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Glass Masquerade

Recensione - Glass Masquerade

Nel mondo dei videogiochi, il termine puzzle è spesso sinonimo di enigmi di ogni genere. Non è il caso di Glass Masquerade, dove puzzle significa proprio... puzzle, e che ci chiede di ricostruire ricostruire mosaici in vetro del ventesimo secolo.

Il Gioco

Il titolo dei ragazzi di Onyx Lute è concettualmente davvero semplice. Il giocatore è chiamato a comporre 25 mosaici di vetro di un museo con un gameplay che altro non è che quello di un puzzle, tranne per il fatto che le forme delle tessere sono quelle delle parti di disegno che compongono le opere. I 25 pezzi da esposizione appartengono ad altrettanti paesi del mondo, con la loro cultura e il loro folklore rappresentati in illustrazioni su vetro nello stile dei mosaici del ventesimo secolo: con il solo movimento dello stick sinistro e del pulsante A per confermare la posizione del pezzo, che ritorna al suo posto qualora fosse errato, il giocatore dovrà cimentarsi con puzzle di difficoltà crescente.

La presentazione è molto pulita ed elegante, con un look visibilmente ottocentesco. Al centro dello schermo troviamo il mosaico da comporre, che solitamente è all'interno di un cerchio, ma può anche essere di forme più inconsuete o proporre diverse aree separate tra loro, tutte da completare con le tessere disponibili. I puzzle presentano in genere una quarantina di pezzi: sembrano pochi, ma la loro forma peculiare rende gli enigmi più complessi. Qualora si voglia avere un aiuto, c'è la possibilità di partire da alcuni pezzi fissi dai bordi che il gioco propone, ma per il resto bisogna affidarsi all'occhio e basta.

Per rendere il tutto più complesso, i pezzi di vetro sono sparsi su delle ruote che appaiono solo parzialmente sullo schermo, con alcuni pezzi che quindi possono essere fuori dalla visuale e che richiedono la rotazione del disco per essere rivelati. Inoltre ogni tessera appare in nero e rivela i propri colori solo quando la selezioniamo: è quindi molto difficile scegliere i pezzi a colpo d'occhio, basandoci su colori e disegni presenti. Non serve comunque posizionare le tessere con precisione millimetrica: il gioco ci aiuta ad agganciarli qualora siano corretti per la posizione scelta.

Il percorso del gioco prevede un mappamondo da esplorare attraverso i mosaici dei vari paesi, passando per dei percorsi prestabiliti. In alcuni casi ci sono dei bivi che permettono di fare il puzzle che più ci piace, ma solitamente bisogna andare in maniera lineare, completando un puzzle per accedere al prossimo. I puzzle presentano un timer con tanto di orologio a lancette molto elegante all'interno del campo, dove la forma stessa dell'orologio o degli spazi per i numeri possono essere integrali per il puzzle. Il tempo rimane comunque un concetto relativo in Glass Masquerade: viene infatti segnato il record su ciascun puzzle, ma non ci sono obiettivi, sfide o classifiche.

Completare i 25 puzzle del titolo mi ha richiesto non più di 3-4 ore, con alcuni completabili in pochissimi minuti e altri, ben più tosti, che mi hanno tenuto impegnato anche per una ventina di minuti. La difficoltà di ciascun puzzle è segnalata nella selezione del livello, anche se quest'indicazione non è affidabilissima, poiché ho visto livelli di difficoltà 4 nettamente più semplici di alcuni da 3. Non ci sono modalità di gioco alternative o modalità cooperative, in compenso c'è la possibilità di andare a rivedere i mosaici completati nella loro interezza o rigiocarli da capo. I pochi testi del gioco sono interamente tradotti in italiano, mentre non si registrano aggiornamenti specifici per Xbox One X.

Amore

Mosaicamente

- La composizione di puzzle nei videogiochi non è certo una novità assoluta, ma l'approccio di Glass Masquerade è decisamente unico e affascinante. Invece di forme senza senso, le tessere qui sono i pezzi di vetro colorati di un mosaico del ventesimo secolo, con forme che spesso ricalcano quelle degli elementi che rappresentano, e che combaciano perfettamente in mosaici nello stile di un secolo fa. Una bella evoluzione di questo classico gioco da tavolo.

Relax totale

- C'è anche un timer, ma praticamente è lì solo per considerazione personale. Per il resto, si tratta di uno dei giochi più rilassanti presenti su Xbox One. Un look che sembra l'interno di un museo, in sottofondo musica classica tranquilla e atmosfera, nessuna pressione per non sbagliare mosse o metterci meno tempo. E' a tutti gli effetti il gioco ideale per calmarsi un attimo dopo qualche sessione di gioco più intensa su qualche gioco d'azione.

Odio

Problemi tecnici sorprendenti

- Per un puzzle game bidimensionale apparentemente semplice come design, Glass Masquerade presenta una quantità abbastanza sorprendente di magagne tecniche. Tutto nasce da un frame-rate inspiegabilmente basso anche su Xbox One X, affiancato da un po' di input lag che rende il posizionamento perfetto dei pezzi a volte frustrante. Questo lato tecnico traballante porta addirittura spesso a far "incastrare" un comando, con un pezzo che va avanti in una direzione per un paio di secondi dopo aver mollato lo stick, dovendolo quindi riportare indietro alla posizione desiderata. Non sono problemi che rovinano il gioco, ma sorprende come una cosa così evidente dai primi secondi di gioco sia passata inosservata o addirittura ignorata del tutto dagli sviluppatori.

E i DLC?

- Glass Masquerade, con i suoi venticinque mosaici da comporre, è completabile senza troppi problemi in 4-5 ore, anche al netto dei problemi dei controlli. Su PC sono però usciti diversi schemi aggiuntivi sotto forma di DLC che non risultano presenti nella versione console, né inclusi nel titolo, né acquistabili separatamente. Peccato, perché un paio d'ore di spasso in più non avrebbero guastato.

Tiriamo le somme

Nonostante qualche problema tecnico e una durata non eccelsa (giustificata comunque da un prezzo adeguato), Glass Masquerade permette di comporre puzzle realizzati con cura e passione all'interno di una presentazione artistica davvero affascinante. Un'esperienza rilassante e piacevole che gli appassionati di puzzle non possono lasciarsi sfuggire, visto anche il ridotto numero di titoli del genere su console.
8.0

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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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