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img Ashen

Recensione - Ashen

Dopo una lunga attesa i ragazzi neozelandesi di A44 portano finalmente su Xbox One Ashen, una sorta di ibrido tra Journey e Dark Souls ma con meccaniche completamente riviste. Non ci siamo quindi fatti sfuggire l'occasione di provarlo a fondo: eccovi le nostre opinioni!

Il Gioco

A differenza dei vari Dark Souls e simili, titoli ai quali Ashen si ispira per quanto riguarda le meccaniche di combattimento, la componente narrativa del titolo di A44 è più vicina a quella di un classico action-RPG, con dialoghi con altri comprimari che ci riveleranno ciò che è successo al mondo di gioco dandoci uno scopo da seguire. L’Ashen del titolo del gioco non è il protagonista ma una sorta di dio-uccello di luce che nel passato si librava nel cielo immergendo nella sua influenza divina i posti più remoti e oscuri dei nove regni presenti; eoni dopo, l’Ashen fu vittima dell’età e cadde dall’albero della vita, lasciando il mondo nella piena oscurità ed esalando i suoi ultimi respiri da cui nacquero ben tre epoche distinte segnate dalla luce. La prima vide l’ergersi su tutto il regno di ben tre creature delle tenebre, che nutrendosi della luce prosperarono per lungo tempo. La seconda segnò l’arrivo delle Matriarche degli Uditori, titani incredibilmente devoti alla Luce, e infine la terza vide l’epoca degli Umani, i cosiddetti figli di Gefn. Purtroppo dopo aver esalato il terzo respiro, la Luce dell’Ashen fece spazio ad un periodo di grande oscurità che vide la caduta degli umani e delle città, rovesciati dalla guerra e stremati dalla pestilenza e dalla fame, facendo cadere l’intero regno nella cenere. Ma tutto in natura deve avere un equilibrio, e quindi la luce è destinata a risorgere grazie alla speranza ed all'efficacia dell’essere umano; ritroviamo queste qualità in una Sentinella, un guardiano della Luce destinato a salvare il mondo dall'oscurità. Si tratta del nostro personaggio, destinato a riportare la vita e la Luce dell’Ashen nei nove regni facendo affidamento sul suo coraggio e sulla sua forza, che non dovranno mai mancare in questo mondo spietato e oscuro. Le premesse narrative, quindi, ci sono, seppur non proprio originalissime per il tema proposto, ma la cosa che differenzia maggiormente Ashen da altri titoli souls-like è proprio l’inserimento di una trama ben raccontata e con risvolti interessanti, sia per quanto concerne quella principale che quelle secondarie, capaci di incuriosire il giocatore grazie a dialoghi ben scritti (completi di sottotitoli in italiano) ed in piena sintonia con lo stile visivo del gioco.

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Completato il prologo iniziale e la creazione del personaggio, veniamo catapultati in questo mondo di gioco grigio e pericoloso, dove il nostro primo obiettivo è quello di ripulire e conquistare l’Asilo del Ramingo, una sorta di hub che sarà praticamente il nostro villaggio per tutta la durata del titolo. Qui facciamo la conoscenza delle prime meccaniche di gioco e tutto ciò che ne consegue, iniziando ad intravedere le principali differenze con i titoli souls-like. Ashen non offre uno stile classico action-RPG ma si avvicina più ad un action-adventure con alcuni e minimali risvolti RPG: progredendo nel gioco non saliamo di livello per potenziare le nostre abilità, ma potremo soltanto sfruttare le Scorie acquisite (l’equivalente delle anime di Dark Souls) per potenziare le nostre armi e comprare oggetti e/o pozioni utili nell’avventura. La componente più ruolistica, invece, la vediamo nella possibilità di scegliere alcuni cimeli o talismani che possono in qualche modo migliorare la nostra build di gioco, differenziandola un po’: alcuni di questi ci offrono dei bonus all’attacco, alla resistenza o alla salute, dandoci dei piccoli vantaggi in determinati stili adottati, così come la possibilità di avere vite extra, miglior resistenza al danno, attacchi più potenti e così via. Dopo aver familiarizzato un po' con gli aspetti più importanti del titolo facciamo la conoscenza di Jokell, il nostro comprimario iniziale che ci aiuterà nel nostro viaggio e ci offrirà anche delle quest secondarie che ci racconteranno la sua storia. E qui viene introdotta un'altra grande particolarità del gioco: la cooperativa. La componente co-op è un fulcro dell'intera esperienza di Ashen, sia che avvenga con personaggi guidati dal gioco stesso che in multiplayer con altri giocatori incontrati online. Nel corso dell’avventura non ci sarà solo Jokell ad aiutarci ma anche Silaren, Flokir, Elia e tanti altri. Ognuno di loro si aggiungerà nel corso della storia al nostro villaggio, portando nuove aggiunte di gameplay come nuovi oggetti da utilizzare in battaglia, potenziamenti per le armi, potenziamenti per le fiaschette e tanto altro.

