la città, raggiungibile da cunicoli che partono all'interno delle abitazioni - senza farci scoprire, perché questo avrebbe spiacevoli conseguenze.

Se un lucido o un sonnambulo dovesse scoprirci ed afferrarci, infatti, potremmo sfuggirgli usando granate stordenti oppure spintonandolo (cosa che però ci causerebbe le ferite), ma se non abbiamo strumenti e siamo troppo feriti questi ci trascineranno inesorabilmente verso delle porte rosse dove risiede un'entità misteriosa chiamata la Forma, che ci addormenterà rendendoci dei sonnambuli a nostra volta. Ma anche qualora dovessimo sfuggire ai nostri inseguitori, provocare l'allarme per tre volte farà sì che la Forma esca dalla sua tana venendoci a cercare: è un essere invisibile la cui silouhette possiamo avvertire solo chiudendo gli occhi, ed alla quale possiamo sfuggire solo nascondendoci in ripostigli all'interno delle case. Se questa dovesse raggiungerci ci addormenterà, e se stiamo giocando da soli sarà il fallimento della missione.

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Già, perché un elemento importante del gioco sta nella cooperazione, che possiamo fare sia con nostri amici che con altri giocatori sconosciuti: oltre ad aiutarsi a vicenda a raggiungere gli obiettivi, i giocatori possono cercare di risvegliare quelli del gruppo che sono stati resi dei sonnambuli, dando così all'intero team maggiori possibilità di successo. Una volta che tutto il team è diventato sonnambulo, la missione fallisce. Al termine di ogni missione una schermata riepiloga poi i nostri successi, gli XP ricevuti per ogni obiettivo raggiunto e l'avanzamento di livello. Una caratteristica interessante del gioco è che, in ogni momento, possiamo sacrificare il nostro personaggio su un altare all'interno del treno-hub, per ricominciare con un personaggio creato da zero. Qual è lo scopo di ciò? Apparire sulle classifiche online del gioco. Sacrificando il nostro personaggio, infatti, gli XP raggiunti fino a quel punto vengono memorizzati sulla classifica per confrontarli con quelli degli altri. E' quindi un interessante meccanismo di "suicidio" che, però, può darci popolarità nella comunità del gioco.

Questo non è l'unico elemento originale del gameplay: è ad esempio possibile invadere le partite altrui nei panni della Forma, ma non ho potuto provarlo perché ogni volta che c'ho provato non ho trovato partite disponibili (mentre invece non ho avuto problemi a trovare partite co-op con sconosciuti). Inoltre c'è anche un'interessante feature che registra la nostra voce tramite il microfono della chat - ma solo se stiamo usando la chat di gioco invece di quella di gruppo, altrimenti non funziona - per poi riprodurla quando meno ce l'aspettiamo facendoci prendere qualche spavento. Il gioco è comunque completamente in inglese, sia nel parlato che nei testi; ci sono diversi documenti da leggere tra un'avventura e l'altra ed ogni tanto arrivano comunicazioni radio che ci informano dei prossimi obiettivi, quindi un minimo di conoscenza della lingua, almeno scritta, è richiesto.

Amore

Che bello collaborare

- La parte più sorprendente di The Blackout Club è quanto sia facile e soprattutto istintivo collaborare tra più giocatori, anche quando non ci si conosce e non si usa la chat vocale: la riuscita di ogni missione è legata alla sopravvivenza di tutto il team, quindi ci si dà da fare per aiutarsi a vicenda e risvegliarsi quando addormentati dalla Forma, ed il gioco ci ricompensa per queste azioni di gruppo aggiungendo dei moltiplicatori agli XP di fine partita. Dopo qualche missione in solitaria per ambientarmi, ho iniziato a giocare con sconosciuti e l'esperienza è stata eccellente e molto gratificante. Ho anche provato a giocare con degli amici ovviamente, ed anche in questo caso è stato tutto molto soddisfacente, anche grazie alla possibilità di commentare tra noi quello che accadeva.

Gameplay ben studiato

- The Blackout Club è pensato come uno stealth game cooperativo, e le meccaniche di gioco sono molto ben studiate a tale scopo: la possibilità di vedere il percorso per il prossimo obiettivo chiudendo gli occhi (utilissimo quando l'obiettivo è sotto terra, in un labirinto di tunnel), le costanti indicazioni su dove sono i compagni e cosa stanno facendo, la possibilità di accedere in ogni casa in più modi (dalle finestre, scassinando la porta o abbattendola facendo rumore, entrando dal tetto con un rampino, ecc), i vari tool che possiamo utilizzare e la sensazione di costante pericolo data dalla presenza di sonnambuli e lucidi… tutto contribuisce a creare un'esperienza piuttosto assuefante, davvero ben fatto.

Ambientazione accattivante

- Il gioco di Question non è certo un capolavoro di grafica, anzi risulta piuttosto grezzo da quel punto di vista, ma l'ambientazione di periferia con il mistero della struttura sotterranea e degli adulti sottomessi è sicuramente affascinante e conferisce al tutto un sapore alla Stranger Things. Intrigante anche il mistero che si dipana di missione in missione, con indizi che si aggiungono su una bacheca e nello schermo di un laptop per permetterci di capire cosa sta accadendo realmente.

Odio

Missioni ripetitive

- Il maggior difetto di The Blackout Club sta nel fatto che il sistema di obiettivi randomici, pur cambiando sempre i luoghi da raggiungere o gli oggetti da recuperare, ci pone in fin dei conti obiettivi sempre molto simili. Recupera i cellulari, installa dei disturbatori nelle case, affiggi dei poster, salva un ragazzo rapito. Lo svolgimento poi può cambiare molto a seconda dei compagni che si hanno e dei pericoli che si incontrano, ma di fatto c'è un'eccessiva ripetitività negli obiettivi, qualcosa su cui gli sviluppatori avrebbero dovuto lavorare di più.

Non è un gioco da lupi solitari

- Anche se giocabile in solitaria (basta creare una partita privata senza invitare nessuno), The Blackout Club non è sicuramente un gioco pensato per essere giocato in questo modo. Le prime missioni sono anche fattibili, ma quando si passa ai quartieri più difficili (dal livello 5 in su) inizia a diventare praticamente impossibile spostarsi senza essere scoperti, e se la Forma ci agguanta è game over. Giocare con altri giocatori, anche sconosciuti, ci dà invece una chance di tornare in partita. Avrei personalmente preferito maggior attenzione al gioco in singolo, magari facendo controllare gli altri ragazzi dall'IA, dandoci così una possibilità di essere risvegliati qualora venissimo "sonnambulati".

Tiriamo le somme

The Blackout Club introduce un affascinante e spesso anche assuefante gameplay stealth cooperativo, con uno scenario intrigante ma con un'eccessiva ripetitività di fondo negli obiettivi. E' comunque un buon titolo da giocare in compagnia online, in alternativa ai soliti sparatutto; merita sicuramente di essere preso in considerazione.
7.5

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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