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Anima: Gate of Memories

Recensione - Anima: Gate of MemoriesXbox One DigitalGame

Dopo una saga comprendente molteplici libri e giochi di ruolo da tavolo, arriva finalmente su console l'ibrido di action game e gioco di ruolo Anima: Gate of Memories. Già lo notammo lo scorso anno come uno dei titoli più promettenti del panorama indie, ma un progetto così ambizioso è in grado di risultare concorrenziale anche con il limitato budget indipendente? Scopriamolo insieme.

Il Gioco

Anima: Gate of Memories segue le vicende di due personaggi molto diversi tra loro, chiamati ad un'unica missione: recuperare l'antico artefatto di nome Byblos, il cui furto potrebbe causare una guerra tra due mondi. Qualcosa va però storto e i due protagonisti si risvegliano in una villa misteriosa piena di creature da un altro mondo e misteri da scoprire. I due sono The Bearer, una giovane cacciatrice letteralmente priva di un vero nome, ed il demone (o presunto tale) Ergo, il cui spirito è rinchiuso in un libro. Per poter tornare alla sua vera forma Ergo ha fatto un patto con The Bearer la quale lo può liberare per brevi periodi permettendogli di assumere le proprie sembianze umanoidi. La storia del gioco non offre particolari colpi di scena, ma offre un lore molto ricco e dettagliato basandosi anche sui molteplici libri (usciti anche in Italia) della saga Anima. Per quel che riguarda il gioco invece purtroppo c'è da accontentarsi dell'inglese, ma questo comprende anche un ricco doppiaggio dei personaggi.

La premessa del duo di personaggi offre un cambiamento importante nello stile del gameplay, che va a prendere spunto da certi picchiaduro che offrono le battaglie "tag team". Se la giocabilità di base ricorda molto action game in terza persona alla Devil May Cry, la possibilità di alternare i due personaggi aggiunge una notevole profondità a un sistema di combo già molto interessante. Gli attacchi corpo a corpo sono relativamente limitati, anche se combinabili in tanti di modi, ma l'aggiunta di magie anche a distanza rende il tutto molto più vario, e poter unire le mosse dei due personaggi può creare attacchi davvero micidiali. C'è però anche molta tattica nello scambio tra i due, poiché non solo hanno mosse diverse tra loro ma anche barre separate di salute, mana e stamina, pertanto se un personaggio è nei guai può sempre intervenire l'altro.

MX Video - Anima: Gate of Memories

The Bearer ed Ergo sono anche molto personalizzabili: oltre a diversi look sbloccabili con il pre-order o finendo il gioco, troviamo anche una marcata componente di gioco di ruolo. Non solo combattere fa guadagnare punti esperienza, spendibili su entrambi i personaggi per sbloccare nuove abilità o potenziare quelle esistenti, ma un sistema di loot ci permette anche di trovare (o comprare) in giro per gli scenari oggetti quali armi e amuleti, capaci di potenziare in tanti modi le statistiche dei giocatori nello stile classico dei giochi di ruolo. Possiamo così intervenire su vita, stamina, attacco, chance di colpo critico e danni.

Il paragone con Devil May Cry non era certo casuale, perché non si presenta solo nel sistema di combattimento ma anche nella struttura degli scontri. Solitamente infatti ogni sfida avviene con la chiusura dell'area tramite varchi incavalcabili che non scompaiono finché l'ultimo avversario non è stato distrutto. Ciò avviene anche coi boss e miniboss, dotati (come anche i nemici comuni) di una barra della vita ben visibile per far capire al giocatore quanto manca alla vittoria e poter così adeguare le proprie tattiche. Gli oggetti già menzionati inoltre comprendono anche pozioni ed elisir con effetti di ogni genere: recupero immediato della salute, velocità di rigenerazione aumentata, danni incrementati... tutti effetti temporanei che possono aiutare il giocatore nei momenti difficili.

Ma al di là dei combattimenti, uno degli aspetti più affascinanti di Anima: Gate of Memories è l'esplorazione. A differenza dei caposaldi del genere infatti, le aree sono raramente lineari e offrono al giocatore molta libertà di esplorare non solo per trovare oggetti, ma anche scoprire segreti e passaggi. Esempio emblematico di questo è una labirintica villa piena di manichini viventi (e assassini, tanto per cambiare) con molteplici passaggi nascosti che vengono aperti soltanto risolvendo degli enigmi basati sul passato del luogo e dei personaggi che vi sono passati, cosa che ci porta ad esplorare ed indagare per trovare informazioni sulla storia del posto. Questo crea anche molto backtracking a dire il vero, ma essendoci il respawn dei nemici questo difficilmente risulterà noioso, anche perché ogni combattimento è utile a potenziarsi. Vista la struttura aperta delle mappe è peraltro anche possibile imbattersi in boss inizialmente insuperabili, ai quali tornare quando saremo più potenti, o anche incontrare nuovi eventi in zone già esplorate: questo fa sì che ogni giocatore abbia un'esperienza diversa dagli altri.

Questo va poi a influenzare anche la storia del gioco, che se da una parte risulta abbastanza lineare dall'altra presenta variazioni molto particolari. Anche qui menziono un esempio concreto: nel gioco c'è una prigione che rinchiude alcuni misteriosi personaggi, ed esplorando tutte le ambientazioni è possibile salvarli tutti tranne uno. Cosa faranno questi una volta usciti è poi tutto da scoprire, e può, come in altri eventi, avere un impatto anche sul finale di gioco. Anima: Gate of Memories può infatti finire in modi molteplici, andando inevitabilmente ad aumentare una longevità e varietà già davvero niente male.