MX Video - Ashen

Come detto in apertura, il gameplay di gioco è basato su un’esperienza souls-like, e questo lo si vede soprattutto nei combattimenti: abbiamo un tasto per l’attacco potente, uno per l’attacco base, uno per le schivate, un altro per bere le nostre fiaschette per recuperare la vita e via dicendo. Lo stile adottato è molto originale e offre non poca varietà in termini di gameplay: possiamo scegliere se usare arma singola e scudo oppure armi a due mani più potenti, o ancora lance da utilizzare dalla distanza e negli scontri ravvicinati. Ogni movenza è ben studiata e lavorata, difficilmente si vedranno le stesse animazioni impugnando armi diverse, sia per quanto concerne noi che i nemici che incontreremo, ed è importante usare sapientemente le schivate per non finire fin troppo facilmente vittime dei nostri avversari.

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L’esplorazione offre un mondo inizialmente piccolo, ma che diventa sempre più interessante e diramato nel naturale proseguire del gioco. Troviamo caverne che nascondono nuove armature, nuove armi e oggetti molto utili per potenziare e/o sfruttare in combattimento, ed ogni zona è diversa dalle precedenti, sia per stile che per estetica; l’Asilo del Ramingo è una collinetta grigia non troppo cupa, mentre a seguire incontriamo le Distese di Sindren, delle lande completamente oscure e inaccessibili. Ogni zona, inoltre, offre dei nuovi e temibili nemici da affrontare che diverranno via via più potenti col nostro avanzare. Il consiglio migliore è quello di intervallare missioni principali e secondarie sia per rendere l’esplorazione di gioco ancora più sensata e interessante, sia perché ci dà la possibilità di acquisire Scorie di gioco che ci aiuteranno a potenziare le nostre armi e le nostre fiaschette, così da poter affrontare con maggior tranquillità i nemici più potenti della storia principale.

Amore

L’Asilo del Ramingo

- Sicuramente il principale motivo per cui dovreste giocare questo titolo è quello di poter ricreare, in tutta la sua bellezza, il nostro Asilo del Ramingo. Come già accennato, si tratta di una sorta di hub di gioco che si modifica man mano ad ogni progresso che facciamo: ogni missione principale e secondaria trasforma questo piccolo villaggio in una grossa e monumentale comunità, capace di regalare non poche soddisfazioni ad ogni nostro ritorno a casa. L'idea di base del gioco è presa da Dark Souls 2, su questo non ci piove, ma è indubbio che i ragazzi di A44 siano riusciti ad andare oltre la loro ispirazione arricchendo la formula con elementi nuovi ed intriganti.

Contenuti e varietà

- A primo acchito Ashen può sembrare un gioco che offre molto poco in termini di contenuti, dove anche la mappa sembra piccola e poco ispirata. E considerando la durata complessiva, che si assesta sulle venticinque ore circa per essere completata nella sua versione normale, un giocatore potrebbe non aspettarsi grandi cose, eppure i neozelandesi A44 sono riusciti a rendere l’intero titolo estremamente appagante anche su questo aspetto. Innanzitutto il mondo di gioco, seppur non incredibilmente vasto, è perfettamente coerente con lo stile di gioco, dando al giocatore la possibilità di esplorare e recuperare oggetti utili alla sua avventura: non mancano infatti grotte segrete, impalcature a volte impossibili da scavalcare e animali misteriosi da seguire. Lo stesso dicasi per i nemici, tutti molto differenti tra loro e con una personalità distinta ed efficace, ricreando quella stessa magia che riuscì a mettere sul campo il capolavoro di From Software.

