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Lifeless Planet

Recensione - Lifeless Planet

Cosa fareste se vi ritrovaste da soli, perduti in un pianeta sconosciuto dove montagne e distese desertiche sono accompagnate da misteriose strutture umane come tralicci della corrente e palazzi in muratura? Lifeless Planet prova a suggerirvi una risposta: iniziate a camminare. E a saltare.

Il Gioco

Realizzato quasi interamente da un singolo sviluppatore indipendente, David Board, Lifeless Planet ci mette nei panni di uno scienziato astronauta a bordo di una navicella in missione con due suoi colleghi verso un pianeta lontano apparentemente rigoglioso di vita. All'arrivo sul pianeta però la navetta impatta violentemente al suolo ed il nostro astronauta perde i sensi; al suo risveglio scopre che i suoi compagni sono spariti e che quello che sulla Terra era stato confermato come un pianeta ricco di vita, durante il viaggio spaziale è misteriosamente diventato arido e spoglio. Inizia quindi la nostra avventura, mentre ci mettiamo alla ricerca dei compagni dispersi e di un modo per tornare a casa; le cose si complicano però quando ci imbattiamo in strutture tipicamente terrestri: pali della luce, case e palazzi sparsi sulla superficie del pianeta. Com'è possibile che qualcuno vi sia arrivato prima di noi riuscendo addirittura ad edificare simili strutture? E come mai il tutto sembra abbandonato ormai da tempo?

Lifeless Planet è definibile come un platform-puzzle game esplorativo, che ci vede - nelle circa 4 ore e mezza necessarie per completare la storia - girovagare per immense ambientazioni in continua evoluzione: si va da semplici canyon desertici ad ambienti ricoperti di enormi cristalli esagonali, passando per lande dominate da vulcani eruttanti ed altre ancora più esotiche che preferisco non rivelarvi. Qui controlliamo il protagonista - un classico astronauta nella sua ingombrante tuta spaziale - con una visuale in terza persona mentre cerchiamo indizi sul passato del pianeta e su un modo per tornare a casa. La componente platform consiste nel fatto che per procedere dobbiamo spesso saltare tra diverse strutture, aiutati dal un piccolo jet-pack della tuta pensato principalmente per spostarsi nello spazio, ma che qui grazie alla minore gravità rispetto alla Terra ci permette di compiere piccoli balzi; talvolta è possibile inoltre trovare nell'ambiente delle bombole (la cui presenza fa parte del mistero che circonda il pianeta) per ottenere una spinta extra in grado di farci saltare per distanze maggiori.

La parte puzzle invece consiste in alcuni semplici enigmi, piuttosto distanti l'uno dall'altro, che ci vedono interagire con vari oggetti per riuscire a superare determinate aree. In realtà questi sono sempre molto semplici e non costituiscono una grande sfida: fungono più da corredo alla storia che da perno centrale del gameplay. Ed infatti il cuore dell'esperienza di Lifeless Planet è proprio scoprire un po' alla volta l'affascinante storia del pianeta e dei suoi precedenti abitanti, obiettivo raggiungible tramite l'esplorazione e la raccolta di diversi audio-diari (sottotitolati in italiano) che poco a poco ci rivelano cos'è accaduto lì e che fine ha fatto la vita rigogliosa che avremmo dovuto trovarvi. Non manca anche qualche sorpresa e colpo di scena, mentre in alcuni frangenti il gioco assume addirittura contorni quasi da thriller facendoci temere ad ogni passo per la nostra incolumità. Ed i pericoli non mancano: pur non essendoci dei veri e propri nemici, il pianeta è inospitale e dal suolo fuoriescono delle pericolose radici pronte ad afferrarci qualora dovessimo passarci troppo vicini. Anche in questo caso comunque basta evitarle: non è un gioco basato sulla sfida e sulle abilità, ma semplicemente sulla voglia del giocatore di esplorare una storia affascinante e misteriosa.

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Amore

Hardcore sci-fi

- Quella di Lifeless Planet è una vera storia di fantascienza vecchia maniera, come avrebbero potuta scriverla un Asimov o un Clarke; si schiude poco alla volta rivelandoci una trama interessante e sorprendente, accompagnata anche da un sotto-tema a sfondo ecologico che non stride affatto nell'insieme. Anche se il gioco ha un gameplay molto basilare e basato sul continuo camminare ed esplorare, la storia riesce a mantenere alto l'interesse del giocatore dall'inizio alla fine, portandoci a voler scoprire tutto del misterioso pianeta. In qualche occasione il gioco mi ha ricordato - a livello di storia ed atmosfere - opere come il mai dimenticato The Dig di LucasArts o anche il più recente Interstellar. E non è poco.