Graficamente Anima: Gate of Memories non è su livelli altissimi, anzi ricorda certi action game dell'inizio della scorsa generazione; sicuramente comprensibile comunque visto il budget ridotto. Ciò che però colpisce positivamente è però il lato artistico: pur con modelli poligonali semplici e texture non sempre affascinanti, gli sviluppatori hanno saputo creare un ambiente vivo, colorato, stiloso e molto vario, fatto di campi verdi aperti, claustrofobiche ville, aree di montagna innevate, formazioni rocciose, città distrutte... ogni area presenta stile e contenuti diversi dagli altri, donando sempre nuove sensazioni e con nuove meccaniche da scoprire. Il tutto a 60 fps fissi senza il benché minimo calo, e durante il test non ho incontrato nemmeno crash o bug grafici di alcun genere. Tutto funziona anche bene grazie allo stile grafico, che combina questi ambienti colorati e vari a un look dei personaggi che ricorda molto gli anime, nonostante sia una produzione europea. Tra l'altro tutti i dialoghi - e ce ne sono parecchi - sono doppiati in inglese; come già accennato, comunque, non v'è presenza per ora di localizzazione italiana per cui, vista l'importanza di alcuni elementi della trama, lo sconsiglio a chi non si trova a suo agio con la lingua anglosassone almeno scritta.

Amore

Azione di qualità

- Forse non saremo ai livelli di Devil May Cry o degli action game di Platinum Games, ma Anima: Gate of Memories presenta un gameplay molto adrenalinico e divertente caratterizzato da combo fluide e precise con tanto di attacchi a distanza e da una gestione delle statistiche in stile RPG. La varietà dei nemici costringe poi il giocatore ad alternare al meglio tattiche e personaggi, offrendo costantemente battaglie tese e varie ed un buon livello di sfida.

Stile artistico azzeccato

- Graficamente potrebbe sembrare un gioco di una decina di anni fa, ma questo non significa che sia brutto da vedere, anzi: gli sviluppatori hanno infuso il titolo con scenari di pregevole fattura e molto vari, oltre che personaggi ben caratterizzati dal look orientale. Gli artisti di Anima Project hanno davvero saputo offrire paesaggi ed atmosfere molto originali e godibili nonostante il budget e le possibilità tecniche limitate.

Cura dei dettagli tecnici

- A proposito di possibilità tecniche, nonostante la qualità grafica non sia eccelsa il gioco funziona alla grande con 60 frame al secondo fissi senza alcun calo, hitbox impeccabili, controlli sempre molto precisi e reattivi e menu comodi e intuitivi. Anima: Gate of Memories rivela molta cura in ogni suo aspetto, e nonostante sia un titolo indipendente per molti aspetti se la gioca coi migliori action game delle ultime generazioni.

Una vera avventura

- Pur trattandosi di un action game alla Devil May Cry, Anima: Gate of Memories presenta una trama intrigante con un lore molto profondo e creativo basato sui numerosi libri della saga Anima, ed il tutto affrontabile con una giocabilità davvero molto aperta che ci vede esplorare ampie aree ricche di passaggi e segreti, risolvendo enigmi e percorrendo anche occasionali sezioni platform. Insomma, proprio come deve essere un'avventura: varia, sorprendente, affascinante.

Odio

E adesso che si fa?

- Per via di questa giocabilità molto aperta, Anima: Gate of Memories può anche confondere molto il giocatore: spesso ci si ritrova in zone insuperabili con combattimenti impossibili da vincere, costringendoci a tornare indietro sperando di trovare altre vie. Capita poi che azionando delle leve si aprano delle porte in altre aree della mappa, ma non sempre è chiaro dove costringendoci a riesplorare zone già ampiamente visitate per vedere se si siano aperti nuovi passaggi. Sicuramente ci vuole pazienza.

English only

- Come fin troppo spesso accade con le produzioni indipendenti, Anima: Gate of Memories è interamente in inglese. Nonostante il budget ridotto, c'è persino un vasto doppiaggio (anche se non di qualità eccelsa) e lunghi testi ben scritti, ma niente di tutto questo prevede l'opzione italiana. Per fortuna per ogni dialogo siamo noi a decidere quando mandare avanti il discorso frase per frase, quindi chi se la cava benino con l'inglese ha tempo per leggere tutto con calma, ma chi non conosce la lingua è praticamente impossibilitato a giocare.

Il platform no!

- La grande varietà di Anima: Gate of Memories prevede anche diverse sessioni che ricordano i platform game tridimensionali alla Super Mario 64, con piattaforme volanti sulle quali saltare mentre si muovono. La telecamera del gioco è però abbastanza lontana dal personaggio ed è da gestire manualmente, cosa che se non è un problema nei combattimenti (complice l'auto-lock sui bersagli attivabile con un tasto), lo diventa nelle sezioni platform portandoci a sbagliare spesso. Peraltro anche alcune boss battles prevedono questo tipo di meccaniche, con tutte le scomodità che questo può generare. Non si tratta di un qualcosa di ingiocabile, ma può portare ad una certa quantità di frustrazione.

Tiriamo le somme

Anima: Gate of Memories è un progetto vasto ed ambizioso, e come tale soffre della sua natura indie dal budget ridotto, ma i ragazzi di Anima Project sono riusciti comunque a creare una chicca davvero notevole con un sistema di combattimento divertente e curato, uno stile artistico estremamente godibile e soprattutto un design che ci porta ad esplorare liberamente il mondo di gioco man mano che ne scopriamo i segreti. E' un'avventura longeva, divertente e sorprendentemente creativa che consiglio a tutti gli amanti degli action games, purché però sappiano comprendere i numerosi testi in inglese. Da provare.
8.0

Recensione realizzata grazie al supporto di BadLand Indie e Xbox.


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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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Commenti

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