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Spy Chameleon

Recensione - Spy ChameleonXbox One DigitalGame

Dopo gli aggeggi ultratecnologici di Splinter Cell, le improbabili scatole di Metal Gear Solid ed i travestimenti di Hitman, qual è la nuova frontiera dello stealth? Ovviamente coloratissimi camaleonti! O almeno questo è quello di cui vuole convincerci Spy Chameleon, uscito finalmente su Xbox One dopo l'approdo lo scorso anno su PC e Wii U. Analizziamolo insieme.

Il Gioco

Spy Chameleon di Infinity Pixel è un titolo stealth con grafica tridimensionale e visuale dall'alto dove si controlla un camaleonte all'interno di aree minuscole piene però di cose da raccogliere e occhi indiscreti da evitare. Robot sentinella, telecamere di sicurezza, bizzarri animali che tendono agguati. Le aree contrassegnate in bianco indicano chiaramente fin dove arriva la visuale dei nemici, pertanto le stanze diventano dei veri e propri campi minati dove schivare quasi tutto e arrivare all'uscita. Essere individuati comporta il fallimento immediato, con conseguente ripartenza dall'ultimo checkpoint (o dall'inizio del livello). Dove non arrivano i nascondigli, il giocatore può crearseli assumendo uno dei 4 colori (verde, rosso, blu e giallo) dei 4 tasti colorati del controller di Xbox One per mimetizzarsi con tappeti o altre superfici poste sul pavimento.

Nonostante sia un titolo stealth, Spy Chameleon sa essere veloce e frenetico con il giocatore impegnato a rifare lo stesso livello diverse volte a diverse difficoltà, ma anche andando a raccogliere mosche e coccinelle in giro per i livelli, nonché poi puntare a record di tempo sempre migliori, confrontabili nelle classifiche globali. Ci sono ben 100 livelli di gioco, ognuno disponibile in diverse difficoltà, con 3 obiettivi opzionali e le classifiche, e per quanto si tratti di livelli corti che variano da pochi secondi a 1-2 minuti al massimo, la rigiocabilità e l'aspetto competitivo vanno ad aumentare notevolmente una longevità già di tutto rispetto.

Graficamente il titolo sfoggia un look semplice ma efficace, con modelli poligonali non particolarmente dettagliati ma ben distinguibili tra loro. Stilisticamente parlando riprende molto i colori e il kitsch degli anni '80, elemento che si trova anche nella colonna sonora che sembra tratta direttamente da un telefilm poliziesco di quell'epoca, ricordando in questo il recente LA Cops. Da questa semplicità ne trae vantaggio la fluidità e velocità del titolo: non solo c'è un framerate stabilissimo a 60fps senza il minimo calo o blocco, ma anche i caricamenti sono immediati, con addirittura le ripartenze dall'ultimo checkpoint che non richiedono attese di alcun tipo, potendo quindi riprovare i propri fallimenti dopo pochi decimi di secondo.

Completare una volta ognuno dei 100 livelli a difficoltà crescente di Spy Chameleon può richiedere un paio d'ore per i giocatori più abili, ma completare tutti gli obiettivi opzionali e quelli relativi al gamerscore può richiedere anche una dozzina d'ore, numero che può aumentare ulteriormente se si decide di lottare per le posizioni in classifica coi propri tempi - l'unica componente sociale del titolo, in assenza di qualunque forma di multiplayer. Una buonissima longevità per un prezzo di lancio decisamente amichevole di 4,99 Euro, accompagnata anche da una localizzazione completa in italiano del titolo, per quel poco che i testi vadano a contare in un gioco così semplice da capire.

Amore

Furtività frenetica

- Spy Chameleon presenta una meccanica di gioco piuttosto innovativa, dove il protagonista camaleonte diventa invisibile ai propri nemici quando assume il colore della superficie su cui sta. E' un'idea intrigante, e alla base c'è una giocabilità precisa e divertente dove sfruttarne le potenzialità. Da sottolineare anche la notevole velocità del titolo - nonostante sia un titolo furtivo, i tempi da battere per gli obiettivi opzionali e dei livelli corti che ben si prestano a dei veri e propri speed run trasformano un tipo di gioco generalmente lento in qualcosa di adrenalinico. Con successo, aggiungerei.

Okay, il prezzo è giusto!

- Il titolo offre ben 100 livelli in due difficoltà, con 3 obiettivi opzionali e classifiche dove battere i propri amici. Tra questi e gli obiettivi per il punteggio giocatore, il titolo può rubare anche dozzine di ore ai giocatori con più dedizione, e pur non presentando alcuna componente multiplayer, i ragazzi di Unfinished Pixel hanno riempito il gioco di cose da fare, una rarità nei titoli indie di questo genere. A questo si aggiunge un prezzo di lancio davvero invitante di 4,99 Euro, creando un rapporto longevità/prezzo sicuramente impressionante.

Odio

Un po' di ripetizione

- Nel corso dei 100 livelli tantissime situazioni, idee e meccaniche di gioco vengino riutilizzate dozzine di volte, complice il fatto che Spy Chameleon non è un titolo particolarmente ambizioso, pur risultando molto divertente. Andando avanti con i livelli questo può iniziare a stancare prima o poi, specie se si punta a completare ogni obiettivo opzionale, cosa che richiede minimo 2-3 completamento su ogni livello. I cacciatori di gamerscore dovranno quindi armarsi di un po' di pazienza, poiché finire ogni cosa può essere un po' stancante.

Tiriamo le somme

Spy Chameleon è un gioco stealth veloce e divertente, dove con visuale dall'alto e uno stile anni '80 si seguono le peripezie di un camaleonte che per nascondersi dai propri nemici dovrà mimetizzarsi col proprio ambiente nei quattro colori dei tasti del controller di Xbox One. Pur senza ambire a innovazioni particolari, la meccanica di gioco è sufficientemente fresca per non passare inosservata; questa ed un gameplay preciso e divertente rendono il lavoro di Unfinished Pixel un'esperienza consigliabile. Al prezzo di lancio di 4,99 Euro il titolo offre ben 100 livelli, una marea di obiettivi opzionali e classifiche (ma niente multiplayer), che nella pratica si trasformano in almeno una dozzina di ore di divertimento di qualità. Non sarà un capolavoro senza tempo, ma Spy Chameleon diverte e offre una quantità di contenuti impressionante a un prezzo veramente ridotto. Difficile sbagliarsi con questo acquisto.
8.0

Recensione realizzata grazie al supporto di Unfinished Pixel e Xbox.


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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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Commenti

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