Stranger in a strange planet

- Un altro aspetto che Lifeless Planet riesce a rendere con efficacia è il darci la sensazione di stare in un mondo enorme, sconosciuto ed inospitale. Camminare senza sosta tra le enormi vallate, sui picchi di altissime montagne, tra strane strutture di minerali o in vaste distese di lava senza alcuna forma di vita nei paraggi riesce a farci sentire davvero persi, al limite della disperazione. Il design delle ambientazioni è fatto però in modo da riuscire sempre ad indicarci la strada da seguire, a volte tramite piccoli indizi, a volte con indicazioni molto più ovvie, aiutandoci sempre a capire dove procedere in ogni ambiente. E credo che questo sia il gioco nel quale ho fatto maggior uso della funzione screenshot di Xbox One, per immortalare tutti gli scorci più belli ed affascinanti che mi capitava di vedere.

Colonna sonora

- Le nostre esplorazioni sono spesso accompagnate da melodie di sottofondo che nei momenti giusti riescono a sottolineare molto efficacemente la drammaticità di alcune situazioni o a trasmetterci una sensazione di pericolo per farci stare più in ansia, creando una grande atmosfera. Una gradita sorpresa.

Odio

Cammina, cammina… e cammina ancora

- Il problema maggiore di Lifeless Planet è il fatto di essere basato al 90% su narrativa ed esplorazione, senza veri elementi di gameplay ad intrattenere il giocatore; si, ogni tanto c'è un enigma da risolvere e lo spostamento tra gli ambienti richiede buone dosi di platforming, ma tutto è sempre molto semplice e le nostre abilità di giocatori non sono certo messe alla prova. Le ambientazioni sono peraltro immense e quindi alla lunga camminare da un punto all'altro potrebbe diventare tedioso. Fortunatamente la trama riesce a tenere alto il nostro interesse fino alla fine, ma sicuramente un po' più di dinamicità nel gameplay non avrebbe guastato.

Ed ora? Come mi trovo qui?

- Ogni tanto nel corso della storia capita che raggiungiamo un luogo ed improvvisamente ci troviamo all'inizio di un nuovo capitolo, in una location completamente diversa o in una differente ora del giorno, magari di notte quando pochi secondi prima era giorno. Questo crea una sorta di discontinuità nella narrazione, qualcosa che si poteva magari ammorbidire con delle sequenze che mostravano cosa ci avesse portato da una parte all'altra. Ma mi rendo conto che forse è chiedere troppo ad una produzione indipendente di questo tipo.

Controlli migliorabili

- Le fasi di platforming, per quanto semplici, a volte possono risultare un po' frustranti per via dei non precisissimi controlli, che a volte ci portano a mancare una piattaforma finendo nel vuoto. Nulla di grave, anche perché i checkpoint sono sempre molto vicini tra loro e morire non è mai un problema, ma si tratta comunque di un'area in cui si poteva fare qualche miglioria.

Tiriamo le somme

Una sorta di Journey nello spazio, meno poetico e più misterioso, Lifeless Planet ci narra una storia affascinante immergendoci in un enorme mondo alieno. Si cammina molto, si legge altrettanto e si agisce relativamente poco; se siete appassionati di fantascienza e delle esperienze esplorative e principalmente basate sulla narrazione, riuscirà probabilmente a conquistarvi, mentre se siete amanti delle sfide e dell'azione fareste bene a starne alla larga. Personalmente mi ha catturato e non mi dispiacerebbe affatto giocarne un seguito. Un'ultima nota la riservo al prezzo: 19,99 Euro sono forse un po' troppi per un titolo del genere, ma nei primi giorni di lancio sarà scontato del 20% e se pensate che possa un minimo interessarvi vi consiglio di prenderlo finché il prezzo è ancora basso. O di aspettare magari che capiti in qualche ondata di sconti per gli utenti Gold.
7.5

Recensione realizzata grazie al supporto di Stage 2 Studios e Xbox.


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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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