Aspetto visivo e sonoro

- Per Ashen gli sviluppatori hanno adottato uno stile low-poly, minimale ed espressivo, cercando di rappresentare ampi e spettacolari scenari ma lasciando anche spazio all'immaginazione ed interpretazione del giocatore. Ashen è un gioco che, visivamente, si rifà a quel capolavoro di Journey, e se di certo non riesce a raggiungere quelle vette artistiche forse inarrivabili, lo stile su schermo è comunque presente e molto godibile. Alcuni paesaggi vi lasceranno di stucco, così come alcuni richiami sonori che vi entreranno in testa facilmente, così come i versi di alcuni nemici. Ciò che maggiormente mi ha fatto innamorare, però, è la colonna sonora dell’Asilo del Ramingo che mi ha emozionato come fu per Anor Londo o Majula in Dark Souls.

Dungeon e boss

- Purtroppo i principali boss del gioco sono soltanto quattro, ma lasciatemi dire che oltre ad avere un bellissimo stile, offrono tutti un approccio diverso ed interessante. Prima di poterli affrontare bisogna superare un particolare dungeon pieno zeppo di nemici e altri ostacoli, per poi arrivare ad affrontare il boss della zona.

Odio

Cooperativa

- Non avrei voluto inserire la cooperativa tra le cose peggiori del gioco, ma purtroppo al momento ci sono non pochi problemi che andrebbero risolti urgentemente. Il gioco ci mette sempre a fianco un compagno guidato dall'IA, ma questo può essere tranquillamente sostituito da un giocatore reale che ne prende il controllo. Purtroppo non possiamo sapere di chi si tratta né tantomeno capire se sia ancora controllato dalla CPU o da un giocatore reale, e questo comporta una serie di problemi. Il primo è più insostenibile è quello relativo all’idea del mondo condiviso: giochiamo nella stessa partita ma ognuno vive la sua avventura, e per quanto possa sembrare interessante, vedere che alcuni pensano solo a loro stessi rovina l’esperienza di gioco. Il secondo problema è relativo ai continui crash di connessione che poi ci rendono inermi di fronte ai pericoli che il gioco ci mette contro, lasciandoci soli nel bel mezzo della battaglia. Per ora il consiglio che posso dare è disabilitare la cooperativa tramite l'apposito menu del gioco.

Ottimizzazione

- Se sul lato estetico e sonoro non c'è molto da recriminare, c’è invece molto da dire sull’ottimizzazione del gioco: il titolo viaggia su Xbox One X ad una risoluzione di 4K nativo che rende al meglio l’immagine di gioco, pulita e gradevole, ma questo non gli evita qualche calo di frame-rate in alcune e rare occasioni. Si può chiudere un occhio su questo, ma non sull'impostazione che forza i 1080p, che di fatto non porta nessun tipo di beneficio in termini di fluidità. Il gioco non passa a 60fps né tantomeno offre sostanziali cambiamenti rispetto alla risoluzione 4K, tranne appunto per una minor risoluzione. Inoltre nella prima prova il gioco è crashato più di qualche volta.

Difficoltà in singolo

- Contemplando l’idea della cooperativa, gli sviluppatori non hanno fatto caso a quanto fosse semplice il gioco con l’aiuto di qualcuno e di quanto fosse difficile se giocato in solitaria. Giocare in solitaria è sicuramente l'opzione che ho preferito, armato della mia runa Eremita che mi permetteva di passare oltre le porte che richiedevano due personaggi, ma più e più volte ho fatto i conti con una mancata ottimizzazione della difficoltà, con sfilze di nemici che attaccavano tutti insieme. Al contrario, affrontando il tutto in cooperativa, il mio compagno in pochi secondi li sconfiggeva tutti. Lo stesso dicasi per i boss, decisamente complicati in solitaria e troppo semplici in cooperativa.

Tiriamo le somme

Dopo anni di attesa, qualche rinvio e qualche sparizione dalle scene, Ashen è finalmente tra noi e si mostra in gran forma. Un action-RPG che offre dinamiche interessanti, una narrativa coinvolgente ed uno stile tutto suo molto particolare. La durata di circa venticinque ore è tra l’altro un sinonimo della cura con cui è stato realizzato, anche se vi suggerisco di passare alla modalità Progenie di Sissna che vi farà ricominciare il gioco con qualche difficoltà maggiore in termini di salute e resistenza. Mi ritrovo quindi a complimentarmi con estrema sincerità con i ragazzi di Aurora44 per la loro voglia di affermarsi in questo campo. Non posso che sperare in un seguito ancora più profondo e dinamico, perché per quanto concerne il genere souls-like, Ashen è sicuramente uno dei titoli più interessanti presenti sul mercato.
8.3

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L'autore

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Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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