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Broken Sword 5: La Maledizione del Serpente
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Recensione - Broken Sword 5: La Maledizione del SerpenteXbox OneGame

I giocatori più stagionati ricorderanno chiaramente l’esordio della serie d'avventure punta e clicca Broken Sword. Correva l’anno 1996, il genere era molto in voga e L’ombra dei Templari, sviluppato per PC e PlayStation, ricevette ottimi consensi, anche ma non solo per l’ottimo comparto grafico. A distanza di quasi 20 anni il quinto capitolo, Broken Sword 5: La Maledizione del Serpente, arriva ora sulle nuove console: riuscirà a stupirci oggi come allora?

Il Gioco

L’ultimo capitolo della serie, Broken Sword, come gli appassionati certamente sapranno, risale al 2006 ed uscì esclusivamente su PC; stiamo parlando di Broken Sword: L’Angelo della Morte. Il gioco, nato dallo sviluppo congiunto di Revolution e Sumo Digital, ricevette un’accoglienza discreta dalla critica e fece felici i fan, che non accettavano di buon grado l’esaurimento della saga nella trilogia prevista fin dal principio. Ben 6 anni dopo, nell’agosto 2012, accontentando le richieste degli appassionati Revolution decide di autofinanziarsi per creare un quinto capitolo della saga. La campagna su Kickstarter è un successo: il traguardo minimo era segnato a 400.000 dollari e le donazioni arrivano quasi ad 800.000, permettendo quindi agli sviluppatori di cominciare i lavori su Broken Sword 5: La Maledizione del Serpente.

Broken Sword 5: La Maledizione del Serpente è il primo episodio della saga sviluppato e prodotto completamente da Revolution Software. Scritto e diretto da Charles Cecil, fondatore e presidente di Revolution nonchè mente dell’intera serie, il titolo vede i protagonisti George Stobbart, assicuratore, e Nico Collard, giornalista e fotografa freelance, alle prese con un misterioso quadro, "La Maledicciò", trafugato da una galleria d’arte di Parigi mentre un prete afferma che si tratta di un dipinto maledetto. I due iniziano quindi ad indagare sul furto, scoprendo strani collegamenti con antichi culti cristiani e viaggiando anche a Londra ed in Spagna per fare chiarezza sul caso. Ovviamente sta a noi dipanare la matassa e risolvere le indagini.

Come avrete intuito, anche in questo episodio abbiamo a che fare con una classica avventura punta e clicca che torna alle origini 2D della serie, con dettagliatissimi scenari disegnati a mano e personaggi renderizzati in 3D. Troviamo la classica interfaccia a puntatore contestuale che cambia in tempo reale, permettendoci di compiere azioni diverse a seconda di dove lo posizioniamo (agendo sullo stick del controller) sullo schermo di gioco. Una delicata vibrazione del pad, eventualmente disattivabile, ci avverte della possibilità di interagire con quella particolare porzione di scenario, in modo che possiate dedicarvi in maniera piuttosto mirata alla ricerca di indizi e all’interazione con essi.

In ogni momento è possibile accedere all'inventario per utilizzare gli oggetti in nostro possesso su altri oggetti o persone, o al telefono per cercare di comunicare con gli altri personaggi del gioco.

Inoltre è possibile, senza uscire dal gioco, accedere al menu per variare diverse opzioni tra cui quelle relative a lingua parlata (di default presente quella italiana) e sottotitoli, oltre alla possibilità di salvare e caricare in ogni istante i vostri progressi di gioco, che quindi non saranno legati a checkpoint prestabiliti. Il gioco vi terrà impegnati per circa una dozzina d'ore, a seconda di quanto impiegherete per risolvere i vari enigmi: al prezzo di 29,99 Euro, è sicuramente una longevità più che buona.

Amore

Controlli efficaci

- Personalmente, trattandosi di un gioco nato e pensato per PC, nutrivo più di qualche serio dubbio sulla funzionalità dell’interfaccia tramite il pad della console. Invece sono rimasto piacevolmente colpito dal lavoro svolto dagli sviluppatori: il sistema di controllo, pur non raggiungendo per ovvie ragioni l’immediatezza di un mouse, mi è sembrato agevole ed intuitivo grazie anche al puntatore contestuale, che riduce al minimo i movimenti, e allo stick destro, che permette di far scorrere lo scenario mentre si muove il puntatore.

Grafica

- Il comparto grafico del gioco è generalmente piacevole: i fondali sono estremamente dettagliati e molto pittoreschi e riescono a farvi sentire davvero nei luoghi dove si ambienta la vicenda, mentre i personaggi risultano molto cartoonosi, ben disegnati e animati in maniera fluida e convincente riuscendo a fondersi bene bene con lo scenario.

Una storia convincente

- La trama è interessante, ben articolata e capace di tenere alta l’attenzione del giocatore senza annoiare, anche grazie ad una certa varietà in alcuni enigmi proposti, che non limita il giocatore semplicemente a cercare di usare ogni oggetto in suo possesso su qualsiasi cosa, per venire a capo delle situazioni di stallo. Tutto presenta un senso ben preciso e dopo un po' che si sarà entrati nella mentalità di risoluzione del gioco, tutto sarà più semplice e fluido, senza per questo risultare comunque scontato.

Odio

Paesaggi congelati

- I fondali, come detto in precedenza, sono molto belli da vedere però li ho trovati troppo statici: qualche animazione in più avrebbe giovato tantissimo dal punto di vista dell’immersività e ci avrebbe resi più partecipi nelle azioni svolte dai personaggi.

Intermezzi

- Le scene di intermezzo non mi sono piaciute molto: spesso la scelta delle inquadrature è discutibile e le animazioni sembrano molto più legnose e innaturali di quelle che possiamo apprezzare ingame. E’ un peccato, visto che queste sequenze dovrebbero servire ad incrementare il senso di immedesimazione del giocatore nella vicenda narrata, invece troppo spesso ottengono esattamente l’effetto opposto.

Doppiaggio

- Il doppiaggio in italiano (ma anche quello in inglese) non mi ha convinto molto: troppo impostato e davvero poco sentito per risultare credibile. Spesso, inoltre, alcune voci sembrano non sposarsi per nulla coi personaggi a cui sono state assegnate. Molto meglio impostare, dalle opzioni del gioco, l'ottimo doppiaggio originale in francese con sottotitoli in italiano.

Tiriamo le somme

Broken Sword 5: La Maledizione del Serpente porta su console un genere davvero poco presente e questo, al di là della qualità del titolo, non può far altro che piacere; il gioco non potrà non far battere il cuore a tutti gli appassionati della saga e, più in generale, ai veterani cresciuti con le avventure punta e clicca sono cresciuti. Pur avendo qualche innegabile pecca, il gioco è ampiamente godibile sia dal punto di vista della storia, interessante e con personaggi ben caratterizzati, che del gameplay e della longevità considerato anche l'ottimo prezzo. I peccati presenti sono tutto sommato veniali e non inficiano il godimento di un’avventura che, per una volta, vi permetterà di usare un pochino di materia grigia.
8.0

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